––– scrittore e giornalista, opinionista, storicista, meridionalista, culturalmente unitarista ––– "Baciata da Dio, stuprata dall'uomo. È Napoli, sulla cui vita indago per parlare del mondo."
Oscar Giannino propone l’eruzione del Vesuvio i problemi di Napoli non vanno risolti, va risolta Napoli
Continuano gli attacchi alla comunità Napoletana e in questi giorni si moltiplicano da più fronti. Ora è la volta di Oscar Giannino, giornalista economista che ha saputo lanciare all’utenza della solita Radio 24 un messaggio deplorevole, seppur smentendosi immediatamente dopo averlo pronunciato.Come ai tempi di Bertolaso, si torna a invocare il Vesuvio. Mentre i rifiuti tossici illegali continuano ad essere sversati in Campania, la solidarietà verso i Napoletani è negata ad ogni livello. E nel frattempo politici e giornalisti si comportano all’italiana, non proponendo soluzioni serie ma puntando il dito e colpevolizzando Napoli, offendono un’intera comunità che soffre e subisce da 150 anni. Se l’illegalità è diffusa nel sud, come lo è, è perchè lo Stato lascia campo libero alla malavita. Dobbiamo per forza tornare a raccontare quando e perchè le mafie hanno preso il sopravvento al sud? Risparmiamocelo, almeno stavolta.
Cruciani, dalla mistificazione allo sberleffo dopo le proteste, niente scuse e confronto
ma solo stupide risate
Ecco di nuovo il duo Cruciani-Parenzo irridere la grande storia del Sud. Dopo le proteste e la richiesta di un confronto civile in diretta radiofonica, alla trasmissione “la zanzara” si torna a ridere stupidamente invece di fare un bagno di umiltà e porgere scuse doverose.
Ancora strumentalizzazioni e paragoni inappropriati al fine di ignorare da una parte il meridionalismo e il revisionismo storico, e di screditare dall’altra chi rivaluta in qualche modo l’operato della dinastia borbonica di Napoli.
Complimenti ai due “giornalisti” per la fuga dal dibattito.
video: Cruciani e le coltellate alla grande storia del Sud la mistificazione degli sprovveduti
Vergognoso e deplorevole atteggiamento di Giuseppe Cruciani (già noto per alcuni commenti velenosi sul Napoli a “Controcampo”) e David Parenzo durante la trasmissione radiofonica “La Zanzara” di Radio24. Un radioascoltatore salentino interviene in diretta dichiarandosi “neoborbonico” e revisionista per poi snocciolare scomode verità storiche. I due conduttori lo incalzano e lo trattano come un pazzo per l’uso della parola “borbonico” fatto senza alcuna sudditanza, per poi “imbavagliarlo” con scherno e irrisione dietro alle quali si nasconde l’ignoranza di due disinformati che zittiscono l’unico informato della discussione.
Ancora una dimostrazione di come il “regime di pensiero italiano” imponga la ghettizzazione di chiunque rivaluti a ragion veduta la grande storia del Sud che gli intellettuali di ogni parte del mondo conoscono, e di come si voglia a tutti i costi sopprimere la voglia di restituire alla parola borbonico un significato più fedele alle fama che la dinastia napoletana seppe dare a Napoli e al Sud preunitario. Mentre Napoli soffoca sotto i rifiuti, che sono rifiuti della lega a cooperare, l’attacco alla città è anche storico ed è in atto non solo nelle stanze della politica ma anche negli studi televisivi e radiofonici.
Di seguito, il botta e risposta di V.A.N.T.O. con Cruciani
Caro Cruciani, la sua ignoranza nei confronti della storia del Sud è sesquipedale. Lei è il suo collega Parenzo non solo non vi ponete dubbi nella vita ma avete così tante certezze sbagliate da andare incontro a brutte figure come quella col ragazzo salentino che è intervenuto in trasmissione sulla storia del meridione borbonico. I migliori uomini di cultura, e oltre a quelli citati nel video ne potrei snocciolare tantissimi anche stranieri, rispettano le verità storiche mentre personaggi come voi finiscono col fare danni alla cultura che neanche immaginate. O forse si, perchè il sospetto che lo facciate di proposito è molto più che semplice sospetto. Si guardino questo video e poi chiedano scusa al ragazzo salentino e a tutti i meridionali, sia quelli che sanno che quelli che non sanno. Nella vita bisogna diffidare da quelli che hanno certezze, non da chi ha dubbi. Le persone di cultura sono anche umili, sanno ammettere i propri errori.
Risposta di Cruciani (in copia generica a tutti)
Abbiamo semplicemente detto che rimpiangere il Regno delle Due Sicilie è ridicolo. Nessuno ha mai voluti denigrare quella storia. Il resto sono chiacchiere. Grazie.
