––– scrittore e giornalista, opinionista, storicista, meridionalista, culturalmente unitarista ––– "Baciata da Dio, stuprata dall'uomo. È Napoli, sulla cui vita indago per parlare del mondo."
Riceviamo e pubblichiamo la significativa comunicazione del Presidente della Regione Toscana in merito all’offensiva mostra da noi contestata “Viaggio in Italia” di Giulio Galgani, già difesosi in modo discutibile e autore di una diffida scritta a non inviare email di protesta alla Regione Toscana oltre che al Comune e alla Provincia di Firenze. Forse capiamo perchè.
Gentili Signori,sinceramente non conoscevo nè la mostra “Viaggio in Italia”, nè il suo autore, nè i contenuti della medesima, che ho appreso leggendo la vostra e-mail. Ma gli uffici regionali competenti, presso i quali ho chiesto spiegazioni, mi hanno detto di non aver mai concesso alcun patrocinio alla mostra “Viaggio in Toscana”.Vi informo quindi che, anche grazie alla vostra e-mail, la Regione Toscana ha provveduto ad inviare una diffida al signor Galgani, affinchè tolga dalla mostra stessa e dal suo sito sia il logo con il Pegaso alato che ogni riferimento alla Regione.Da informazioni da noi raccolte risulta che neppure il Comune di Firenze abbia concesso alcun patrocinio alla mostra.Vi ringrazio quindi per la vostra preziosa segnalazione e invio i miei più cordiali saluti. Enrico Rossi
Ecco a cosa è servito lo sciopero della fame del sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino: summit in prefettura di Caserta col governatore Caldoro e col ministro Ornaghi, incontro di una delegazione pro-Carditello con Godart (Consigliere culturale della Presidenza della Repubblica), tg nazionali e stampa internazionale che cominciano a parlare dello scempio, e Fabio Fazio che, su chiaro suggerimento della presidente del FAI Ilaria Borletti Buitoni, ha mostrato all’Italia le condizioni della reggia borbonica a “Che tempo che fa”.
vertice in Prefettura e visita del ministro Ornaghi al sito
Angelo Forgione – Il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi si è recato ieri alla Real Tenuta di Carditello per verificare le condizioni del sito. “Faremo in modo che torni al suo antico splendore”, ha detto. Questo è l’impegno preso per recuperare la “delizia” borbonica dopo lo sciopero della fame messo in atto dal sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino. L’asta del 29 Marzo non è evitabile per ristrettezze di tempo, ma dopo quella data il Governo, la Regione e la Provincia si dovrebbero impegnare per restituire il monumento al patrimonio e alla collettività. Queste le intenzioni esternate dopo il vertice in Prefettura di Caserta, con la rassicurazione che, in caso di offerta in occasione della prossima asta, “lo Stato ha uno strumento di difesa efficace che è la prelazione, se si dovesse verificare eserciterà questo diritto”.
I fondi per acquistare il bene non ci sono ma il Governatore Caldoro confida in prossimi finanziamenti europei. Venaria Reale, è bene ricordarlo, fu recuperata proprio grazie allo sblocco di fondi nazionali ed europei. Nei prossimi giorni dovrebbe essere convocato un nuovo incontro per creare un tavolo con gli enti locali, coordinato dalla Prefettura, per pensare alle misure di salvaguardia per evitare ulteriori saccheggi e per pensare alla destinazione d’uso della tenuta una volta riacquisita. Lo stesso Caldoro si è detto pronto, insieme agli altri Enti locali, a mettere a punto un piano per la valorizzazione del sito, mentre il sindaco Cimmino si è mostrato felice per aver avviato la discussione sulla soluzione del problema Carditello che è finalmente una priorità dell’agenda politica regionale.
