Spot IKEA, la notizia anche sul “The Telegraph”

Spot IKEA, la notizia anche sul “The Telegraph”
anche la stampa internazionale sulla “querelle”

Mentre il “Giurì” della pubblicità esamina la nostra istanza e il sondaggio del Corriere del Mezzogiorno dice che per il 71,5% dei 1360 votanti lo spot IKEA è contro il Meridione, THE TELEGRAPH (una delle testate più note al mondo) riporta la “querelle” con un articolo a firma del corrispondente da Roma Philip Willan. vai all’articolo

Traduzione:
Ikea scatena una bufera con lo spot sui mafiosi
Ikea accusata di abuso di offensivi stereotipi in una pubblicità per promuovere una nuova linea di cucine e chiede scusa.

La pubblicità mostra in televisione e internet le tipiche figure gangster che parlano con accenti siciliani e napoletani e dispongono di un grande sacchetto nero dei rifiuti sospetto.
Si scopre che gli apparenti mafiosi sono semplicemente un gruppo di amici ecologicamente consapevoli in un post-pranzo, il cui comportamento si chiarisce come lo slogan: “. Comportarsi bene in una cucina Ikea é più naturale”.
La campagna pubblicitaria è stata avviata all’inizio di aprile e ha già scatenato l’indignazione diffusa tra la gente del sud-Italia, che ritiene di essere stereotipata.
Tra coloro che hanno acceso la protesta on-line c’è Angelo Forgione, che ha detto: “È un vergognoso spot pieno zeppo di stereotipi sui meridionali. Anch’io non compro più da Ikea.”
Fabrizio Concas, Ikea Marketing Manager, si è detto sorpreso dalla reazione e ha voluto chiedere scusa a tutti i meridionali che si sono sentiti offesi dalla pubblicità.

Spot IKEA, è bufera!

Spot IKEA, è bufera!
la stampa sul caso, il Giurì verifica e spunta una parodia

Il caso dello spot di IKEA è esploso. IL MATTINO e il CORRIERE DEL MEZZOGIORNO hanno dedicato spazi alla questione raccogliendo pareri e umori. E anche il ROMA ha fatto largo al duo artistico dei Fatebenefratelli che si sono allineati spontaneamente alla nostra protesta (in basso). Il fronte è spaccato tra i tantissimi che sostengono la nostra visione di uno spot ricco di luoghi comuni che lede la dignità dei meridionali civilizzabili da Ikea e chi invece preferisce riderci su.
Tutto questo mentre la Segreteria del comitato di controllo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ci informa che il caso è all’esame del Giurì per valutare se sussistano o meno gli estremi per un intervento a tutela dei cittadini-consumatori meridionali. Attendiamo fiduciosi.
IL MATTINO ha tratto la questione nell’edizione di Domenica 17 a pagina 15 (in basso): “Spot con i picciotti in cucina, l’Ikea si scusa” a firma di Marco Esposito che chiama in causa i precedenti di Oliviero Toscani e viene al dunque della protesta: «Angelo Forgione, che si autodefinisce «responsabile per la città di Napoli del Parlamento delle Due Sicilie, ha organizzato insieme al Movimento neoborbonico la protesta».
Premesso che il sottoscritto non si “autodefinisce” ma ha una carica conferita in un’associazione a carattere civico-culturale che raggruppa varie entità che si battono per il riscatto e la dignità del meridione, tra cui appunto V.A.N.T.O., e detto anche che non sono solo queste le battaglie di cui siamo protagonisti occupandoci anche di denuncia di tanti altri aspetti scendendo in piazza, ciò che è da sottolineare è il parere di Oliviero Toscani (fotografo e pubblicitario) che definisce il sottoscritto e tutti gli indignati dei “mafiosi”. «Chi si sente offeso mostra di essere lui il mafioso. Il fatto che non si riesca a ridere su una cosa simile è il segno di una diffusa mentalità mafiosa».

