Perforazioni, la Protezione Civile si smarca

Perforazioni ai Campi Flegrei:
ecco il documento con cui la Protezione Civile si smarca

chi valutò i rischi Campi Flegrei e Vesuvio è imputato a L’Aquila

Ecco il documento della Protezione Civile (clicca sull’immagine per ingrandire) inoltrato il 15 Giugno dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento di Protezione Civile a firma del vicecapo dipartimento Angelo Borrelli (numero protocollo SIV/0041145) che conferma che il Dipartimento in questione non era stato né informato né coinvolto nel progetto, e che solo dopo la richiesta di accertamenti richiesti in merito alla pericolosità degli esperimenti previsti dall’ex Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino fu convocata una riunione con i diretti interessati al progetto che si tenne il giorno 18 Ottobre 2010. L’ex sindaco non ha mai dato l’autorizzazione a perforare perchè non ha mai ricevuto certezza dell’esistenza di un piano di Emergenza. «Senza la certezza che non ci sono pericoli disse la Iervolino non si trivella da nessuna parte. Quando si va a “sfruculiare” un terreno vulcanico bisogna assicurarsi che non succeda nulla». Il documento chiama in causa le attuali responsabilità del Sindaco De Magistris in quanto autorità locale di Protezione Civile che, in assenza di un Piano di Emergenza nazionale, “deve assicurare che i propri cittadini ricevano tutte le informazioni utili, in emergenza, previste nei piani comunali di protezione civile”.
È bene ricordare che il progetto della discordia fu approvato con rassicurazioni per la popolazione nel 2006 da una commissione di cui faceva parte l’ex presidente dell’INGV Enzo Boschi
, oggi sotto processo con l’accusa di aver fornito cattive informazioni ai cittadini dell’Aquila prima del sisma dell’Aprile 2009 che rase al suolo la città abruzzese provocando 300 morti. Insieme a lui, l’ex vice-capo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis che, in un’intervista al direttore della testata Inabruzzo.com che gli chiese se la popolazione poteva stare tranquilla e bere un bicchiere di vino, rispose affermativamente aggiungendo persino l’indicazione del vitigno: “Montepulciano di quelli Doc”. Nello stesso processo è imputato anche l’ex Capo della Protezione Civile, quel Guido Bertolaso che non riteneva di dover inserire Napoli nel “Piano di Emergenza” per il Vesuvio come sollecitava il Professor Giuseppe Mastrolorenzo (da noi intervistato) e che ha poi dovuto incassare l’evidenza di doverlo fare portandolo alla stampa quale propria iniziativa non prima di essersi tolto lo sfizio di scherzare sulla pelle dei napoletani col suo rammarico di non dover affrontare purtroppo un’emergenza eruttiva del Vesuvio e dei Campi Flegrei.

Napoletano coleroso, terremotato… e blatteroso

Napoletano coleroso, terremotato… e blatteroso

che malainformazione sarebbe senza Napoli?

