Presentata la Prima Mostra d’Arte Tridimensionale al mondo

Angelo Forgione – Si è svolta venerdì 23 maggio, al Maschio Angioino, la conferenza di presentazione della prima mostra d’arte tridimensionale al mondo, curata da Pietrangelo Gregorio. In futuro, l’esposizione girerà l’Italia e mostrerà lo stato dell’arte in tema di 3D e tecnologia anaglifica al servizio della valorizzazione dei beni culturali.
Intanto, dopo la sperimentazione delle trasmissioni su Telecapri, è stato sancito con l’emittente NapoliTivù l’accordo per l’avvio imminente della regolare programmazione tridimensionale per DGTV. Napoli è da oggi detentrice di un nuovo primato che, nonostante il poco clamore suscitato, sarà compreso in futuro.

da Pupia Campania

Al Maschio Angioino la primissima Mostra dell’Arte Tridimensionale

Napoli precede Parigi, dove un allestimento simile è in fase di studio al Louvre

Angelo Forgione – L’ingegner Pietrangelo Gregorio è il protagonista di un capitolo di Made in Naples, libro della Napoli che crea da almeno quattro secoli. Grande genio cui si debbono numerose invenzioni (oltre 300 brevetti), alcune delle quali tradotte in primati napoletani, e già creatore della prima emittente televisiva privata d’Italia via cavo (Telediffusione Italiana – Telenapoli) negli anni Settanta, è oggi, a 86 anni, protagonista della sperimentazione del primo sistema di ripresa e di riproduzione televisiva in 3D per il digitale terrestre, col quale sta cercando di abbattere il monopolio delle costose piattaforme satellitari a pagamento. Dopo il giusto spazio assegnatogli in Made in Naples è ora il Comune di Napoli a tributare all’inventore i giusti meriti e ad annunciare un nuovo primato napoletano, ospitando una mostra d’arte tridimensionale nel museo del Maschio Angioino che si inaugurerà venerdì 23 maggio alle ore 11.00 nella Torre del Beverello.
La mostra sarà visitabile fino al 30 settembre 2014. Orari di accesso al pubblico: ogni giorno dalle ore 10.30 alle 16.30 (escluso la domenica).

Un nuovo primato napoletano: La prima Mostra dell’Arte Tridimensionale nel complesso monumentale di Castel Nuovo

