Eddy Napoli e Francesca Schiavo all’Augusteo

Eddy Napoli, artista autenticamente identitario e ambasciatore nel mondo della Canzone Classica Napoletana, oltre che autore di “Malaunità”, è protagonista al Teatro Augusteo di Napoli di una serata da non perdere, mercoledì 16 aprile, alle ore 21.00, insieme all’altra grande ex voce solista femminile dell’Orchestra di Arbore, Francesca Schiavo.
“Anema & core: una storia da raccontare” è il titolo dello spettacolo. Un’occasione per immergersi nella tradizione culturale musicale più vera, un’occasione per salutare uno dei pochi protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura capace di accompagnarci, da anni, nel nostro percorso di verità e di orgoglio identitario.
Dopo l’assoluto successo ottenuto al Teatro Cilea dal 24 al 26 gennaio, lo spettacolo farà il bis in un altro prestigiosissimo teatro, dove le due bellissime voci si fonderanno e si alterneranno con grandissima eleganza.
info Teatro Augusteo: 081 414243 – prezzi da euro 15.00

Arbore e la grande bellezza di Napoli

Angelo Forgione – Un doppio grazie a Renzo Arbore. Il primo, perché nel momento in cui il mercato discografico italiano fu travolto dalla musica straniera e gli artisti partenopei iniziarono a snobbare la grande produzione napoletana di inizio Novecento, l’eclettico artista foggiano di formazione partenopea andò controcorrente, e nel 1991 ripropose con vigore la canzone napoletana classica, contaminata dal jazz e dal blues, col supporto di eccellenti individualità napoletane capaci di rendere la sua Orchestra Italiana il nuovo veicolo nel mondo della tradizione. Lo fece il musicista forse più americanizzato d’Italia, e tenne in vita un filone fondativo della canzone nel mondo che gli stessi napoletani stavano facendo sparire. Le sperimentazioni di Arbore scavalcarono il purismo stilistico, indirizzando i classici da gran teatro di Napoli verso arrangiamenti da taverna – e Federico Salvatore se ne sarebbe rammaricato qualche anno più tardi nella sua “Se io fossi San Gennaro” – ma senza questa trasformazione, probabilmente, certi capolavori sarebbero scomparsi.
Il secondo grazie è perché Arbore, tornato a Sanremo su invito di Fazio a omaggiare la bellezza, tema del festival, ha scelto di parlare della bellezza delle melodie napoletane, ma soprattutto della bellezza di Napoli, troppo nascosta, come lo erano le sue canzoni negli anni Ottanta. L’omaggio alla sua città adottiva è sbocciato in quello per l’Italia, “il più bel Paese, secondo noi dell’Orchestra Italiana che giriamo il mondo”, e nella riconoscenza per gli anni napoletani della sua giovinezza:

«Mi devo togliere un debito con una città, una bellissima ‘capitale’ che mi ha adottato e che è nel mio cuore. Una città bellissima e sofferente, che va stigmatizzata quando è giusto, ma anche lodata e apprezzata per le sue straordinarie bellezze. Si chiama Napoli. Vedrete, ha una bellezza straordinaria. Non è cartolinismo ma vera e propria bellezza di un luogo unico che ha natura e monumenti, ed è la verità. Però è una bellezza sofferente e trascurata».