Angelo Forgione – Nelle ultime settimane sono sempre in giro per la città, in strada. Quelle del centro, il lungomare “liberato”, il Vomero, Fuorigrotta e Bagnoli i quartieri più calpestati per seguire la questione delle trivellazioni. Sarò stato fortunato ma fin qui non ho incontrato una blatta. La cerco e non la trovo, che sfortuna! Mi sono persino seduto per un’ora a Via Toledo, sporchissima di sera, in attesa che ne passasse qualcuna ma invano. E allora, massima solidarietà a chi sta affrontando il problema perchè a chi tutto e a chi niente non mi sembra giusto. Però, diciamocelo, sarà pure problema da risolvere immediatamente in alcune zone della città che resta lontana dagli standard di pulizia che merita la sua importanza, ma l’emergenza è altra cosa e l’accanimento mediatico già denunciato ha già fatto i suoi danni. Napoli e le sue blatte rosse sono finite su Le Monde, su BBC News e non solo! Tutti parlano della vicenda, giornali e telegiornali internazionali indistintamente.
Oggi è sceso in campo il sindaco De Magistris, visibilmente infastidito dalla campagna mediatica nazionale e ora anche internazionale che si è montata sul caso. L’ha definita “inqualificabile e inaccettabile” e ha preannunciato azioni legali, spiegando il continuo accanimento così: «il riscatto di Napoli da fastidio, questo è un tema che inizia nel 1861 con l’unità d’Italia e i rapporti tra Nord e Sud del paese» (video in basso). Sarà la vicinanza dell’assessore allo Sviluppo Marco Esposito, saranno i “nostri” venti meridionalisti che spirano forte, sta di fatto che De Magistris ha rotto gli indugi e ha iniziato a parlare di stupro mediatico di stampo risorgimentale.
Tutto giusto, tutto perfetto, ma speriamo che il sindaco se ne ricordi sempre e non solo in occasioni come questa in cui c’è da difendere non Napoli ma la sua gestione. Cosa che non è avvenuta prima, neanche quando nel passato remoto e recente personaggi noti e meno noti hanno infangato la città e non la sua amministrazione.
La falsa emergenza blatte, ossia il problema, riporta alla mente le parole di un maestro di giornalismo, quel Paolo Mieli che in occasione del colera del 1973 in cui la città fu massacrata oltremisura era inviato de “L’Espresso” e capì a soli ventiquattro anni che il giornalismo nazionale stava approfittando di un’emergenza sanitaria a Napoli benchè dovuta a cause esterne e presente anche in altre città che non furono ritenute responsabili come Napoli, che non lo era. “Dal 1861 i problemi comuni a tante città diventano un flagello per Napoli”, dice Mieli con esperienza vissuta sul campo. Giusto, e come i napoletani sono diventati colerosi e terremotati potrebbero facilmente diventare anche blatterosi.

