Sfregio al colonnato di San Francesco di Paola

Sfregio al colonnato di San Francesco di Paola
Ancora umiliata la storia di Napoli Capitale

Un monumento non deve illuminare ma essere illuminato!

Intervento e denuncia a TeleCapriNews


La denuncia l’avevamo fatta lo scorso 20 Gennaio (leggi il post), quando avevamo capito che quei riflettori tra le statue delle virtù cardinali e teologali del colonnato della Basilica di San Francesco di Paola non erano un’installazione provvisoria utile ai festeggiamenti di Capodanno al Plebiscito ma una soluzione permanente.
Mentre la Giunta Iervolino spara gli ultimi fuocherelli, ci tocca portare le telecamere di TeleCapriNews sul posto per testimoniare questo ennesimo brutto lascito del sindaco e dei suoi uomini.

La più importante testimonianza italiana del periodo Neoclassico, che ha proprio Napoli come radice, umiliata da una soluzione senza alcun criterio estetico.
I monumenti non devono illuminare ma essere illuminati. È cervellotico tutto ciò! Non possiamo non riflettere sull’incapacità da parte delle persone che hanno realizzato questo scempio di rispettare la grande storia della città, e ci chiediamo come la Soprintendenza ai Beni Architettonici che ha sede proprio di fronte, a Palazzo Reale, possa tollerare una simile bruttura.

Le troppe competenze nella Piazza (ci risulta che Palazzo Reale sia sotto l’egida della Soprintendenza, il colonnato del Fondo per gli Edifici di Culto e la piazza di pertinenza del Comune) fanno in modo che non si possa definire delle responsabilità. Ma questo poco importa; ciò che conta è che il luogo simbolo di Napoli Capitale, pregno di una storia che poche città possono vantare, è ancora una volta offeso dagli stessi napoletani.

Ci chiediamo poi se questa gloriosa storia la conoscano. Ad ogni buon conto, gliela ricordiamo velocemente nell’intervista.

Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O.
(Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio)

L’abbandono del “Castello di Pizzofalcone”

L’abbandono del “Castello di Pizzofalcone”
guarda le foto su napoli.com


Angelo Forgione – Storia di un altro piccolo gioiello abbandonato. Storia di “Villa Ebe” abbandonata. L’eclettico architetto urbanista napoletano Lamont Young già nell’ottocento si sentiva incompreso, figurarsi cosa penserebbe oggi nel vedere in che condizioni versa la sua splendida creatura; un piccolo maniero divorato dal degrado e dall’abbandono sul fianco occidentale del monte Echia. Una splendida costruzione in un eclettico stile misto neogotico-dannunziano prima vandalizzata e sfruttata dai senzatetto e poi distrutta da un violento incendio doloso nel 2000 che ne ha cancellato  gli interni e la splendida scala elicoidale.

Molti lo conoscono come “Castello di Pizzofalcone” e doveva essere restaurato secondo un progetto già finanziato, ma qualche anno fa il Comune di Napoli perse colpevolmente più di 11 milioni di fondi europei per incapacità amministrative e non se ne fece più niente. A “Villa Ebe” erano destinati 3 milioni e 340 mila euro e a Giugno 2007 il Sindaco Iervolino tuonò contro la sua stessa Giunta lavandosene le mani quando in realtà dimostrò di non essere informata dello stato di avanzamento dei progetti.
La palla passò alla Regione che annunciò il recupero del sito ma alla fine dello scorso anno arrivò una nuova doccia fredda per chi sperava nell’operazione. Il progetto fu uno dei 107 bocciati fra i 358 che componevano la delibera anticrisi della Regione.

E così le rampe Lamont Young, già queste bisognose di riqualificazione, portano al cancello della palazzina aggredito da piante incolte e serrato con un lucchetto. Vista dall’esterno, la struttura sembrerebbe a posto ma dalle finestre senza infissi si intravedono le condizioni dei vani interni sorretti da travi di legno a scongiurarne il crollo.
Sul portoncino d’ingresso campeggia beffarda la decorazione su cui è inciso “Lamont Young utopista inventore ingegnere di una Napoli moderna”.

leggi l’articolo “Lamont Young, un genio Napoletano dimenticato”

Visita a “Villa Ebe” prima dell’incendio e servizio del rogo al TG3