Benitez: «Napoletani popolo di lavoratori»

Rafa Benitez è persona intelligente, intuitiva e non opportunista, ma non lo scopriamo solo oggi che è a Napoli. Lui ci ha messo poco a dimostrarlo ai suoi nuovi tifosi e già durante il ritiro di Dimaro evidenziò di aver assorbito gli umori della piazza, in ogni senso. «Conosco la storia della città – disse il mister ai giornalisti italiani – e che cosa succede in Italia, come si guarda la città e come si guarda la squadra. Per tutte queste cose, farà più piacere fare le cose per bene perché tutto assumerà un valore più importante». Ora si è concesso alle telecamere del quotidiano spagnolo “La Sexta” e, nel corso dell’intervista, ha sgretolato in colpo solo tutti gli stereotipi di cui probabilmente aveva sentito parlare in passato circa la gente di Napoli.
«I napoletani mi hanno accolto benissimo, sono gente fantastica. Un popolo di lavoratori instancabili che si sacrificano e lottano ogni giorno per arrivare a fine mese. Il Napoli per loro è una forma di riscatto sociale».

Ritiro azzurro a Dimaro, accoglienza perfetta?

Riceviamo e pubblichiamo la protesta di una tifosa del Napoli in Val di Sole, augurandoci che si tratti di un caso isolato per una località che fin qui si è segnalata per la grande accoglienza ai tifosi azzurri.

Ci tenevo a farvi sapere che, al di fuori del raggio di copertura mediatica della squadra, i tifosi del Napoli nella Val di Sole non sempre sono stati trattati come “turisti graditi”.
Oltre che a commenti del tipo “pensavo sporcassero di più” e “tieni la borsa vicina, sai…”, l’afflusso di appassionati nelle strutture ha “concesso” ad alcuni operatori di dare il peggio di se, contando sul fatto che, una volta lì, era impossibile trovare altre sistemazioni.
Ho già informato i vari uffici competenti ma trovo giusto che non si passi sopra al poco rispetto dimostrato, cosi come in questi giorni si esalta l’ospitalità della Valle è giusto che chi ha avuto mancanze venga ripreso. Si parla tanto del “degrado” di Napoli ma anche qui…
So che ai più potrà sembrare una cosa da poco, ma sono sicura che se la cosa fosse accaduta a parti invertite si sarebbe parlato per l’ennesima volta di una Napoli truffaldina e si sarebbe sorvolato sul resto. Io non voglio sminuire l’impegno dell’eccellente organizzazione, voglio solo che non si usi un momento di gioia per approfittare di tifosi appassionati che fanno centinaia di chilometri non certo per essere trattati a questa stregua. I tifosi del Napoli hanno portato il cuore nella Valle, hanno trasformato questo ritiro in una festa coinvolgente fatta di allegria, condivisione e gioia, mostrando la passione pura del loro tifo e meritano il meglio!

Angela Bertola

Arrivederci Morgan. Il capitano scende dalla nave con onore.

Angelo Forgione – Se ne va “il pirata Morgan”, lascia Napoli in lacrime con un triste «doveva andare così» pronunciato ai tifosi saliti a Dimaro. Abbandona la nave il vero capitano del Napoli di Mazzarri, autentico leader in campo senza fascia, l’uomo che, dopo essere finito nell’occhio del ciclone per la sua professionalità scambiata per truffa, ferocemente infangato insieme a tutto l’ambiente partenopeo da sospetti privi di fondamento, si è preso un premio Fair-Play “Andrea Fortunato”. Il fratello dello sfortunato calciatore della Juventus disse di De Sanctis che «oltre ad essere un campione dello Sport, lo è anche nella vita, come dimostrano tutti i suoi gesti di solidarietà. Nella vita ha un carattere schivo e poco avvezzo a pubblicizzarsi davanti alle telecamere, ma è veramente una bella persona».
Ha parato palloni contro il Napoli in campo e stereotipi su Napoli fuori dal campo. Dopo aver conosciuto Pescara, Torino, Udine, Siviglia e Istanbul, il portiere di Guardiagrele ha sposato la causa napoletana, non solo quella azzurra, e, dopo aver respinto la demonizzazione mediatica di Napoli, ha pure parato il fuoco amico denunciando nel marzo scorso l’autolesionismo della città e il suo calciocentrismo: «Da 4 anni a questa parte ho capito che Napoli è una città per certi versi autodistruttiva. Purtroppo c’è sempre qualcuno che vuole rovinare le cose belle. Sono ormai napoletano da 4 anni e molto probabilmente lo sarò per i prossimi due anni (ma le cose non andranno così, n.d.r.): mi permetto di dire che se la gente di Napoli fosse così esigente con se stessa come lo è con la squadra di calcio, la città sarebbe la più ordinata, bella e funzionale del mondo». Disse ciò dopo essere stato contestato dagli spalti del San Paolo, incassando l’amarezza da professionista esemplare, lui che in questi anni ha dimostrato di essere tra i migliori nel suo ruolo. Il suo sfogo, pacato e misurato, centrò un problema che non era solo calcistico. Qualche settimana prima aveva affrontato a muso duro i tifosi azzurri che a Siena avevano contestato la squadra in crisi di risultati, per poi donargli la maglia.
Sotto il profilo tecnico, De Sanctis non è stato certamente impeccabile, ma sono stati più i suoi miracoli che le sue “papere”, e la difesa si è sempre sentita sicura con lui alle spalle. Benitez ha fatto scelte diverse, probabilmente giuste, e Morgan ha accettato la realtà dei fatti, ancora una volta da professionista serio, andandosi a prendere altrove la fiducia persa tra i pali della porta azzurra che ha difeso con grande onore. Quando tornerà da avversario, sarà ricevuto con calore e tributi che si riservano ai vecchi amici, quelli leali.
Ciao “capitano”. A te va il saluto con affetto e riconoscenza, molto più che ad altri partenti e partiti.

