Caravaggio e il suo periodo napoletano

Angelo Forgione Milano, Roma, Napoli, e poi ancora Malta e la Sicilia. Questo il percorso di Michelangelo Merisi di Caravaggio, diverso in ogni luogo in cui è stato. Il Caravaggio napoletano è senza dubbio già lontano da quello romano, e totalmente distante da quello milanese. Nella sua maturazione influirono certamente i suoi turbamenti personali ma anche, e sensibilmente, l’ambiente partenopeo. Si legge in Napoli Capitale Morale (Magenes, 2017):
“Iniziò per il milanese un periodo ricco di impegni in un centro in cui vi era lavoro per tutti e dove proprio i ben accolti milanesi e lombardi erano pronti a commissionargli nuovi incarichi. In un primo periodo alloggiò in un’abitazione nei Quartieri Spagnoli, osservando quotidianamente la già complessa umanità dei vicoli, per poi essere ospitato nel panoramico Palazzo Cellammare, la residenza nobiliare a Chiaja della famiglia Carafa-Colonna. Del soggiorno napoletano approfittò per perfezionare le conoscenze anatomiche proibite dalla Chiesa, e così abbandonò definitivamente la lombardità delle sue pur celebri nature morte, sostituendo un certo realismo descrittivo con un più deciso pathos esistenziale dei corpi e un drammatico uso di luci e ombre con cui cavò letteralmente le figure dall’oscurità e superò anche la tecnica applicata nella fase romana. Con il nuovo linguaggio del “tenebrismo”, il Maestro produsse meravigliosi dipinti che suscitarono gran scalpore e influenzarono incisivamente i tanti caravaggisti locali, da Battistello Caracciolo a Jusepe de Ribera, e l’intera evoluzione artistica di Napoli, dando il via a un percorso inarrestabile verso la cultura pittorica barocca.”
Tomaso Montanari, nel video, illustra la Storia e la trasformazione artistica di un artista dannato, il più grande del suo tempo, grande amico del più importante poeta del Seicento, il napoletano Marino.

Clicca qui per vedere il luogo in cui Caravaggio fu aggredito e sfregiato, pochi mesi prima di morire.

Ferrero nel quadrilatero dell’arte per il capolavoro Rocher

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Angelo Forgione Tra le tendenze pubblicitarie degli ultimi anni c’è sicuramente il tema dell’arte e della bellezza delle città italiane. Si è accodato anche il colosso dolciario d’origine piemontese Ferrero, che propone una nuova campagna pubblicitaria della sua perla di cioccolata Rocher incentrata sul concept del capolavoro. Il noto cioccolatino ispirato alle perfette rotondità italiche del Classicismo, del Romanico-bizantino, del Rinascimento e del Neoclassicismo, alla bellezza delle città-gioiello ricche di storia. Su questo ha puntato l’agenzia Publiregia, con la regia di Ago Panini, la fotografia di Alessandro Bolzoni e la musica di Enrico Sarena. Quattro godibilissimi corti, girati a Napoli, Roma, Firenze e Venezia, nel quadrilatero dell’arte d’Italia.
Protagonista un uomo dall’aspetto maturo, perduto tre le meraviglie della Penisola, nel suo abito sartoriale di lino e borsalino in mano a significare la raffinatezza del made in Italy anche in fatto di cultura e cibo. Lui, artista dei tempi moderni, si lascia sedurre dalle curve artificiali (a Napoli, anche dalle quelle naturali del Golfo; ndr) e prende a disegnare. Niente computer o moderni dispositivi digitali ma tradizionali foglio e stilo. A mano, come un tempo, dà sfogo al suo talento schizzando quel che le forme delle perle d’Italia gli comunicano. Poi, continuando davanti a un caffè, il fil rouge dei quattro spot, giunge l’intuizione. Su carta ci va la grande idea incorniciata nelle perfette curve italiane. L’artista va dritto in pasticceria, dove l’idea diventa materia. Così, con cascate cioccolatose su anime nocciolate, nasce il capolavoro di casa Ferrero. Tra suggestioni d’arte e di piacere, l’invito è ben chiaro nel payoff: “Assapora la Bellezza”.

Guarda anche gli spot a Roma, ► a Venezia e a Firenze.

Le scuse di un Gullo in difficoltà

Le scuse di un Gullo in difficoltà
scuse accettate, ma non ci caschiamo

Ricevo e pubblico il comunicato ricevuto da Francesco Gullo a seguito delle polemiche scaturite dal rinvio di Napoli-Juventus commentato sull’emittente milanese 7Gold. A seguire, la risposta che ho deciso di pubblicare nonostante tante riflessioni intime a causa della fermezza che di sicuro non smorza i toni. Ma sono anche certo che il senso di responsabilità di chi segue questo Movimento è decisamente superiore a chi in televisione, rivolgendosi ad un pubblico calcistico eterogeneo, accende pericolosi focolai.

