A.A.A. Comune in deficit cerca sponsor per restauro statua Dante

A.A.A. Comune in deficit cerca sponsor per restauro statua Dante

di Angelo Forgione
leggi su napoli.com

Sulla falsa riga dell’esperienza di restauro in corso in Piazza Mazzini con la statua di Paolo Emilio Imbriani, il Comune di Napoli è alla ricerca di sponsor per il ripristino estetico del monumento a Dante Alighieri nell’omonima Piazza Dante, anch’esso da anni imbrattato da scritte di ogni tipo. Come si apprende dal sito del Comune di Napoli, la Seconda Municipalità, ha infatti indetto un bando di ricerca sponsor per reperire la preventiva spesa di circa 90.000 euro.

È purtroppo nota l’impossibilità delle istituzioni locali, sempre meno supportate dal Ministero dei Beni Culturali, a far fronte alla necessità di salvaguardare il patrimonio monumentale e architettonico. E allora ben vengano i privati a dar man forte, ma non si può non sottolineare che simili operazioni rischiano fortemente di rivelarsi vane in mancanza di una incisiva campagna di prevenzione che possa educare i tanti grafomani sempre pronti a rovinare e deturpare statue, palazzi, monumenti o anche semplici palazzi pur di apporre la propria insignificante firma ovunque.

Prevenire, si sa, è meglio che curare, e non solo non c’è traccia di campagne di sensibilizzazione in tal senso ma spesso sono proprio i protagonisti della vita politica del paese a dare il cattivo esempio in campagna elettorale con lo scientifico, indisciplinato e deturpante accavallamento in ogni dove di manifesti selvaggi la cui sanatoria è prevista dall’articolo 42-bis del decreto “Milleproroghe” con la sanzione di soli 1.000 euro. Manifesti che restano talvolta affissi per anni nei posti più impensabili. Con simili esempi andateglielo a dire ad un ragazzino di quindici anni che la città merita rispetto e ordine.

http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13854

Al via il restauro della statua di Piazza Mazzini

Al via il restauro della statua di Piazza Mazzini

Finalmente si avvia a soluzione l’ANNOSO SCANDALO di Piazza Mazzini al centro della quale, da almeno un decennio, fa “bella” mostra la statua di Paolo Emilio Imbriani sfregiata da scritte in ogni dove. Sta finalmente per sparire la vergogna e il decoro urbano nel sito sta per tornare meno astratto e indefinito.
Le impalcature alzate oggi faranno sparire le griffe di “Nicola + Tore”, di “Salvatore ‘o vip” e di “formaggino”, eroi dei tempi moderni consegnati ormai alla storia della Napoli contemporanea. Ogni lettura delle incisioni sul basamento, a quei pochi curiosi ormai rimasti in città, fino ad oggi era preclusa dall’insieme disarmonico di tali scritte realizzate con “i coltelli della cultura”: le bombolette spray.
Anni di battaglie, denunce e sensibilizzazione da parte del sottoscritto che già in passato aveva suggerito provocatoriamente di ricollocare la statua in un’altra piazza magari un po’ più “rispettosa” (o presunta tale) come Piazza Fanzago.
L’appello è affinchè, una volta ripulita, la statua non venga di nuovo imbrattata. Non è possibile accettare che ogni bruttura su monumenti, statue e palazzi storici debba abituare la cittadinanza al degrado di cui nessuno si meraviglia più.
È giusto auspicare inoltre altri interventi del genere in una città che ne ha davvero bisogno, con la medesima formula che prevede le spese a carico dei privati ai quali è data in concessione la disponibilità degli spazi pubblicitari sulle impalcature.

Chi è Paolo Emilio Imbriani? Quanto costa il restauro? E quanto durerà?
Leggi su napoli.com

clicca sull’immagine per leggere l’articolo sul ROMA del 29.12.10

mazzini restauro appello forgione

articoli e denunce del passato

Vittorio Emanuele II a Piazza Bovio per una nuova Teano. Il Parlamento delle Due Sicilie chiede chiarezza al Sindaco Iervolino e propone il trasferimento della statua a Torino!

