Napoli tra tradizione e innovazione

Venerdì 12 ottobre, in un’affollata Casina Pompeiana, nella Villa Comunale di Napoli, si è discusso di Tradizione ed Innovazione all’evento organizzato da MAVV – Wine Arte Museum e patrocinato dal Comune di Napoli, con la partecipazione del mondo accademico locale e quelli di iOS Apple Developer Academy.
Il mio intervento si è dipanato dalla ferrea identità partenopea, che fa profonda tradizione, per giungere al difficile presente dell’innovazione, in cui le capacità locali sono enormi ma mortificate dalle condizioni minoritarie connesse a una irrisolta Questione meridionale.
Rivolgendomi all’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della trionfante petizione per il riconoscimento UNESCO dell’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, nonché docente presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’Università Tor Vergata di Roma, ho raccontato all’intera platea di un mio confronto con il sociologo Domenico De Masi, il quale affermò che «i napoletani, negli ultimi 200 anni, hanno inventato solo la pizza, una boiata per avvinazzati, mentre tutto il mondo ha inventato i microprocessori».
«E invece – ho detto ai presenti – la FIFA, da otto anni, appalta i biglietti anticontraffazione dei Mondiali di Calcio a una factory di Arzano, che fornisce ticket con microprocessori contactless e antenna per identificazione a radiofrequenza e crittografia anticlonazione inseriti nella carta da stampare. I napoletani, da sempre, sono una risorsa per il mondo. Smettiamo di mortificarli. Piuttosto, diamogli gli strumenti economici, politici e burocratici, mettiamoli in condizioni paritarie rispetto al Nord, e poi rendiamo competitiva tutta l’Italia, e allora vedremo che anche da questo territorio ci sbalordiranno non solo in quanto a tradizione ma anche per innovazione».
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“Apple è Annurca”, Napoli tra tradizione e innovazione

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Il Mavv, nell’ambito degli incontri culturali organizzati con il Patrocinio morale del Comune di Napoli, discuterà venerdì 12 ottobre presso la Casina Pompeiana alle ore 17.30 di tradizione e innovazione a Napoli, metropoli capace di coniugare cultura, arte, storia con la modernità.
L’incontro vuole porre l’accento sul valore delle tradizionali eccellenze napoletane che fanno di Napoli una Città, culturalmente e scientificamente, viva ed innovativa, risaltandone le sue infinite potenzialità e capaci di favorire il continuo e positivo cambiamento, ribaltando ed invertendo la distorta visione con la quale, spesso e superficialmente, viene raccontata la Città.
L’iniziativa ha lo scopo di favorire e sviluppare idee tra soggetti pubblici e privati come Istituzioni, Università, Associazioni, Imprese, insomma tutto quel mondo appartenente al vasto patrimonio, materiale ed immateriale, del nostro territorio cittadino, stimolando e mettendo al centro dell’attenzione politica e sociale una voglia di rinnovata azione, capace di alimentare positivamente e valorizzare tutto ciò che gravita intorno ai luoghi, alla cultura, alla sostenibilità, al cibo, al vino e all’innovazione.
Il dibattito, aperto dai saluti istituzionali di Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo e di Maria D’Ambrosio, Assessore al Verde e alla Qualità della Vita, sarà introdotto dall’On.le Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione Univerde, e moderato dal Direttore di “Dodici Magazine”, Francesco Bellofatto.
Ospiti e relatori saranno: Angelo Forgione (Scrittore), Lello Savonardo, Giorgio Ventre, Mario Raffa, Francesco Castagna (Università degli Studi di Napoli Federico II), Eugenio Gervasio (Manager Assinrete), Luigi Iavarone (Imprenditore), Andrea D’Ambra (Coldiretti), Maurizio Russo (Imprenditore), Luigi Libra (Cantante), Patrizio Oliva (Sportivo, Campione Olimpico).
Le conclusioni saranno affidate a Matteo Lorito, Direttore del DIA Reggia di Portici dell’Università Federico II di Napoli.
Il convegno prevede la presentazione dei progetti innovativi “Adotta una Vigna”, curato dal Team di giovani innovatori “Digital Development” e “Terra Viva” contest per la rinascita del nostro territorio a cura di Luigi Libra, Cantante ed Ambasciatore della Canzone Napoletana nel mondo.
La partecipazione è aperta a tutti coloro che intendono dare un contributo positivo alla rinascita della nostra città tra tradizione e innovazione.

Il bluff renziano dei 600 posti Apple a Napoli

Angelo Forgione Presentato in pompa magna da Matteo Renzi, il ‘Centro Apple’ di Napoli sembra sempre più un torso di mela. Il “segno tangibile” dell’attenzione del Governo per il Sud si sta rivelando un boomerang propagandistico, lasciando sulla sua scia i 600 posti di lavoro sbandierati dal premier e dalla sua pletora. Nessuna filiale europea, nessun posto di lavoro, ma una iOs Developer Academy, un’accademia formativa con borse di studio per studenti e laureati vogliosi di imparare i linguaggi di programmazione delle App.
Le prove per la selezione dei corsisti si sono svolte recentemente, senza file e ressa, di quelle che si vedono nei centri commerciali all’uscita dei nuovi modelli di iPhone. Su oltre 4000 domande accettate, si sono presentati  in poco più di 1000. In moltissimi hanno evidentemente compreso l’effettivo indirizzo dell’operazione, rinunciando. Prendono corpo i sospetti della vigilia sulla soluzione orchestrata dal Governo Renzi per sistemare con un bonus l’accordo scontato siglato da Apple con il fisco italiano per una corposa evasione fiscale sulle vendite in Italia.

post facebook del 22 gennaio 2016

Un reportage de La Gabbia Open (La7) ci aiuta a comprendere meglio la vicenda.

A Napoli il centro Apple europeo per le app

Angelo Forgione Apple investe in Italia con un Centro di Sviluppo App iOS a Napoli. Una scelta importante che punta i riflettori dell’innovazione tecnologica sul capoluogo partenopeo.
Tutti a chiedersi perché proprio Napoli, lontano dalla filiale milanese e dalle rete commerciale della multinazionale di Cupertino. Magari c’entra qualcosa l’accordo siglato da Apple con il fisco italiano per evasione fiscale di 880 milioni di Ires tra il 2008 e il 2013, per aver fatturato in Irlanda i profitti delle vendite fatte in Italia. La questione si è risolta in un accordo in base al quale Apple verserà 318 milioni al Fisco italiano. Meno noto è che l’Italia sia stato l’unico Paese europeo ad aver accettato un concordato fiscale con Apple, rinunciando all’intero credito, magari barattando la differenza di 562 milioni con un investimento. Scelta Napoli, terra di talenti enormi e di disoccupazione che offre forza lavoro di qualità a costo più basso.

È napoletano il cinturino in pelle dell’Apple-Watch

Apple è pronta a lanciare gli Apple-Watch, sul mercato dal 2015. Tanti modelli con diversi materiali per i cinturini: acciaio, maglia metallica saldata al laser (in Italia), gomma, pelle nera olandese, pelle “Granada” francese e pelle “Venezia” napoletana. Si, perché il cinturino “Loop” è realizzato con una pelle “prodotta artigianalmente a Napoli da una conceria che vanta cinque generazioni di esperienza e una lunga storia di collaborazioni con alcune delle più note case di moda”. Il modello, sulle pagine ufficiali (clicca qui), è presentato così: “la tradizione artigianale incontra il design più innovativo”.