Godina si duole di Report, ma quel suo articolo…

Angelo Forgione – E ora Andrej Godina fa parziale marcia indietro e se la prende con la redazione di Report per averlo gettato in pasto ai leoni. In videocollegamento web con la redazione del TGR Campania, l’esperto triestino ha dichiarato di essere dispiaciuto del fatto che sia stato estrapolato solo il pezzo del suo assaggio del caffè napoletano nel primissimo promo, in un contesto di indagine che ha invece scandagliato l’intero sistema italiano. Io che vi ho partecipato lo sapevo, ma non potevano certo saperlo tutti coloro che in questi giorni hanno visto quella performance. Ma la cautela di Godina non convince per nulla, perché nell’articolo scritto di suo pugno il 27 febbraio, dopo la sua incursione napoletana, nel quale non faceva riferimento alcuno alla sua partecipazione a Report, parlava del solo caffè napoletano, compiacendosi sul suo profilo facebook di aver sfatato “definitivamente” il mito del buon caffè a Napoli. Quell’articolo sfuggì alla grancassa dei media ma non al sottoscritto, che annunciò quanto sarebbe accaduto. Certo, il caso è esploso perché i giudizi erano affidati alla diffusione di Report e non al piccolo portale su cui ha scritto Godina, ma tanto bastò, avendo il Nostro parlato anche in termini irridenti di quanto scritto circa il caffè napoletano sul libro Made in Naples. Per la serie “ccà nisciuno è fesso!”

Passo indietro del Gambero Rosso: «scusate l’incompetenza»

a “Uno Mattina”, eloquente rettifica verbale di un curatore della guida

Angelo Forgione – E ora scopriamo che la scrittura del “software” che fa girare la Guida Ristoranti 2013 del Gambero Rosso è incompleta e i programmatori stanno lavorando ad un “aggiornamento” per renderlo corretto. La metafora informatica calza a pennello per descrivere un “errore di sistema” che danneggia l’immagine della pizza napoletana (ma non il gusto). Giancarlo Perrotta, uno dei due curatori di origini napoletane della guida, intervenuto a “Uno Mattina”, si è sostanzialmente scusato e ha chiesto pazienza per l’errore.
«Non c’è dubbio che la migliore pizza sia a Napoli – ha detto Perrotta. Noi sulle pizzerie, lo riconosciamo, non siamo ancora così esperti come lo siamo sui ristoranti e le trattorie. La nostra guida recensisce 2015 esercizi, di questi solo 26 sono pizzerie e abbiamo iniziato solo quest’anno. Quindi chiediamo un pochettino di tempo perché vogliamo essere presenti sulla città di Napoli… i napoletani si ribellano giustamente».
Perrotta, come il gambero, fa un passo indietro e ammette di aver valutato senza sufficiente competenza e senza aver ben sondato la piazza napoletana. E questo la dice lunga su una valutazione effettuata sulla base di “diversi criteri” che non hanno troppo a che fare con la qualità e la meritocrazia. L’esperto gastronomo chiude la sua pubblica ammenda allargando le braccia in segno di resa ad una reazione napoletana evidentemente non preventivata. Una leggerezza, perchè la tradizione plurisecolare e la storia non si aggiornano ma si tramandano. Di fronte a lui la piemontese Elisa Isoardi che, da par suo, “scherza” con il napoletano Franco Di Mare.

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