“Sulla via dei Mille con mio padre” al cinema Modernissimo

Venerdì 18 novembre, alle ore 20.30, al Cinema Modernissimo di Napoli (ingresso libero), anteprima del documentario Sulla via dei Mille con mio padre. A seguire, dibattito col regista Marco Rossano (sociologo visuale e documentarista), Gennaro De Crescenzo (docente di Storia e presidente del Movimento Neoborbonico), Gigi Di Fiore (giornalista de Il Mattino), Angelo Forgione (scrittore e giornalista) e Giovanni Villone, professore di Bioetica e Storia della Medicina.

Sinossi: In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il regista percorre un viaggio insieme al padre, Fausto Rossano, Direttore sanitario dell’ex Ospedale Psichiatrico Leonardo Bianchi di Napoli, che soffre di Alzheimer, per recuperare memorie personali e collettive, raccontandone la storia e quella della costituzione di una nazione, l’Italia, che oltre 150 dopo presenta ancora delle forti divisioni.
Da Napoli a Gaeta, da Pietrarsa a Pontelandolfo fino a giungere in Sicilia, viene percorso un itinerario attraverso tappe storiche per raccontare degli episodi lasciati nel dimenticatoio. Un viaggio del regista in compagnia del padre, che racconta un po’ della propria storia e dell’importante opera di dismissione del Bianchi che ha permesso di restituire l’identità alle persone che fino ad allora vivevano nel manicomio. Racconti personali e storici si mescolano, riconoscendo, dunque, il valore della memoria quale materia unica e preziosa per dare forma all’identità di un individuo e di un popolo.

Durata: 56′
Ambientazione: Napoli / Gaeta / Palermo / Mongiana / Rionero / Pontelandolfo
Periodo delle riprese: Dal 2010 al 2014
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Sulla-via-dei-Mille-co…

Vedi Napoli e poi muori

Magnifica Italia è un programma televisivo in onda sulle reti Mediaset dal 2007. Si tratta di un ciclo di documentari tematici dedicati a regioni, province e principali città della Penisola viste dal cielo e non solo. Particolarmente interessante la produzione dedicata a Napoli e i suoi dintorni. La linea guida narrativa si dipana da alcune bellissime riprese effettuate dall’elicottero, staccando su tradizionali inquadrature da terra. La voce fuori campo di Mario Scarabelli racconta la storia e il costume locale, con l’ausilio delle testimonianze di alcuni protagonisti del luogo. Il racconto condensa in sintesi la grande tradizione culturale di Napoli, omettendo inevitabilmente molto ma descrivendo una Napoli più aderente alla sua vera identità. Unici veri nei, l’assenza del primario Museo Archeologico Nazionale e della Cappella Sansevero.

National Geographic: Napoletani ladri, ma sono attori

le statistiche dicono che “i re del borseggio” in Italia sono al Nord

Angelo Forgione – È bufera per il preannunciato speciale dal titoloNapoli i re del borseggio” che il National Geographic Channel (bouquet SKY) ha prodotto e che sarà mandato in onda Domenica 25 Settembre alle 21:55. La verità è che il documentario non è reale ma a tutti gli effetti “taroccato”; il National Geographic si sarebbe avvalso del lavoro di veri e propri attori professionisti per inscenare finti borseggi e scippi. A confermarlo è Roberta Inarta, direttrice della “Scuola di Cinema di Napoli”, che ha dichiarato: “L’anno scorso siamo stati contattati dal National Geographic Italia per fornire attori e operatori di ripresa per un documentario da girare; abbiamo trovato la richiesta in linea con il nostro metodo e piuttosto prestigiosa. Ma in questi casi – continua la direttrice – non abbiamo controllo preventivo sulla sceneggiatura. Stante l’autorevolezza del nome National Geographic – continua Inarta – e l’autonomia di ogni progetto, se avessimo conosciuto le finalità di questo, avremmo opposto un rifiuto ad un uso stereotipato della nostra città. Infatti abbiamo condotto la produzione in posti splendidi della città pensando di reclamizzarne le eccellenze paesaggistiche, mai intuendo che tali panorami potevano prestarsi ad una folcloristica rappresentazione della stessa”.
Insomma, si tratterebbe di una vera e propria marchetta, l’ennesima ai danni di Napoli, l’ennesimo stupro alla città usata a scopi commerciali con ulteriore carico di “criminalizzazione” che ricade sulla sua intera comunità.