Con la presente per cercare di chiarire una situazione che si è creata in questi giorni  e di cui purtroppo ero all’oscuro. Domenica scorsa a Sette Gold durante la trasmissione in una discussione animata con i colleghi ho fatto una dichiarazione che è stata interpretata purtroppo in modo sbagliato. Ho massimo rispetto per la Città di Napoli, e soprattutto per il Napoli calcio e i suoi tifosi… ho fatto una battuta sul presidente De Laurentis che in altre occasioni ho addirittura difeso in televisione, che credo sia stata interpretata in modo troppo negativo.
Per questo motivo, porgo le mie più sentite scuse a tutti i tifosi napoletani che si sono sentiti offesi, al Prefetto e allo stesso Presidente De Laurentis, al quale invierò una lettera di scuse ufficiale in questi giorni.
Sono una brava persona e che ha dei valori ben solidi, tra questi la voglia di essere chiaro in tutto e con tutti.
Un abbraccio a tutti.
FRANCESCO GULLO

È ormai diventata una prassi. Si offende Napoli e poi ci si scusa dicendo “amo Napoli e sono stato frainteso”. C’è poco da fraintendere, le immagini parlano chiaro. Noi non stiamo accusando nessuno e, se non se ne è reso conto, è Lei stesso ad essersi condannato al giudizio della gente che ha leso.
Noi abbiamo denunciato la volgarità dei concetti, e il Sig. Rampulla, che diversamente da Lei era d’accordo col Prefetto, il giorno dopo ha detto di essere stato frainteso ma di scusarsi. Chi è frainteso, precisa, e non chiede scusa, Se chiede scusa, ammette di aver sbagliato. E noi abbiamo a quel punto pubblicato il video per dimostrare che non ci eravamo inventati nulla, che non avevamo acceso una polemica inutile, e che l’ignominia verbale della trasmissione era veramente da stigmatizzare.
Lei oggi fa lo stesso. Si accorge di essere nell’occhio del ciclone e dice ai Napoletani “scusatemi, ma sono stato frainteso perchè amo Napoli”. Abbiamo visto la Sua espressione quando lo diceva in tv e non abbiamo l’anello al naso. Abbiamo visto la difficoltà in cui ha fatto piombare Giovanna Martini. Abbiamo visto e SENTITO troppo.
Deve capire che i Napoletani non accettano più supinamente, e che le persone come Lei hanno fatto fino a qui il bello e cattivo tempo, infangando il nome della nostra città. “Amo Napoli” non ci scalda più il cuore poichè sappiamo benissimo che Napoli la amano le persone di cultura, e quella che voi proponete al pubblico non è cultura. Perchè quando muoiono 7 persone, tra Genova e Napoli, è indecente discutere del rinvio di una “stupida” partita di calcio e insinuare che la cosa Napoletana è sempre una cosa sporca, truffaldina, imbrogliona.
Questo vale per Lei, per Rampulla e per tutti i quotidiani e gli ambienti juventini e non che hanno promosso sberleffi sulla nostra rispettabilità. Che prendiate esempio da Buffon e dalla sua correttezza nel chiedere rispetto per 7 morti. Vergogna!!!
Ci tengo a precisare che tutto questo è si un confronto duro, me ne rendo conto, ma corretto e civile, e non deve sfociare oltre, perchè è chiaro che non vi rendiate conto neanche che certe dichiarazioni in diretta nazionale sono pericolosi antefatti facilmente strumentalizzabili in un mondo, quello del calcio, che di civile ha ben poco.
Per cui, da parte nostra, accettiamo le scuse perchè doverose; ma non penserà che crediamo che Lei ama Napoli. Non può esserne capace una persona che insinua malignità vantandosi di essere “brava” senza dimostrarlo e producendo a più riprese uno sterile panegirico della propria persona.
Saluti.
ANGELO FORGIONE

Il video della dichiarazione shock di Rampulla

Il video della dichiarazione shock di Rampulla
ma Francesco Gullo fa anche peggio

