“Malaunità” di Eddy Napoli – in arrivo il videoclip ufficiale

“Malaunità” di Eddy Napoli – il videoclip ufficiale in anteprima

RISCRIVIAMO LA STORIA IN MUSICA
Martedì 29 giugno, in anteprima sul web, il videoclip ufficiale di Eddy Napoli in “Malaunità”.
Frutto della collaborazione tra il grande artista partenopeo e Angelo Forgione, in esclusiva sul canale youtube del Movimento VANTO “angeloxg1”.
DA NON PERDERE !!!

Eddy Napoli - Malaunità

Eddy Napoli - Malaunità

Minoli “cancella” VANTO e la storia di Napoli

Minoli “cancella” VANTO e la storia di Napoli

Indegno trattamento per Napoli nella trasmissione “Citizen Report” di Giovanni Minoli andata in onda l’8 Giugno 2010 su Rai Tre. Il tema era “L’UNITA’ D’ITALIA” (a 150 anni dall’unificazione nazionale, quali sono i valori che oggi tengono unito il Paese?) e la redazione ha raccolto contributi e interviste in varie zone d’Italia. La voce e la posizione di Napoli è stata richiesta agli esponenti del Parlamento delle Due Sicilie, nelle persone di Angelo Forgione per il Movimento VANTO e di Gennaro De Crescenzo, Eddy Napoli, Alessandro Romano, Vincenzo Gulì, Pompeo De Chiara e Giuseppe Genovese per il Movimento NEOBORBONICO. Dopo aver registrato i contributi richiesti sia in interna che in esterna e aver offerto massima disponibilità nella produzione dei filmati (fatti da noi, non dalla RAI), Angelo Forgione è stato anche intervistato via webcam dalla redazione della trasmissione, offrendo un punto di vista non retorico e revisionista sulla questione unitaria e senza esternare alcun intento secessionista, nonchè sull’opera di autodifesa dalle offese che i Napoletani patiscono a livello mediatico e sociale. Dopo aver chiesto di non strumentalizzare l’intervento, data la presenza nella puntata anche di giovani militanti leghisti, i redattori definivano le argomentazioni “interessanti e sacrosante”. Ma di tutto questo, nella puntata, non c’è alcuna traccia. Di tutto, tranne che la voce di Napoli. Il ruolo unificante della nazionale italiana di calcio; il viaggio di Garibaldi rifatto al contrario, dalla Sicilia a Quarto, da parte di una scolaresca di giovanissimi siciliani; un’inchiesta sul monumento incompiuto dedicato ai Mille della cittadina di Marsala. Tanta retorica e ancora retorica, e dulcis in fundo abbiamo assistito ai ragazzini leghisti che indossavano felpe con scritta “Berghem” e che professavano la superiorità della padania. La scusa alla richiesta di spiegazioni da parte della redazione è stata che si è deciso di incentrare la puntata sui giovani. Peccato che Forgione non sia propriamente un “matusalemme”.

Galleria “Umberto I”: caduta calcinacci ingresso Toledo Via Toledo

La Repubblica (Napoli) del 12 Giugno 2010

il "ROMA" del 12 Giugno 2010

La “Amerigo Vespucci”, figlia dell’avanguardia borbonica

 

il veliero più famoso del mondo nato dai disegni del borbonico Monarca

Angelo Forgione – Il vanto della Marina Militare italiana nel mondo è senza dubbio  la nave-scuola Amerigo Vespucci, costruita e varata nel 1931 nei cantieri navali di Castellammare di Stabia.
Non tutti sanno che il veliero fu costruito ricalcando il modello del Monarca, l’ammiraglia della Real Marina delle Due Sicilie, dal quale trasse l’aspetto e quei segreti che  ne fanno ancora oggi una delle navi più ammirate al mondo. Il Monarca, uno dei più prestigiosi velieri mai costruiti e la più grande nave da guerra di tutti gli stati preunitari d’Italia, fu varato sempre a Castellammare di Stabia nel 1850, quando era ormai tramontata l’era delle imbarcazioni a vela e si era già aperta l’epoca dei “vapori”. Fu una scelta in controtendenza che però mostrò subito il suo valore, frutto della lungimiranza di Ferdinando II di Borbone, che riuscì ad elevare la flotta borbonica. E oggi quella scelta è ancora motivo di prestigio per la Nazione moderna, che può vantare un veliero ammirato nei mari, il Vespucci, diretto discendente del Monarca.

