La guerra dei poveri si combatte a colpi di pomodoro

Angelo Forgione – Era prevedibile che l’emergenza dei roghi e rifiuti tossici nelle campagne tra Napoli e Caserta finisse coll’inaugurare una guerra commerciale. La prima azienda del Nord ad affondare il colpo è la Pomì, che ha scatenato forti polemiche con una campagna di comunicazione lanciata sui quotidiani: l’immagine dello stivale con un un pomodoro nel bel mezzo della Pianura Padana, ben evidenziata, sotto l’headline “Solo da qui. Solo Pomì”. L’azienda la giustifica come “un atto dovuto nei confronti dei consumatori, nel rispetto delle aziende agricole socie, del personale dipendente e di tuti gli stakeholders che da sempre collaborano per ottenere la massima qualità nel rispetto delle persone e dell’ambiente”. È indubbio che l’immagine sia forzata, improntata allo sciacallaggio perché non promuove la tracciabilità del prodotto ma indica chiaramente la provenienza geografica, ammmesso che sia effettivamente padana.
C’era una volta un certo Francesco Cirio, analfabeta venditore piemontese di verdure a Torino, che si buttò a capofitto sul treno per portare i prodotti nelle zone dove c’era richiesta. Era molto scaltro e si conquistò l’amicizia dei banchieri Rothschild, veri padroni delle ferrovie italiane del Nord. Gli fu concesso un contratto agevolato dalle Società Ferrovie Alta Italia per la spedizione all’estero di migliaia di vagoni di alimenti. Cirio, con l’Unità d’Italia, rastrellò pelati e prodotti della terra nelle zone agricole del Napoletano, del Casertano e del Salernitano ed ebbe piena disponibilità della rete ferroviaria a costi irrisori e contro ogni norma di concorrenza leale, divenendo un caso discusso ripetutamente in varie sedute di una specifica Commissione parlamentare d’inchiesta del 1878 sull’esercizio delle ferrovie, in mano a Pietro Bastogi, amico del Conte di Cavour, colui che ostacolò lo sviluppo delle strade ferrate al Sud. Il Primo Ministro Agostino Depretis favorì la “legge Cirio” e il Credito Mobiliare di Torino, socio della Banca d’Italia, lo finanziò pesantemente.
Quanta ricchezza ha fatto produrre al Nord il saporito pomodoro campano! Ora non conviene più esaltarlo, perché come natura crea i rifiuti tossici del Nord distruggono. Eppure i consumatori dovrebbero sapere che la Pianura Padana è stata indicata dall’Agenzia comunitaria per l’ambiente come zona con l’aria più inquinata d’Europa. Insomma, se Atene piange, Sparta non ha nulla da ridere. E così, la zappa, oltre ad usarla per sotterrare i rifiuti tossici al Sud dove la gente muore di tumore, qualcuno se l’è data sui piedi.

Lo spot beffardo di Autostrade per l’Italia… del Nord

Angelo Forgione – Nuovo spot di “Autostrade per l’Italia” dopo dieci anni di assenza dal circuito televisivo. Protagonista della comunicazione è una bambina alla guida di una automobilina a pedali. Lungo paesaggi, viene portata in stage diving dalle diecimila persone che in Autostrade lavorano e che tutte insieme, nella film, creano strade dove non ne esistono ancora.
Una nuova strategia comunicativa che sa di beffa per il Sud perchè punta a delineare l’azienda come uno dei motori portanti della nostra imprenditoria, cioè quella settentrionale. Beffardo anche il nuovo pay-off: “La passione di muovere il paese”. Lo spot finisce con la voce fuori campo che dice “apriamo nuove strade e creiamo lavoro per crescere… tutti”. Ma già beffarda è la denominazione “Autostrade per l’Italia” per una SpA del gruppo privato Atlantia (principale azionista la famiglia Benetton) che al Sud sparisce a Taranto e a sud di Napoli dopo aver spremuto gli automobilisti della sua Tangenziale. Si, perchè quel poco che resta della rete autostradale è di competenza dell’A.N.A.S. (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade), altra SpA avente come riferimento il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Che “Autostrade per l’Italia”, come “Ferrovie dello Stato” serva principalmente il nord lo si capisce osservando la sua rete che copre in maniera fitta il Settentrione per poi diradarsi al Centro e dissolversi al Sud. Il collegamento Tirreno-Adriatico è salvato dai due “ponti” che attraversano Lazio-Abruzzo e Campania-Puglia. Per non parlare della Sardegna che è completamente scoperta di rete infrastrutturale.
Atlantia e A.N.A.S., insieme, determinano comunque una situazione critica per il Sud. Tutte le regioni settentrionali presentano valori di copertura superiori alla media nazionale, ad eccezione del Trentino-Alto Adige con valori inferiori in entrambe le province autonome di Bolzano e Trento condizionate dalle caratteristiche orografiche. Le regioni del Centro presentano densità inferiori alla media nazionale, salvo Lazio e Abruzzo, con l’Umbria che è la regione centrale meno dotata. Il Mezzogiorno presenta la minore concentrazione complessiva; le due regioni che fanno eccezione sono Campania e Sicilia, mentre quelle con la minore dotazione sono Basilicata e Molise. Sempre meglio della Sardegna.