Vittorio Emanuele II a Piazza Bovio per una nuova Teano.
Il Parlamento delle Due Sicilie chiede chiarezza al Sindaco Iervolino e propone il trasferimento della statua a Torino!

Questo è forse l’ultimo regalo* che sta facendo la Iervolino alla nostra città.
Questa notte è successo qualcosa a Napoli: l’ineffabile sindaca ha fatto traslocare la statua di Vittorio Emanuele II, che è già un’offesa alla memoria dei tanti “napolitani” trucidati durante il Risorgimento, a Piazza Bovio, facendo così incontrare idealmente Vittorio Emanuele II con Garibaldi la cui statua è frontalmente all’altro capo del corso.

Una nuova Teano, una nuova simbolica invasione piemontese del sud, un’esaltazione degli eccidi nel Sud si sta compiendo nel centro di Napoli. Senza contare che a Teano non ci fu affatto un incontro cordiale ma un “licenziamento” a tutti gli effetti di Garibaldi da parte del re piemontese che raccoglieva così tutto il lavoro sporco fatto al sud del generale dittatore delle Due Sicilie.

I membri del Parlamento delle Due Sicilie (tra cui rappresentanti del movimento Neoborbonico e del Movimento V.A.N.T.O.) hanno aperto una pubblica sottoscrizione per trasferire la statua di Vittorio Emanuele II di Savoia a Torino. Altresì hanno invitato il sindaco Iervolino a fare chiarezza sui costi di queste complesse operazioni, sugli eventuali progetti legati alle celebrazioni sui 150 anni dell’unità d’Italia e sugli ipotetici cambiamenti di nomi di strade e piazze sui quali sarebbe opportuno informare la cittadinanza.
Si è richiesto di trasferire la statua del primo re d’Italia nell’ex capitale sabauda con una scelta coerente alla luce di una nuova storiografia sempre più documentata e diffusa che sta rivelando tutte le conseguenze dell’unificazione realizzata con modalità che hanno comportato solo danni al Sud:  la fine di una Napoli capitale per sei secoli e dei primati culturali ed economici, il massacro di circa un milione di vittime tra i nostri conterranei, le emigrazioni bibliche e la questione meridionale prima sconosciuta e tuttora drammatica ed attuale, i saccheggi delle nostre banche, una crisi progressiva e inarrestabile nella totale incapacità delle nostre classi dirigenti.
E intanto non esistono strade, neanche piccole, intitolate ai grandi protagonisti della nostra trimillenaria storia (dai greci ai Borbone).

In questo senso le celebrazioni dell’unificazione italiana possono essere un’occasione importante per analizzare e studiare la nostra storia senza sperperare denaro pubbblico, senza mistificazioni e senza una retorica che in un secolo e mezzo ha dimostrato tutta la sua inutilità.

La Iervolino avrebbe fatto meglio in questi anni ad occuparsi di questioni ben più gravi ed urgenti per una città come Napoli, sempre meno rappresentata e sempre meno difesa e a tutti i livelli. Avrebbe fatto meglio ad occuparsi di iniziative più serie e concrete anche dal punto di vista culturale; il Museo Civico Filangieri è chiuso da anni, quello di San Martino sempre privo di fondi. Avrebbe fatto meglio a provvedere alla redazione del “Piano di Gestione” che se l’Unesco non avrà entro Febbraio cancellerà Napoli dalla lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità. Avrebbe fatto meglio a far partire una seria raccolta differenziata.

