Un museo della pizza a Napoli?

Angelo Forgione – Annunciato un “museo della pizza” a New York che – si legge nel comunicato – “consentirà ai visitatori di conoscere la storia della pizza ricostruendone l’origine e la diffusione in tutto il mondo”.
Nulla contro, ma sono davvero curioso di sapere se i newyorchesi, che spesso si affannano a rivendicare la paternità della pizza, racconteranno che la pizza non è un simbolo del capitalismo americano ma prodotto del socialismo napoletano, e che diventa a Napoli, e nel Settecento, quel che è oggi. Lo diranno loro come si chiamava il primo pomodoro che finì sul disco di pasta, rendendolo rosso? E da dove nasceva, visto che quello che portarono i conquistadores spagnoli era ben diverso? E lo diranno loro quando nasce la pizza delle pizze, cioè la “margherita”, come non fanno neanche gli stessi napoletani? E ancora, racconteranno che la prima pizzeria al mondo è Port’Alba, nel 1738? Sicuramente divulgheranno che la loro prima pizzeria, Lombardi’s, del 1905, nella Little Italy di Manhattan, era dell’emigrante napoletano Gennaro Lombardi.
Confido nella conoscenza della storia della pizza da parte degli storici americani, e ritengo necessario un museo della pizza anche nella città della pizza, Napoli, soprattutto alla luce della crescita del turismo, sia straniero che italiano, nel capoluogo campano.
Qualcosa pare muoversi, ma c’è bisogno che gli artisti pizzaiuoli napoletani, insigniti del riconoscimento Unesco, facciano squadra. È arrivato il momento di raccontare davvero la pizza, perché fin qui non è stato fatto per bene e i napoletani stessi gustano la loro pietanza tipica senza sapere bene cosa si porta dietro.

Faide di camorra a Napoli… e lo Stato (da sempre) sta a guardare.

Si riaccende la faida della camorra a Napoli. Succede sempre quando i capiclan finiscono in galera e perdono il controllo, aprendo conflitti che mettono in palio i posti di comando rimasti vacanti. Sui quotidiani e in tv fioccano titoli che deprimono l’umore dei cittadini, impotenti di fronte a un fenomeno che nessun Governo ha mai voluto sradicare.
A La Radiazza di Gianni Simioli, su Radio Marte, ne ho discusso con Roberto Paolo, vicedirettore de Il Roma.

Littizzetto e il sottile confine tra la difesa e l’offesa

Tratto da La Radiazza su Radio Marte, il mio commento alle parole di Luciana Littizzetto, che nel corso del suo spazio a Che Tempo che Fa del 19 aprile ha inteso stigmatizzare l’autolesionismo italiano dimostrando che gli hooligans di piazza di Spagna erano olandesi, mica napoletani! Si trattava certamente ed evidentemente di un tentativo di evidenziare come i tifosi violenti e incivili siano dappertutto, non solo in Italia, ma tirare in ballo i napoletani in un discorso in cui si ponevano altri esempi (senza altri paragoni del genere) ha sortito come effetto anche quello di affermare i napoletani stessi come i più incivili d’Italia. La comunicazione è un’arte, e il confine tra la difesa e l’offesa può risultare a volte molto sottile.

Al San Gennaro Day per premiare Ilenia Lazzarin

ilenia_lazzarinDopo il grande successo della prima edizione, il 21 settembre torna la kermesse ideata e diretta da Gianni Simioli. Tutto pronto dunque per il galà del “San Gennaro Day 2014″, un grande spettacolo sul sagrato del Duomo di Napoli (ore 20) in cui saranno premiati grandi nomi della cultura, della musica, dello spettacolo, imprenditori, associazioni di volontariato e cittadini sconosciuti al mondo del gossip ma meritevoli di grandi consensi (leggi il cast della serata).
Dopo il premio “San Gennaro Day 2013” ricevuto lo scorso anno, Angelo Forgione tornerà sul palco dell’evento, stavolta in veste di premiatore di Ilenia Lazzarin, protagonista della fiction Rai Un posto al sole nei panni di Viola e autrice del “miracolo” del Nord che abbraccia il Sud. Nata nella provincia lombarda, a Busto Arsizio, e trasferitasi a Vercelli a 11 anni, è approdata a Napoli a 19 anni per entrare nel cast della “soap” partenopea, e se ne è innamorata.

Cafè do friariell, Vol. 2. Gianni Simioli fonte di creatività.

Gianni Simioli, popolarissimo speaker di Radio Marte e capitano della notissima “Radiazza”, esempio di napoletanità cooperativa, sposa la causa della Terra dei fuochi anche nel suo ultimo lavoro discografico “Cafè do friariell” (edizione Jesce Sole), un cd-compilation giunto al secondo volume, che propone una play-list fatta di brani della tradizione rivisitati a braccetto con nuove proposte del moderno panorama musicale partenopeo. Ed è proprio identitaria la mission di Simioli, che porta negli store l’impronta della sua fortunata trasmissione radiofonica e tenta di proporre l’ascolto del genere classico a chi prefirisce il contemporaneo. Tutto va bene, purché sia made in Naples. Sul retro della custodia si legge: “Se questo cd non ti piace non bruciarlo: trasformeresti anche la musica in fumo tossico”. Ma non è tutto. Gianni si pone a tutela del friariello, eccellenza degli orti campani che corre il rischio di essere discriminato dalla critica situazione ambientale creata nelle campagne tra Napoli e Caserta.
La copertina attinge all’opera “Capri-batterie” dell’artista contemporano tedesco Joseph Beuys, presentata a Napoli nel 1985 presso la Galleria di Lucio Amelio. Un’opera che traeva spunto dal metodo degli antichi Greci per produrre corrente a bassa tensione con l’impiego di acido citrico e rame. Beuys collegò il bulbo di una lampadina ad un limone, ricco di acido citrico, accendendo la lampadina. Simioli vide nell’opera la semplicità dell’accensione della creatività, di cui i napoletani sono ricchi, e non ha mai dimenticato la lezione, fino a trarne spunto per la copertina del suo nuovo cd. Attacca una lampadina ad un napoletano e si accenderà.

Sulle parole di De Laurentiis

Angelo Forgione – A “la Radiazza” di Gianni Simioli su Radio Marte, il commento alle significative parole di Aurelio De Laurentiis pronunciate durante il convegno “Napoli, insieme per la salute” a Città della Scienza.