Chi ama, Baci.

Chi ama, Baci.

il panorama più bello per lo slogan più romantico

Qualcuno aveva usato questo panorama per rappresentare l’Italia che non piace. Qualcun altro l’ha usato per esprime tutta la bellezza dell’amore. Ecco a voi la splendida immagine pubblicitaria in homepage sul sito dei “Baci”.

Fabio Pisacane “modello”… di diritto

Fabio Pisacane “modello”… di diritto

Proprio mentre “scommessopoli” sta per entrare nella fase più calda, il calciatore napoletano Fabio Pisacane, esempio di lealtà sportiva sostenuto da V.A.N.T.O. fin dalla primissima ora, campeggia sui manifesti di un noto brand napoletano di abbigliamento per l’attuale campagna pubblicitaria che ritrae come modelli dei non modelli… modelli di vita. Un modello napoletano ambasciatore FIFA nel mondo.

Spot IKEA: l’offesa è ben mascherata, il “Giurì” non procede.

Spot IKEA: discriminazione ben mascherata

il “Giurì” archivia il caso.

Il “Giurì” dell’Autoregolamentazione Pubblicitaria ha esaminato il messaggio pubblicitario “The Very Good Fellas” di IKEA e, per l’utilizzo dell’iconografia filmistica nordamericana da parte dei realizzatori dello spot, non ha ravvisato profili di contrasto con le norme autodisciplinari che trovano specifica censura nell’art. 10 del Codice.

A salvare lo spot sono quindi le modalità espressive adottate in quanto filtrate attraverso l’iconografia filmistica nordamericana (tipica di opere cinematografiche quali ad esempio “Il Padrino”) e delle fiction del grande e del piccolo schermo.
In sostanza, il messaggio è mascherato dal carattere nord-americano della location e non fa niente se i protagonisti parlano napoletano e siciliano (e non uno slang italo-americano) e se lo spot è destinato al mercato italiano.

L’art. 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale in vigore dal 10 Gennario 2011 e riguardante la “dignità della persona” dice che la pubblicità deve rispettare la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione. IKEA civilizza i meridionali (“comportarsi bene in una cucina IKEA è più naturale”), ma non lede palesemente la loro dignità e non li discrimina con chiarezza perchè li traveste da nord-americani.

Ne prendiamo atto e ci consoliamo col risultato del sondaggio del Corriere del Mezzogiorno: per il 72.6% dei 1445 votanti lo spot è contro il Meridione.
IKEA ora cominci a rispettare il Sud, non solo perchè è territorio di vendite e fatturato ma anche perchè gli abbiamo fatto noi la vera pubblicità. Ma era un male necessario.

Comunicato Stampa congiunto: Boicottaggio di IKEA per lo spot “anti-meridionale”

Comunicato Stampa congiunto
Movimento V.A.N.T.O. e Movimento NEOBORBONICO promuovono il boicottaggio di IKEA
per lo spot “anti-meridionale”

i meridionali civilizzati da ikea


Il Movimento V.A.N.T.O. (Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio) e il Movimento Neoborbonico hanno promosso il boicottaggio di Ikea dopo la trasmissione del nuovo spot, al fine di difendere la dignità dei meridionali ed in particolare dei napoletani e dei siciliani.