A testimoniare tutto ciò è il fatto che il veliero duosiciliano fu pensato per durare nel tempo e non fu un capriccio momentaneo. Tant’è che fu progettato in funzione di una successiva integrazione con un impianto motoristico a vapore a caldaie tubolari e spinta ad elica, che si concretizzò nel 1860. Giusto in tempo per l’invasione piemontese del Regno che “consegnò” il gioiello nelle mani della marina sabauda; il Monarca divenne Re Galantuomo, in onore del poco onesto Vittorio Emanuele II, e le truppe borboniche dovettero sopportare di vederselo contro durante l’assedio di Gaeta che pose fine alle Due Sicilie. 80 anni dopo, il veliero fu il modello sul quale si costruì non solo l’Amerigo Vespucci  ma anche il Cristoforo Colombo.
Con l’ausilio della pubblicazione libraria L’industria navale di Ferdinando II di Borbone, di Antonio Formicola e Claudio Romano, è possibile confrontare i dati tecnici del Monarca e del Vespucci (nonché del Colombo). L’aspetto appare incredibilmente simile nonostante la nave attuale sia dotata ovviamente di un frazionamento velico chiaramente più moderno e abbia lo scafo in ferro e non in legno. Due dati tecnici sono praticamente sovrapponibili: identiche la massima larghezza del ponte e l’altezza dello scafo. Anche il profilo laterale è lo stesso. La differenza è data dalla lunghezza (chiaramente a favore del Vespucci), che però in fase di progettazione nautica può essere anche indefinita in quanto lo scafo può subire una differenza di misura a seconda dei materiali utilizzati, che per i due velieri erano, come detto, differenti. Piccola dissomiglianza sta nella diversa inclinazione del bompresso, che però è identico tra il Monarca e il Colombo.

Il padre del Vespucci e del Colombo, il Tenente Colonnello del Genio Navale Francesco Rotundi, prende ancora oggi tutti quei meriti che spettano invece al brillante ingegnere navale duosiciliano Felice Sabatelli. Rotundi era all’epoca il Direttore del cantiere navale di Castellammare Stabia, e fu per questo che, nonostante a distanza di 70 anni dall’Unità d’Italia molte commesse fossero dirottate ai cantieri del Nord, il Vespucci e il Colombo furono fatti nascere al Sud, in quei cantieri che custodivano i progetti di Sabatelli e tutte le tecnologie e i segreti di tale tipologia di imbarcazione che hanno poi ispirato la costruzione del Vespucci.

I cantieri-arsenali di Castellammare furono tra i migliori al mondo al tempo dei Borbone, costantemente aggiornati con ampi piani industriali che ne fecero un’eccellenza del Regno duosiciliano. Come tutte le strutture produttive dello stato meridionale, purtroppo, anch’essi subirono con l’Unità d’Italia una strozzatura traumatica che mise in ginocchio le maestranze che vi lavoravano a favore dell’economia settentrionale. Tutto questo fu fatto con cognizione di causa se è vero che l’ingegner Giuseppe Colombo, direttore del Politecnico di Milano, all’indomani della distruzione Regia Marina d’Italia, nella disfatta di Lissa del 1866, attribuita al poco capace Ammiraglio Persano, affermò che l’unico cantiere in Italia in grado di ricostruire la flotta italiana fosse quello di Castellammare di Stabia. E pensare che, ancora oggi, sui dizionari alla voce ‘borbonico’ si legge retrogrado, retrivo.

Messaggio di Maradona (e Minà) ai Napoletani

Messaggio di Maradona (e Minà) ai Napoletani

Il pensiero espresso da Gianni Minà nella sua presentazione e il breve ma significativo messaggio di Maradona ai Napoletani contengono profondi spunti di riflessione che vanno assimilati per un auspicabile riscatto sociale, andando oltre la questione meramente sportiva di cui la città sembra appagarsi.

Ritorsione in Galleria Umberto, dichiarazioni alla stampa

Ritorsione in Galleria “Umberto I”, dichiarazioni alla stampa
da “LA REPUBBLICA – Napoli” del 5 Giugno 2010

Sfida con l’acido muriatico ai negozianti e ai vigili.
Presidio in Galleria, la sfida dei vandali
Danneggiati i negozi di Barbaro durante il black-out. Il raid in un video

di CRISTINA ZAGARIA

I VANDALI tornano nella Galleria Umberto. Ed è una doppia sfida. Ai negozianti e ai residenti che hanno chiesto protezione, con una petizione e una serie di iniziative, dopo il falò appiccato sul marmo antico due settimane fa. E alla polizia municipale che da tre giorni ha inaugurato un presidio fisso 24 ore su 24, proprio in Galleria. Nella notte tra giovedì e venerdì qualcuno ha danneggiato con dell’acido muriatico i catenacci delle saracinesche di alcuni negozi della Galleria Umberto I.