Rassicurazioni “anonime” sulle perforazioni ai Campi Flegrei

Rassicurazioni “anonime” su perforazioni Campi Flegrei

il comunicato ufficiale dell’INGV lascia molti punti interrogativi

È giunto il comunicato ufficiale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in merito all’avvio del “Campi Flegrei Deep Drilling Project” e sul relativo rischio vulcanico. Comunicato ripreso dal sito del Sindaco De Magistris che fa specifico riferimento alle dichiarazioni del Prof. Giuseppe Mastrolorenzo da noi intervistato.
Il comunicato fornisce rassicurazioni su questa fase del progetto, un carotaggio per estrazione di campioni di roccia fino a un massimo di 500 metri di profondità che non necessiterebbe di un Piano di Emergenza e che presenterebbe un rischio prossimo a zero. Rassicurazioni che non mirano però alle successive fasi del progetto, quelle da noi messe sotto la lente d’ingrandimento, che potrebbero far scendere le perforazioni fino a 4 km per “pura ricerca scientifica”, come recita il comunicato smentendo il comunicato del 2008 che parlava invece anche di sfruttamento geotermico. Una fase per la quale abbiamo fornito informazione circa il rischio. E pertanto il comunicato dell’INGV non può fugare i dubbi e non fornisce risposte ai reali problemi sollevati ma si limita ad una sola fase propedeutica dell’intero progetto.
Inoltre il comunicato presenta dei vizi di forma da evidenziare. Il primo è la mancanza del nome del dichiarante per l’INGV (il presidente, il direttore, i titolari del progetto di trivellazione, l’ex attrice Sonia Topazio in qualità di Capo-ufficio stampa dell’Istituto?). Pertanto le dichiarazioni anonime che chiamano in causa il Prof. Giuseppe Mastrolorenzo facendone nome e cognome si potrebbero configurare come azione diffamatoria difficilmente perseguibile.
Il secondo vizio è la generica e ambigua definizione di “ricercatori locali”, che evidentemente si riferisce a coloro che, in seno all’INGV, hanno espresso le proprie posizioni critiche negli scorsi mesi. Anche in questo caso, si tratta di affermazioni non corrette e  in qualche modo diffamatorie e difficilmente perseguibili. Noi non siamo i difensori degli scienziati chiamati genericamente in causa perchè hanno segnalato l’assenza di piani di emergenza per l’area vulcanica a più alto rischio al mondo, ma ne abbiamo ascoltato uno e difendiamo la nostra scelta perchè è di pubblico dominio il loro altissimo prestigio internazionale.
Il Prof. Giuseppe Mastrolorenzo è un Primo ricercatore presso l’Osservatorio Vesuviano-INGV, Dottore di ricerca in Geofisica e Vulcanologia impegnato nella ricerca vulcanologica ai campi Flegrei ed al Vesuvio da circa un trentennio. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di altissimo impatto come “Nature”, “Proceedings of the National Academy of science”, “Journal Of Geophysical Research”, “Earth and Planetary Science Letters”, “Earth Science Review”, “Jouran of Volcanology And Geothermal Research”, “PloS One”, Bulletin of Volcanoly”, “Journal of the Geological Society of America”, “Journal of Petrology” ed  altre riviste scientifiche specialistiche. Ed è per questo che abbiamo ritenuto il suo un parere quantomeno attendibile.
I risultati delle sue ricerche, di massimo impatto internazionale sono state scelte non solo per articoli giornalistici ma anche per documentari scientifici e programmi televisisivi a diffusione mondiale mondiale su “National Geographic Magazine”, “National Geografic Channel”, “BBC World News”, “Television and Documentary”, “Discovery”, “ZDF”, “AED” e tantissime altre testate, anche accessibili sul web.
Ci risulta che dalle ricerche del Prof. Mastrolorenzo siano derivati progressi fondamentali nelle conoscenze vulcanologiche e tra le prime mappe di pericolosità per i Campi Flegrei ed il Vesuvio e l’evidenza dell’urgenza di modifica del “Piano di Emergenza” al Vesuvio con l’estensione alla città di Napoli, recepita dal Dipartimento di Protezione Civile ed in fase di attuazione.
Questo per amore della verità e per rispetto di uno scienziato napoletano che, nella migliore tradizione dell’Osservatorio Vesuviano, fa onore alla città nel campo della ricerca scientifica internazionale così come tutti quelli che hanno espresso maggiore discernimento sul progetto. E non ci stiamo a vederli declassati a semplici “ricercatori locali” solo perchè di approccio più cauto rispetto alla vicenda. Ancora meno accettiamo l’idea di poter essere considerati fautori di informazione allarmistica allorché il nostro obiettivo è chiaramente puntato sulle successive e più complesse fasi del progetto. Qui nessuno è in cerca di voti e non c’è alcuna campagna elettorale da condurre, informazione e partecipazione sono pilastri della democrazia in cui crediamo fortemente.

Via il parcheggio da Palazzo Reale. Ma al Museo…

Via il parcheggio da Palazzo Reale. Ma al Museo…

sbarra e automobili davanti la facciata del palazzo monumentale

Finalmente l’ordinanza è arrivata. Le automobili dei dipendenti della Soprintendenza sono finalmente uscite da Palazzo Reale dove parcheggiavano riempiendo il cortile interno. La decisione è stata assunta dalla stessa Soprintendenza per i beni paesaggistici, architettonici, storici, artistici per Napoli e Provincia “al fine di assicurare dignità a Palazzo Reale, ai suoi spazi e quindi migliore dignità e decoro a tutti coloro che vi operano”. Lo stesso Soprintendente Gizzi ha detto che “qui si era consolidata una consuetudine sbagliata perchè nessuna soprintendenza d’Italia concede posti auto ai dipendenti”. In realtà ce n’è ancora un’altra che lo fa. È quella Speciale del Museo Archeologico Nazionale che concede ai suoi dipendenti un posto auto riservato con tanto di sbarra (foto in basso) dinanzi la facciata dell’edificio storico seicentesco che ospita il più importante museo al mondo per l’archeologia classica. La cosa sembra normalissima ma non lo è affatto. Avete mai visto auto davanti agli Uffizi di Firenze o al Museo Egizio di Torino?

Blatte napoletane più fotogeniche che altrove

Blatte napoletane più fotogeniche che altrove

reale emergenza o sensazionalismo?