Si, è proprio la verità. Quello che ha detto Arbore aderisce perfettamente a ciò che ho espresso nel mio libro: Napoli è, insieme a Rio de Janeiro e Istanbul, uno dei luoghi più rappresentativi della natura metropolitana, quello che più di tutti accosta alla bellezza naturale anche quella artificiale dei monumenti e delle testimonianze stratificatesi nei secoli, ed rimasta “capitale”, fedele a sé stessa come non è riuscita ad esserlo l’altrettanto antichissima Istanbul. Ma è una bellezza trascurata, una donna seducente dalle curve mozzafiato, umiliate da un misero vestito che le è stato dato, infilato controvoglia per non restare nuda. Napoli, lo riaffermo con sempre maggior convinzione, è “baciata da Dio e stuprata dall’uomo”.
Il “vedrete” di Arbore è un futuro semplice potente come uno spot di promozione turistica, un invito a viaggiare verso questo incredibile luogo di meraviglia, a scoprirlo, svestendosi di imbriglianti pregiudizi, troppo ingombranti anche in quell’ingiunzione a stigmatizzare Napoli “quando è giusto”. Ogni luogo del mondo va bacchettato quando lo merita, e allora perché giustificare il ben parlare di Napoli come di ogni altra bella città del mondo aggiungendo l’ingrediente del rigore disciplinare? Ma Arbore è uomo di mondo, conosce quei soverchi pregiudizi, e per mostrare la sua sincerità ha pagato il piccolo dazio comunicativo.
Della sua performance sul palco dell’Ariston mi è piaciuto il messaggio, mi sono piaciute le parole e le immagini di Napoli mentre la sua band suonava per la gioia del pubblico. Mi sono piaciuti i mandolini, portati sul palco con orgoglio da chi ha deciso di fare da testimonial contro l’esclusione dell’insegnamento nelle scuole medie con indirizzo musicale di un magico strumento musicale. Mi è piaciuto l’intenso ricordo del suo amico Roberto Murolo. Forse davvero bisogna non essere nati a Napoli per fare tutto questo per Napoli, dal palco di Sanremo come nelle strade della città vesuviana; e allora come dare torto al fiero Federico Salvatore? Non mi è invece piaciuta l’interpretazione della splendida Reginella da parte della voce solista di Gianni Conte, napoletanissimo, pur bravo ma, nell’occasione, non all’altezza (purtroppo) del bel canto partenopeo. A proposito di bellezza, ad Arbore non mancherà mai il tripudio ma le bellissime voci di Eddy Napoli e Francesca Schiavo, in questi giorni nei teatri insieme, sì.

Eddy Napoli e Francesca Schiavo “In Duo”

Angelo Forgione per napoli.com – Dici “Orchestra Italiana” di Renzo Arbore e pensi alle nobili voci di Eddy Napoli e Francesca Schiavo che negli anni Novanta seppero riaffermare il bel canto della migliore tradizione classica partenopea.
Lui napoletano purosangue e figlio d’arte, ambasciatore della canzone napoletana nel mondo. Lei romana con una spiccata attitudine alla tradizione classica partenopea. Due artisti diversi ma accomunati dalla grande passione, da una naturale sensibilità e da un particolare rigore nell’interpretazione della canzone napoletana che deve partire dal cuore per colpire i cuori.
Poi due percorsi da solisti differenti che ora, a distanza di anni e dopo aver regalato emozioni insieme in giro per il mondo, s‘incrociano nuovamente. Tre date consecutive sul proscenio del teatro Cilea per farle rivivere nuovamente in un viaggio che va dai grandi classici della tradizione fino ai successi contemporanei: Luna rossa, Anema e core, Voce ‘e notte, Fenesta vascia, Passione e tante altre. Ma anche inediti a sorpresa, perché Eddy e Francesca hanno lavorato all’evento con grande dedizione e senza concedere nulla all’improvvisazione.
Con loro, un’orchestra di sette giovani musicisti di talento selezionati con attenzione per un concerto che dovrà essere perfetto. Si, perché verrà registrato interamente in vista del tour europeo 2013. Gli assenti avranno sicuramente torto!

EDDY NAPOLI & FRANCESCA SCHIAVO “IN DUO”

19 – 20 – 21 Ottobre 2012
Teatro Cilea
Via San Domenico, 11 – Napoli / Tel. 081 7141801
Prezzi: Platea € 28,00 – Galleria € 22,00
Rivendite abituali, biglietteria teatro Cilea anche online
Organizzazione: “Palco Reale” e “Loro di Napoli”

Esiti riunione del 5 Luglio per i Campi Flegrei

Comunicato Stampa
Esiti riunione del 5 Luglio

“Piano d’Emergenza” per i “Campi Flegrei”
per i rischi vulcanico – sismico – industriale

Ieri, 5 Luglio, si è tenuta presso “l’Arenile” di Bagnoli la riunione relativa ai piani d’emergenza per i Campi Flegrei, un super-vulcano (tra i più pericolosi al mondo) la cui caldera si estende per circa 100 chilometri quadrati. Di seguito gli esiti dell’incontro.

È stato costituito un comitato civico, totalmente apartitico, denominato “Salviamo i Campi Flegrei”. La presidenza è stata assegnata all’artista Eddy Napoli (promotore dell’iniziativa) supportato dai comitati e i movimenti “V.A.N.T.O.” di Angelo Forgione “Bagnoli Punto e a Capo” di Antonio Di Dio, nonché quelli che vorranno unirsi successivamente.
La finalità è quella di richiedere con estrema urgenza alle autorità e agli enti nazionali e locali preposti il “Piano d’Emergernza” di cui prima, piano d’emergenza che da trent’anni resta incompiuto nonostante varie e molteplici sollecitazioni.
È stata fissata per Lunedì 9 Luglio alle ore 12:00 la conferenza stampa presso “l’Arenile” di Bagnoli (che ospiterà l’evento) con i seguenti relatori:
Prof. Giusepe Mastrolorenzo (vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano INGV) 
Eddy Napoli (cantautore)
Gino Magurno de L’Altroparlante (musicista) 