Il 23/05/2014 verrà inaugurata a Napoli nella Torre del Beverello, in Castel Nuovo, la prima mostra dell’arte tridimensionale. Un evento di particolare interesse scientifico, relativo all’applicazione della tecnologia anaglifica ai processi di promozione dell’arte e della valorizzazione dei beni culturali.
Vero è che, per anni, si è sempre discusso sulla possibilità di diffondere la stereoscopia e il tridimensionale, partendo dai musei, col semplice mezzo anaglifico (visione con occhiali bicolori), senza dover ricorrere a sofisticate tecnologie, cinematografiche o televisive. Avvalendosi di esperti stereografi si sono infatti organizzate, in passato, mostre tridimensionali nelle metropoli di Los Angeles, Parigi, Francoforte, Montreaux, dove le immagini presentate, di piccole dimensoni (30×40 cm.) e con un rilievo limitato, non destarono tuttavia alcun interesse da parte dei visitatori. Ragion per cui le mostre tridimensionali furono abbandonate.
In Italia le ricerche continuarono, seguendo le originali teorie ed innovazioni stereoscopiche del sistema “Stereogregor”, ideate dal ricercatore napoletano Pietrangelo Gregorio (noto per essere il pioniere della televisione libera italiana) che consentivano numerose nuove possibilità: basti ricordare lo schermo tridimensionale più grande del mondo (60 metri di lunghezza, primato ancora imbattuto!) realizzato nella sala Plinio a Pompei, nel 1994, sul quale 48 proiettori tridimensionali sincronizzati proiettarono, per oltre un anno, le più suggestive immagini degli scavi di Pompei, come ampiamente riportato dai mass media dell’epoca.
Sempre seguendo questo sistema, Geppino Gregorio, figlio del celebre inventore, e gli ingegneri Zipoli, Di Febbraro e Caputo hanno dato vita al “Centro Ricerche Scientifiche” con lo scopo di rielaborare il sistema
anaglifico, riuscendo ad ottenere immagini tridimensionali di grande formato, riducendo così, notevolmente, i difetti dell’anaglifo e mostrando una notevole profondità di rilievo con un effetto gradevole e stupefacente.
Si è così potuta realizzare la prima Mostra dell’ Arte Tridimensionale, esposta nella Torre del Beverello, in Castel Nuovo. Napoli è dunque la prima città a presentare una mostra di Arte Tridimensionale, mentre al museo del Louvre di Parigi è ancora, da anni, in fase di studio, una “mostra stereoscopica anaglifica”.
Le opere esposte
Questa prima mostra comprende 12 opere su tela pittorica in formato 100 x 140 cm., concernenti opere d’arte del Museo Archeologico di Napoli (Agrippina, Divinità fluviale, i Corridori), fontane monumentali partenopee (fontane del “Nettuno”, degli “Innamorati”, del “Carciofo”), Castel Nuovo con il suo Arco di Trionfo (con un eccezionale percezione del rilievo), Castel dell’Ovo, Chiostro grande di San Martino, Palazzo Reale, Basilica di San Francesco da Paola, ed infine, la nuova Piazza Bovio.
Per ogni opera è stata curata la particolare ripresa 3D, molto diversa da quella abituale, per stabilire le migliori convergenze e le varie parallassi con le relative distanze stereoscopiche. La tecnica “italiana” Stereogregor, utilizzata da Geppino Gregorio, che ha curato le riprese e le configurazioni 3D, offre una gradevole e suggestiva percezione della terza dimensione, al punto da rendere necessaria al visitatore un’ampia sosta davanti ogni opera e, per consentirne la visione contemporanea al vasto pubblico, si è scelto di aumentare il numero dei visori con l’ausilio di uno speciale strumento predisposto per meglio apprezzare tutti i particolari delle riproduzioni.

Il pioniere della TV privata prova “Made in Naples” in 3D

gregorioAngelo Forgione – L’ingegner Pietrangelo Gregorio, primissimo pioniere dell’emittenza privata in Italia, ha dedicato a Made in Naples una prova tecnica di trasmissione tridimensionale del sistema Stereoglobal/G da lui inventato per consentire la trasmissione e la visione di programmi in 3D senza l’ausilio della banda larga, ovverso su comuni canali del digitale terrestre.
Alla storia di Pietrangelo Gregorio, osso duro per Berlusconi negli anni Ottanta e da sempre mente lucida del territorio campano, ho dedicato un intero capitolo sul mio libro, descrivendone le vicende e il ruolo primario nella storia dell’emittenza televisiva nazionale e anche europea. L’uomo dalle tante invenzioni sta sperimentando su TeleCapri e TeleCapriNews la tecnologia “low-cost” da lui creata, basata sulle convergenza oculare e sulla stereopsi composita, e si prepara all’ormai prossima inagurazione con cui Napoli, a tutti gli effetti, conseguirà ufficialmente un nuovo primato, stavolta in ambito tecnologico.

la visione del video in 3D, comunque non ottimale a causa della qualità compressa del video sul web, richiede l’uso di comuni occhialini con cromia rossa e azzurra.

