Napoli, non devi mollare!

Napoli e Roma, la miglior espressione del sud del calcio italiano, gli unici due veri baluardi della “questione meridionale” del calcio da opporre ai potentati storici del calcio industriale. I due club con le tifoserie più identitarie che esistano in Italia, oltre alla più piccola Fiorentina. Due squadre che quest’anno stanno cullando il sogno di sovvertire i pronostici e piegare le consolidate egomie. L’una a sfidare la spietata tirannide juventina in Italia e l’altra a sognare di aggirare la legge spagnola in Europa. Juventus, Real Madrid e Bayern Monaco. Napoli e Roma provano a fregare il sistema. Vietato mollare!

Quel SILENZIO sui campi italiani che non c’è

Angelo Forgione – Mi sarebbe piaciuto che il minuto di SILENZIO chiesto dalla SSC Napoli per onorare la memoria di Pasquale Romano, il trentenne di Cardito vittima innocente della guerra tra clan prima di Napoli-Chievo, oltre a quella del Caporale Tiziano Chierotti, fosse durato un minuto e non 30 secondi. Mi sarebbe piaciuto che il minuto di SILENZIO fosse di raccoglimento, cioè SILENZIO assoluto, introspezione, concentrazione spirituale, e non di applausi che vanno benissimo se alla fine del SILENZIO. Mi sarebbe piaciuto che l’arbitro Celi avesse atteso che l’annuncio del minuto di SILENZIO fosse diffuso, invece di decretarne frettolosamente l’inizio (e la fine) e costringere lo speaker a parlaci su. Mi sarebbe piaciuto che, almeno per una volta, i telecronisti l’avessero chiamato minuto di ovazione e non di SILENZIO. Perchè il minuto di SILENZIO, in Italia, dovrebbe chiamarsi per come viene interpretato. È una questione di cultura, quella che ci manca in tante, troppe occasioni.
Ieri c’è cascata anche Napoli che avrebbe potuto dare migliore dimostrazione di coscienza e dolore rispetto ad una delle tante tristi vicende che colpiscono nel profondo la sua parte sana e vitale. Occasione sprecata. Ma chiariamoci, è un malcostume diffuso; in Italia non siamo capaci di onorare le vittime come in altri paesi dove il rispetto del tempo e del SILENZIO è vero raccoglimento (video).

Cruciani insultato in diretta. Napoli è contro la volgarità!

Cruciani insultato in diretta. Napoli è contro la volgarità!
l’insulto equivale alla sirena, ognuno a suo modo fa male a Napoli

In relazione ai volgari insulti ricevuti da Giuseppe Cruciani in diretta da parte di un telespettatore in collegamento telefonico da Pozzuoli (NA), è da stigmatizzare l’atteggiamento dello stesso che non rappresenta assolutamente i Napoletani civili.
Già da questo movimento in passato sono state stigmatizzate alcune esternazioni su Napoli e il Napoli intrise di prevenzione e incultura da parte del Cruciani sia in ambito sportivo (da “Controcampo” di Mediaset) che in ambito storico e più ampiamente sociale (da “La Zanzara” su Radio 24). Ma non è con la maleducazione che si ottiene il rispetto. Con l’aggressione verbale, un qualsiasi concetto evidente finisce per non essere affermato affatto. Anzi!
Il malcostume procura solo danno, a chi ha torto ma anche a chi ha delle ragioni da esprime e che invece non le esprime affatto. E in virtù di ciò, il suono della sirena insistente che zittisce chi parla (e dice cose certificate dai documenti degli archivi storici) denigrando la storia di un intero popolo non è assai meno volgare di un insulto.
Non solo i Napoletani veri ma ogni uomo non può non dissociarsi dai modi del signor Schettino da Pozzuoli. Le scuse competono al colpevole dell’errore, a noi non resta che dissociarci. Ma le vogliamo porgere ugualmente, come non ha fatto Cruciani quando ha offeso la grande storia di Napoli approfittando della sua posizione di forza dai microfoni di Radio 24, evitando il contraddittorio e rincarando la dose dopo proteste e richieste di confronto ignorate. Sia Cruciani che il telespettatore Schettino fanno male a Napoli, chi rendendosene conto e chi no.

Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O.