Quattro libri da leggere per capire Napoli

Una selezione di quattro libri per capire Napoli nelle sue varie epoche. La Napoli recente, la Napoli dei bombardamenti, la Napoli del grande Settecento e la Napoli di Masaniello. Ovviamente, dopo aver letto Made in Naples e Napoli Capitale Morale.

Jean-Noël Schifano: “Napoli unica capitale culturale d’Italia”

al Grenoble la presentazione del suo romanzo-memoir su Elsa Morante

Dal 12 al 14 febbraio, Jean-Noël Schifano è stato ospite del “Festival della Fiction Française 2014”, il festival della narrativa francese, promosso dall’Institut français e dall’Ambasciata di Francia in Italia, per presentare il suo E.M. o la divina barbara, romanzo confidenziale non finito, racconto dei dialoghi avuti con Elsa Morante, di cui è stato grande amico e traduttore in francese, durante gli ultimi giorni di vita della scrittrice. Il romanzo-memoir è nato dalle confessioni nella stanza della clinica romana dove Elsa Morante era ricoverata per cercare invano di riprendersi dalle complicanze di un tentativo di suicidio. Anno 1984, Jean-Noël Schifano era un giovane di 37 anni innamorato di Napoli, e alla città partenopea aveva già dedicato due libri. Probabilmente, proprio dalla lettura tutta d’un fiato di Chroniques napolitaines, una mattina fu accolto dalla Morante con un sorriso col quale gli disse che non era un semplice traduttore, ma anche uno scrittore; e trovarono un’armonia. Per un anno intero, fino alla morte della scrittrice, avvenuta il 25 novembre 1985, ci fu tra Elsa e Giannatale una lunga condivisione di pensieri, parole e racconti.
Tre città: Torino, Roma e Napoli. Qui è stato presentato il libro. Nella tappa partenopea, all’Institut Français Grenoble, l’intellettuale francese ha incontrato lettori e amici napoletani, confrontandosi sul suo romanzo (edito da Elliot da pochi giorni), e ha trovato anche il modo per dimostrare, ancora una volta, e senza peli sulla lingua, il suo grande amore per Napoli:

«Io e Alberto Moravia ci dicevamo spesso che Roma è la città più ignorante d’Italia, uno scenario interessante senza umanità e contenuti. I romani pensano ancora all’Impero e non si accorgono che non producono cultura da millenni. Roma non è la capitale d’Italia ma la capitale del Vaticano, che con la breccia di Porta Pia ha esteso il suo potere su tutta la nuova Nazione. A Roma ci sono le due vere mafie d’Italia, le altre sono cortine di fumo, e la città ingrassa su questo, affamando il Sud. Ho detto certe cose anche due giorni fa a Torino, condannando anche la città dei Savoia e suscitando l’ira di un giornalista de La Stampa quando ho ricordato ai presenti che Torino ha rubato tutto a Napoli e l’ha spogliata. Lui mi ha risposto con sgomento che sono peggio di un napoletano, e che Napoli ha adottato il bidet per pulirsi il sedere. Lo dico ad Angelo Forgione che è in sala: schifano_forgioneattenzione, perché loro imparano certe lezioni ma sono abili a ribaltarle contro Napoli. La verità è che l’unica vera città capitale di cultura che c’è in Italia è Napoli, tutti percepiscono la sua forte identità, e per questo la temono e la offendono, sempre più ferocemente vedendo che i napoletani non chinano la testa.»

ascolta dalla trasmissione Fahrenheit di Rai Radio 3

Made in Naples strappa applausi al gala del Duomo

Gigi Savoia legge dei passi del libro e in platea nasce un applauso spontaneo

Un premio che Napoli ha dato a chi ama Napoli e per lei si è contraddistinto. E per questo, un riconoscimento con un significato particolare. Made in Naples ha saputo emozionare anche la folla festante che ha gremito il Sagrato del Duomo di Napoli per la serata di gala che ha chiuso i festeggiamenti per il Santo Patrono (guarda il video).

Presentazione “MALAUNITA’, 150 anni portati male”

Presentazione “MALAUNITA’, 150 anni portati male”
il libro-verità sul Risorgimento
e sulla “questione meridionale”

Angelo Forgione – Martedì 15, grandissimo appuntamento nella “Sala della Loggia” del Maschio Angioino alle ore 17:00 per la presentazione del libro-verità sui 150 anni d’unità d’Italia.
Un lavoro a più mani frutto del “gioco di squadra” dei più quotati giornalisti e ricercatori del meridionalismo contemporaneo, e per questo sono onoratissimo e fiero di essere stato selezionato in questa “nazionale” che si oppone in questa ricorrenza a quella dei tanti intellettuali che in un secolo e mezzo di Italia unita non hanno mai avuto il coraggio di affrontare l’argomento “unificazione” in maniera obiettiva e realistica.
Nel mio capitolo “Un quadro da restaurare”, con la collaborazione di Pompeo De Chiara, ho ricostruito meticolosamente lo scenario reale degli avvenimenti del Risorgimento riunendo le frasi originali dei protagonisti dell’epoca e integrandovi quelle dei tanti pensatori più o meno contemporanei che hanno dato un contributo in questi 150 anni al restauro di un quadro deturpato dalla retorica e dalle verità nascoste.

Al Maschio Angioino ci saremo tutti: da Pino Aprile, reduce dal successo di “Terroni” a Lorenzo Del Boca, da Gigi Di Fiore a Ruggero Guarini, da Lino Patruno a Eddy Napoli che ha curato e cantato i due brani musicali del cd allegato al libro; e ancora Felice Abbondante, Antonio Boccia, Pompeo De Chiara, Gennaro De Crescenzo, Vincenzo Gulì, Salvatore Lanza, Antonio Picciano, Alessandro Romano, Lorenzo Terzi e, chiaramente, Angelo Forgione. Tutti riuniti dall’abbraccio d’oltralpe di un grande uomo di cultura amante di Napoli che ha curato la prefazione: Jean-Noël Schifano.
Sarà l’appuntamento d’apertura delle “tre giornate di Napoli” (dal 15 al 17) con le quali intenderemo celebrare la verità contrapponendoci alla retorica che sta colpevolmente caratterizzando questo terzo giubileo d’unità nazionale.

Pino Aprile e Angelo Forgione al Convegno Nazionale di Gaeta del 12 Febbraio