“Il piccolo Sansereno”. La Napoli esoterica e capitale in 3D sulla RAI

sanserenoÈ una città di grande tradizione esoterica e nel suo ventre c’è un triangolo di misteriose energie i cui angoli sono rappresentati dal centro geometrico della basilica di San Domenico, dal baricentro del cortile di palazzo di Sangro e dal basamento della statua in piazzetta Nilo. Per riappassionare tutti a questo straordinario luogo e agli altri in cui Napoli e la Campania si fanno leggenda arriva su Rai Due Il Piccolo Sansereno e il Mistero dell’Uovo di Virgilio, il primo cartone animato in 3D ispirato, ambientato e creato interamente a Napoli che porta sullo schermo un personaggio immaginario di Nicola Barile nato pochi anni fa per il mercato editoriale. È Edoardo Maria Gastone di Vivara, XV principe di “Sansereno”, un vivace ragazzino che vive in un palazzo principesco – ispirato al Palazzo dello Spagnolo nel rione Sanità – nel centro antico di Napoli, a piazza San Domenico Maggiore, poco distante dalla magnifica cappella del vero Principe di Sansevero, che è suo padre.
Il piccolo respira la cultura di Napoli capitale nell’epoca dell’illuminismo borbonico del 1700 in cui l’Europa guarda alla città meta di artisti, letterati, scienziati e alchimisti. Una città in cui il vero Principe di Sansevero si impone come geniale figura di spicco tra alchimia e leggenda, miti e diavolerie, esoterismo e scienza. Edo è il protagonista di un’avventura tutta napoletana, alla scoperta di luoghi affascinanti, tra automi e cripte segrete, fantasmi e leggende, per recuperare l’Uovo di Virgilio sottratto dal Castel dell’Ovo. Il pestifero ragazzino è il capo della Banda dei Leoni di San Domenico, composta da bambini sia nobili che popolani. Venuto a conoscenza del grave pericolo che incombe sulla città, grazie alla sirenetta Partenope che gli appare in sogno, il principino si trova ad affrontare insieme ai suoi compagni la più grande delle avventure: Il Mistero Dell’Uovo Di Virgilio. Riuscirà la sua combriccola a restituirlo alla sirena Partenope e a salvare Napoli?
Il progetto è coprodotto dalla società napoletana Tilapia, da Mad Entertainment e da Rai Fiction, realizzato col sostegno della Regione Campania, e ha una durata di 25′. I personaggi sono stati anche riprodotti in terracotta dai fratelli Scuotto “la Scarabattola”, tra i più rinomati esperti e innovatori dell’arte presepiale.
Si consiglia di farlo vedere ai bambini, e non solo. Ai misteri di Napoli e la sua grande Storia di Napoli ci si appassiona anche così.