E giù con altre dichiarazioni degne di un professionista più volte censurato per le sue immagini pubblicitarie, quindi contro la censura, che indirettamente conferma quanto da noi rilevato. Essere definito un mafioso da Toscani in questa polemica è una grande vittoria! Toscani non sa che il sottoscritto è anche un collega nel campo della pubblicità e lo spot Ikea l’ha verificato non solo da meridionalista sulla base delle proteste ricevute ma anche con gli occhi critici di un operatore del settore, leggendone i presupposti.
Il CORRIERE DEL MEZZOGIORNO invece si è dedicato al fatto sulla stessa falsa riga e con toni più pacati a firma Germano Milite. E ha proposto un sondaggio online cliccatissimo che alle 16:00 del 18/4 vede la percentuale di quelli che rilevano offesa nello spot al 66% contro il 34% di chi “difende” Ikea.
Intanto sul web spunta una parodia dello spot. Si chiama “Contro spot Ikea” sul canale youtube michelina1841 (chi conosce la storia del sud sa cosa significhi questo nickname) recante come informazione che trattasi di “Filmato istruttivo e informativo, realizzato con uno spiccato senso di energica protesta, per una giusta e degna collocazione del popolo delle Due Sicilie”. Nello spot i picciotti evidenziano la “qualità” dei prodotti Ikea. La maniera migliore per dimostrare l’ironia dei meridionali che Toscani e Ikea hanno messo in dubbio con le loro discutibili opinioni e scuse.
Un’ultima considerazione: perchè mai, tra grosse polemiche, Toscani ha registrato il marchio “M.A.F.I.A.”? Che abbia fatto promozione a se stesso chiamandoci “mafiosi”?

Angelo Forgione

Leggi l’articolo sul Corriere del Mezzogiorno online

Esprimi il tuo voto nel sondaggio del Corriere del Mezzogiorno

 il contro-spot online

IKEA risponde… e conferma!

IKEA risponde… e conferma!
l’ufficio marketing risponde alle proteste per lo spot

L’ufficio Marketing di IKEA ITALIA ha dovuto prendere atto delle centinaia di email di protesta circa lo spot zeppo di luoghi comuni sui meridionali e ha quindi risposto con un comunicato col quale non ha fatto altro che confermare la nostra sensazione: lo spot è veramente razzista!
Leggiamo il comunicato e capiamo il perché:

Gentile Signor Forgione,
L’obiettivo del nostro spot televisivo non era ovviamente quello di offendere qualcuno, tantomeno una buona parte della nostra clientela come quella residente nelle regioni del sud d’Italia dove ormai IKEA ha ben 4 punti vendita.
Ci sembrava cha, a centocinquant’anni dall’unità d’Italia, si fosse giunti finalmente al momento in cui fosse possibile superare gli stereotipi nazionali non cancellandoli (cosa impossibile o vana) bensì neutralizzandoli sorridendoci sopra e ridimensionandoli a materiale su cui costruire una battuta, una gag, una barzelletta.
Gli stessi carabinieri ormai giocano a raccogliere e raccontare le migliori barzellette confezionate su di loro. Ma nessuna di queste ha mai scalfito la reputazione dell’Arma presso gli Italiani. Anzi forse ne ha solo accresciuto la carica di simpatia e umanità.
Tuttavia evidentemente è stato premuto troppo l’accelleratore e forse parte dell’opinione pubblica non è ancora pronta a uno scatto in avanti di questo tipo. Se quindi Lei si è sentito offeso, Le porgiamo le nostre scuse confermandole però che la nostra intenzione era proprio quella opposta, ossia di dare una mano a smantellare questi stereotipi facendoci sopra una grande risata.
Un cordiale saluto.

