Con “Illuminapoli” il via al Natale

ma nella strada dei pastorai di San Gregorio Armeno è polemica

illuminapoliAngelo Forgione per napoli.com – Inaugurate sabato 30 novembre, in anticipo rispetto al tradizionale week-end dell’Immacolata, le luminarie natalizie targate “Illuminapoli”. Cerimonia in piazza del Plebiscito col sindaco De Magistris, il vicesindaco Sodano, il presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni e il direttore operativo della Citelum Acea Napoli Pasquale Gerardo Franco Citro.
Installazioni tridimensionali e luci di ultima generazione a basso consumo con giochi luminosi in diversi punti della città, tra i quali: piazza Vanvitelli, via Kerbaker, via Solimena, via Luca Giordano, via Massimo Stanzione, via Scarlatti, via Morghen, via Bernini, via Alvino, piazza dei Martiri, piazza Vittoria, via Morelli, via Calabritto, via S. Caterina a Filangieri, via dei Mille, via Chiaia, via Colonna, piazza Municipio, via Cervantes, via Incoronata, via del Carretto, via Guantai Nuovi, via Pessina, piazza Dante, via Toledo, piazza Trieste e Trento, piazza Plebiscito, Galleria Umberto I, via Duomo, corso Umberto, corso Garibaldi. Sulla rete è stato avviato anche un sito internet dove si potranno inviare le fotografie personalizzate e vedere quelle più belle.
Resta lo spinoso problema di San Gregorio Armeno, la strada dei pastori famosa nel mondo che attrae milioni di visitatori. Il gemellaggio sancito con le “luci d’artista” di Salerno nello scorso anno è saltato a causa di lungaggini burocratiche ma la Camera di Commercio assicura che dei decori luminosi arriveranno entro la festa dell’Immacolata anche ai Decumani. E così, mentre a Piazza Plebiscito si sono accese le luci, nell’antica Neapolis è stata inaugurata la 141esima edizione della “Fiera di Natale ai Decumani” con lo spegnimento simbolico delle luci delle botteghe artigiane di San Gregorio Armeno per dieci minuti, a partire dalle ore 18.
I presepi napoletani avranno i loro prosceni anche fuori città: a Milano, dove domenica 1 dicembre si inaugurerà la mostra di arte presepiale promossa dall’Associazione Corpo di Napoli e al Vaticano di Roma, dove lunedì 2 partirà l’allestimento di una grande Natività sotto l’Obelisco in piazza San Pietro.

Ancora scempi al Plebiscito

Ancora scempi al Plebiscito:
riflettori a vista sulla più grande testimonianza del Neoclassicismo

Piccoli lavori effettuati all’impianto d’illuminazione di Piazza del Plebiscito dopo il raid vandalico alla Libreria Treves dello scorso Novembre. Sul buio del “buco nero” della città piovevano già da anni le nostre denunce, comprese di studio dell’impianto della Maioli Group che aveva impreziosito la piazza una decina d’anni fa, nonché le segnalazioni del Presidente della Municipalità I Fabio Chiosi, di altre associazioni e dei residenti.

Pressato dalle proteste, e dopo un incontro svoltosi proprio sotto il colonnato promosso dalla stessa Treves, l’Assessore Luigi Scotti ha preso l’iniziativa per una soluzione che dovrebbe essere (e speriamo lo sia) provvisoria, ma con risultati minimi eppur dannosi per certi versi. In piazza c’è ora un po’ più luce, ma è veramente ben poca cosa che non garantisce la sicurezza e la legalità dovuta. E per arrivare a questo si è lavorato in maniera discutibile, conrisultati estetici che non si addicono ad una delle piazze più belle e importanti d’Italia.

L’impianto della Maioli Group, dunque, è ormai solo un ricordo. Ora sono spuntati dei grossi proiettori sulle estremità del colonnato, tra le statue ornative sovrastanti. Luci che sembrano riflettori da impianto sportivo e che consentono di lenire solo leggermente il buio al centro della piazza e sul sagrato ma che deturpano fortemente l’architettura monumentale. Un’operazione che lascia i soliti dubbi sui pareri della Soprintendenza, critica nel recente passato verso l’impianto di Maioli quando se ne è chiesto il recupero, impianto che aveva tra i pregi quello di nascondere i proiettori alla vista dello spettatore. Come si può consentire uno scempio simile su un gioiello come San Francesco di Paola, la più importante testimonianza italiana del periodo Neoclassico?

fari da terra incassati nella pavimentazione sono stati tutti sostituiti e finalmente funzionano, ma la rifinitura e il fissaggio sono veramente pessimi: ogni faro è contornato da uno strato di cemento che deturpa il basolato lavico dello slargo. Le statue dei sovrani lungo la facciata di palazzo reale sono finalmente illuminate ma lo stesso non può dirsi dei monumenti equestri borbonici per via probabilmente di un’errata gradazione dei proiettori.

La Piazza continua ad essere vittima delle troppe competenze: ci risulta che Palazzo Reale sia sotto l’egida della Soprintendenza stessa, il colonnato di competenza del fondo per gli edifici di culto e la piazza di pertinenza del Comune. Intanto c’è da più d’un anno, fermo nel cassetto, un progetto della Citelum per l’illuminazione artistica della piazza che rimbalza tra la Soprintendenza e gli enti competenti. E un finanziamento ottenuto dal Comune di circa 9 milioni di euro per quattro percorsi di luce da Castel dell’Ovo a Piazza Dante, compreso quindi il Plebiscito, è bloccato dalla Regione.

L’illuminazione non è certo il solo problema del Largo. Persiste e peggiora lafatiscenza architettonica di Palazzo Salerno, il deturpamento da scritte con bombolette non conosce contrasto, le finestre di Palazzo Reale sono sempre un pugno nell’occhio, le partite di calcio al coperto del pronao di S. Francesco di Paola non trovano ostacolo, le statue restano vandalizzatee la pavimentazione peggiora sempre più: i “crateri” spuntano ad ogni pioggia e ci si mettono anche le istituzioni a distruggere; i pali per le bandiere installati per la festa delle Forze Armate dello scorso novembre nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni d’Unità d’Italia, hanno lasciato in eredità una decina di fori con tanto di basi tranciate, e quindi anche pericolose per i bambini. E nessuno ripristina i cubetti di porfido asportati, ammesso che siano stati messi da parte.

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