Angelo Forgione (giornalista pubblicista e presidente Movimento V.A.N.T.O.)
Antonio Di Dio (presidente comitato civico “Bagnoli punto e a capo”)

Inoltre è stato fissato per Giovedì 12 Luglio alle ore 19:00 un primo primo presidio di potesta, presso il varco di “Bagnoli Futura” in via Enrico Cocchia, aperto a tutti i cittadini che intenderanno aderire alla protesta civile, in quanto si ritiene opportuno che, in assenza dei piani di emergenza, non sussistano le condizioni minime di sicurezza per poter effettuare le trivellazioni relative il “Deep Drilling Project”.
Si sollecita altresì il sindaco De Magistris, per quanto su detto, di informare e coinvolgere tutta la cittadinanza tenendo fede al concetto di democrazia partecipativa da lui promessa durante la campagna elettorale. Al contempo si sollecitano anche i sindaci di tutta l’area flegrea e zone limitrofe interessate affinché si adoperino e collaborino nei meriti tutti.
Le critiche sollevate su prestigiose riviste scientifiche internazionali hanno rilevato la pericolosità delle perforazioni in area calderica per i possibili rischi di eruzione dei pozzi e induzione di sciami sismici, nonché la inutilità dal punto di vista conoscitivo e di sfruttamento dell’energia geotermica. Un dato di fatto importantissimo è quello che tra gli anni ‘70 e ’80 nei Campi Flegrei furono fatte delle perforazioni da parte dell’Agip, le quali fecero si che si rilevassero tutti i dati necessari del caso ma durante quei lavori si dovettero tappare urgentemente alcuni pozzi in quanto si verificarono alti rischi di esplosione.

Sono previste campagne informative sui rischi rivolte alla collettività, convegni, riunioni di lavoro, presidi, nonché per fine Settembre, tra le varie attività sul territorio di Bagnoli, un Evento Artistico in fase di programmazione presso “l’Arenile”, che intenderà “riaccendere i fari” in una zona tra le più belle del mondo affinché la stessa torni agli antichi splendori a vantaggio dei cittadini, della migliore fruizione delle risorse del territorio e dell’ambiente naturale. All’evento parteciperanno le personalità della cultura, dello sport, dello spettacolo impegnati nel recupero e nella valorizzazione dei Campi Flegrei.
Tra coloro che hanno già dato la loro adesione: Edoardo Bennato (cantautore), Eugenio Bennato (cantautore), Maurizio Casagrande (attore), Tony Cercola (musicista), Sal Da Vinci (cantante) Gennaro Iezzo (ex calciatore), Biagio Izzo (attore), Gino Magurno (musicista de “L’Altroparlante), Aniello Misto (cantautore), Pietra Montecorvino (cantante), Eddy Napoli (cantautore), Patrizio Oliva (ex pugile), Nando Paone (attore), Patrizio Rispo (attore), Antonello Rondi (cantante), Francesca Schiavo (cantante), Gianni Simioli (presentatore e speaker radiofonico). 

Anche la pubblicità comunica la schiavitù di Napoli

Quando l’invasione piemontese e la colonizzazione di Napoli è anche marketing

In questo vecchio spot è intellegibile il concept di fondo: il Piemonte invade Napoli e la riduce in schiavitù. Anche dalla pubblicità affiora la vera storia, quella che i libri di scuola non insegnano. E questo a prescindere dalla data di nascita della pizza più famosa del mondo, anch’essa un falso storico e sovrapposizione di Casata reale.
Napoli, 1889 – ma la Margherita nasce a inizio Ottocento – : un gendarme piemontese, con accento e baffetti sabaudi, irrompe nel forno di Raffaele Esposito, colui che offrì – non inventò – la già esistente pizza tricolore alla regina Margherita di Savoia. Il pizzaiuolo, evidentemente stufo dei continui ordini, si nasconde, ma invano. Il militare sabaudo ordina un’altra pizza per la sua regina, con un perentorio “subito!”
Esposito e il suo collaboratore inscenano una farsa per evitare punizioni, e quando l’autoritario militare fa per uscire dal forno pizza alla mano, una smorfia del pizziaiuolo-pulcinella è camuffata con un eloquente “servo vostro”. Subliminale, ma neanche tanto.