Ufficio Stampa Movimento Neoborbonico:
347.84.92.762 – 339.443.68.90

* forse il penultimo regalo, se l’Unesco dovesse depennare Napoli dalla lista dei patrimoni a Febbraio.

foto repubblica.it

guarda le foto del trasloco su repubblica.it

ECCO PERCHÈ I NOSTRI MONUMENTI CADONO A PEZZI

ECCO PERCHÈ I NOSTRI MONUMENTI CADONO A PEZZI

A metà Ottobre V.A.N.T.O. denuncia il danneggiamento della statua di Alfonso d’Aragona sulla facciata di Palazzo Reale.
Dopo un mese e mezzo di chissà quali giri del carteggio, la Soprintendenza regionale indica al Ministro Bondi che la segnalazione di V.A.N.T.O. è relativa al Palazzo Reale di Napoli e non alla Reggia di Caserta!
Congratulazioni Sig. Ministro Bondi e Ministero tutto.

 

Il previsto flop dell’albero di Piazza Vanvitelli

Il flop dell’albero di Piazza Vanvitelli. Tutto previsto.

Quando un anno fa, fine 2009, morì la palma di Piazza Vanvitelli, il Comune di Napoli ci disse che non poteva essere sostituita da una nuova palma. Era chiaro, perchè nessuna tecnica di contrasto al “Punteruolo rosso”, l’insetto ammazza-palme, è mai stata sperimentata a Napoli.

Colsi l’occasione per promuovere un discorso culturale, proponendo l’installazione di una statua del grande architetto Napoletano Luigi Vanvitelli, caposcuola del Neoclassicismo, nel solco della promozione di una rivalutazione della grande cultura Napoletana del ‘700 e primo ‘800. Vanvitelli non ha una statua a Napoli, a differenza della vicina e più grata Caserta. Ed è proprio il busto di Caserta che fu proposto come esemplare per un veloce e più economico calco rispetto ad una scultura da realizzare ex-novo.
La proposta fu snobbata nel classico silenzio del Comune che cominciò a promuovere una nuova politica ecologica accostata al nuovo albero da piantare nella piazza vomerese. Diffidai tutti dal cadere in questo tranello perchè una vera politica del verde avrebbe dovuto prevedere la sistemazione di molti più alberi lungo le strade cittadine e non nascondersi dietro un singolo albero, strumentalizzando l’importanza del luogo in cui piantarlo.

Nonostante lo sterminio delle palme a Napoli, altre associazioni insistevano per una nuova palma e si crearono tre fronti: il Comune che impose un albero, V.A.N.T.O. che propose la statua di Vanvitelli e le altre associazioni che chiesero una nuova palma. La “furbata” del Comune fu un sondaggio proposto sul sito ufficiale col quale si chiese di scegliere tra 7 diverse specie di arbusti. Si parlò di coinvolgimento e confronto con la cittadinanza, ma fu un bluff, fu solo propaganda perchè il vero sondaggio avrebbe dovuto tener conto delle richieste delle associazioni e dei cittadini, o quantomeno avvisarli di non voler tener conto delle proposte.

Vinse il sondaggio-bluff un “lauro-canfora”, il più “paffuto” degli alberi proposti. Almeno il colpo d’occhio sembrava garantito. Ma quando fu piantato si levarono i primi mugugni. Altro che arbusto rigoglioso, piazza Vanvitelli partorì un “bonsai” deforme. Un albero nano e asimmetrico che se pure crescerà ci metterà decenni.

Dopo sette mesi, la delusione è stata assimilata dai vomeresi, perchè è così che funziona a Napoli. Ma non per il sottoscritto che un pò ha masochisticamente goduto per il modesto risultato della politica “sorda” e “sparagnina” del Comune all’epoca fiutata.

Oggi la stampa locale ricorda quegli avvisi lanciati dal sottoscritto e sancisce l’ennesimo flop. Povero Vanvitelli, Povera Napoli. Poveri noi!