17 Marzo, l’apologia continua della monarchia Sabauda
Angelo Forgione – Franco Califano cantò una canzone a Sanremo nel 1994 dove unì idealmente il Nord e il Sud. Il brano, bellissimo, era intitolato “Napoli“ e finì all’ultimo posto in graduatoria.Il “Califfo”, con la sua consueta schiettezza, disse senza mezzi termini che non fu apprezzato perchè l’italia è un paese razzista. L’italia è un paese che fatica ad ammettere il suo razzismo, fatica ad ammettere di avere degli scheletri nell’armadio, fatica ad ammettere le sue menzogne. E andiamo avanti trascinandoci così, raccontandoci la bugia dell’unità che non esiste e non è mai esistita, celebrandola ancora, ad un anno di distanza, nella stessa data in cui Vittorio Emanuele II si autoproclamò “Roi de l’Italie” come si legge nell’atto in rigoroso francese redatto dal parlamento (italiano?). “Roi Victor Emmanuel prend pour lui et ses successeur le titre de Roi d’Italie”, così si legge nel testo della legge n. 4671 del Regno di Sardegna, non d’Italia. Il numerale che accompagna il nome del sovrano non venne modificato: Vittorio Emanuele II, non I come avrebbe voluto larga parte dell’opinione pubblica patriottica. Il dato è significativo: “Vittorio Emanuele I” avrebbe sottolineato la novità dell’Italia unita. “Vittorio Emanuele II”, invece, significava implicitamente che il nuovo Stato era l’allargamento territoriale del Regno di Sardegna e delle sue istituzioni. A 151 anni di distanza è il 17 Marzo che viene festeggiato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Cioè la data in cui la monarchia del Piemonte si allargò invadendo senza dichiarazione di guerra il Mezzogiorno. L’italia unita territorialmente, priva di Roma e Venezia, si compì dieci anni più tardi. E la Repubblica ben più tardi. Eppure il presidente della Repubblica festeggia ancora una volta una data che rappresenta il trionfo bellico di una monarchia che tanti danni ha fatto. Ad un anno di distanza dal 17 Marzo 2011 voglio riproporre su questo blog un sunto della puntata di “Matrix” di quel giorno. Erano presenti gli amici Pino Aprile e Lorenzo Del Boca, oltre ad Emanuele Filiberto di Savoia e Claudio Martelli. Ed era presente anche il presidente del consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni oggi inquisito per presunta corruzione e tangenti. Aprile e Boni entrarono in contrasto, l’uno voce del Sud consapevole, l’altro di un certo Nord razzista. Fu evidentemente rabbioso il primo nel rivendicare le ragioni e le verità del meridione; fu evidentemente tracotante il secondo col suo sorriso che conquistò il conduttore Alessio Vinci (chiarissimo il sarcasmo di Aprile sull’invito a tornare in trasmissione fatto a Boni in chiusura della trasmissione). Quanta fatica per affermare la verità, sgomitando con chi oggi è inquisito e rappresenta un partito politico che da 25 anni spara a zero sul meridione suscitando pure simpatia. Oggi, 365 giorni esatti dopo, Benigni e Napolitano sono tornati a fare retorica per la chiusura delle celebrazioni. Finalmente! Ora basta però, perchè in molti non la bevono più. Mica vorrete propinarci ogni 17 Marzo la solita retorica patriottica? Impegnatevi ad unire veramente il paese, piuttosto. Magari cominciando dalle ferrovie.
Dimenticavo… al festival di Sanremo del 1994 vinse Aleandro Baldi con “Passerà”. Speriamo!
La protesta del sindaco Emiddio Cimmino ha smosso le acque. Il Ministro Ornaghi l’ha chiamato personalmente, comunicandogli la convocazione per Martedì 20 Marzo in Prefettura per un summit con il governatore Caldoro, il presidente della Provincia di Caserta Zinzi e il Prefetto Pagano. All’ordine del giorno, le questioni relative al futuro del sito reale. Nubi squarciate e spiraglio di luce, ma la guardia è e deve restare alta. C’è in ballo il recupero e la salvezza di un bene monumentale e culturale di tutto il Sud.
un pezzo di storia del Sud sugli annunci immobiliari online
Secondo previsioni, l’asta per la vendita della Reggia di Carditello è andata deserta ancora una volta. Nuova data fissata al 29 Marzo, ancora a 15mila euro ribassabili a un quarto della base d’asta. Il sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino ha appreso la notizia mentre gli veniva comunicato che, in conseguenza del suo sciopero della fame, il Presidente della Repubblica Napolitano lo riceverà il 22 Aprile al Quirinale; e pertanto la personale protesta è stata sospesa. Grande merito del primo cittadino è quello di aver così acceso i riflettori sulla vergognosa vicenda. Chi salverà la reggia borbonica dalle grinfie della camorra? Di certo il monumento e la nostra storia non si sono salvati dall’onta di finire sui siti di annunci immobiliari. Veramente triste!
Caro Aurelio, ora devi dire se ti senti napoletano
sfogo contro la stampa, non contro i napoletani
Angelo Forgione – Lo sfogo del presidente De Laurentiis in conferenza stampa partito da una risposta a Rino Cesarano è l’ennesimo sintomo di un rapporto da tempo burrascoso con la stampa. Tanti gli scontri fino alla guerra esplosa con la questione dei biglietti posti in vendita online, quando il patron non digerì l’accusa alla società di non essere matura per l’operazione. In quell’occasione così disse con toni alti alla stampa: «non ci dovete far fare la figura dei napoletani che non riescono ad organizzarsi la vita. Sono fiero di essere napoletano e sono stufo che voi non lo siate… vi meritate quello che avete per colpa vostra!» L’ultimo sfogo è sulla stessa falsa riga, con il dito puntato sui giornalisti napoletani ritenuti autolesionisti per aver già definito fallimentare la stagione azzurra. «A Napoli non funziona un ca..o!» ha tuonato Aurelio; concetto estremo, ma come dargli torto se uno stadio si regge in piedi per virtù dello Spirito Santo e non c’è un palasport degno di tale nome?! Solo che questa volta non ha usato il “noi napoletani” ma il “voi”. De Laurentiis si è chiamato fuori. «Ma che ca..o avete vinto a Napoli?». Certo, è grave che un presidente non conosca il palmares del sodalizio che dirige e lo sminuisca agli occhi degli avversari storici, soprattutto alla luce della sua conoscenza delle differenze di opportunità tra Nord e Sud del paese, ed è grave che non rispetti la grande storia del Napoli prima di lui; ma ora il vero problema è capire se si sente fieramente napoletano di Torre Annunziata, come ha sempre detto, o se si sente un magnate venuto da Roma o addirittura da Los Angeles. Lo abbiamo sentito più volte parlare di napoletanità, di orgoglio, di meridionalismo e di revisionismo storico. Ecco perchè sembra chiaro che con quel “voi” si riferisse ai giornalisti napoletani, e non ai napoletani tutti. Voleva cioè dire “che cosa avete raccontato voi giornalisti negli ultimi 20 anni?” De Laurentiis non ha attaccato Napoli anche se, nella sua veemenza, non si è accorto di offenderla; ed è per questo che deve chiarire serenamente la sua identità alla gente che paga biglietti, abbonamenti e smart card, che vuol sapere con certezza se alla guida del Napoli c’è un napoletano. La differenza è essenziale.