Jaqueline De Laurentiis dalla Svizzera con amore

Jacqueline De Laurentiis dalla Svizzera con amore

Donna di gran classe, sorpresa dall’esperienza calcistica a Napoli ma ben prima dalla Napoletanità. È Jacqueline Baudit in De Laurentiis in un’asciutta dichiarazione d’amore per Napoli e l’intero Sud scevra da sviolinate soverchie al microfono di Carlo Alvino per “Speciale Dimaro”.

De Laurentiis meridionalista è ormai certezza

De Laurentiis meridionalista è ormai certezza
«i Napoletani sono i vessati per eccellenza!»

Angelo Forgione – Tre indizi fanno sempre una certezza. Ci aveva stupiti un anno fa, sul set del film “Amici Miei – come tutto ebbe inizio”, quando Dario Sarnataro lo aveva intervistato per Lunaset (guarda); in quell’occasione Aurelio De Laurentiis aveva parlato da vero revisionista della storia dell’unità d’Italia.
Nonostante qualche “forzatura”, vedi la presentazione delle divise informali del Napoli in un atelier Napoletano alla presenza di Emanuele Filiberto di Savoia, juventino e “amico” dello stilista, il meridionalismo del presidente del Napoli si è rivelato recentemente con maggiore vigore partendo dalle 
frasi antigaribaldine pronunciate a Giugno alla riunione dell’Unione Industriali che avevano fatto rizzare i peli alla storiografia ufficiale e a qualche editore.
Il terzo indizio è arrivato in diretta televisiva su Sportitalia, dopo che nella turbolenta serata della compilazione dei calendari del prossimo campionato il patron azzurro, abbandonando la sala, aveva dichiarato di non sentirsi italiano, ovvero cittadino di un paese che non protegge i propri interessi e i propri cittadini. E così, rispondendo da Dimaro alle domande di Michele Criscitiello, De Laurentiis ha espresso il suo pensiero sulla Napoletanità intesa come un modo di intendere la vita utile a sopportare il peso delle sofferenze di un popolo vessato, prima soggiogato dagli stranieri e poi depredato e “isolato” dagli italiani.
Il vento della verità non poteva non travolgere un uomo dai modi spesso rudi e condannabili ma certamente capace di guardare oltre il proprio naso.
Benvenuto, Aurelio!

 

De Laurentiis: «Chi non ama Napoli, vada pure!»

De Laurentiis: «Chi non ama Napoli, vada pure!»
messaggio identitario forte ad Hamsik e Lavezzi

Durante la presentazione del nuovo Napoli a Dimaro, il Presidente Aurelio De Laurentiis ha inviato una segnale indiretto ai due gioielli Hamsik e Lavezzi al centro di voci di mercato.
«Se qualcuno dovesse desiderare di andare via, andasse via… – ha detto il patron azzurro – perchè a Napoli nessuno non lo trattiene. Perchè Napoli è Napoli, o la si ama e la si capisce… è uno stile di vita, è una filosofia. Chi vuol stare con noi, starà con noi. (…) A noi interessa portare l’immagine di Napoli nel mondo».
Dichiarazioni che hanno eccitato i tifosi presenti i quali, a loro volta, hanno trascinato De Laurentiis in un saltello anti-Milan. Dopo questa stoccata, Hamsik si è messo a saltare come un grillo al grido di “chi non salta rossonero è”, con un bel sorriso stampato in faccia; prima dell’affondo di De Laurentiis l’aveva solo timidamente abbozzato. «Sono contento di essere qui», così ha concluso lo slovacco.