Centinaia di persone ad Avellino per “Made in Naples”

avellino_ottopaginedi Ilde Rampino per Ottopagine del 7 dicembre ’14

avellino_6Una presenza importante nel giorno in cui la ’Accademia dei Dogliosi’, presieduta dall’Avv. Fiorentino Vecchiarelli, con il contributo fondamentale del Preside Giovanni Sasso, presidente della Società Filosofica di Avellino, assegna annualmente borse di studio “Pina Cerullo”agli studenti meritevoli delle scuole superiori di Avellino e provincia, è stata quella del giornalista e scrittore napoletano Angelo Forgione, che ha presentato all’Hotel de la Ville di Avellino il suo libro Made in Naples che sta ottenendo un grande successo.

L’intervento di Angelo Forgione è stato molto interessante e ha trasmesso la sua passione e il suo impegno per ridare dignità alla nostra terra che deve risollevarsi dal baratro in cui sembra essere caduta, e con estrema disponibilità ha risposto ad alcune domande.

Cosa rappresenta per lei Napoli e il Meridione?

Una sola parola: universalità. Napoli rappresenta un pilastro culturale, a livello mondiale, con tutto ciò che ha espresso e ha trasmesso oltre i suoi confini e quelli dello Stato.

Qual è stato secondo lei, il periodo storico che più degli altri ha lasciato un’impronta sulla città di Napoli?

Sicuramente il periodo borbonico, perché è quello che dal punto di vista culturale ha dato di più in tutti i campi, anche a livello sociale, al di là delle pecche innegabili e che pur vanno riconosciute, ma è stato il periodo che ha reso Napoli una capitale europea, e abbiamo il dovere di affermarlo con forza. Nella descrizione del centro storico di Napoli patrimonio dell’Umanità UNESCO c’era scritto che con Garibaldi finiva “il regime e la tirannia borbonica”. Io mi sono battuto per ottenere una modifica e oggi c’è scritto che “si chiuse l’epoca della dinastia borbonica.

Come si è posto nei confronti dell’indifferenza con cui gli italiani trattato la città di Napoli e i meridionali?

Si tratta in realtà di una sorta di vero e proprio accanimento nei confronti della città e del Meridione, che credo sia dettata da un profondo senso di invidia per il nostro passato importante; l’identità di Napoli e del Sud Italia è forte, ed è anche temuta, perché l’Italia nel mondo è un po’ vista come una grande Napoli, nel bene e nel male. Non dimentichiamo mai che l’intolleranza verso la diversità nasce da ciò che è percepito come un pericolo.

Il suo libro è stato scritto con uno scopo revisionistico o rappresenta un atto d’amore nei confronti della sua città?

Entrambe le cose, non c’è rabbia, ma tanto amore per Napoli che deve essere raccontato per quello che è, per questa grande capitale che faceva e promuoveva cultura in tutto il Sud, è un libro denso di nozioni storiche e di riflessioni basate su fonti documentarie.

Da cosa può rinascere un senso di riscatto da parte dei napoletani e dei meridionali in genere per recuperare il senso di ciò che siamo stati nel passato?

Ci sono dei passaggi obbligati per recuperare ciò che ci è stato tolto: la memoria, la rabbia, l’orgoglio e il riscatto. Siamo al terzo stadio e per arrivare alla fine c’è bisogno di unione e condivisione per pervenire a una piena coscienza popolare.

