Da Liverpool a Cagliari, ecco perché tanto livore per Napoli

Da Liverpool a Cagliari, perché tanto livore per Napoli

di Angelo Forgione

Il periodo è quello che è: Napoli ricoperta di rifiuti e sbattuta nelle prime pagine di giornali e telegiornali di tutto il mondo. Quale migliore occasione per alimentare i luoghi comuni e l’avversione ai Napoletani ormai dilagante? Un fenomeno che ha assunto dimensioni inaccetabili che legittimano l’analisi di un vero e proprio razzismo non più solo leghista. Non è vittimismo se a Liverpool sono stati esposti striscioni offensivi in lingua italiana, dettati dagli ultras dell’Inter: “usate acqua e sapone”, “Napoli merda”, “Ciao Napoli” con annessa l’immagine di un bidone della spazzatura. Lo stesso Liverpool Football Club ha confermato che gli striscioni lesivi della dignità del popolo napoletano esposti ad “Anfield Road” sono frutto di una becera collaborazione tra ultras del Liverpool e dell’Inter. Un “gemellaggio” coltivato due settimane prima, ancor prima degli scontri di Napoli, in occasione della partita Inter-Tottenham di Champions League.

Ci dicevano che gli stadi inglesi erano civili e sicuri, e che il modello “british” andrebbe importato anche in Italia. Ma siamo sicuri che sia tutto oro ciò che luccica? Gli inglesi l’avevano promessa ai Napoletani dopo gli spiacevoli e vergognosi incidenti dell’andata ed è normale che violenza generi violenza nel mondo perverso del tifo. Ma avevamo tutti in testa la favola della sicurezza degli stadi inglesi, delle dure leggi applicate, della tolleranza zero, tutto ciò che in Italia non esiste. Eravamo pronti ad una lezione di civiltà e invece ci siamo risvegliati sotto le macerie del crollo del modello inglese.

Ciò a cui si è assistito è stata una vera e propria caccia all’uomo nei confronti dei Napoletani di cui ne hanno fatto le spese anche personaggi che col tifo niente hanno a che vedere, come ad esempio l’ex giocatore del Napoli Bruno Giordano, il giornalista di Sky Manuel Parlato e l’ex presidente del Napoli calcio a 5 Marcello Gentile. Alla fine sono stati 6 i tifosi inglesi arrestati ma, il giorno dopo, di tutto questo, ne hanno parlato solo gli organi di informazione napoletani mentre quelli nazionali si erano affrettati ad evidenziare gli scontri dell’andata con titoli pesanti del tipo “vergogna Napoli” che di certo hanno fomentato la reazione inglese al ritorno.

È il mondo degli ultras che tutto esaspera e ogni contrasto esacerba. Non varrebbe neanche la pena parlarne se non fosse per il diverso trattamento mediatico che la stessa stampa italiana ha riservato agli scontri dell’andata e del ritorno. Razzismo d’esportazione che nessuno ha evidenziato, ma non c’è da stupirsi perché evidenziare che un fenomeno del genere si sia allungato oltre i confini significherebbe ammettere che l’ostracismo contro i Napoletani nei nostri stadi, e non solo, esiste. E invece si condannano giustamente i “buuu” contro i neri ma non le esortazioni al Vesuvio che una domenica si e una no, in concomitanza con le trasferte del Napoli, si ascoltano un po’ dappertutto. Il razzismo verso i neri è catalogato come tale, quello contro i Napoletani è invece “legalizzato”.

Un fenomeno pluridecennale che però potrebbe finire in un amen, grazie alle nuove regole che attribuiscono agli arbitri il potere di sospendere le partite per cori razzisti. Così come avvenuto a Cagliari, quando qualche settimana fa fu sospesa Cagliari-Inter per razzismo nei confronti di Eto’o. In caso di pesanti manifestazioni contro la comunità Napoletana può essere richiesta la sospensione delle partite. Una responsabilità che tocca al Capitano del Napoli, nella fattispecie Paolo Cannavaro, peraltro Napoletano, che ha un “arma” da sfruttare per difendere l’onorabilità della sua gente e far cessare una volta per tutte questa vergognosa “insultanapolimania”.

