Crollo palco Pausini, Ramazzotti sbaglia il tiro

Crollo palco Pausini, Ramazzotti sbaglia il tiro

«Amo il Sud ma li non c’è sicurezza». Eppure a Trieste e Milano…

Eros Ramazzotti, in un’intervista rilasciata a “La Repubblica”, ha commenta così la tragedia di Reggio Calabria in cui ha perso la vita Matteo Armellini di 31 anni durante l’allestimento del palco per il concerto di Laura Pausini«Innanzitutto il dolore, il dispiacere personale, perché io Matteo Armellini lo conoscevo, ha lavorato per me per tutti i tour, abbiamo giocato anche a pallone decine di volte nel backstage. Era un professionista. Dire che non c’è professionismo in questo campo è falso. In Italia purtroppo – ha detto Ramazzotti – le cose non funzionano come dovrebbero. Gli spazi per la musica, sono inadatti. Poi, più vai a sud più la situazione peggiora: menefreghismo, mancanza di professionalità, costruzioni di 40 anni mai ammodernate. Ci sono spazi in cui è impossibile montare una struttura per un concerto, ed è per questo che da molto tempo non faccio più date al sud, nonostante io ami quel pubblico e il suo calore. Ma la realtà è questa: vai all’estero e trovi spazi per concerti costruiti in modo perfetto, per accogliere sport e musica, poi torni in Italia e sembra un viaggio all’indietro nel tempo».
Il pensiero di Ramazzotti riguardo le strutture del Sud, certamente inadeguate, non è sindacabile ma bisogna ricordare che la questione non riguarda il solo Meridione e la testimonianza è arrivata subito dal Teatro “alla Scala” di Milano, il più importante della città meneghina e tra i primissimi in Italia, dove è crollata una scenografia di 12 metri per 16 schiantandosi sul palco durante l’allestimento del “Donna senz’ombra”. Tragedia sfiorata, ma i lavoratori denunciano la poca attenzione alla sicurezza e il lavoro organizzato secondo logiche di iperproduttività.
A Ramazzotti bisognerebbe poi ricordare che a Dicembre il morto, Francesco Pinna di 19 anni, ci è purtroppo scappato a Trieste durante l’allestimento del palco per il concerto di Jovanotti. E simili avvenimenti luttuosi o comunque gravi si ripetono in ogni parte del mondo, come ad esempio in Francia in occasione di un concerto di Madonna.
Va bene denunciare le carenze infrastrutturali al Sud, ma qui non si tratta tanto di spazi quanto di misure di sicurezza che non ci sono neanche nelle buone strutture del Nord. Quelle vanno denunciate così come le basse paghe, magari non nel caso di Armellini, ma certamente in quello di Pinna che guadagnava 5€ all’ora. E se il Sud deve rinunciare alla musica di Ramazzotti, questo non vale per l’Uzbekistan dove il cantautore ha suonato per una somma da capogiro lo scorso Ottobre al soldo della figlia del dittatore Islam Karimov; nulla di grave, ma eticamente forse qualcosa non quadra perchè in quel paese il regime locale sfrutta un milione di bambini-schiavi per la raccolta del cotone. Un po’ come montare palchi per pochi euro senza sicurezza, a Sud come a Nord.
Allora diciamocela tutta, caro Eros: forse non suoni al Sud perchè non ci sono strutture capienti disponibili per la tua dimensione artistica.

Via Cesario Console, missione compiuta

Via Cesario Console, missione compiuta!
la balaustra crollata finalmente riparata

La denuncia era di Luglio: giardinetti di Via Cesario console nel degrado. Sporcizia, palme morte, muretti incendiati, balaustra crollata. Segnalazione raccolta dell’Assessorato ai Beni Comuni; da allora qualcosa è cambiato. Subito tagliate le palme, e ora la balaustra è tornata finalmente a posto.
Altri problemi persistono, ma almeno…

Via Censario Console, e alla fine la terrazza è crollata!