Dopo la proiezione di un DVD sulla storia delle rivolte avvenute in Irpinia nel 1860–61, scritto e diretto dall’Avv. Antonio De Martino, il Presidente Fiorentino Vecchiarelli, ha affermato la necessità di stabilire la verità storica in un territorio che fino al 1860 era molto importante e ricco, che ha subito ingiustizie e soprusi, e ha proposto che le strade siano intitolate a personalità importanti del nostro Sud, al fine di rivendicare il nostro orgoglio meridionale. Angelo Forgione è rimasto molto colpito ed emozionato dalle vicende storiche presentate nel filmato e ha invitato tutti a chiedersi chi avesse il diritto di invadere le nostre terre e sottomettere il nostro popolo, poiché è stata portata avanti una verità storica che non è tale, riguardo al compiersi dell’Unità d’Italia: «C’è stata una carneficina – ha detto lo scrittore – ma noi non abbiamo un sacrario della memoria per i nostri morti. È necessario capire chi siamo. L’Unità d’Italia non è nata per un moto liberale spontaneo, ma è stata voluta dalle nazioni forti d’Europa».
Forgione ha ricordato l’importanza che Napoli e il Regno delle Due Sicilie avevano nell’’800, e i rapporti di amicizia tra Ferdinando II di Borbone e lo zar Nicola I – a tal proposito ha ricordato i due cavalli “di bronzo” posti davanti al Maschio Angioino, dono dello Zar, ve ne sono di simili a San Pietroburgo sulla Neva – e i problemi di carattere economico, che sorsero in occasione dell’apertura del Canale di Suez, nel 1869, perché il Regno delle Due Sicilie ne sarebbe stato favorito commercialmente.
Lo scrittore, spiegando la genesi del suo libro davanti ad un uditorio attento e interessato – all’incontro hanno partecipato 400 persone – ha messo in rilievo che il “muro della cultura” meridionale è stato sfondato e cancellato. Egli ha preso i mattoni sparpagliati e l’ha ricostruito. Ed è di tufo giallo, simbolo della zona vulcanica e del nostro essere capaci di assorbire culture diverse. «Napoli le ha sempre accettate», ma ora, secondo Forgione, sta venendo fuori la convinzione di essere colonizzati.
Sulla copertina vi è l’immagine della mela annurca, la regina delle mele, ma nessuno la compra più, perché ci sono alcuni territori inquinati – in realtà solo il tre per cento del territorio campano – riferendosi alla “Terra del Fuochi”, «ma fare certe battaglie non deve creare altri problemi: la mela annurca è diventata nera di rabbia, ma serve positività».
Il libro è fatto di mattoni: fiabe che nascono nel territorio campano come “Lo Cunto de li Cunti” di Giambattista Basile; l’Opera e la Musica sacraMozart ha frequentato i conservatori di Napoli, città che apprezzava molto – e a questo punto lo scrittore spiega che in origine questi erano luoghi in cui venivano accolti i bambini poveri e si dava loro un’istruzione, ma poi, vista la grande tradizione di questa città, l’insegnamento musicale divenne preponderante e quindi il termine definì principalmente le scuole di musica. Tra i vari “mattoni” del libro Made in Naples troviamo: la Canzone, che nell’’800 fu influenzata da Donizetti; la Tolleranza e le Pari opportunità (a San Leucio, prima della Rivoluzione francese, Ferdinando IV e Maria Carolina convivevano con i coloni e le donne potevano scegliere chi sposare); la Previdenza sociale, per cui si poteva chiedere assistenza sociale anche senza dare le proprie generalità; la Protezione Civile e il Governo del territorio; l’Economia civile, il cui termine deriva da “civitas” romana che includeva anche il popolo; la Pasta di grano duro, rivoluzione alimentare della conservazione; il Presepe, che non era la rappresentazione di una grotta, bensì di Pompei, con gli archi e le rovine che si offrono al mondo, in seguito alla cui scoperta nasce il Neoclassicismo che ha influenzato persino la Casa Bianca a Washington; gli Antibiotici con la scoperta della penicillina fatta prima di Fleming dallo studioso napoletano Vincenzo Tiberio.

Presentazione “Made in Naples” a Mugnano di Napoli

copertina_1Il Comitato per la Pace “Vittorio Arrigoni”, in collaborazione con Associazione Culturale “NOS Revolution”, presentano il libro Made in Naples di Angelo Forgione – Come Napoli ha civilizzato l’Europa e come continua a farlo.

Venerdì 27 giugno, ore 19.00
Via Salvatore Di Giacomo, 24 – Mugnano di Napoli

La cultura invade l’anima: la difesa meridionale

Il “Salotto culturale” dello scultore Domenico Sepe è pronto per l’appuntamento di Venerdì 30 maggio alle ore 21,00 presso la bottega d’arte dell’artista ad Afragola. Ospite d’onore Angelo Forgione, che presenterà la sua creatura Made in Naples.
“La cultura invade l’anima – tema: la difesa meridionale”.
Via Saggese V trav. n 1 Afragola (NA) – Ingresso libero

salotto_culturale

Made in Naples a Calvizzano (Napoli)

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“Made in Naples” a Pompei con Gianni Aversano

Martedì 25 febbraio, ore 20:45, presentazione Made in Naples al Vincanto di Pompei (via Nolana, 89). Con l’autore Angelo Forgione e Gianni Aversano, voce dei Napolincanto, per una serata di cultura napoletana tra letteratura e musica. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al 392.997.13.14. Opzione cena al termine dell’evento.