La “rumorosa” riflessione in diretta nazionale di Michelangelo Rampulla a 7Gold, denunciata da questa fonte, ha scatenato le accuse. L’ex portiere, a cui va comunque dato atto di aver comunque ritenuta giusta la decisione di rinviare la partita Napoli-Juventus, è stato incalzato dalle radio napoletane alle quali ha dichiarato che le sue parole erano state trascritte male e di essere stato frainteso.
Non è dunque per accanimento ma per amore della verità che vanno proposte le parole di Rampulla tratte dalla registrazione della trasmissione, dalle quali si può evincere che hanno spiazzato i presenti e generato risate ambigue, al punto che egli stesso è piombato in un imbarazzo evidente accompagnato dalla costernazione di Tiziano Crudeli.
Rampulla si è dimostrato prevenuto ma, ribadendo che era nella schiera dei difensori della scelta del rinvio dell’incontro di calcio, non lascia meno interdetti della malafede di tale Francesco Gullo, ex partecipante del reality “Campioni”, che durante la trasmissione non ha fatto altro che dare sfoggio della sua anti-napoletanità tenuta a freno senza risultati dalla conduttrice Giovanna Martini. Solo quando resosi conto di aver esagerato (il parterre gli consigliava con ironia di non recarsi più a Napoli), ha provato a dichiarare il suo amore per Napoli… con falsità fin troppo evidenziata con sorrisini e sottolineata dai commenti fuori campo.
Cercare notizie di Francesco Gullo si può sul web. E si approda alle pagine del reality a cui partecipò dalle quali
si legge nel suo profilo che “è stato protagonista di uno scandalo all’interno del gruppo a causa delle false dichiarazioni sulla sua presenza in Champions. E’ il pagliaccio del gruppo: racconta bugie!”.

Riflessioni personali su un fine settimana di follia

Riflessioni personali su un fine settimana di follia
l’Italia che nella difficoltà da il peggio di se

di Angelo Forgione

FRASTORNATO! È la parola che meglio mi descrive dopo l’ultimo week-end di difficoltà del paese. L’ondata d’acqua a Genova ha tolto la vita a sei persone, tra cui dei bambini, e la tranquillità a tutti. Ma ha tolto anche la lucidità, e il risultato è che il paese ha dato il peggior volto di se.
Mentre Sabato si agiva per liberare Genova dal fango e riflettevo su un pianeta sempre più al collasso per il mutamento del clima, mi toccava sentire e denunciare il parere di Paolo Villaggio che si riferiva al solo dissesto idrogelogico italiano, pur gravissimo, addossando le colpe agli ultimi che se ne curarono. Spiazzante, nel ridimensionare la sua Liguria ha tirato su tutto il fango di Genova, ci ha messo dentro la sua incultura storica e l’ha buttato sul Sud intero. Niente scuse, e dopo il fango a Napoli è arrivata anche l’acqua, quella vera; alle sei vittime liguri si è aggiunto un campano. Troppo per poter rischiare l’ordine pubblico in occasione della partita Napoli-Juventus. Metropolitane allagate, sottopassi allagati, Fuorigrotta non più pronta pure se il sole è tornato. Le critiche al sindaco di Genova per non aver chiuso le scuole hanno trovato riscontro nel grande esempio di responsabilità del Prefetto di Napoli, lo Stato, che ha detto “no”. E invece di plaudire al senso di responsabilità di una decisione utile a prevenire altri problemi, da Torino sono piovute critiche. Le scuole a Genova dovevano restare chiuse, lo stadio a Napoli invece aperto.
“C’era una partita importante da giocare, sono quattro anni che ce le danno, e ora che siamo primi in classifica ci avete tolto lo sfizio di battervi”. Così avranno pensato sul versante bianconero. Ma chi gli ha detto che ci avrebbero battuti? E giù critiche al Napoli, a De Laurentiis che avrebbe condizionato la decisione per prendersi una vendetta dopo la turbolenta compilazione dei calendari. Critiche al Prefetto per eccessiva cautela, e chi se ne frega se ci sono stati 7 morti, di cui uno a qualche chilometro in linea d’aria dallo stadio. Anzi, il portiere Michelangelo Rampulla, ex secondo della Juventus, è uscito spericolatamente proprio come quando con la Cremonese realizzò un goal di testa in “zona cesarini”. Stavolta però non ha fatto goal ma un clamoroso autogoal, invocando giustizia per un rinvio non giustificato neanche dalla morte di un uomo, perchè tanto a Napoli è all’ordine del giorno. Il portiere emigrante di Patti, Messina, che vive a Torino, non  sapendo che la città della mole è al terzo posto nelle statistiche degli avvenimenti luttuosi, davanti alla mortale Napoli e dietro alle leader Roma e Milano, ha pensato bene di organizzare una sparatoria (una più una meno) di idiozie. Ma poi, incalzato dai siti e dalle radio Napoletane, ha dovuto chiedere scusa, ma con l’attenuante di essere stato male interpretato da chi ha immortalato le sue parole (chi scrive). E allora perchè si è scusato invece di rettificare? Forse peggio ha fatto il suo vicino di banco Francesco Gullo, ex protagonista del reality “Campioni”.
Di fronte ad una partita di calcio il paese non vuol sapere nulla. Basta un minuto di raccoglimento, e poi tutti a distrarsi, a pensare alle cose serie. Ma neanche i 60 sacrosanti secondi di silenzio sono uguali per tutti perchè per la luttuosa alluvione di Messina la Lega non ebbe la sensibilità di sancirli come per questa occasione. Un silenzio rotto dai mal di pancia del calciatore Gamberini e dai sorrisi di Montolivo. Un piccolo rumorino fisiologico che ha imbarazzato ma non ha certo fatto più rumore della stampa torinese, capace di sbeffeggiare la cultura Napoletana a suon di titoli in lingua partenopea, fortunatamente ben scritta, tratti da canzoni e poesie che fanno senso se pronunciate da Gianduja. E poi immagini di soli e lune come neanche il colonnello Bernacca ai tempi d’oro, telecronisti in bianco e nero a zonzo per il San Paolo per fornire bollettini inutili quanto il tentativo di sopperire al trauma di una partita fantasma.
Quando tutto sembrava bastare arrivava l’ultimo ostacolo, come in un videogame in cui arrivi all’ultimo quadro e trovi il mostro da distruggere per completare il percorso: Giuseppe Cruciani, la zanzara fastidiosa tanto alla radio quanto in tv, si parava contro Diego Abatantuono che rispettava la saggezza della decisione Napoletana per prendersela con Napoli e il Napoli. E dov’è la novità? Vabbè, questo mostro si sconfigge in fretta, e da solo. Game over!
Specchio dell’Italia, paese delle discussioni e degli scontri, dei sospetti e della dietrologia, degli stereotipi e dell’ignoranza, che in un momento di difficoltà ha dimostrato quanto debba vergognarsi. Francamente sono orgoglioso della decisione presa a Napoli, una lezione di civiltà e di responsabilità oltre ogni esigenza e a dispetto della venerata divinità del calcio spiritata dalle pay-tv. Una decisione da paese civile e normale che qualcuno ha voluto fa passare per malandrina, per quel preconcetto diffuso per cui ogni cosa che si fa a Napoli nasconde la furbata.
La palla può attendere, e anche gli juventini che dovrebbero ringraziare il Prefetto del Napoli per avergli procurato un appuntamento infrasettimanale diverso dal cinema. Un po’ di vergogna per non aver rispettato la morte di sette persone non guasterebbe. 