“Un nuovo regno”, pecche si ma gran valore didattico

“Un nuovo regno”, pecche si ma gran valore didattico

presentazione del DVD di Luciano De Fraia sulla storia di Napoli

Angelo Forgione – Ho assistito alla proiezione in anteprima nazionale del DVD di “Napoli; la Storia Vol.II – Un nuovo Regno” al Teatrino di Corte di Palazzo Reale e avuto modo di rivederlo comodamente per poter esprimere un giudizio sul prodotto realizzato da “Pixel 06”.
L’atmosfera alla presentazione era quella delle grandi occasioni, con importanti personalità del mondo accademico e artistico che hanno presentato il lavoro come il frutto di un’esigenza di raccontare un grande amore per Napoli e un’altrettanto grande voglia da parte dello scomparso autore Luciano De Fraia di raccontare la verità che la storia ufficiale non insegna. Assenti, per chiari motivi, le istituzioni e le grandi emittenti televisive.
In sede di dibattito introduttivo, l’ex-sovrintendente speciale al Polo Museale di Napoli Nicola Spinosa (premiato nel 2008 col “FIAC Excellency Award 2008″ come uomo che ha più contribuito alla diffusione della cultura italiana negli Stati Uniti) ha colpito l’affollata platea con un attacco alle istituzioni locali che hanno ignorato il percorso lavorativo di De Fraia, evidentemente troppo stridente con il canovaccio retorico delle vicine celebrazioni unitarie. Ma l’invettiva è stata rivolta anche alla società civile napoletana, da sempre distratta e miope rispetto all’importanza delle ricchezze e al patrimonio della città, anche quelle più facilmente sotto gli occhi.
Il DVD è ben realizzato, partendo dalla ricreazione in 3D del tessuto urbano della città del Sette-Ottocento, e si fa seguire sotto il profilo didattico partendo dal disastroso periodo del viceregno austriaco e giungendo alle altrettanto disastrose modalità con cui si è fatta l’unità d’Italia attraverso il racconto e le opinioni di storici dell’arte, dell’architettura, dell’urbanistica e dell’economia tra cui appunto Nicola Spinosa, a cui si aggiunge la piacevole presenza dell’artista Peppe Barra. Il tutto ben tenuto insieme dalla narratrice Sara Missaglia che cuce gli interventi sul periodo austriaco, il primo periodo borbonico, la repubblica del ‘799, la prima restaurazione borbonica, il periodo francese, la seconda restaurazione borbonica, il periodo preunitario e la colonizzazione sabauda.
Le impressioni evidenti che vengono fuori dalla visione del DVD sono due; la prima, meno marcata, ma evidente per chi è appassionato di storia napoletana, è la predilezione delle istanze francesi-giacobine rispetto al filone borbonico. Sul piatto della bilancia, eccessivo peso viene dato alla dura repressione borbonica dei cosiddetti “martiri del ’99” senza far pesare in alcun modo l’inconsistenza dei falsi ideali repubblicani che funsero da alibi per spogliare la città delle sue ricchezze, durando per questo soli sei mesi. Giusti meriti vengono dati a Gioacchino Murat così come a Carlo III di Borbone, ma l’immagine di Ferdinando II è quella che viene più penalizzata perchè ritenuto responsabile di un’autarchia dispotica che era invece un’opposizione ferma e decisa alle brame delle massonerie internazionali pronte a divorare e spazzare via la città e il suo regno dal panoramo geopolitico europeo. Dei meriti di Ferdinando II, capace di veicolare Napoli verso il progresso e la modernizzazione dell’epoca, ci sono poche tracce, così come nessun riferimento si fa proprio alle massonerie internazionali che ricoprirono un ruolo cardine in quegli anni di tumulti, sostanzialmente assenti in un percorso didattico che riduce l’approssimarsi all’appuntamento unitario ad un esclusivo interesse politico-sociale nazionale.
La seconda impressione evidente, più marcata della prima, è il cambio di registro interpretativo ed emotivo al momento del racconto risorgimentale. L’unità d’Italia viene descritta per quella che è (anche nei titoli): una colonizzazione. A questo punto spariscono dal racconto coloro che più hanno esaltato le istanze francesi e restano sulla scena, oltre la narratrice che sembra interpretare il sentimento di De Fraia, quelli evidentemente più arrabbiati: Nicola Spinosa e Peppe Barra.
Cambia registro anche la colonna sonora e si racconta con evidente risentimento ed emozione, che ricade sullo spettatore, delle promesse-bugie di Garibaldi, del ruolo assegnato alla camorra per l’affermazione coatto del piano unitario, delle nefandezze dei Savoia, dei falsi plebisciti, del saccheggio delle regge napoletane, della perdita dell’ossatura industriale, del patrimonio edilizio e di quello economico, della distruzione del tessuto sociale meridionale a colpi di leggi speciali per piegare le rivolte.
Barra individua nell’incontro di Teano l’inizio della distruzione culturale di Napoli e del Mezzogiorno, e nel sottostare alla colonizzazione l’origine delle disgrazie.
Spinosa spiega l’Italia che nasce, «un’Italia che prima scambiava le sue culture e che da quel momento (e fino ad oggi, ndr) non appartiene a nessuno», domandandosi quali potessero essere le reazioni dei napoletani di allora per lanciare una riflessione che è al tempo stesso una sentenza: «Garibaldi crea entusiasmo perchè può riscattarci dalla cattiva gestione borbonica? Ma consegna un mezzogiorno ricco ai Savoia». Ecco dunque cosa bisogna chiedersi, e Spinosa lo fa intendere alla perfezione: cos’era dunque la “cattiva gestione” borbonica se poi «quello stato era al centro d’Europa, la produzione artistica era notevolissima, e pur tra tante miserie c’erano manifestazioni di altissima cultura e straordinaria civilità»? Con passione evidente, l’ex sovrintendente si dichiara a voce alta «occupato in quanto cittadino napoletano» e accusa con disprezzo l’aristocrazia napoletana che tradì Napoli per trasferirsi alla corte sabauda.
Il DVD si chiude con la lettera di Giustino Fortunato in cui si legge che “l’unità ci ha perduti per profondere i suoi benefici nelle province settentrionali”. E la platea si abbandona ad un convinto applauso.
Un lavoro ricco di carica emotiva, dunque, soprattutto nella parte conclusiva. Con qualche pecca narrativa e tecnica (l’audio di alcuni protagonisti non è perfetto), ma che alla fine rende in maniera ineccepibile l’idea dell’unica grande verità centrale: l’unità andava fatta, ma non questa. E le disastrose conseguenze le paghiamo ancora oggi con una “questione meridionale” nata ad arte allora e mai azzerata. Il valore didattico dell’opera è tutto qui. E la presentazione all’indomani della chiusura dell’anno delle retoriche celebrazioni unitarie, in un luogo così simbolico, ha lanciato un messaggio chiaro alle istituzioni ma anche ai napoletani ancora ignari. Sempre meno, ormai.