Nello spot in questione, infatti, sono riprodotti tutti i luoghi comuni più abusati ai danni dei “soliti meridionali” ritratti come mafiosi o camorristi, assassini, volgari e rozzi che, in questo caso, però, sarebbero in grado di correggere i loro comportamenti grazie all’acquisto di una cucina della famosa azienda svedese (leggi la recensione).

Al di là della ovvia lettura ironica, è evidente che i meridionali non possono più accettare offese gratuite e inutili dopo decenni di diffusione di un razzismo sempre più utilizzato e tollerato non solo nel campo cinematografico o televisivo.

I numerosissimi interventi pervenuti in poche ore sul sito dell’Ikea, sulla pagina facebook di Ikea Italy (link allegato) e sul canale youtube della stessa azienda (link allegato) dimostrano che la sensibilità verso certi temi negli ultimi anni è notevolmente aumentata e il Sud, sempre meno rappresentato e difeso a livello politico ed economico, non è disposto più a tollerare ulteriori offese a livello culturale.

Le campagne di boicottaggio sono uno strumento democratico sempre più efficace ed affermato non solo in Italia.

Di fronte alle prossime sfide federalistiche, è necessario ritrovare un orgoglio nuovo che può passare anche attraverso il boicottaggio di aziende che offendono l’immagine dei loro (tanti) clienti meridionali.

E’ stata, infine, inoltrata istanza di verifica al “Giurì” dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria.

Ufficio Stampa
Mov. V.A.N.T.O.: 347 4781986
Mov. Neoborbonico: 347 8492762

Pagina facebook Ikea Italia con commenti
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_188244564537111#!/IKEAItalia/posts/199517690082081

Video Ikea su canale Youtube con commenti
http://youtu.be/QUn1BZWymOM

recensione sul blog del Movimento V.A.N.T.O.
https://angeloxg1.wordpress.com/2011/04/06/spot_ikea/

Nuovo spot IKEA, luoghi comuni sui meridionali

Nuovo spot IKEA, luoghi comuni sui meridionali
degradanti messaggi riferiti a Napoletani e siciliani

Angelo Forgione – Ikea ha lanciato la nuova campagna di comunicazione che ha come focus le cucine e il rispetto ambientale. Alla base il concetto che è facile e conveniente essere ecosostenibili con una cucina Ikea perché fin dalla sua progettazione è pensata per aiutarti a comportarti correttamente e, grazie agli elettrodomestici ecologici, ti fa anche risparmiare.
Nobili presupposti, ma espressi sulla pelle dei meridionali con dei doppi sensi e dei luoghi comuni poco lusinghieri e francamente stantii. Lo spot è ambientato in una location che rappresenta un cottage vagamente americano immerso nel verde e a misura d’uomo in cui una combriccola di “apparenti” malviventi di provenienza meridionale svolge faccende di casa dopo un lauto pranzo. Fa da sottofondo musicale “Guaglione” cantata in lingua americana da Dean Martin, sulla quale si assiste ad un uomo corpulento con accento napoletano, ma con modi volgari, che trascina fuori di casa un enorme sacco nero da riporre in un bagagliaio di un’auto; sembra trattarsi di un cadavere occultato ma in realtà è solo “monnezza”. E la porta fuori il Napoletano, guarda un po’?!
Un membro siciliano del clan invita al silenzio perchè altrimenti il vicino li “ammazza”, mentre in casa la fa da padrone un tipico picciotto siciliano in abito bianco che, con fare intimidatorio, ordina a uno scagnozzo… di risparmiare acqua.

Una voce femminile fuori campo chiosa così: “Comportarsi bene in una cucina Ikea è più naturale, l’ambiente ci guadagna e tu risparmi”.
Insomma, il messaggio è che “IKEA CIVILIZZA I MERIDIONALI”, quelli che non sanno “comportarsi bene” e che non rispettano l’ambiente, ma in una cucina Ikea diventa facile anche per loro. Il tutto condito dalla strisciante e subliminale sensazione dell’atteggiamento malavitoso.
All’ideazione dello spot televisivo hanno lavorato i direttori creativi Francesco Poletti e Serena di Bruno. Al radiocomunicato la copywriter Chiara Monticelli. Per Ikea hanno diretto i lavori Chiara Nalin, deputy marketing manager Ikea Italia e Alessandra Giombini, off line advertising manager Ikea Italia. La pianificazione media è di Initiative.
Un plauso a tutto il team creativo!