Rampulla: “a Napoli tante sparatorie e non si rinvia”

Rampulla: «a Napoli tante sparatorie e non si rinvia»
dichiarazione shock dell’ex portiere della Juventus a 7Gold

Angelo Forgione – È una due giorni allucinante in cui la stupidità è caduta giù… come pioggia. Dopo Paolo Villaggio, la nuova oscenità è firmata Michelangelo Rampulla, l’ex portiere della Juventus che, nel corso della trasmissione “Diretta Stadio” sull’emittente milanese 7Gold, si è reso protagonista di un’affermazione inqualificabile.
Il tema della trasmissione era il rinvio della partita di calcio Napoli-Juventus. Una decisione inappuntabile e puntuale da parte del responsabile ambiente Napoletano. Ma gli opinionisti in studio, durante il dibattito, hanno criticato la decisione del Prefetto di Napoli attribuendone la matrice al presidente De Laurentiis che, dopo le plateali proteste al momento della compilazione dei calendari, avrebbe approfittato della situazione data una presunta stanchezza della squadra. Durante la discussione, infarcita del solito riferimento al figlio del boss della camorra a bordo campo due stagioni or sono (in quel momento cittadino libero), Rampulla ha così commentato il fatto che nella zona flegrea sia morta una persona durante la forte pioggia della mattinata: «A Napoli le sparatorie sono frequenti, all’ordine del giorno… tante persone muoiono a Napoli, quindi se in passato le partite sono state disputate si doveva giocare anche stasera… un morto a Pozzuoli è come se ci fosse stata una sparatoria, e quindi non c’era motivo di rinviare la partita».
Detto da un uomo meridionale che evidentemente non sa che le capitali del crimine sono attualmente Roma e Milano, e poi Torino davanti a Napoli, come conferma l’Associazione Nazionale Forze di Polizia, pur senza contemplare le sparatorie del 2011 che a Roma hanno superato ogni record. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Se non che quantomeno il giornalista Tiziano Crudeli gli ha così risposto: «Ma che c’entra?! Le sparatorie ci sono a Napoli come a Roma come a Milano…».
E con questo chiudiamo una due giorni folle. Ecco nel momento della difficoltà, del dolore e del lutto, come il paese da sfoggio della sua ottusità.

per proteste: direttastadio@7gold.tv