Michael Ledeen: «tragicamente innamorato di Napoli»

Michael Ledeen: «tragicamente innamorato di Napoli»
«i piemontesi fecero i lager, l’unificazione un male per la città»

Angelo Forgione – Michael Ledeen è un giornalista e storico americano, grande appassionato di storia e cultura italiana. Ha scritto “Virgil’s Golden Egg and other Neapolitan Miracles” (vai a Google books), un libro che parla della leggenda di “Virgilio Mago”, andando alle fonti della creatività Napoletana di cui si dice profondamente innamorato con una decisa impronta revisionista riguardo le vicende unitarie. Ledeen, come Schifano e Gilmour, arricchisce quella schiera di intellettuali, non  a caso stranieri, che rinforzano senza veli e retorica la verità storica.
Lo scorso 29 Maggio ha rilasciato un’intervista per la testata “L’Occidentale” che propongo a seguito dell’attacco al poeta latino da parte dell’assessore al turismo del Comune di Mantova.
Di seguito i passaggi più importanti che riguardano la Napoli di oggi e il trattamento ad essa riservato nel processo risorgimentale.

“Virgilio Mago” veniva considerato il protettore della città. Secondo lei quant’è importante preservare miti e simboli della tradizione antica?
Quella classica e medievale è stata una cultura fondamentale. Lo è ancora, se c’interessa risalire alle origini della civiltà occidentale. A Napoli questa cultura si respira ovunque, nelle strade, nel tufo delle case, nei sotterranei della città. Sono affascinato da questi luoghi che ci riportano alla Magna Grecia, per non parlare del Golfo e delle isole, meta di tanti patrizi e imperatori romani.

Cosa vuol dimostrare con questo libro?
(…) Napoli è una città vivissima, stravivace, ferve di opere 24 ore su 24. Sembra di stare a New York, ha lo stesso ritmo. Goethe, Hans Christian Andersen, Mark Twain, sono solo alcuni dei grandi scrittori rimasti fulminati dalla sua musica, dal suo clamore e dai suoi rumori. Ne sono tragicamente innamorato.

E la Camorra? Secondo lei è un problema che si può risolvere?
Forse è impossibile. La creatività di cui parlo agisce nel bene e nel male. Napoli è tutto quello che ho appena descritto ma è anche la capitale di una delle mafie più terribili al mondo. Roberto Saviano ha scritto tanto, e tanto bene, su questo. Apprezzo il suo libro, Gomorra. Forse la Camorra potrebbe essere sconfitta solo ricorrendo all’uso della forza. Mussolini ci ha provato, ma oggi quei mezzi sarebbero inaccettabili. Gli italiani non sono disposti a disciplinare la città con l’esercito.

Ci provarono anche i Piemontesi centocinquant’anni fa. Esportavano la democrazia?
Non credo che si tratti di una mancanza di democrazia e poi, guardi, i Piemontesi a Napoli hanno governato male. Crearono dei campi di concentramento come abbiamo fatto noi americani in Germania e Giappone. Il vero problema è il malgoverno, sia della destra che della sinistra.

Cosa l’ha colpita di più dei napoletani?
Che a Napoli i morti sono iperattivi. Gli spettri frequentano le case dei vivi, aleggiano nei sogni e sulle scommesse del lotto. Sono partito da qui per studiare il ruolo della morte nella cultura occidentale: un secolo fa il sesso era un tabù e la morte qualcosa di normale. Ora le cose si sono rovesciate. La morte è diventata un tabù, il sesso sembra normale. Credo che andrebbe scritta una storia della morte nel mondo moderno. Fino a un secolo e mezzo fa i morti venivano esclusi dall’umano consesso, poi siamo riusciti lentamente ad assimilarli e includerli nei nostri riti sociali e nazionali. Su questi morti, le guerre, i sacrifici, anche in Italia si è creata un’identità comune. Ma i napoletani mi sembrano restii a concedere i loro morti all’Italia. L’unificazione non è stata un fatto positivo per Napoli.

Caldoro: «Basta offese, fermeremo i rifiuti del Nord!»

Caldoro: «Basta offese, fermeremo i rifiuti del Nord!»
ma gli industriali del settentrione paghino i danni!

Angelo Forgione – Come De Magistris, anche Caldoro è sempre più insofferente agli attacchi di Bossi & C., alleati ingombranti per il PDL meridionale. Il proclama del Senatùr “i rifiuti di Napoli glieli abbiamo messi in quel posto” col quale ha esultato all’inaccoglienza delle regioni del Nord della spazzatura campana, ha urtato ancora di più il Presidente della Regione Campania che ha dichiarato di essere al lavoro per bloccare i rifiuti industriali che dal Nord continuano ad arrivare al Sud come prima risposta alla mancanza di reciprocità.
Gli strali di Bossi sono di fatto un’ammissione di responsabilità e fanno per questo ancor più rabbia: sono anni che al Sud ce lo mettono a quel posto. Come dimostrato dalla Magistratura, la Campania, grazie agli accordi illeciti tra l’imprenditoria settentrionale e la malavita meridionale, ha ingoiato vagonate di rifiuti velenosi che hanno compromesso intere aree agricole ma anche il nostro mare, causando una spaventosa impennata di tumori nella popolazione campana. Gli imprenditori del Nord, invece di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti speciali con tecnologie appropriate e in piena legalità, hanno pensato bene di inquinare i territori, ma non quelli loro bensì quelli sufficientemente lontani, consapevoli del crimine che stavano compiendo. Il prezzo pagato dal nostro territorio è incalcolabile, e l’andazzo continua silenzioso.
Mi viene in mente l’interessantissimo libro “And so , what…? (Tornano i bastimenti da terre più o meno lontane)” di Pasquale Russiello, fondatore dell’onlus “Arrivano i nostri”, nel quale vengono presentate molte questioni attuali che riguardano Napoli e la Campania e viene proiettata una Napoli in cui, tutto sommato, si vive meglio che altrove (clicca qui per richiederne una copia). Nel testo che l’autore mi donò con estrema cortesia due anni fa, già lessi di una condivisibile proposta di “class action” contro gli industriali del Nord che hanno contribuito scientemente a devastare l’equilibrio ambientale delle nostre zone. Secondo Russiello, la liquidità prodotta dal traffico illecito di rifiuti è difficilmente recuperabile perchè investita chissà dove e reintestata a chissà quale trust. Più facile quindi colpire le aziende complici, molte delle quali ubicate nella parte industrializzata del paese e quindi più vulnerabili ad azioni legali, per poi investire i risarcimenti a favore della ripresa.
Una strada percorribile e necessaria che consigliamo a Caldoro e a De Magistris perchè oltre ad arrestare il traffico di rifiuti velenosi è anche il caso che chi ha sbagliato paghi.