Una strada per Ferdinando II

OLYMPUS DIGITAL CAMERAAngelo Forgione – Nel 2009, battendo Eduardo De Filippo e Federico II, Ferdinando II di Borbone fu “eletto” superpersonaggio storico di Napoli in un lungo divertissement online del Corriere del Mezzogiorno. Ora la Fondazione “Il Giglio” e il Movimento Culturale Neooborbonico chiedono al Comune di Napoli di intitolargli una strada, dopo la delibera di intitolazione toponomastica di uno slargo ad Enrico Berlinguer (intersezione pedonale tra Via Toledo e via Diaz) e la proposta del sindaco De Magistris di intitolare una strada, una piazza o un giardino di Napoli a John Lennon.
I promotori dell’iniziativa chedono di inviare una email al Sindaco, all’indirizzo sindaco@comune.napoli.it, chiedendo “che sia intitolata una piazza importante o una strada principale della città a Ferdinando II di Borbone, il Re che fece grandi Napoli capitale e il Regno delle  Due Sicilie”. Lo stesso Corriere del Mezzogiorno sta proponendo un sondaggio (clicca qui) per verificare l’eventuale gradimento della proposta.
L’operato politico di Ferdinando II, di cui ho parlato in Made in Naples e che ho focalizzato sotto il profilo economico nel Cenno Storico sulle opere pubbliche eseguite nel Regno di Napoli, è riassunto nell’intervento di Gennaro De Crescenzo, tra i promotori dell’iniziativa, nell’intervento alla trasmissione Baobab di Radio Rai (minuto 8:00).

Sono Napoletano, pago le tasse e chiedo permesso

Sono Napoletano, pago le tasse e chiedo permesso

maestranze napoletane per il gioiello della Guardia Costiera

Salve Angelo Forgione,
mi chiamo Raffaele Staiano, sono un ingegnere navale. Come tanti a Napoli, o come tanti ingegneri navali che da Napoli sono in giro per l’italia e per il mondo. La facoltà di ingegneria navale Federico II è stata da sempre LA STORIA DELL’INGEGNERIA NAVALE, ma non mi dilungo. Abbiamo insegnato a costruire le navi, in tutto il mondo.
Mi piacerebbe mostraLe cosa è stata la napoletanità in questo mondo meraviglioso che è la progettazione, la costruzione e la conduzione delle navi. Senza scomodare la storia, vorrei che sapesse che un Napoletano morto 4 anni fa, AMEDEO MORVILLO, è stato chiamato in Giappone agli inizi degli anni ’70 (quando il Giappone costruiva le navi più grosse al mondo, le SUPERPETROLIERE) per mostre il suo modo di disegnare un’elica navale. Un altro Napoletano GIULIO RUSSO KRAUSS (scomparso prematuramente 2 anni fa) ha contribuito alla stesura dei regolamenti internazionali per la salvaguardia della vita umana in mare. È stato l’unico italiano a far parte del comitato SOLAS. Io non sono così in alto, ma faccio un mestiere meraviglioso che ogni ingegnere sognerebbe di fare: il progettista. Un ingegnere navale, quando esce dalla facoltà, ha questo sogno nel cassetto “PROGETTARE UNA SUA NAVE”. Sono un fortunato.
Il mio lavoro è fatto di responsabilità, di sfide enormi, di impegni profondi e complessi, ma mi rende felice. Quando una mia costruzione, o meglio, una nostra costruzione (perchè il nostro è comunque un team), ebbene quando una nostra “creatura” prende il mare l’emozione è idescrivibile.
Oggi, Napoli sta costruendo la più grande nave della Guardia Costiera Italiana (la sua ammiraglia) è lo sta facendo nei cantieri Megaride. Un piccolo sperduto cantiere d’Italia e del Mondo, ma fatta di gente vera, di uomini veri, di Napoletani veri. Non è una nave molto grande, ma è la più ecologia che un reparto militare abbia mai costruito al mondo. Un team quasi esclusivamente di Napoletani (con sede a Roma) la sta progettando. I cantieri del Nord ci guardano con invidia, hanno perso una gara che sembrava fatta per loro, ma non ci hanno messo l’essenza (lo spirito di sopravvivenza che solo chi viene dal sud conosce, la passione, l’onore dell’onestà in una terra difficile). Le pubblicazioni al riguardo avvengono in ogni nazioni. Se vuole, alcune sono riportate anche sul mio sito alla pagina:
http://www.raffaelestaiano.com/supply_vessel_gc_-_la_stampa.html
Sono Napoletano e lavoro fino alle 3 di notte, di Sabato e di Domenica, pago le tasse e quando entro in una stanza busso e chiedo permesso; dentro, in riunione, quasi sempre, i più arroganti sono sempre quelli più ignoranti, e quasi sempre vengono dal settentrione del mondo…. e a me viene da sorridere, perchè la simpatia e la franchezza dell’intelligenza li mette da parte e li taglia fuori, ma loro non capiranno mai che si sono autoesclusi.
Complimenti per quello che fa. Un saluto Cordiale.
Ing. Raffaele Staiano