Il claim del documentario è tutto un programma: “A Las Vegas, Bob Arno meraviglia il suo pubblico con il suo numero di borseggio, ma non ha mai incontrato un vero ladro con il quale comparare le sue abilità. Fino a quando Bob ci porta a Napoli!”. Produzione controversa che già sta scatenando polemiche, e già si dovrebbe partire dal titolo. Napoletani re del borseggio? Macchè! Senza voler minimizzare un problema che è reale, non è neanche giusto ingigantirlo; e allora leggiamo dall’ultimo rapporto sulla criminalità del Ministero degli Interni che Napoli è dietro Catania in quanto a numero di scippi in rapporto al numero di abitanti, ma se parliamo di borseggi (quelli chiamati in causa dal National Geographic) è ben dietro Venezia, Roma, Firenze, Torino, Genova, Milano e la capofila del borseggio Bologna dove evidentemente  si trovano i veri “re del borseggio”.
Pressoché identiche le classifiche de “Il Sole 24 Ore” che confermano il dato degli scippi e modificano quello dei borseggi a favore di Napoli e a sfavore di Milano che si prenderebbe lo scettro scalzando Bologna e Genova. Se poi consideriamo che il soggetto parte da Las Vegas, potremmo citare le statistiche di borseggio e scippo di tutto il mondo. Evitiamo.

Sherin Salvetti, direttore di National Geographic Channel Italia, ha risposto alle proteste con un comunicato stampa in cui è scritto che il documentario “non ha voluto e non vuole affatto criminalizzare Napoli e i suoi abitanti. Né identifica la città partenopea con il borseggio: fenomeno che, come viene ricordato nel documentario, è presente anche in tante altre località del mondo”. Difesa flebile, perchè se non è Napoli a voler essere identificata con il borseggio, la produzione avrebbe dovuto riguardare tutte le città a rischio senza “incoronare” quella partenopea con un titolo e con un soggetto monotematico.

Comunicato Stampa del Movimento V.A.N.T.O.
Il National Geographic cancelli immediatamente dalla programmazione l’ennesima marchetta ai danni di Napoli e dei Napoletani tutti.
Senza vittimismi e ridimensionamenti di fenomeni comunque esistenti, si tratta di un documentario FALSO in buona parte realizzato con attori professionisti, che incorona i Napoletani come “re del borseggio” a dispetto delle statistiche del Ministero degli interni che dicono che i re del BORSEGGIO sono i bolognesi mentre quello dello SCIPPO i catanesi.
Il Movimento V.A.N.T.O. esprime sdegno per l’ennesimo attacco mediatico che sta per essere sdoganato da un network internazionale.

“Cento passi per la libertà”

“Cento passi per la libertà”
documentario sulla campagna elettorale di De Magistris

Lunedì 18 luglio, ore 20:00, al Caffè Arabo di piazza Bellini sarà proiettato il documentario “Cento passi per la libertà – viaggio nella campagna elettorale di Luigi de Magistris” realizzato da Marco Rossano.
La proiezione sarà preceduta da una discussione moderata da Eliana Capretti sul tema “Napoli Mediterraneo Europa” con la partecipazione del sindaco Luigi De Magistris, Andrea Balia del Partito del Sud, Omar Suleiman dell’Osservatorio Palestina, Carlo Iannello consigliere comunale e il regista Marco Rossano. Prevista anche la presenza di Angelo Forgione del movimento V.A.N.T.O. e del libro “Malaunità”.

trailer del documentario

video: Cruciani e le coltellate alla grande storia del Sud

video: Cruciani e le coltellate alla grande storia del Sud
la mistificazione degli sprovveduti