Altra emergenza igienica a Napoli: le blatte rosse. Che mai si porrebbe se i tombini fossero puliti costantemente durante il corso dell’anno. Insomma, un problema di prevenzione che a Napoli, si sa, è sempre carente. Sul sito del Comune è pubblicato il programma degli interventi di disinfestazione ma intanto il problema c’è, anche se a macchia di leopardo e non in tutto il territorio. Detto questo, è evidente l’ennesimo accanimento nei confronti della città. Telegiornali e quotidiani nazionali stanno dedicando ampio risalto alla notizia, con il solito conseguente danno di immagine. E così abbiamo scoperto che anche le blatte rosse napoletane fanno più notizia di quelle delle altre città dove pure si divertono a mettere le tende. Lo scorso anno, in piena emergenza rifiuti, di blatte ce n’erano molte di più mentre ora l’immagine proiettata è quella di un’emergenza tutta nuova che assume i connotati dell’invasione. Non risulta che dodici mesi fa vi sia stata alcuna epidemia causata della loro “pittoresca” presenza, mentre ora pare come se la pandemia fosse dietro l’angolo. “Pericolo tifo ed epatite A”, questo lo strillo mediatico tratto dall’allarme che avrebbero lanciato i cosiddetti e fantomatici “esperti” che però non si sa chi siano. Per l’epidemiologo Donato Greco invece non ci sono problemi per la salute: “Questi insetti non sono associati alla trasmissione di malattie infettive a ciclo orofecale per il semplice motivo che anche se entrano in contatto con materiali fecali contenenti virus e batteri, non ne facilitano la moltiplicazione”.
Strade sporche e recenti problematiche sparse più o meno gravi anche a RomaMilanoSalernoBari, ArezzoConegliano e altrove. Tenerife e tutte le Canarie sono piene di blatte, nessuna prevenzione perchè li, dicono, fanno parte della fauna locale; eppure isole sempre piene di turisti che si stupiscono quando le vedono di persona girare in massa per ogni strada (come chi scrive, n.d.r.). Non si sa se ci sono più scarafaggi o più turisti, e questo perchè nessuno fa cattiva pubblicità alle Canarie. Tutti casi che non hanno fatto e non fanno notizia come a Napoli. Il caldo porta anche questi problemi che potrebbero essere risolti con una buona manutenzione dei tombini e pulizia delle strade che spesso nelle città italiane mancano. È noto che Napoli non si sottrae mai a questi inconvenienti; ma che le blatte napoletane fossero più fotogeniche delle altre ci sfuggiva.

Trivellazioni Campi Flegrei, parla il Prof. Mastrolorenzo

Trivellazioni Campi Flegrei, parla il Prof. Mastrolorenzo

rischi e omissioni di un progetto senza sicurezza e informazione

L’omissione di informazione sul “Deep Drillng Project” ai Campi Flegrei necessita di chiarezza e l’abbiamo cercata ascoltando un luminare della materia, il Professor Giuseppe Mastolorenzo dell’Osservatorio Vesuviano – INGV, vulcanologo di fama mondiale, al quale abbiamo chiesto se il progetto serve, se è pericoloso e se è corretto. Assenza di un piano di emergenza nazionale e locale; assenza della comunicazione alla cittadinanza delle finalità del progetto e dei suoi eventuali rischi; assenza di condivisione della scelta di autorizzare le perforazioni. Tutto ciò rende l’operazione un forte azzardo. C’è da chiedersi che fine abbia fatto la democrazia partecipativa annunciata in campagna elettorale dal Sindaco De Magistris.

Disimpegno dall’azione di protesta sul territorio

Comunicato Stampa del 07/07/2012
Comitato Civico “Salviamo i Campi Flegrei”