Fabrizio Concas, Marketing Manager IKEA ITALIA Retail srl

Il Dott. Concas ha dunque centrato il problema parlando di unità d’Italia. E, pur auspicando la “neutralizzazione” degli stereotipi nazionali (luoghi comuni), la sua azienda ne ha fatto strumento di campagna pubblicitaria in modo da diffonderli ancora di più attraverso i media. Quando qualcosa è riconosciuto come sbagliato e pericoloso lo si evita, e certamente non se ne fa “materiale su cui costruire una battuta, una gag, una barzelletta”.
Il paragone coi carabinieri, che guarda caso sono più antichi dell’Italia unita in quanto forze armate piemontesi, è di una inconsistenza enorme. Ridere sui carabinieri non significa sconfessarne l’importanza; e poi i Carabinieri sono oggi del nord come del sud. Qui non si tratta solo di “ridere” di un’etnia, quella meridionale, su cui le barzellette ci sono al pari dei Carabinieri e non suscitano indignazione ma altrettante risate; qui si tratta di lederne la dignità con quei luoghi comuni che sono il cibo preferito degli ignoranti e dei razzisti di cui l’Italia, purtroppo, è piena. Far finta di non rendersi conto della pericolosità di certi messaggi significa far finta di non sapere in che società viviamo. Come si può pensare che uno spot del genere aumenti “la carica di simpatia e umanità” dei meridionali se si parla di malavita, immondizia, omicidi e inciviltà che IKEA sarebbe in grado di correggere?
E infine Fabrizio Concas si smaschera e ci fa capire, senza rendersene conto, che lo spot è effettivamente offensivo. Ci dice che “è stato premuto troppo l’accelleratore (con due elle per rafforzare?) e forse parte dell’opinione pubblica non è ancora pronta a uno scatto in avanti di questo tipo”. Chiaro il concetto? “È stato premuto troppo l’acceleratore” (stavolta correggiamo l’errore ortografico), quindi si è consapevolmente andati un tantino oltre, “e parte dell’opinione pubblica non è ancora pronta a uno scatto in avanti”. Quella parte, secondo Concas ovviamente, sono i meridionali, ovvero quelli che hanno trovato lo spot offensivo. E lo scatto in avanti si traduce in una qualche “arretratezza” non colmata. Tradotto in soldoni, per il Dott. Concas, i meridionali sono ancora retrogradi (rispetto ai settentrionali).
Il comunicato finisce con la più classiche delle beffe: “la nostra intenzione era proprio quella opposta, ossia di dare una mano a smantellare questi stereotipi facendoci sopra una grande risata”. Caro Concas, ringraziamo IKEA ITALIA ma facciamo volentieri a meno del suo aiuto e dei sui mobili. Quello che non avete capito è che con questo spot avete perso molti clienti al sud, cosa per cui ridiamo noi. E, si sa, ride bene chi ride ultimo.
Un’ultima cosa: a noi meridionali nessuno può insegnarci l’arte della risata. E non è un luogo comune. 

La “battaglia” va avanti. Attendiamo fiduciosi la verifica da parte dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria.

recensione dello spot
https://angeloxg1.wordpress.com/2011/04/06/spot_ikea/

comunicato stampa
https://angeloxg1.wordpress.com/2011/04/11/boicottaggio_ikea/

il precedente (stessa difesa: “non volevamo offendere”)
http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/08/Non_piu_religione_Ikea_ritira_co_0_0109089977.shtml

Comunicato Stampa congiunto: Boicottaggio di IKEA per lo spot “anti-meridionale”

Comunicato Stampa congiunto
Movimento V.A.N.T.O. e Movimento NEOBORBONICO promuovono il boicottaggio di IKEA
per lo spot “anti-meridionale”

i meridionali civilizzati da ikea


Il Movimento V.A.N.T.O. (Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio) e il Movimento Neoborbonico hanno promosso il boicottaggio di Ikea dopo la trasmissione del nuovo spot, al fine di difendere la dignità dei meridionali ed in particolare dei napoletani e dei siciliani.

Nello spot in questione, infatti, sono riprodotti tutti i luoghi comuni più abusati ai danni dei “soliti meridionali” ritratti come mafiosi o camorristi, assassini, volgari e rozzi che, in questo caso, però, sarebbero in grado di correggere i loro comportamenti grazie all’acquisto di una cucina della famosa azienda svedese (leggi la recensione).

