Bocciata la riduzione della RC-auto per virtuosi campani

Angelo Forgione Il Partito Democratico non salva solo banche ma anche le compagnie assicurative. E i politici campani del partito, in questa storia, dimostrano quanto non abbiano in alcun modo a cuore l’interesse del loro territorio. Anche il PD campano, infatti, ha fatto improvviso dietrofront sulla tariffa RC auto per i virtuosi nel voto decisivo alla Camera. Tutti i deputati campani hanno lasciato che l’aula di Montecitorio bocciasse, su indicazione del governo, l’emendamento al disegno di legge sulla Concorrenza che riproponeva il principio di equità, cioè proprio quello che era stato oggetto di battaglia dello stesso PD campano nel 2015, tramite Leonardo Impegno (seguendo il M5s), per abbattere l’ingiustizia delle tariffe più alte a Napoli e in Campania. I vertici nazionali del Partito, evidentemente, hanno comandato e i sottoposti campani si sono allineati.

Tra assenti e contrari all’emendamento, ecco il comportamento dei deputati campani del PD durante la votazione:
Enzo Amendola (assente)
Sabrina Capozzolo (contraria)
Anna Maria Carloni (assente)
Chaoki Khalid (assente)
Laura Coccia (contraria)
Antonio Cuomo (contrario)
Umberto Del Basso de Caro (assente)
Marco Di Lello (contrario)
Luigi Famiglietti (contrario)
Tino Iannuzzi (contrario)
Leonardo Impegno (assente)
Massimiliano Manfredi (contrario)
Gennaro Migliore (assente)
Giovanni Palladino (contrario)
Giovanna Palma (contraria)
Valentina Paris (contraria)
Salvatore Piccolo (contrario)
Angelo Rughetti (assente)
Camilla Sgambato (contraria)
Assunta Tartaglione (contraria)
Valeria Valente (contraria)
Simone Valiante (contrario)

Il panettone campano continua a primeggiare

Angelo Forgione “Re Panettone” è il più frequentato evento dedicato al tipico dolce natalizio di Milano. Fulcro della manifestazione è l’esposizione di panettoni artigianali d’eccellenza, e da anni sono quelli campani a sbancare all’evento, così come nei vari panel di assaggi. Ormai non è più una novità sorprendente (io stesso ho ricevuto un premio nel 2012 per la valorizzazione del panettone locale; ndr). Nel corso dell’ultima edizione, svoltasi il 29 e 30 novembre scorso, a vincere la gustosa kermesse sono stati i due pasticcieri salernitani Alfonso Pepe e Sal De Riso, autori del miglior panettone classico milanese (Pepe) e del miglior panettone innovativo (De Riso) di questo Natale. Quest’ultimo aveva vinto anche l’edizione scorsa nella categoria “panettone classico milanese”, e poi l’edizione 2012 nella categoria “dolci lievitati farciti”.
La Campania è tutto un fiorire di rinomati panettoni di ogni tipo, in ogni provincia, grazie alla straordinaria ricchezza di ingredienti che ne arricchiscono il sapore. Di grido sono anche quelli di Dolciarte ad Avellino, di Pasquale Marigliano a Ottaviano e del pasticciere-agricoltore Pietro Macellaro a Piaggine, nel Salernitano. E quello nostrano vince nelle manifestazioni gastronomiche dedicate, salendo all’onore delle cronache per il primato sottratto a quello dei lumbard, nella consapevolezza che la Campania Felix ha sublimato il caffé, la pizza e il babà – solo per fare tre esempi chiari – senza che fossero nati a Napoli, e ora anche il panettone, pur restando fedele alla grande tradizione degli struffoli e della propria pasticceria natalizia. Il segreto è sicuramente nell’utilizzo del lievito madre e nella panificazione di qualità che appartiene per tradizione al territorio, ma anche di ingredienti esclusivi. I pasticceri campani hanno dato nuova linfa a un prodotto che invece i milanesi non sono riusciti a svecchiare. Agrumi, frutti vari, fichi del Cilento, nocciole di Giffoni, struffoli, creme al limoncello e tanti altri ingredienti autoctoni hanno rinnovato il severo disciplinare milanese. Ma il Sud non si ferma alla Campania. A “Re Panettone”, una menzione speciale per la categoria panettone tradizionale l’ha ricevuta Vincenzo Tiri di Acerenza (Pz).
Il punto debole dell’artigianale è il prezzo, inaccessibile per chi non può permettersi prodotti di prima qualità, ma anche sul prodotto industriale la concorrenza territoriale inizia a dare un po’ di filo da torcere, distribuzione permettendo.

Il panettone campano in trionfo

Angelo Forgione – Sostengo da anni l’eccellenza della qualità del panettone “made in Sud” anche in ottica di mercato. A qualcuno ho dato l’impressione di essere presuntuoso nel valorizzare un prodotto che non fa parte della tradizione napoletana e che per qualcuno sarebbe risultato comunque perdente rispetto al milanese d.o.c., ma nel mio modo di comunicare non esiste disinformazione e quando mi espongo è solo per conoscenza dei fatti, per approfondimento e per quella grande curiosità che mi porta ad interessarmi ad ogni cosa che riguardi il nostro territorio.
La Campania è un fiorire di rinomati panettoni di ogni tipo grazie alla straordinaria ricchezza di ingredienti che ne arricchiscono il sapore. E mentre quello nostrano vince nelle manifestazioni gastronomiche dedicate e sale all’onore delle cronache per l’insidia che sta portando al primato “lumbard”, chi scrive prenderà oggi il premio “Eccellenze del Sud” per aver sostenuto tra le tante anche questa causa sin dalla prima ora. Nella consapevolezza che la nostra terra ha sublimato il caffé, la pizza e il babà (per fare solo tre esempi) senza che fossero nati a Napoli. E poteva essere in grado di sublimare anche il panettone. Che resta milanese.