DISIMPEGNO DALL’AZIONE DI PROTESTA SUL TERRITORIO
E RINVIO CONFERENZA STAMPA 

Stamane si è tenuto presso l’ingresso del sito di “BagnoliFutura” in Via Cocchia a Bagnoli il primo presidio di protesta pacifica per le imminenti trivellazioni del “Deep Drilling Project”. La nostra iniziativa si è configurata come un’azione apartitica e totalmente popolare, e lo testimonia la presenza sul posto di gente di tutti i quartieri della città e della provincia sensibili ad un problema che riguarda tutto il territorio.
Ci siamo purtroppo resi conto che il Comitato non è nelle condizioni di proseguire l’azione di protesta sul territorio per le evidenti conflittualità delle diverse realtà di Bagnoli e dintorni, di cui non si era al corrente e che costringono il cantautore Eddy Napoli e il giornalista Angelo Forgione a limitarsi alla sola attività di sensibilizzazione e informazione circa gli eventuali pericoli e le omissioni già in essere conseguenti alle attività di trivellazione nella caldera più pericolosa al mondo quale è quella dei Campi Flegrei.
Si precisa, inoltre, che stanti le conflittualità di cui prima, ci siamo adoperati, senza alcun risultato, con le nostre uniche armi a disposizione, cioè: buon senso, sana diplomazia, buona educazione, senso civico, senso di responsabilità, senso di appartenenza, orgoglio di appartenere ad un popolo tra i più antichi al mondo, Amore sviscerato verso la nostra Terra e verso i nostri Fratelli. Fratelli che non godono delle nostre stesse armi in quanto “primedonne” che con i loro conflitti e protagonismi non badano agli obiettivi primari tra cui il piano d’emergenza e la sospensione del “deep drilling project”.
Pertanto si informa che la conferenza stampa annunciata per Lunedì 9 Luglio alle 12:00 presso “L’Arenile” di Bagnoli, nella quale avevamo “sollecitato” la presenza certa di uno tra i vulcanologi più famosi al mondo, un luminare, il Prof. Giuseppe Mastrolorenzo dell’Osservatorio Vesuviano – INGV, è rimandata ed è altresì annullata la manifestazione prevista per Giovedì 12.
Nel contempo, noi e gli aderenti al Comitato Civico “Salviamo i Campi Flegrei”, continueremo a portare avanti le altre finalità annunciate per accendere quei “riflettori” sui Campi Flegrei e su quanto sta per accadere all’insaputa della cittadinanza e dell’intera provincia di Napoli, “riflettori” che si tengono spenti per interessi conosciuti e/o sconosciuti.
Per concludere, il nostro prossimo impegno sarà quello di incontrare il Sindaco di Napoli, di seguito quello di continuare la nostra campagna di sensibilizzazione e informazione pro causa, nonché l’organizzazione dell’evento-spettacolo di fine Settembre.
Resta inteso che rimarremo fuori da quelle azioni di protesta sul territorio, cioè: cortei, presidi, assembramenti e quant’altro ci accomuni a chi, con i propri atteggiamenti e modalità, potrebbe ledere l’immagine e l’incolumità altrui. Tutto ciò per elevare la nostra protesta ad interesse cittadino, provinciale e più ampiamente regionale e abbandonare quello strettamente circoscrizionale nel quale non ci rispecchiamo.

Napoli 07/07/2012

Eddy Napoli – Angelo Forgione – Il Comitato Civico “Salviamo i Campi Flegrei”

Esiti riunione del 5 Luglio per i Campi Flegrei

Comunicato Stampa
Esiti riunione del 5 Luglio

“Piano d’Emergenza” per i “Campi Flegrei”
per i rischi vulcanico – sismico – industriale

Ieri, 5 Luglio, si è tenuta presso “l’Arenile” di Bagnoli la riunione relativa ai piani d’emergenza per i Campi Flegrei, un super-vulcano (tra i più pericolosi al mondo) la cui caldera si estende per circa 100 chilometri quadrati. Di seguito gli esiti dell’incontro.

È stato costituito un comitato civico, totalmente apartitico, denominato “Salviamo i Campi Flegrei”. La presidenza è stata assegnata all’artista Eddy Napoli (promotore dell’iniziativa) supportato dai comitati e i movimenti “V.A.N.T.O.” di Angelo Forgione “Bagnoli Punto e a Capo” di Antonio Di Dio, nonché quelli che vorranno unirsi successivamente.
La finalità è quella di richiedere con estrema urgenza alle autorità e agli enti nazionali e locali preposti il “Piano d’Emergernza” di cui prima, piano d’emergenza che da trent’anni resta incompiuto nonostante varie e molteplici sollecitazioni.
È stata fissata per Lunedì 9 Luglio alle ore 12:00 la conferenza stampa presso “l’Arenile” di Bagnoli (che ospiterà l’evento) con i seguenti relatori:
Prof. Giusepe Mastrolorenzo (vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano INGV) 
Eddy Napoli (cantautore)
Gino Magurno de L’Altroparlante (musicista) 