Al di là della ovvia lettura ironica, è evidente che i meridionali non possono più accettare offese gratuite e inutili dopo decenni di diffusione di un razzismo sempre più utilizzato e tollerato non solo nel campo cinematografico o televisivo.

I numerosissimi interventi pervenuti in poche ore sul sito dell’Ikea, sulla pagina facebook di Ikea Italy (link allegato) e sul canale youtube della stessa azienda (link allegato) dimostrano che la sensibilità verso certi temi negli ultimi anni è notevolmente aumentata e il Sud, sempre meno rappresentato e difeso a livello politico ed economico, non è disposto più a tollerare ulteriori offese a livello culturale.

Le campagne di boicottaggio sono uno strumento democratico sempre più efficace ed affermato non solo in Italia.

Di fronte alle prossime sfide federalistiche, è necessario ritrovare un orgoglio nuovo che può passare anche attraverso il boicottaggio di aziende che offendono l’immagine dei loro (tanti) clienti meridionali.

E’ stata, infine, inoltrata istanza di verifica al “Giurì” dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria.

Ufficio Stampa
Mov. V.A.N.T.O.: 347 4781986
Mov. Neoborbonico: 347 8492762

Pagina facebook Ikea Italia con commenti
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_188244564537111#!/IKEAItalia/posts/199517690082081

Video Ikea su canale Youtube con commenti
http://youtu.be/QUn1BZWymOM

recensione sul blog del Movimento V.A.N.T.O.
https://angeloxg1.wordpress.com/2011/04/06/spot_ikea/

Nuovo spot IKEA, luoghi comuni sui meridionali

Nuovo spot IKEA, luoghi comuni sui meridionali
degradanti messaggi riferiti a Napoletani e siciliani

Angelo Forgione – Ikea ha lanciato la nuova campagna di comunicazione che ha come focus le cucine e il rispetto ambientale. Alla base il concetto che è facile e conveniente essere ecosostenibili con una cucina Ikea perché fin dalla sua progettazione è pensata per aiutarti a comportarti correttamente e, grazie agli elettrodomestici ecologici, ti fa anche risparmiare.
Nobili presupposti, ma espressi sulla pelle dei meridionali con dei doppi sensi e dei luoghi comuni poco lusinghieri e francamente stantii. Lo spot è ambientato in una location che rappresenta un cottage vagamente americano immerso nel verde e a misura d’uomo in cui una combriccola di “apparenti” malviventi di provenienza meridionale svolge faccende di casa dopo un lauto pranzo. Fa da sottofondo musicale “Guaglione” cantata in lingua americana da Dean Martin, sulla quale si assiste ad un uomo corpulento con accento napoletano, ma con modi volgari, che trascina fuori di casa un enorme sacco nero da riporre in un bagagliaio di un’auto; sembra trattarsi di un cadavere occultato ma in realtà è solo “monnezza”. E la porta fuori il Napoletano, guarda un po’?!
Un membro siciliano del clan invita al silenzio perchè altrimenti il vicino li “ammazza”, mentre in casa la fa da padrone un tipico picciotto siciliano in abito bianco che, con fare intimidatorio, ordina a uno scagnozzo… di risparmiare acqua.

Una voce femminile fuori campo chiosa così: “Comportarsi bene in una cucina Ikea è più naturale, l’ambiente ci guadagna e tu risparmi”.
Insomma, il messaggio è che “IKEA CIVILIZZA I MERIDIONALI”, quelli che non sanno “comportarsi bene” e che non rispettano l’ambiente, ma in una cucina Ikea diventa facile anche per loro. Il tutto condito dalla strisciante e subliminale sensazione dell’atteggiamento malavitoso.
All’ideazione dello spot televisivo hanno lavorato i direttori creativi Francesco Poletti e Serena di Bruno. Al radiocomunicato la copywriter Chiara Monticelli. Per Ikea hanno diretto i lavori Chiara Nalin, deputy marketing manager Ikea Italia e Alessandra Giombini, off line advertising manager Ikea Italia. La pianificazione media è di Initiative.
Un plauso a tutto il team creativo!