Controreplica di V.A.N.T.O.
Non giochiamo con le parole. Così peggiorate l’immagine di voi. Non avete detto che è stupido rimpiangere. Le testuali parole evidenziate nel video sono: “Ma quale passato glorioso, non diciamo stupidaggini. Il Regno delle Due Sicilie un passato glorioso? Ma stiamo dicendo sul serio o dobbiamo chiamare quattro ambulanze?!” E poi… “Mo, adesso… il Regno delle Due Sicilie… i Borbone… era un periodo rispetto ad adesso e all’unità d’Italia migliore”. E ancora Parenzo: “Il Regno delle Sicilie più industrializzato? Ma si rende conto?” Per poi irridere chi ne sapeva più di voi con la sirena dell’ambulanza per dipingerlo come un matto da legare, e così zittirlo. Bel modo di fare informazione e cultura! Non ci prendano in giro con simili risposte e attenuanti. Se proprio Loro non sono così umili da fare pubblica ammenda, almeno la smettano di infangare la nostra Napoletanità e meridionalità. È ora che la smettiate tutti Voi di infangare Napoli e la sua grande storia basandovi su un presente che è risultante del nostro subire in silenzio, sia in casa nostra che fuori… un presente in cui gli unici fessi siamo noi che abbiamo assorbito per 150 anni. E glielo dice uno che crede ancora nel valore dell’unità d’Italia. Ma che sia fatta davvero, perchè da un secolo e mezzo non se ne vede l’ombra. Continuate a festeggiarvela mentre noi soffriamo nei rifiuti e vediamo la più bella città del mondo stuprata da politica e camorra che, insieme, le rubano l’anima. Se non riuscite ad avere rispetto per la nostra storia che invidiate, almeno abbiate rispetto per la nostra sofferenza.
Napoli ultima per qualità della vita? Ma facìteme ‘o piacere! di Angelo Forgione
Il Sole 24 Ore, come ogni anno, ha pubblicato le statistiche del 2010 sulla qualità della vita in Italia secondo le quali Napoli è inchiodata all’ultimissimo posto, chiaramente penalizzata dalla situazione igienica che ha peggiorato la già poco felice posizione degli scorsi anni. Ho sempre avuto un mio personale pensiero su questo cimento della testata che tiene in considerazione dati reali ma ne tralascia molti altri non riducibili a freddi numeri. È verissimo, a Napoli si vive male per moltissimi aspetti, ma per altri si vive bene, decisamente meglio che altrove. E sono questi ultimi aspetti non quantizzabili dietro una statistica a rendere il Napoletano che emigra il più nostalgico dei nostalgici. E a rendere chi come me, che ho scelto di restare, comunque felice e orgoglioso… nonostante l’immondizia che pure addolora, nonostante l’Unesco che minaccia di depennarci dalla lista dei siti patrimoni dell’umanità, cosa che angoscia fin troppo, e nonostante la malavita che condiziona ogni nostro intento. Per fortuna, in mio soccorso è arrivato lo scrittore Erri De Luca, napoletano come me, ma emigrato. E con le sue parole ha espresso esattamente il mio pensiero. L’idea di essere il solo a pensarla così mi rendeva “muto”, ma ora so che siamo in due e quindi “parlo” tramite il pensiero di De Luca. E magari poi saremo in tre, quattro, cinque… Io ho deciso di restare, perchè sono fiero della mia storia, del mio sangue, e di ciò che Napoli ha dato al mondo contribuendo alla fondazione della cultura Europea in ogni campo. E perchè so che Napoli è una donna stuprata da una storia minore.
Ho deciso di restare, ma non con le mani in mano.
Una falsa classifica di Erri De Luca
Il Sole 24 ore pubblica una statistica sulla qualità della vita secondo la quale Napoli è all’ultimo posto. Ignoro i criteri di valutazione ma dubito che siano adeguati allo scopo. C’è qualità di vita in una città che vive anche di notte, con bar, negozi, locali aperti e frequentati, a differenza di molte città che alle nove di sera sono deserte senza coprifuoco. Considero qualità della vita poter mangiare ovunque cose squisite e semplici a prezzi bassi, che altrove sarebbero irreali. Considero qualità della vita il mare che si aggira nella stanza del golfo tra Capri, Sorrento e Posillipo. Considero qualità della vita il vento che spazza il golfo dai quattro punti cardinali e fa l’aria leggera. Considero qualità della vita l’eccellenza del caffè napoletano e della pizza. Considero qualità di vita la cortesia e il sorriso entrando in un negozio, la musica per strada. Considero qualità della vita la storia che affiora dappertutto. Considero qualità della vita la geografia che consola a prima vista, e considero qualità della vita l’ironia diffusa che permette di accogliere queste graduatorie con un “Ma faciteme ‘o piacere”. Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare.