Al San Gennaro Day per premiare Ilenia Lazzarin

ilenia_lazzarinDopo il grande successo della prima edizione, il 21 settembre torna la kermesse ideata e diretta da Gianni Simioli. Tutto pronto dunque per il galà del “San Gennaro Day 2014″, un grande spettacolo sul sagrato del Duomo di Napoli (ore 20) in cui saranno premiati grandi nomi della cultura, della musica, dello spettacolo, imprenditori, associazioni di volontariato e cittadini sconosciuti al mondo del gossip ma meritevoli di grandi consensi (leggi il cast della serata).
Dopo il premio “San Gennaro Day 2013” ricevuto lo scorso anno, Angelo Forgione tornerà sul palco dell’evento, stavolta in veste di premiatore di Ilenia Lazzarin, protagonista della fiction Rai Un posto al sole nei panni di Viola e autrice del “miracolo” del Nord che abbraccia il Sud. Nata nella provincia lombarda, a Busto Arsizio, e trasferitasi a Vercelli a 11 anni, è approdata a Napoli a 19 anni per entrare nel cast della “soap” partenopea, e se ne è innamorata.

La notte bianca al Vomero è Made in Naples

Torna la “notte bianca” al Vomero. Sabato 12 ottobre, dalle 19 alle ore 3, migliaia di persone si riverseranno nelle strade di Vomero e Arenella per la manifestazione “Vomero Notte 2013” e troveranno spettacoli, negozi e ristoranti aperti.
A piazza Vanvitelli, nel cuore del quartiere collinare, l’evento proporrà un palco made in Naples, all’insegna della cultura e del divertimento. Dalle 21, il padrone di casa sarà Gianni Simioli che introdurrà lo spettacolo di Simone Schettino (ore 22), preceduto dalla premiazione di Angelo Forgione (ore 21:20) per i tre millenni di cultura napoletana raccolti e descritti nel libro Made in Naples. Previsti altri momenti di forte significato identitario, tra cui l’altra premiazione a Marco Esposito per il libro Separiamoci, il Compra a Sud di Francesco Menna, Pietrarsa 1865 di Aldo Vella e altri, voluti dall’imprenditore Roberto Natale, organizzatore della manifestazione di piazza Vanvitelli, per valorizzare le capacità artistiche e intellettuali del territorio. La serata della centralissima piazza sarà coperta dalle frequenze di Radio Marte.

La commemorazione dell’eccidio di Pietrarsa

Breve reportage di Marco Rossano sulla commemorazione dell’eccidio di Pietrarsa del 6 agosto 1863, a 150 anni esatti dai sanguinosi fatti che segnarono per sempre la storia del Sud. Interventi di Marco Esposito, Angelo Forgione e Gennaro De Crescenzo.

Intervento di Sergio Puglia (Movimento 5 stelle) al Senato

Pietrarsa, 1863-2013. Napoli ricorda.

150 anni fa, a Pietrarsa, la prima strage del lavoro della storia d’Italia, ben prima di quella americana che inaugurò il 1 maggio nel mondo. Chi conosce questa storia, ha “apparecchiato” da anni questa data affinché una pagina dimenticata della storia nazionale venisse fuori e le istituzioni ricordassero.
Oggi, col patrocinio del Comune di Napoli e non solo, il Museo ferroviario di Pietrarsa diventa punto di ritrovo per ricordare in forma solenne e culturale. È ora che anche i sindacati si rechino presto a ricordare quei tragici fatti in quello straordinario e simbolico luogo che è Pietrarsa in un prossimo 1 maggio italiano, affinché tutti sappiano, finalmente.
Intanto, il delegato del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris alla Commissione Toponomastica, Andrea Balìa, ha ottenuto di recente la titolazione di una strada o una piazza, in fase d’individuazione, ai “Martiri di Pietrarsa”.

Pienone a Gaeta. Pino Aprile: «Bisogna essere capaci di far vergognare»

Al Valenti (foto Freddy Adams)