Angelo Forgione

articolo del ROMA del 23/11/10 che da ragione a V.A.N.T.O.

articolo del CORRIERE DEL MEZZOGIORNO del 18/01/10

articolo del ROMA del 10/01/10

articolo di CRONACHE DI NAPOLI del 14/01/10


Simulazione della Piazza con la statua del grande Maestro Vanvitelli

Piazza Vanvitelli prima dell'arrivo "punteruolo rosso"

L’albero-bonsai di Piazza Vanvitelli

L’albero-bonsai di Piazza Vanvitelli

leggi su napoli.com

di Angelo Forgione

Doveva essere il cavallo di battaglia della nuova politica ambientale del Comune di Napoli l’albero di Piazza Vanvitelli che ha sostituito la storica e centenaria palma, morta sotto i colpi del famigerato “Rhynchophorus Ferrugineus”, più comunemente detto “Punteruolo rosso”.
La scelta dell’arbusto fu fatta attraverso il sito del Comune di Napoli che a Gennaio scorso aveva proposto in collaborazione con Legambiente un sondaggio on-line per invitare i cittadini a scegliere, tra sette specie d’albero, quella da piantare nella piazza vomerese.
Un sondaggio mascherato di confronto e coinvolgimento della cittadinanza ma dietro si nascondevano le richieste di Assoutenti che chiedeva una nuova palma e quella del Movimento V.A.N.T.O. che proponeva una statua del grande architetto napoletano Luigi Vanvitelli di cui in città non c’è traccia, a differenza della vicina Caserta evidentemente più grata alla memoria del caposcuola del neoclassicismo. La proposta del busto fu accompagnata dall’avviso del pericolo di cadere in una “trappola”, un’iniziativa che di ambientalista aveva ben poco mentre una vera politica del verde avrebbe dovuto interessare un numero maggiore di piantumazioni in tutta la città e non un singolo esemplare che sarebbe servito a coprire le incapacità dell’amministrazione cittadina di mettere in campo delle misure di contrasto all’aggressione delle palme da parte dell’insetto assassino.
Il sondaggio premiò un “lauro canfora” che venne piantumato il 16 Aprile in pompa magna ma tra i subitanei mugugni di tutti i cittadini presenti delusi dalle dimensioni dell’alberello che si presentava molto diverso da come era stato proposto fotograficamente e testualmente sul sito del Comune dove una simulazione prefigurava almeno un bel colpo d’occhio. La descrizione informava testualmente che si trattava di “albero sempreverde di grandi dimensioni…”.
Una sorta di pubblicità ingannevole, altro che grosso albero! Al centro dell’importante piazza fu piantato un alberello-bonsai che ancora oggi è uno schiaffo all’intelligenza dei partecipanti al voto e allo stesso slargo centrale del quartiere collinare che merita ben altro decoro. Qualora l’alberello possa crescere e divenire come presentato, ci vorranno comunque molti anni. Altro che palma richiesta dai nostalgici, altro che statua di Vanvitelli richiesta da chi voleva valorizzare un po’ della grande cultura settecentesca della città!
Da Palazzo San Giacomo, l’Assessore all’Ambiente Rino Nasti ha lanciato recentemente la campagna “Napoli si albera” con cui si comunica la piantumazione di 1700 nuovi alberi per una città più verde. In attesa che ciò accada, c’è per il momento solo da chiedersi quale politica ecologista sia quella accostata al bonsai di Piazza Vanvitelli. Le tante tecniche di contrasto al “Punteruolo rosso” a Napoli non sono neanche state sperimentate e le palme sono sostanzialmente scomparse dalla città. Basta spostarsi alla vicina Piazza degli Artisti per vedere tronchi di palme segati e neanche sostituiti da nuovi alberi, come in tutto il resto della città.
A poca distanza c’è Piazza dell’Immacolata laddove da alcune settimane giacciono nell’abbandono assoluto degli alberi sradicati e collassati. Nessuno si fa carico di rimuoverli, figuriamoci poi se si tratterà di sostituirli.
E se questo è il Vomero, al centro non va meglio. Del resto le fioriere di Via Toledo installate anni fa nel tratto pedonalizzato “riqualificato” non hanno mai visto piante e fiori, finendo per essere giustamente rimosse di recente perché scambiate dei cittadini per grossi vasi portarifiuti.