Jean-Noël Schifano: “Napoli unica capitale culturale d’Italia”

al Grenoble la presentazione del suo romanzo-memoir su Elsa Morante

Dal 12 al 14 febbraio, Jean-Noël Schifano è stato ospite del “Festival della Fiction Française 2014”, il festival della narrativa francese, promosso dall’Institut français e dall’Ambasciata di Francia in Italia, per presentare il suo E.M. o la divina barbara, romanzo confidenziale non finito, racconto dei dialoghi avuti con Elsa Morante, di cui è stato grande amico e traduttore in francese, durante gli ultimi giorni di vita della scrittrice. Il romanzo-memoir è nato dalle confessioni nella stanza della clinica romana dove Elsa Morante era ricoverata per cercare invano di riprendersi dalle complicanze di un tentativo di suicidio. Anno 1984, Jean-Noël Schifano era un giovane di 37 anni innamorato di Napoli, e alla città partenopea aveva già dedicato due libri. Probabilmente, proprio dalla lettura tutta d’un fiato di Chroniques napolitaines, una mattina fu accolto dalla Morante con un sorriso col quale gli disse che non era un semplice traduttore, ma anche uno scrittore; e trovarono un’armonia. Per un anno intero, fino alla morte della scrittrice, avvenuta il 25 novembre 1985, ci fu tra Elsa e Giannatale una lunga condivisione di pensieri, parole e racconti.
Tre città: Torino, Roma e Napoli. Qui è stato presentato il libro. Nella tappa partenopea, all’Institut Français Grenoble, l’intellettuale francese ha incontrato lettori e amici napoletani, confrontandosi sul suo romanzo (edito da Elliot da pochi giorni), e ha trovato anche il modo per dimostrare, ancora una volta, e senza peli sulla lingua, il suo grande amore per Napoli:

«Io e Alberto Moravia ci dicevamo spesso che Roma è la città più ignorante d’Italia, uno scenario interessante senza umanità e contenuti. I romani pensano ancora all’Impero e non si accorgono che non producono cultura da millenni. Roma non è la capitale d’Italia ma la capitale del Vaticano, che con la breccia di Porta Pia ha esteso il suo potere su tutta la nuova Nazione. A Roma ci sono le due vere mafie d’Italia, le altre sono cortine di fumo, e la città ingrassa su questo, affamando il Sud. Ho detto certe cose anche due giorni fa a Torino, condannando anche la città dei Savoia e suscitando l’ira di un giornalista de La Stampa quando ho ricordato ai presenti che Torino ha rubato tutto a Napoli e l’ha spogliata. Lui mi ha risposto con sgomento che sono peggio di un napoletano, e che Napoli ha adottato il bidet per pulirsi il sedere. Lo dico ad Angelo Forgione che è in sala: schifano_forgioneattenzione, perché loro imparano certe lezioni ma sono abili a ribaltarle contro Napoli. La verità è che l’unica vera città capitale di cultura che c’è in Italia è Napoli, tutti percepiscono la sua forte identità, e per questo la temono e la offendono, sempre più ferocemente vedendo che i napoletani non chinano la testa.»

ascolta dalla trasmissione Fahrenheit di Rai Radio 3

“Made in Naples” a Bacoli

la cultura meridionalista si incontra alla Casina Vanvitelliana

In seguito alla decisione di approvare una delibera in cui si ringraziavano i Carabinieri, tra le altre cose, per la lotta al brigantaggio presa durante il consiglio comunale del Comune di Bacoli (NA) dello scorso 19 dicembre (video), l’associazione Freebacoli ha pensato di organizzare un convegno per discutere a fondo dei processi che hanno condotto all’Unità d’Italia.
L’evento si terrà Sabato 1 febbraio nella sala Ostrichina del complesso vanvitelliano del Fusaro, e vedrà la partecipazione di Angelo Forgione, che presenterà il suo libro “Made in Naples”, e altri rappresentanti dei principali movimenti impegnati nel revisionismo. Bacoli, città del Sud, rivuole la sua dignità.

per maggiori info clicca qui

Come arrivare:
In auto, percorrere la Tangenziale di Napoli in direzione Pozzuoli – uscire allo svincolo “POZZUOLI – ARCO FELICE – BACOLI” e seguire le indicazioni per BACOLI, attraversando il tunnel del Monte Nuovo, lambendo il Lago Lucrino. Proseguire per il Fusaro.
Coi mezzi pubblici della linea EavBus della tratta “Piazza Garibaldi-Torregaveta via Fusaro” o “Piazza Garibaldi-Monte di Procida via Fusaro”. Scendere a Fusaro.
Con il treno, tramite Cumana “Montesanto-Torregaveta”, scendere a Fusaro.
Tramite metropolitana della tratta Gianturco-Pozzuoli, scendere a Pozzuoli, proseguire con un autobus EavBus direzione Fusaro.