La vera storia di Napoli in 3D

La vera storia di Napoli in 3D

anteprima al Teatrino di Corte di Palazzo Reale

“È stato scritto che esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata e una storia segreta dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa. Qual è la vera storia di Napoli?”

In una situazione mediatica che vede la città di Napoli, ed il territorio campano, soccombere ai soliti luoghi comuni ed alla cattiva immagine, figlia di un’oleografia demagogica e obsoleta, Pixel ‘06, raccogliendo le indicazioni e la grande creatività di Luciano De Fraia, è riuscita nel suo intento: realizzare un documentario sulla storia di Napoli che per chiarezza espositiva, documentazione e altissime personalità intervistate, rende indimenticabile il fascino bimillenario di una città unica al mondo, per il suo vissuto e per il suo ineguagliabile patrimonio storico, artistico e culturale.

Napoli, la storia, film documentario in 3D, voluto da Luciano De Fraia, il poliedrico regista e autore prematuramente scomparso nel giugno scorso, e prodotto dalla Pixel 06, giunge alla sua fase finale con l’uscita del secondo volume,Un Nuovo Regno: dal Viceregno all’Unità d’Italia, che De Fraia aveva ultimato poco prima della sua morte. Il video verrà presentato in anteprima nazionale giovedì 5 gennaio 2012, ore 16,30, a Napoli, nel Teatrino di Corte di Palazzo Reale. Un Nuovo Regno: dal Viceregno all’Unità d’Italia completa Napoli, la storia il progetto di grande respiro, nato da una perfetta miscela tra ricostruzioni virtuali tridimensionali basate su cartografie storiche e rilievi attuali, e riprese di beni archeologici, architettonici e artistici del passato e del presente. Napoli , la Storia Vol. II è un progetto già apprezzato a livello internazionale che copre la storia di Napoli dalle origini al 1637.
L’ interrogativo su qual è la vera storia di Napoli trova una risposta nel lavoro del team nato dalla passione di Luciano De Fraia, regista e autore del progetto, e nella straordinaria partecipazione di personalità autorevoli quali Nicola Spinosa, storico dell’arte e già soprintendente per il Polo Museale Napoletano; lo storico Paolo Frascani, l’architetto Paolo Mascilli Migliorini, lo storico dell’urbanistica Leonardo Di Mauro, lo storico dell’architettura Alfredo Buccaro, l’attore Peppe Barra, sulle note del musicista austriaco Christof Unterberger.
Raccontata come un giallo, la storia di Napoli, grazie anche alla tecnica del 3D, restituisce ai nostri occhi gli scenari delle sue diverse epoche, rivelando particolari inediti per tentare di rispondere, oggi, ai tanti problemi di una città ricca, affascinante e complessa. L’anteprima sarà accompagnata da un dibattito che vedrà la presenza di alcuni dei docenti che hanno preso parte al documentario, tra cui Nicola Spinosa, Alfredo Buccaro, Paolo Mascilli Migliorini, il giornalista e docente universitario Francesco Bellofatto , Giuseppe Giannattasio, esperto di grafica 3D, Michela Maiello, presidente Associazione “Pixel’06”.

Antemprima nazionale, Teatrino di Corte Palazzo Reale di Napoli
5 Gennaio, ore 16:30 – fino ad esaurimento posti.
Seguirà un rinfresco presso Libreria Treves.