Via Censario Console, e alla fine la terrazza è crollata!
la Giunta Ievolino fu avvertita ma nulla è stato fatto

Angelo Forgione – Giardinetti e terrazza di Via Cesario Console con splendida vista mare: e alla fine la balaustra di marmo è crollata!
Già all’epoca dell’amministrazione Iervolino avevo segnalato il pericolo allorchè, fotografando il murales che aveva deturpato il muretto su Via Acton (per denunciarlo), avevo notato che due pilastrini erano saltati (foto in basso). Avvertii sulla debolezza strutturale di quel punto che sarebbe prima o poi crollato per intero senza un intervento di ripristino. E così è stato, purtroppo.
I tanti frammenti sono li a testimoniare il danno estetico, con delle transenne che non eliminano del tutto il pericolo per le persone.
Sul posto fanno da contorno la statua di Cesario Console imbrattata e indecifrabile per chi non sa chi sia, l’erba incolta, le palme morte e gli escrementi di cani che i cittadini non rimuovono; oltre alla già nota scritta degli ultras che ricorda a tutti quanto questa sia pur sempre città di passione calcistica sopra ogni cosa.

Pompei, crolla la Domus dei Gladiatori

Pompei, crolla la Domus dei Gladiatori

di Angelo Forgione

Crollo agli scavi di Pompei: stamane all’alba è venuta giù la Schola Armatorum, la Domus dei Gladiatori. Pare che a causare il collasso della struttura siano state delle infiltrazioni d’acqua, almeno a quanto riferito dai custodi.

Non è un fatto isolato poichè il sito archeologico di Pompei sta crollando lentamente, giorno dopo giorno. Da tempo si susseguono gli appelli al Governo Berlusconi e al Ministro Bondi che restano inascoltati e risuonano più vigorosi che mai dopo questo nuovo grave accadimento. Tra questi, quello dell’ex sindaco di Ercolano Luisa Bossa: «Sono mesi che denuncio, con interrogazioni e articoli, il degrado allarmante degli scavi di Pompei. Il gravissimo crollo di stamattina è la dimostrazione che il Governo e il ministro Bondi hanno sottovaluto la situazione e raccontano, da tempo, un bel pò di sciocchezze».

I tagli ai beni culturali stanno mettendo in ginocchio tutto il patrimonio artistico italiano, il maggiore del pianeta, e la Campania, ricca di siti, ne risente in maniera particolare. Gli insufficienti lavori che si stanno portando avanti negli scavi vesuviani prevedono l’uso di mezzi pesanti che stanno mettendo a rischio la stabilità delle fragili quanto preziosissime strutture archeologiche. Alcuni “restauri” poi si sono compiuti con l’uso di colate di cemento.

Il Ministro Bondi si è dimostrato in passato compiaciuto del lavoro dei suoi collaboratori e commissari e solo un mese fa il Sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro aveva polemizzato dicendo che le polemiche sul degrado di Pompei erano solo un pretesto per gettare fango sull’immagine del Ministro Bondi.

Pompei crolla perchè i fondi per la salvaguardia dei beni culturali sono ridotti al lumicino, mentre si favoleggia la costruzione del Ponte di Messina e si sponsorizzano le “grandi opere”. L’Italia spende un sesto di quello che spende la Germania per il patrimonio culturale, pur detenendo una ricchezza monumentale e archeologica di gran lunga superiore.
L’Italia “conserva” il 70 per cento del patrimonio artistico mondiale ma lentamente perde posizioni nelle preferenze dei turisti internazionali e pezzi importanti d’arte.

Nel 1748, un sovrano illuminato fiutò l’oro alle falde del vulcano e diede il via a quegli scavi che rappresentarono la fortuna di un Regno. Oggi l’Italia quell’oro lo ha in mano e lo butta via. Canta Federico Salvatore in “Se io fossi San Gennaro”: «é lo sforzo di cagare dell’ignobile pappone sulle perle date ai porci da Don Carlo di Borbone».

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video-denuncia: IL PONTE SULLO STRETTO CHE AMMAZZA LA CULTURA