Presentazione “Made in Naples” a Ercolano

oro_del_miglioSabato 11 Gennaio appuntamento alle ore 18.30 presso Villa Maiuri a Ercolano per la presentazione dell’associazione-culturale “L’Oro del Miglio“.
Ospiti d’onore saranno Angelo Forgione, autore del grande successo Made in Naples, libro che sarà presentato durante la serata, e Giuseppe Maggi, grande archeologo e cittadino onorario di Ercolano. E poi altri ospiti e speciali sorprese all’insegna della valorizzazione del territorio vesuviano.

Made in Naples al “Vulcano Buono” con Nadia Verdile

A tu per tu con lo scrittore Angelo Forgione
di Dafne Rapuano per cinquew.it

CASERTA – Si chiama “Made in Naples” ed è pubblicato a Milano. Il paradosso dell’ultimo libro di Angelo Forgione, giovane scrittore partenopeo, che dell’amore per la sua città ha fatto una ragione di vita. Mentre era in giro a presentare il suo lavoro, gli ho sottratto alcuni minuti preziosi.

Scrive di Napoli e pubblica a Milano, come mai?
Scrivo di Napoli perché è la mia città, perché ha bisogno di essere conosciuta per quello che è stata veramente. Ho raccontato la vicenda di Partenope, non ho preteso di scrivere un libro si storia. Amo la mia città, vorrei che la conoscessero in tanti. Per avere una distribuzione nazionale che non sia con una casa editrice a pagamento, mi sono dovuto rivolgere al Nord. Ebbene sì, a Milano. A Napoli l’editoria è al collasso. Mi interessava incontrare un editore che credesse nel progetto, nel libro e nella città. L’ho trovato a Milano e va bene così.

Cosa un lettore trova nel suo libro?
Ho raccontato di Napoli senza esagerare. Non era mio interesse né esaltare oltre ogni ragionevole verità né denigrare. Ho studiato e ho riportato solo le cose che ho trovato documentate.

Spesso chi parla bene di Napoli viene etichettato come neoborbonico. Lei lo è?
Non è necessario essere neoborbonici per parlare bene di Napoli, neanche filosabaudi per parlarne male. I Borbone non sono stati perfetti ma non hanno fatto male come una certa storiografia ha raccontato. Solo in Italia “borbonico” equivale a un’offesa. In Francia, in Spagna questo non accade. Non è un caso che le migliori letture della nostra storia le abbiano fatte studiosi stranieri.

Il suo libro gode della prefazione di una prestigiosa firma: Jean Noel Schifano. Perché lo ha scelto?
Schifano è un importante intellettuale francese che ha eletto Napoli come sua seconda patria. Sua teoria è che con l’unificazione i Savoia vollero trasformare Napoli in una città provinciale, senza successo, saccheggiandone gli immensi tesori. È sua convinzione che tutti i mali di Napoli siano nati a Roma facendo di tutto per trasformare la grande capitale che nei secoli è stata Napoli in una “città-bonsai”, privandola di banche, ferrovie, cantieri navali e opere d’arte. L’hanno trasformata in una città assistita da tenere al guinzaglio. Per questo mi è sembrato naturale chiedere a lui e gliene sono orgogliosamente grato.

Sulla sua copertina campeggia una mela sul fronte e un cavallo rampante sul retro. Lei che è pure un grafico pubblicitario, qual è il messaggio che ha voluto dare?
Non è una mela qualsiasi. Si tratta di una melannurca, simbolo di una terra “felix” ormai devastata. Per questo è nera. Frutto di uomini laboriosi, la più saporita tra tutte perché anche la più lavorata tra tutte. Tonda, perfetta, dal sapore inconfondibile. Il cavallo, invece, è simbolo storico di una Napoli indomita. Quando Corrado IV riuscì, dopo mille traversie, a conquistare Napoli, volle, per dare un segnale inequivocabile, imbrigliare la statua equestre che campeggiava nei pressi del Duomo di oggi. Oggi lo ripresento libero, senza briglie, come vorrei che fosse. Libero come vorrei vedere liberata e orgogliosa l’immagine di Napoli, un paradiso violato da troppi.

Made in Naples al “Vulcano Buono”

Venerdì 15 novembre, alle ore 19, appuntamento alla libreria Mondadori del c.c. “Vulcano Buono” di Nola con Made in Naples. Colloquia con l’autore del libro la corrispondente de Il Mattino (redazione Caserta) Nadia Verdile.