Un caso di “unione civile” di inizio ‘900 al Cimitero (da salvare) delle 366 Fosse?

cimitero_2uominiAngelo Forgione Il Cimitero delle 366 fosse di Napoli è un formidabile esempio di architettura sociale voluto nel 1762 dal governo borbonico per dare sepoltura ai poveri della Capitale e pensato dall’architetto toscano Ferdinando Fuga. Una pianta quadrata, interamente recintata, e lastricata di pietra lavica, all’interno della quale si trovano 366 botole numerate che coprono altrettante fosse di 4,20 metri per lato e profonde 8 metri, adibite alla conservazione dei corpi di chi moriva nel giorno dell’anno corrispondente al numero riportato sulla lastra di chiusura. Un sistema innovativo che seguiva un rigido ordine numerico e cronologico: ogni giorno una fossa veniva scoperchiata e richiusa la sera, per poi essere riaperta 365 giorni dopo. Il Cimitero è ancora adibito alla tumulazione, nelle pareti di recinzione, ma necessita di interventi urgenti di recupero per conservare la memoria di uno dei luoghi simbolici della Napoli dei Lumi.
Proprio nell’atrio di ingresso, nel corso del Ventennio fascista, sono stati inseriti dei monumenti funebri. In uno di questi giacciono due persone di sesso maschile. Parenti lontani o amanti del periodo tra l’Ottocento e il Novecento?

Littizzetto e il sottile confine tra la difesa e l’offesa

Tratto da La Radiazza su Radio Marte, il mio commento alle parole di Luciana Littizzetto, che nel corso del suo spazio a Che Tempo che Fa del 19 aprile ha inteso stigmatizzare l’autolesionismo italiano dimostrando che gli hooligans di piazza di Spagna erano olandesi, mica napoletani! Si trattava certamente ed evidentemente di un tentativo di evidenziare come i tifosi violenti e incivili siano dappertutto, non solo in Italia, ma tirare in ballo i napoletani in un discorso in cui si ponevano altri esempi (senza altri paragoni del genere) ha sortito come effetto anche quello di affermare i napoletani stessi come i più incivili d’Italia. La comunicazione è un’arte, e il confine tra la difesa e l’offesa può risultare a volte molto sottile.