Angelo Forgione (giornalista pubblicista e presidente Movimento V.A.N.T.O.)
Antonio Di Dio (presidente comitato civico “Bagnoli punto e a capo”)

Inoltre è stato fissato per Giovedì 12 Luglio alle ore 19:00 un primo primo presidio di potesta, presso il varco di “Bagnoli Futura” in via Enrico Cocchia, aperto a tutti i cittadini che intenderanno aderire alla protesta civile, in quanto si ritiene opportuno che, in assenza dei piani di emergenza, non sussistano le condizioni minime di sicurezza per poter effettuare le trivellazioni relative il “Deep Drilling Project”.
Si sollecita altresì il sindaco De Magistris, per quanto su detto, di informare e coinvolgere tutta la cittadinanza tenendo fede al concetto di democrazia partecipativa da lui promessa durante la campagna elettorale. Al contempo si sollecitano anche i sindaci di tutta l’area flegrea e zone limitrofe interessate affinché si adoperino e collaborino nei meriti tutti.
Le critiche sollevate su prestigiose riviste scientifiche internazionali hanno rilevato la pericolosità delle perforazioni in area calderica per i possibili rischi di eruzione dei pozzi e induzione di sciami sismici, nonché la inutilità dal punto di vista conoscitivo e di sfruttamento dell’energia geotermica. Un dato di fatto importantissimo è quello che tra gli anni ‘70 e ’80 nei Campi Flegrei furono fatte delle perforazioni da parte dell’Agip, le quali fecero si che si rilevassero tutti i dati necessari del caso ma durante quei lavori si dovettero tappare urgentemente alcuni pozzi in quanto si verificarono alti rischi di esplosione.

Sono previste campagne informative sui rischi rivolte alla collettività, convegni, riunioni di lavoro, presidi, nonché per fine Settembre, tra le varie attività sul territorio di Bagnoli, un Evento Artistico in fase di programmazione presso “l’Arenile”, che intenderà “riaccendere i fari” in una zona tra le più belle del mondo affinché la stessa torni agli antichi splendori a vantaggio dei cittadini, della migliore fruizione delle risorse del territorio e dell’ambiente naturale. All’evento parteciperanno le personalità della cultura, dello sport, dello spettacolo impegnati nel recupero e nella valorizzazione dei Campi Flegrei.
Tra coloro che hanno già dato la loro adesione: Edoardo Bennato (cantautore), Eugenio Bennato (cantautore), Maurizio Casagrande (attore), Tony Cercola (musicista), Sal Da Vinci (cantante) Gennaro Iezzo (ex calciatore), Biagio Izzo (attore), Gino Magurno (musicista de “L’Altroparlante), Aniello Misto (cantautore), Pietra Montecorvino (cantante), Eddy Napoli (cantautore), Patrizio Oliva (ex pugile), Nando Paone (attore), Patrizio Rispo (attore), Antonello Rondi (cantante), Francesca Schiavo (cantante), Gianni Simioli (presentatore e speaker radiofonico). 

in 120 secondi, la storia dei 7 anni di Maradona in Italia

in 120 secondi, la storia dei 7 anni di Maradona in Italia

5 Luglio, Natale sportivo di Napoli

Il 5 Luglio è come il Natale sportivo di Napoli, la data del festoso arrivo di Maradona a Napoli in quel lontano 1984. Della sua meravigliosa storia sportiva in riva al golfo sappiamo tutto e di più e a 28 anni di distanza ci piace rileggere in 120 secondi l’essenza della sua esperienza complessiva in Italia a cavallo dell’epopea che ne ha costruito il mito, dall’addio alla dorata e odiata Barcellona foriera di razzismo e dipendenza dalla droga alla fuga notturna da Napoli per lasciare l’Italia calcistica anti-napoli e ormai anche anti-Maradona, il cui governo sportivo spalleggiava ormai quello mondiale con cui “el pibe de oro” era entrato in conflitto.