Vecchioni: «Napoli occasione per la cultura italiana»
qualcuno aveva detto che era decomposta da migliaia di anni
Angelo Forgione – Parole colte di Roberto Vecchioni per Napoli nel salotto di “Che tempo che fa“.
Sabato 9 Dicembre, il cantautore ha spiegato la sua posizione rispetto alle voci diffuse sul suo compenso per il Forum delle Culture 2013 e ha identificato la città partenopea come uno dei più importanti patrimoni della cultura italiana. Era lo stesso proscenio e lo stesso scranno dal quale Giorgio Bocca aveva detto tutto il contrario qualche anno prima, gettando fango sulla città partenopea definendola “città decomposta da migliaia di anni”. E anche li applausi, quella volta disgustosi come le sue parole e come il silenzio di Fazio.
Vecchioni Presidente del Forum delle Culture. Appunto!
videoclip: GRANDE SUD (Napoli vs Milan 3-1) in 3 minuti, l’essenza del trionfo azzurro sui rossoneri
C’è un Sud nel calcio che tiene testa al potere del Nord. È un Sud che non si piega, un Sud rampante, orgoglioso e ambizioso. È un grande Sud!
Il Napoli strapazza il Milan e si vendica della sconfitta di Milano del campionato precedente. Una piccola metafora per un popolo a cui non deve bastare solo il calcio, semplice soddisfazione, per affrancarsi da certe dinamiche.
De Laurentiis chiude ai Napoletani?
Tutt’altro, ne stimola l’orgoglio. «I Napoletani al Napoli non li voglio!»
Angelo Forgione – «I Napoletani al Napoli non li voglio perché non inclini a venirci». La frase dell’istrionico De Laurentiis in merito alle voci sull’interessamento al calciatore napoletano Bocchetti sembra un’accusa alla gente di Napoli in generale e in buona sostanza è così, ma la dichiarazione conserva un’accezione positiva rispetto al concetto di Napoletanità. Il presidente ha modi di pensiero e parola tutti suoi e si esprime per iperboli e ossimori che spesso irritano. È chiaro che la pietra dello scandalo sia Criscito che non ha accettato minor retribuzione in cambio della maglia della sua città, dichiarando di andare a San Pietroburgo in una grande squadra e in una bellissima città. Scelta insindacabile, ma indigesta per un presidente che fa della Napoletanità un “plus” su cui costruire un rinnovato orgoglio e prestigio attrattivo. E infatti De Laurentiis rispose piccato dicendo che la città russa é brutta (e non ci vivrebbe nemmeno neanche per tutto l’oro del mondo), esagerando sapendo di esagerare perché non lo é affatto. Il concetto può essere discutibile sotto il profilo professionale e imprenditoriale, ma è apprezzabile dal punto di vista di un romantico attaccamento alla città che ogni Napoletano dovrebbe nutrire e che io stesso cerco di accrescere passando per la nostra storia e cultura oltre che per lo sport. Certamente il patron va in conflitto con la sua stessa gestione degli affari, peraltro ineccepibile, e tira acqua al suo mulino. E neanche può negare che Cannavaro sia Napoletano. Concetti raramente applicabili al business calcio, ma nessuno si consenta di strumentalizzare la dichiarazione che deve essere spunto per una profonda riflessione sulle potenzialità di Napoli che potrebbe primeggiare col giusto atteggiamento della sua gente. Del resto, alzi la mano chi se la sente di dire che i Napoletani, nel complesso, amano in concreto la loro bellissima città con i propri comportamenti quotidiani. La concordia tra De Laurentiis e De Magistris, con la “benedizione” del Cardinale Sepe, dimostra l’opportunità di veicolare messaggi di riscatto anche attraverso il calcio, e ciascuno di noi intenda se sia populismo o qualcosina di più.
L’appunto a De Laurentiis è quello di spiegare simili affermazioni e non lasciare adito a interpretazioni tendenziose di chi non attende altro che puntare il dito sui Napoletani.
De Laurentiis “bacchetta” i calciatori Napoletani durante la telenovela Criscito