De Laurentiis: «il Napoli è nato nel 2004». Maradona, scudetti e storia cancellati?

Angelo Forgione – «Il Napoli è nato con me nel 2004, altro che 1926! Ho comprato un pezzo di carta per 33 milioni di euro. Il Napoli non esisteva più, potevo anche chiamarlo Partenope». Sono parole del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, per cui la storia del Napoli a lui preesistente non esisterebbe più. È chiaro che non sia così, e lo sa bene anche il patron azzurro, che magari non sa che la vera nascita del Napoli è datata 1922 ma era ben conscio, nel 2004, che avrebbe speso 33 milioni di euro per acquistare una storia importante, con un certo peso commerciale. Certo, avrebbe potuto cambiare la denominazione e partire dai dilettanti invece che dalla Serie C1, magari in un’altra città, senza spendere milioni per un pezzo di carta, senza palmarès, senza storia e senza ritirare la n.10. E invece l’ha fatto, e l’ha fatto a Napoli, dove non aveva concorrenza sportiva, perché non è persona sprovveduta ma lungimirante e attenta agli investimenti.
Tifosi irritati, e non solo i tifosi.
Ma Aurelio De Laurentiis non va preso alla lettera. Aurelio De Laurentiis va interpretato per i messaggi che manda a tutto l’ambiente. Ne ho parlato con il direttore di Tuttonapoli.net e coi tifosi alla trasmissione Club Napoli All News di Tele Club Italia, spaziando anche su temi extra-calcistici.

De Laurentiis spaccanapoli

Angelo Forgione De Laurentiis sì, De Laurentiis no. I tifosi del Napoli sono ormai spaccati in due fronti, tra chi sostiene il progetto in corso e chi invece si professa totalmente ostile al presidente. La parola più gettonata dai secondi è “pappone”, quella che si insinua nei bar e negli uffici della città, dove la frustrazione per lo scudetto che non arriva mai cresce. Ma dov’è la verità? Chi ha ragione?
A leggere le cifre dell’ultimo bilancio della SSC Napoli, chiuso al 30 giugno 2014 con un record storico di 237 milioni (151 nel 2013), potrebbe venir fuori un quadro sinistro, fatto di un club che incassa tanto e spende solo in parte. Messa così sembra che non si possa non dar ragione ai contestatori, ma non tutto è come appare. Nell’ultima chiusura rientrano la faraonica  plusvalenza della cessione di Cavani e i ricavi della scorsa Champions League, e i costi di gestione sono aumentati, con un’impennata degli ingaggi e degli ammortamenti dei calciatori in organico. È lo scotto da pagare per poter ingaggiare qualche campione e tenere una società ad alti livelli, come quelli in cui si è attestato il sodalizio partenopeo (unica squadra italiana da cinque anni nelle coppe europee).
La bilancia è quasi in equilibrio, ma con l’eliminazione dalla Champions League di agosto e il mantenimento dei calciatori di prima fascia inizia a pendere verso il passivo: si va infatti incontro a un prossimo bilancio tutt’altro che florido. Stante la ferrea volontà di De Laurentiis di non indebitarsi con le banche, il tesoretto che ha in cassa non lo sperpererà di certo gettandolo dalle finestre prossime di mercato ma lo terrà in buona parte al sicuro per mantenere l’equilibrio dei conti. Insomma, la verità è che De Laurentiis ha sì il portafoglio col lucchetto ma non “pappa” granché. Nel calcio italiano di oggi vince chi si indebita e il patron azzurro non intende mettere la società nei guai. Dunque, in assenza di forti investitori all’orizzonte, un Napoli virtuoso è grasso che cola.
Il vero problema resta lo stadio. Secondo la relazione del Coni Servizi, firmata da Michele Uva, direttore generale del Coni Servizi, nella relazione consegnata al Comune di Napoli lo scorso luglio per stimare il valore d’uso dell’impianto in funzione del rinnovo della convenzione con la SSC Napoli, il “San Paolo”, se adeguatamente sfruttato, potrebbe fruttare oltre 31 milioni. Sempre pochi rispetto ai quasi 41 dello “Juventus Stadium”, ma molti rispetto ai 21,5 messi a bilancio dal club azzurro nel 2014 (15 nel 2013) a causa delle carenze dell’impianto di casa. Non spiccoli, ma soldi che, ad esempio, avrebbero potuto trattenere Reina, cioè conservare il valore del bisognoso reparto difensivo. E intanto un nuovo stadio, il cui progetto è da depositare in Comune entro il 31 maggio prossimo, è ancora una chimera.

dibattito sul progetto Napoli di De Laurentiis tratto da Club Napoli All News (Tele Club Italia)

“Napoli maledetta”… da Genny ‘a carogna a “Gomorra” di Saviano

Nel video, il riassunto della puntata del 12 maggio di Clandestino su Tele Club Italia. “Napoli maledetta” tema del dibattito televisivo, tra accanimento mediatico per i fatti relativi alla finale di Coppa Italia di Roma, le polemiche su Roberto Saviano per la fiction “Gomorra” e umiliazione della cultura napoletana, sostanzialmente ignorata dai media nazionali.

Made in Naples a “Ultrazoom”

Made in Naples di Angelo Forgione alla trasmissione “Ultrazoom” di Nello Odierna sull’emittente CapriEvent.

video / Piazza del Plebiscito, il salotto che “fa acqua”

video / Piazza del Plebiscito, il salotto che “fa acqua”
infiltrazioni d’acqua nel colonnato, ma non è tutto

Angelo Forgione – Piove nel colonnato di San Francesco di Paola. Infiltrazioni d’acqua a macchia di leopardo, già denunciate all’epoca dell’amministrazione Iervolino, diventano sempre più ampie e perniciose. Nei giorni piovosi come quelli scorsi, scorre acqua lungo alcune colonne.
Inutile aggiungere che le scritte su marmi, mura e basamenti dei monumenti equestri continuano a mostrare il peggior volto di Napoli, quello dell’incultura e dell’offesa della storia. L’esempio più alto del Neoclassicismo, nato a Napoli con Luigi Vanvitelli sotto l’impulso degli scavi di Pompei e diffusosi in tutta Europa, è umiliata da una mancanza di tutela assoluta, tra ordinanze che inchioderebbero a pesantissime multe chi imbratta i monumenti se solo fossero fatte osservare, riflettori da stadio a vista montati sulle parti superiori, e intonaci che cadono per l’umidità se non per le infiltrazioni denunciate. Tutto questo mentre Palazzo Salerno continua e mostrarsi decadente. Per quanto riguarda il Palazzo Reale, prima o poi dovranno pur partire dei lavori visto che il Governo ha stanziato 2,5 milioni la scorsa estate.
Un serie di competenze tra Curia, Ministeri vari, Sovrintendenze, Comune e Regione che nella Piazza si sommano senza che vi sia una tutela accettabile. Il palazzo più decoroso è Palazzo “della Foresteria” dove ha sede la Prefettura. Vuol dire che il Ministero degli Interni beneficia e offre di maggiori attenzioni.