Al XXII Convegno tradizionalista di Gaeta del 16 Febbraio, circa cinquecento persone hanno gremito la sala-convegni dell’hotel Serapo. Attenzione alta per tutti gli interventi sul tema “Napoli capitale”, coordinati da Marina Campanile e introdotti da Sevi Scafetta, regista della manifestazione. Messaggi di saluto, tra gli altri, del sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano e dell’assessore al commercio e alle attività produttive del Comune di Napoli Marco Esposito. Grande pathos per la performance grafico-musicale in omaggio alla verità storica di Al Valenti ed Eliana Esposito da Siena, già apprezzati nei teatri e sul palcoscenico di Zelig. Applausi per gli sconcertanti dati del prof. Giuseppe Fioravanti sulla Scuola delle Due Sicilie che sconfessano i luoghi comuni della storiografia ufficiale. Per Gennaro De Crescenzo e i suoi collegamenti tra passato, presente e futuro, sempre ricchi di ritmo avvincente. Per Pino Aprile e le sue prospettive future. L’autore di Terroni è tornato a parlare del suo proposito, in corso di realizzazione, di dirigere un giornale del Sud, motivandolo con la necessità di vigilare. A tal proposito, Aprile ha ancora una volta riconosciuto l’esempio di V.A.N.T.O., primo vero strumento di controllo e vigilanza rispetto agli atteggiamenti di un certo Nord, capace di generare senso di vergogna.
«Bisogna fare la politica – ha detto lo scrittore – e per fare la politica serve un giornale. E per fare un giornale servono delle domande. Un giornale serve ad evitare che i fatti passino sotto silenzio. La civiltà nasce dalla vergogna che è il controllore dei popoli, ed è fondamentale la capacità di far vergognare. Viviamo in tempi in cui, per l’affermazione dell’egocentrismo, il giudice delle nostre vergogne coincide con noi stessi, e questo sfascia la società. Per far vergognare qualcuno devi pubblicamente sottolineare quello che sta facendo, ma servono degli strumenti. Qualcuno esiste già…».
Commozione e folla anche sugli spalti di Gaeta, dove l’annuale cerimonia del lancio della corona di fiori a mare in memoria dei caduti dell’assedio ha rinnovato l’impegno della ricostruzione della verità storica e dell’identità meridionale (guarda il Brigantiggì di Gino Giammarino e Mary D’Onofrio)

il saluto del sindaco Cosmo Mitrano
il saluto dell’assessore Marco Esposito
la performance di Al Valenti ed Eliana Esposito
intervento integrale di Giuseppe Fioravanti
intervento di Marina Campanile
intervento integrale di Gennaro De Crescenzo
Intervento integrale di Pino Aprile
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(si ringrazia Antonio Ciano per le riprese video)

L’ammuina elettorale

Cosa non si fa in campagna elettorale!? Cosa si è inventato il Partito Democratico, per screditare i propri avversari politici? Ha rispolverato uno dei più abusati luoghi comuni antistorici e antinapoletani: il presunto articolo 27 della Real Marina delle Due Sicilie “Facite ammuina”.
Tocca ripetersi nuovamente e ricordare che l’articolo non è mai esistito e che fu creato ad arte (leggi la vera storia) per infangare la memoria storica napoletana e meridionale. Lo stesso accade oggi, per diversi fini. Stavolta, per sconfiggere Berlusconi l’illusionista… borbonico. Votate gente, votate!

d.gentile@partitodemocratico.it

Auguri a tutti… con una fantastica storia!

Natale è la festa dei bambini e i bambini sono la risorsa del futuro. Di Napoli, del Paese, dell’umanità intera. Mai perdere la speranza!
Per porgere a tutti gli auguri di Natale, senza retorica e non per caso, ho scelto un bellissimo videoclip di Edoardo Bennato che ripropone il celebre racconto del Pifferaio Magico in chiave partenopea. La canzone denuncia i mali della società contemporanea, con riferimenti a fatti e persone reali come a trasmissioni TV, prendendo di mira gli imbonitori delle folle e la folla stessa che si fa abbindolare, non riuscendo a vedere al di là del proprio naso. Dopo aver scacciato i topi, il Pifferaio Napoletano diventa prima eroe e poi vittima in una società incapace di pensare. E alla fine abbandona la società corrotta e senza speranza per il futuro, portando in salvo i bambini ancora indifferenti allo stupro mentale. Lo farà con un galeone volante che raggiungerà l’ideale isola felice dove, insieme alla purezza dei bambini, riedificherà una una nuova società… e una nuova Napoli partendo da quanto di buono ancora c’è (e non è poco).
Una canzone alla quale sono da sempre particolarmente affezionato per evidenti motivi e significati. Ed è con questa che porgo gli auguri a tutti i miei lettori e sostenitori, nonché alla famiglia di V.A.N.T.O., ai suoi amici e a tutti i suoi simpatizzanti.

Angelo Forgione

“Gambero Rosso” schiaffeggia Napoli. La pizza migliore in Veneto!

Podio giusto o razzismo gastronomico? Domani ne sapremo di più.

