La procura di Torino, i PM juventini e il sabotaggio dell’opinione

Angelo Forgione Erri De Luca assolto dall’accusa di istigazione a delinquere perché il fatto non sussiste. Bisognava stabilire se la parola “sabotare” fosse sinonimo di ostacolare o danneggiare la TAV piemontese. Ha prevalso la prima opzione, ovviamente, ma soprattutto per aver compreso che trasformare uno scrittore in pregiudicato del Pensiero sarebbe stato un boomerang per la Magistratura. La vicenda è emblematica di un tipo di censura che scatta in Italia per chi ha il coraggio di far valere proprie idee, quando queste si scontrano con particolari interessi. Il vero sabotaggio, spesso, è dell’espressione che mina quegli interessi superiori.
Ma chi sono i piemme che avevano chiesto 8 mesi di condanna per lo scrittore napoletano? Antonio Rinaudo e Andrea Padalino  sono coloro che si occupano del filone violento del movimento “No TAV”. Rinaudo fu coinvolto in Calciopoli, intercettato più volte al telefono con Moggi. Cenava con lui e riceveva biglietti e favori in cambio di favori. Andrea Padalino è colui che la scorsa primavera indagò sulla bomba carta lanciata dai tifosi della Juventus all’indirizzo di quelli granata, durante il derby di Torino allo stadio Olimpico, ipotizzando la fantasiosa dinamica di “fuoco amico”, ovvero l’accensione dell’ordigno da parte degli stessi supporters del Toro e l’inesistenza del lancio dal settore ospiti. Fu presto smentito dalle immagini.
La magistratura piemontese, molto vicina agli ambienti juventini proprio nelle vicende di Calciopoli, fu indicata di un’inaspettata fuga di notizie che mise in forte difficoltà la Procura di Napoli che indagava “segretamente” (maggiori dettagli nel mio libro Dov’è la Vittoria; ndr), e sembra ancora influenzata da ideologie estranee alla Giustizia e al buonsenso. E tra Torino e Napoli, forse, dal 2005, continua a scorrere cattivo sangue. Un napoletano che andava a mettere il naso negli affari piemontesi non era il massimo della digeribilità. Chi vuol capire, capisca.

video: La condanna a morte del Meridione

boom di tumori al Sud, picco in Campania.

I dati sono chiari: forte aumento delle neoplasie in Campania! 9,2% tra gli uomini, 12,4 tra le donne. Queste le conseguenze del bombardamento ambientale cui è sottoposta quella che gli antichi romani chiamavano “Campania felix” per via della fertilità delle terre. Da qualche decennio, in quelle stesse terre vengono intombati illegalmente gli scarti industriali nocivi delle aziende di un nord che non solo non si accontenta di trattenere a sé la maggior quota della ricchezza prodotta ma lascia al Sud anche la maggior quota del proprio scarto nocivo produttivo.
Lo smaltimento illecito di rifiuti tossici riguarda in particolar modo la Campania dove l’area tra Acerra, Nola e Marigliano è stata denominata “triangolo della morte” e dove paradossalmente i cittadini dei grandi centri abitati come Napoli sono più al sicuro da malattie rispetto a quelli delle campagne comprese tra il Napoletano e il Casertano. Si tratta della “rotta tirrenica” dei rifiuti speciali che viaggiano da Nord verso Campania e Calabria, ma esistono anche una “rotta adriatica” che punta alla Puglia e una “rotta siciliana”.
È ormai accertato che l’Italia sia crocevia di traffici internazionali di rifiuti, provenienti dai paesi europei e destinati al Corno d’Africa. Ed è proprio a questo affare tra governi dei paesi industrializzati, mafie e massonerie internazionali, che, secondo fondate ipotesi, sono probabilmente legati gli omicidi del 1994 di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia. Un grosso affare scoperchiato che ha dei nessi con la situazione attuale, in Campania soprattutto ma in tutto il Meridione. A decidere sono sempre i poteri occulti che manovrano i fili dall’alto e stabiliscono destini di intere comunità. E così i traffici continuano mentre di bonifica dei territori inquinati neanche l’ombra.
Solo la miopia della disinformazione può indurre a pensare che l’emergenza rifiuti di Napoli sia il frutto dell’inciviltà dei cittadini che pure in situazioni di degrado diffuso finiscono per degenerare le proprie abitudini. Quel fenomeno non dipendeva dalla gente ma da qualcosa di più grande stabilito a tavolino decenni fa. Roberto Saviano ha provato a spiegarlo alla nazione ma qualcuno continua a fare orecchie da mercante. Ma se il centro di Napoli è ora libero da quella vergogna, i campani e i meridionali sono purtroppo chiamati a fare i conti con un disastro ambientale di cui non sono responsabili, subendone però  umiliazione, frustrazione e accanimento razziale da parte di chi accusa le vittime e non i carnefici, perchè di veri e propri carnefici si tratta. Malformazioni, infertilità, malattie e morti precoci sono già il conto che il Sud sta pagando e che diventerà sempre più salato nel prossimo futuro e in quello più remoto dei nostri figli. Solo che queste morti sono silenziose, non fanno rumore come una nave che affonda o una sparatoria tra pregiudicati. Ma la gente deve sapere cosa è accaduto, cosa sta accadendo e cosa accadrà.