Si è alla vigilia di Cagliari-Napoli, banco di prova significativo in questo senso. Il Sant’Elia è ormai da troppo tempo uno dei campi più infuocati per il Napoli e per i Napoletani. Ormai Cagliari-Napoli è diventata partita “ad alto rischio” per il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive. Cagliari si infiamma quando arriva il Napoli; lo sa bene il suo presidente Cellino che già in passato è stato colto dalle telecamere mentre inveiva contro i Napoletani. Lo sa bene anche l’allenatore sardo Bisoli che ha chiesto i tre punti da regalare ai tifosi che riempiranno il Sant’Elia come ogni volta in cui è di scena la squadra partenopea. Il sito del Cagliari calcio comunica che i biglietti sono in esaurimento e si prevede il “sold out”. Dunque Cagliari-Napoli si preannuncia come una partita ancora una volta diversa dalle altre, con un Sant’Elia infuocato a sostegno dei rossoblù. La stampa cagliaritana parla di un match che ormai vale quasi come un derby tra le uniche due squadre meridionali ad aver vinto lo scudetto, ma i motivi di tanta attesa sono ben altri.
Il match dello scorso anno fu infernale, tra cori contro i Napoletani e atteggiamenti anti-sportivi che portarono ad una reazione scomposta di Lavezzi nei confronti dell’allora mister cagliaritano Allegri. Ma come nasce tutto questo livore sardo nei confronti dei partenopei che ne subiscono le tensioni?

Il pomo della discordia fu Daniel Fonseca, passato dal Cagliari al Napoli nel 1992. Tornò in Sardegna da ex e fu ricoperto di fischi. Il nervosismo lo tradì, si fece espellere e il rapporto coi suoi ex tifosi si ruppe irrimediabilmente. Nel campionato successivo realizzò una doppietta che consentì al Napoli di espugnare il Sant’Elia e i rapporti peggiorarono ancora di più perchè Fonseca, che non aveva dimenticato, si consentì la rivincita indirizzando il “gestaccio dell’ombrello” alla curva cagliaritana. I supporters azzurri presero le difese del loro beniamino e a fine partita gli ultras sardi li attesero per aggredirli mentre si dirigevano al porto. Da quella volta, ogni ritorno del Napoli a Cagliari era una chiamata alle ostilità fatta di cori razzisti e offese. Fino al Giugno del 1997 quando proprio Napoli fu designata come sede neutra per lo spareggio salvezza tra Cagliari e Piacenza. I tifosi azzurri presero la palla al balzo parteggiando per il Piacenza. Ne seguirono scontri, tafferugli e retrocessione sul campo del Cagliari in serie B, i cui sostenitori giurarono odio eterno ai Napoletani, presidente Cellino compreso.

Storie di ordinaria stupidità. Sarebbe anche ora di finirla.

Appello a Paolo Cannavaro

il gestaccio di Fonseca nel 1993

lo spareggio Piacenza-Cagliari a Napoli nel 1997

leggi su napoli.com

A “Zona Mista”, nuovo appello di Angelo Forgione a Capitan Cannavaro

A “Zona Mista”, nuovo appello di Angelo Forgione a Capitan Cannavaro

APPELLO A CAPITAN CANNAVARO: “Chiedi la sospensione delle partite in caso di razzismo contro Napoli”

Attenzione, perche si avvicina Cagliari-Napoli, e la partita di Liverpool ha già dimostrato come i luoghi comuni e il razzismo verso i Napoletani stiano assumendo dimensioni inaccettabili.

Da quanti decenni ascoltiamo negli stadi italiani “Napoletani colerosi”… “senti che puzza…” “Vesuvio, lavali col fuoco…”, etc?
I “buuuu” contro i neri sono razzsimo (si) e i cori contro i Napoletani no?

Ora le regole ci sono, e non devono valere solo per l’Inter di quel “galantuomo” di Moratti e per i suoi giocatori (Balotelli e Eto’o).
Le partite possono essere sospese, lo dicono le nuove regole, e allora facciamo blocco unico per sollecitare tutti il Capitano Paolo Cannavaro affinché richieda agli arbitri la sospensione delle partite in caso di razzismo verso i Napoletani (popolo) e i due neri della squadra Zuniga e Santacroce.

Video-denuncia del 12/09
Ammazziamo Pulcinella #3 / RAZZISMO ANTI-NAPOLI NEGLI STADI

Angelo Forgione a “Marte Sport Live”

Angelo Forgione a “Marte Sport Live” si appella a Capitan Cannavaro

APPELLO A CAPITAN CANNAVARO: “Chiedi la sospensione delle partite in caso di razzismo contro Napoli”

Da quanti decenni ascoltiamo negli stadi italiani “Napoletani colerosi”… “senti che puzza…” “Vesuvio, lavali col fuoco…”, etc?
I “buuuu” contro i neri sono razzsimo (si) e i cori contro i Napoletani no?

Ora le regole ci sono, e non devono valere solo per l’Inter di quel “galantuomo” di Moratti e per i suoi giocatori (Balotelli e Eto’o).
Le partite possono essere sospese, lo dicono le nuove regole, e allora facciamo blocco unico per sollecitare tutti il Capitano Paolo Cannavaro affinché richieda agli arbitri la sospensione delle partite in caso di razzismo verso i Napoletani (popolo) e i due neri della squadra Zuniga e Santacroc
e.

Attenzione, perche si avvicina Cagliari-Napoli.