A Napoli lo schiaffo si chiama pacchero, a Roma si chiama pizza. E in tema di pizze, la “Guida Ristoranti d’Italia 2013” del Gambero Rosso ne rifila una bella fragorosa ai pizzaioli napoletani. Le quattro migliori pizzerie d’Italia cui, con un enorme sforzo di fantasia, sono stati assegnati i tre spicchi sono “La Fucina” di Roma, la “Antica Osteria Pepe di Caiazzo nel Casertano, “Sforno” ancora a Roma e “I Tigli” a San Bonifacio nel Veronese. Li si mangia la “pizza come si deve”, dice il G.R..
Mancano i grandi maestri di Napoli mentre i curatori della guida, che sono entrambi di origine campana, ci hanno infilato i romani e i veronesi. Strana decisione, sia perchè Napoli ha una supremazia secolare e indiscussa in materia sia perchè arriva a poco meno di un mese dalla ratifica del “Pacchetto sicurezza” dell’Unione Europea che ha stabilito che l’unica vera pizza è la STG napoletana a dispetto di tutte le altre che sono da considerarsi imitazioni.
Tutto regolare o anche dietro questa sorpresa si nascondono dinamiche perverse? Le pizzerie romane e quella veneta seguono la tradizionale ricetta napoletana? Perchè se non è così, secondo l’UE, si premiano contraffazioni alimentari. Oppure si premia ormai la pizza e non la vera pizza, e quindi Napoli è ormai fuori concorso? Come mai due super-pizzerie sono romane e una è addirittura veneta? Non è forse il Veneto un territorio governato dal leghista Luca Zaia che, in qualità di ministro dell’agricoltura della Repubblica Italiana, disertò clamorosamente la celebrazione a Napoli del marchio STG preferendo recarsi nello stesso giorno da McDonald’s per promuovere il suo panino “Mc Italy“, o meglio “Mc Padania”, pensato per favorire gli agricoltori del Nord? E non è forse sempre Zaia ad essere stato accusato la scorsa primavera di “razzismo gastronomico” per via di un’altra sua invenzione, “Buonitalia”, messa in liquidazione per aver sperperato 50 milioni di euro per promuovere esclusivamente prodotti del Nord, Veneto in testa?
La reazione non tarderà e già per domani alle 13 (noi ci saremo) è prevista un’iniziativa di protesta da Sorbillo ai Tribunali con i cittadini ed i pizzaioli. Per l’occasione sarà offerta ai passanti anche la tradizionale pizza a portafoglio.
«Domani festeggeremo anche il riconoscimento definitivo dell’ Stg della pizza napoletana – spiegano il presidente dei pizzaioli napoletani Sergio Miccù e Vincenzo Peretti del consorzio dei pizzaioli napoletani – che sempre i leghisti volevano toglierci e che invece abbiamo difeso con i denti. Anche in quel caso il Gambero Rosso non è stato al nostro fianco. Dobbiamo difendere la dignità ed il lavoro del territorio».

Vecchioni: «Napoli occasione per la cultura italiana»

Vecchioni: «Napoli occasione per la cultura italiana»

qualcuno aveva detto che era decomposta da migliaia di anni

Angelo Forgione – Parole colte di Roberto Vecchioni per Napoli nel salotto di “Che tempo che fa“.
Sabato 9 Dicembre, il cantautore ha spiegato la sua posizione rispetto alle voci diffuse sul suo compenso per il Forum delle Culture 2013 e ha identificato la città partenopea come uno dei più importanti patrimoni della cultura italiana.

Era lo stesso proscenio e lo stesso scranno dal quale Giorgio Bocca aveva detto tutto il contrario qualche anno prima, gettando fango sulla città partenopea definendola “città decomposta da migliaia di anni”. E anche li applausi, quella volta disgustosi come le sue parole e come il silenzio di Fazio.
Vecchioni Presidente del Forum delle Culture. Appunto! 

Refuso nello spot del Forum delle Culture

Refuso nello spot del Forum delle Culture

e attenzione ai restauri fantasma in città

Nello bellissimo spot istituzionale del Forum delle Culture 2013 c’è un errore. Tra le varie scritte, ce n’è una a cui manca una lettera: modernità diventa modenità. Il problema è che questo spot dovrebbe girare l’Italia e il mondo ed è già in giro dal 10 Febbraio scorso. Eppure chi doveva vigilare non ha vigilato e l’errore è stato segnalato dal Comitato civico di Portosalvo che ha allertato vari movimenti e associazioni che hanno cura del territorio, tra cui V.A.N.T.O.. Tutti insieme abbiamo segnalato l’errore, invitando la Fondazione a intervenire quanto prima per far correggere ed evitare che la brutta figura possa assumere dimensioni più grandi.
Contemporaneamente abbiamo denunciato una dinamica che sta accomunando il Forum delle Culture con i restauri fantasma nel centro di Napoli. Della chiesa e guglia di Portosalvo abbiamo già parlato e ci torneremo, ma è il caso di evidenziare lo stesso scandalo alla chiesa di San Ferdinando in Piazza Trieste e Trento la cui facciata, per mostrare marchi pubblicitari a turisti e cittadini, è stata oscurata con dei ponteggi senza lavori. Ne parleremo.

leggi l’articolo sul Corriere del Mezzogiorno online