Vergognoso e deplorevole atteggiamento di Giuseppe Cruciani (già noto per alcuni commenti velenosi sul Napoli a “Controcampo”) e David Parenzo durante la trasmissione radiofonica “La Zanzara” di Radio24. Un radioascoltatore salentino interviene in diretta dichiarandosi “neoborbonico” e revisionista per poi snocciolare scomode verità storiche. I due conduttori lo incalzano e lo trattano come un pazzo per l’uso della parola “borbonico” fatto senza alcuna sudditanza, per poi “imbavagliarlo” con scherno e irrisione dietro alle quali si nasconde l’ignoranza di due disinformati che zittiscono l’unico informato della discussione.
Ancora una dimostrazione di come il “regime di pensiero italiano” imponga la ghettizzazione di chiunque rivaluti a ragion veduta la grande storia del Sud che gli intellettuali di ogni parte del mondo conoscono, e di come si voglia a tutti i costi sopprimere la voglia di restituire alla parola borbonico un significato più fedele alle fama che la dinastia napoletana seppe dare a Napoli e al Sud preunitario.

Mentre Napoli soffoca sotto i rifiuti, che sono rifiuti della lega a cooperare, l’attacco alla città è anche storico ed è in atto non solo nelle stanze della politica ma anche negli studi televisivi e radiofonici.

È possibile protestare scrivendo a:
giuseppe.cruciani@radio24.it 
 lazanzara@radio24.it

Di seguito, il botta e risposta di V.A.N.T.O. con Cruciani

Caro Cruciani,
la sua ignoranza nei confronti della storia del Sud è sesquipedale. Lei è il suo collega Parenzo non solo non vi ponete dubbi nella vita ma avete così tante certezze sbagliate da andare incontro a brutte figure come quella col ragazzo salentino che è intervenuto in trasmissione sulla storia del meridione borbonico.
I migliori uomini di cultura, e oltre a quelli citati nel video ne potrei snocciolare tantissimi anche stranieri, rispettano le verità storiche mentre personaggi come voi finiscono col fare danni alla cultura che neanche immaginate. O forse si, perchè il sospetto che lo facciate di proposito è molto più che semplice sospetto.
Si guardino questo video e poi chiedano scusa al ragazzo salentino e a tutti i meridionali, sia quelli che sanno che quelli che non sanno.
Nella vita bisogna diffidare da quelli che hanno certezze, non da chi ha dubbi. Le persone di cultura sono anche umili, sanno ammettere i propri errori.

Risposta di Cruciani (in copia generica a tutti)

Abbiamo semplicemente detto che rimpiangere il Regno delle Due Sicilie è ridicolo. Nessuno ha mai voluti denigrare quella storia. Il resto sono chiacchiere. Grazie.

Controreplica di V.A.N.T.O.

Non giochiamo con le parole. Così peggiorate l’immagine di voi.
Non avete detto che è stupido rimpiangere. Le testuali parole evidenziate nel video sono:
“Ma quale passato glorioso, non diciamo stupidaggini. Il Regno delle Due Sicilie un passato glorioso? Ma stiamo dicendo sul serio o dobbiamo chiamare quattro ambulanze?!”
E poi… “Mo, adesso… il Regno delle Due Sicilie… i Borbone… era un periodo rispetto ad adesso e all’unità d’Italia migliore”.
E ancora Parenzo: “Il Regno delle Sicilie più industrializzato? Ma si rende conto?”
Per poi irridere chi ne sapeva più di voi con la sirena dell’ambulanza per dipingerlo come un matto da legare, e così zittirlo. Bel modo di fare informazione e cultura!
Non ci prendano in giro con simili risposte e attenuanti. Se proprio Loro non sono così umili da fare pubblica ammenda, almeno la smettano di infangare la nostra Napoletanità e meridionalità.
È ora che la smettiate tutti Voi di infangare Napoli e la sua grande storia basandovi su un presente che è risultante del nostro subire in silenzio, sia in casa nostra che fuori… un presente in cui gli unici fessi siamo noi che abbiamo assorbito per 150 anni.
E glielo dice uno che crede ancora nel valore dell’unità d’Italia. Ma che sia fatta davvero, perchè da un secolo e mezzo non se ne vede l’ombra.
Continuate a festeggiarvela mentre noi soffriamo nei rifiuti e vediamo la più bella città del mondo stuprata da politica e camorra che, insieme, le rubano l’anima.
Se non riuscite ad avere rispetto per la nostra storia che invidiate, almeno abbiate rispetto per la nostra sofferenza.