Video-denuncia del 12/09
Ammazziamo Pulcinella #3 / RAZZISMO ANTI-NAPOLI NEGLI STADI



Ammazziamo Pulcinella #10
LA MANIPOLAZIONE MEDIATICA CHE INFAMA I NAPOLETANI

Nel nuovo videoclip della serie “Ammazziamo Pulcinella”, è analizzata la manipolazione delle notizie da parte degli organi di informazione nazionali ai danni di Napoli e del Sud, pratica che provoca incalcolabili danni in termini sociali alla reputazione dei Napoletani e ai Meridionali perbene.
Napoli violenta, come Roma e Milano. Ma i Napoletani perbene non meritano di essere infamati. Anzi!

I romanisti: Napoli incivile! Ma anche no.

Ipocrisia romanista: Napoli incivile! Ma anche no.
Nessun problema per i 27 tifosi romanisti al San Paolo

leggi l’articolo su napoli.com

di Angelo Forgione

stadio san paoloIl giorno dopo la vittoria del Napoli sui capitolini, la rivista del tifo giallorosso “il Romanista” denuncia che “nel corso della partita persa dalla Roma contro il Napoli c’è da verificare la marea di insulti rivolti ai giallorossi in particolare a Totti e De Rossi e soprattutto alla città. Un gesto di inciviltà che continua a persistere negli stadi ed in particolare ieri al San Paolo. Tanti striscioni provocatori ed ingiuriosi di nessuno di questi è possibile riportare il contenuto”.

Che l’inciviltà negli stadi sia sovrana è palese e non basterebbe un secolo per cambiare usi e costumi dei tifosi del calcio. Ma è difficile comprende lo sfogo di una testata romana quando proprio dal pulpito dello stadio Olimpico si può ascoltare di tutto contro i Napoletani. Persino quando l’avversario in campo non è il Napoli parte quasi sistematico il coro “Odio Napoli”. Un malcostume che genera attriti, astio che genera astio. Sarebbe utopistico sperare che negli stadi prenda il sopravvento il rispetto, ma fin quando questo non sarà che almeno non trionfi l’ipocrisia.

Alla trasferta di Napoli hanno partecipato 27 tifosi romanisti che hanno avuto vita serena. È questo il dato sul quale formulare una sentenza di massima, scevra da luoghi comuni e etichette tipiche degli stadi. Ci piace pensare che lo stesso accadrà al ritorno per i Napoletani, ma purtroppo i precedenti non sono confortanti.
Gli stessi romanisti in trasferta hanno raccontato la loro giornata proprio alle pagine de “Il Romanista” dal quale si evince la serenità con la quale hanno potuto vivere la loro giornata Napoletana, a prescindere dall’ambiente ostile nei cori e dal risultato avverso.

Il racconto è paradossale perché tende a rimarcare il malcostume dei tifosi azzurri con una tale incisività che diventa esilarante quando gli stessi romanisti si rallegrano della serenità di cui hanno goduto. Ci si lamenta degli olè a fine gara, del “chi non salta giallorosso è”, degli striscioni contro Totti e famiglia, degli insulti alla Capitale, dei fischi a De Rossi; ma si legge, cosa più rimarchevole, che il «viaggio è stato tranquillo (…) tutto è filato via liscio senza problemi (…)». Matteo, 17 anni, aggiunge: «Sì, io sono vestito coi colori della Roma e nessuno mi ha fatto storie. Anche gli steward sono stati gentilissimi, meno male».
Il racconto fa capire che agli impavidi tifosi romanisti sono rimasti sullo stomaco i fischi, gli striscioni, gli olè, e, udite udite, la chicca di “Tu vuò fa l’americano” e “‘O surdato nnammurato”. O forse semplicemente il risultato finale. Come dice il romanista David:
«Nun ce poteva esse finale peggiore. Che brutte cose che abbiamo visto».

Fosse questa l’inciviltà, ci sarebbe da auspicare che tutti gli stadi d’Italia fossero incivili come il “San Paolo” durante Napoli-Roma del 3 Ottobre 2010.

il racconto dei tifosi della Roma al “San Paolo”
http://www.romanews.eu/news.asp?pagID=74&newsID=7988

i cori contro Napoli in Roma-Fulham
http://www.youtube.com/watch?v=cGIqAL3RpJU

Videoclip: FINO ALL’ULTIMO GRIDO

Videoclip: FINO ALL’ULTIMO GRIDO

Astio per i Napoletani in quasi tutti gli stadi d’Italia. Tra i tanti cori, ce n’è uno che nel sostantivo “Napoletano” nasconde una subdola accezione negativa. E allora tocca al Napoli in campo fare in modo che la sua gente possa alzare in cielo l’ultimo grido, trasformando quel sostantivo in qualcosa di positivo… senza diritto di replica!

guarda il videoclip