Chi è stato? I negozianti: «I venditori ambulanti abusivi che da quando ci sono i vigili non possono più fare i loro affari in Galleria o i ragazzini dei quartieri che la notte scendono dai vicoli e trasformano la Galleria in un campetto da calcio». Un raid studiato. Chi ha colpito ha atteso il momento giusto: il cambio turno della pattuglia di vigili. Ma non solo. A causa del forte temporale infatti c’è stato un black-out in tutta la zona. I teppisti sono entrati in azione al buio, credendo di dribblare così anche il controllo delle due telecamere riattivate nella Galleria. Ma hanno fatto male i conti. C’è un video che riprende il raid e potrebbe incastrare i responsabili. Le indagini sono già state avviate. «I nostri agenti hanno sentito l’allarme e sono intervenuti illuminando la Galleria con le torce e i fari dell’auto di servizio spiega il comandante della polizia municipale, il generale Luigi Sementa Non sono riusciti a prendere i responsabili, ma ci sono le telecamere, che sono alimentate da un generatore e funzionano anche durante i black-out. Abbiamo acquistato le cassette e con l’aiuto della polizia stiamo ripulendo il video». Sementa è certo: «Chi ha eseguito il raid in Galleria ha fatto i conti senza l’oste. Li identificheremo».

Il gesto è stato rapido. «Non sono preoccupato e non esalterei un gesto stupido che è solo un dispetto. Niente di più», commenta Antonio Barbaro, presidente dei commercianti della Galleria Umberto. «Stamattina abbiamo chiamato un fabbro e abbiamo aperto i negozi. Ma andiamo avanti. Nessuno ci spaventa, soprattutto ora, che grazie alla polizia municipale la Galleria è ordinata e pulita come non lo era da anni», conclude il commerciante. I vandali hanno danneggiato due negozi Barbaro (Linea bambino e Ralph Lauren) anche in via Toledo.
Tutti i commercianti della Galleria avevano chiesto e ottenuto, proprio questa settimana, il presidio giorno e notte dei vigili urbani contro venditori abusivi, vandali e teppisti. Il provvedimento è diventato operativo dallo scorso martedì.

A difendere il presidio dei vigili in Galleria è il consigliere comunale del Pdl, Raffaele Ambrosino (che ha presentato in consiglio l’emendamento): «Gli atti vandalici contro alcuni negozi di Antonio Barbaro, sono anche il segno che si è intrapresa la giusta strada per con trastare le tante e diverse illegalità che avevano ridotto al degrado la Galleria Umberto».

Intanto il movimento Vanto di Angelo Forgione chiede i cancelli: «Purtroppo la vigilanza, seppur costante, esigua com’è si sta dimostrando una misura inadeguata e non spaventa minimamente i malintenzionati, tantomeno iragazzini che continuano indisturbati a giocare a pallone». Spiega Forgione: «Se davvero si intende risolvere il problema e dare un segnale forte alla città i vigili non bastano, ma è il caso che la Soprintendenza desista dal difendere posizioni ostruzionistiche e con- senta l’installazione delle cancellate o vetrate, perché mentre il medico pensa il malato muore».

La Repubblica - Galleria

La Repubblica – Galleria

GALLERIA “UMBERTO I”, istituita la vigilanza 24 ore su 24

GALLERIA “UMBERTO I”, istituita la vigilanza 24 ore su 24

il 1 Giugno 2010 è partita la vigilanza 24 ore su 24 della Galleria “Umberto I” di Napoli. Il Comune di Napoli ha istituito la sorveglianza su emendamento portato in aula dal Consigliere Comunale Raffaele Ambrosino che aveva raccolto le richieste del Movimento VANTO e di commercianti e residenti della Galleria.

Servizi di TeleCapriNews e Rai Regione

Richiesta accolta: sorveglianza 24h “Galleria Umberto I”.

Richiesta accolta: sorveglianza 24h “Galleria Umberto I”.

galleria umberto

galleria umberto

Ancora una vittoria di VANTO.
Dopo aver richiesto a gran voce l’istituzione di una sorveglianza per la “Galleria Umberto I”, accogliamo con grande soddisfazione la notizia comunicataci personalmente dal Consigliere Comunale Raffaele Ambrosino che aveva raccolto la nostra richiesta, portando lo scorso 30 Aprile in Consiglio Comunale un emendamento votato favorevolmente dalla Giunta.
Pertanto, dopo 20 anni, da Martedì 1 Giugno il prezioso monumento sarà sorvegliato 24 ore su 24 e noi saremo li a brindare per il grande momento.
Si spera che si metta così fine, una volta e per sempre, al degrado del prestigioso sito, preso d’assalto da venditori ambulanti, giocatori di pallone, senzatetto e vandali di ogni genere.
Da tempo il sottoscritto si è fatto promotore di una campagna di sensibilizzazione per questo come per tutti i preziosi monumenti napoletani che sono sempre più esposti agli attacchi di cittadini disamorati o, peggio ancora, incattiviti e aggressivi. Ciò che è deciso oggi per la “Galleria Umberto I” ci rallegra e soddisfa enormemente e auspichiamo che un provvedimento analogo venga prima o poi preso anche per il non lontano colonnato di San Francesco di Paola laddove ognuno è libero di devastare e imbrattare indisturbatamente e impunemente, così come accaduto in questi giorni per la mostra fotografica di Toscani.

Angelo Forgione

Ecco una della tante denunce di VANTO circa la “Galleria Umberto I” con cui a Natale scorso si chiedeva l’istituzione della sorveglianza.
http://www.youtube.com/watch?v=6Weq9Ufn_eA

Il ritorno del maxi-schermo a scomparsa di Piazza del Plebiscito

Il ritorno del maxi-schermo a scomparsa di Piazza del Plebiscito

Un’altra battaglia vinta!

Una denuncia forte e una campagna mediatica incisiva col supporto di stampa e tv locali per far conoscere ai Napoletani un “tesoro” che era nascosto (abbandonato) tra le due statue equestri dei sovrani Borbone in Piazza del Plebiscito.

E dunque, il 28 Maggio 2010, dopo ben 9 anni di abbandono, è tornato a funzionare il maxischermo a scomparsa realizzato da Valerio Maioli Group SpA.

Nel video, le immagini della prova generale di funzionamento di ieri sera in vista del “Napoli Teatro Festival 2010”.

Lo schermo funziona benissimo e un ringraziamento particolare va agli appassionati tecnici della Valerio Maioli Group SpA che hanno fatto un lavoro di recupero eccezionale per conto di Enel Sole e Comune di Napoli.

E il 6 Giugno vi aspetto tutti in Piazza alle 22:00 per la proiezione dello spettacolo “El Diego – Concerto n.10”, immagini di Maradona musicate dal Maestro Roberto De Simone.

 

Il maxischermo del Plebiscito torna alla luce ma il Palazzo Salerno crolla

Il maxischermo del Plebiscito torna alla luce ma il Palazzo Salerno crolla

Dopo la denuncia fatta a Febbraio, il 20 Maggio è riemerso il maxi-schermo di Piazza del Plebiscito tra le statue borboniche.

Alcuni tecnici e operai specializzati di Valerio Maioli Group SpA, la società che realizzò l’opera nel 2001, si sono presentati per conto del Comune in piazza per effettuare la manutenzione della struttura dimenticata. Le strutture telescopiche oleodinamiche in acciaio zincato hanno rivisto la luce e sono andate su e giù, rimesse in funzione dopo anni di oblio. Uno degli addetti ai lavori ha affermato che l’impianto di video-proiezione pubblica sarà fruibile da Giugno (magari in tempo per le partite della Nazionale ai mondiali?), pur non potendo trasmettere immagini in diretta dal San Carlo con cui originariamente era collegato per mezzo di fibre ottiche (misteriosamente scomparse).

L’intervento di manutenzione è stato peraltro confermato dalla Maioli Group di Ravenna contattata telefonicamente.

Non resta che sperare che sia davvero vicino il recupero dello schermo per un rilancio della città che non può escludere la cultura del San Carlo, seppur con spettacoli in differita. E se davvero sarà, che non sia per una sola volta per poi tornare sotto terra, come avvenuto dopo la realizzazione.

Ma su un altro fronte dello slargo si staglia lo storico Palazzo Salerno che crolla a pezzi.

Videodenuncia (Febbraio): IL TESORO SOMMERSO DI PIAZZA DEL PLEBISCITO