Pontile di Castel dell’Ovo, annunciato il restyling

Angelo Forgione – Le due edizioni delle World Series dell’America’s Cup di vela hanno lasciato sospeso il restauro delle garitte del ponte di accesso al Castel dell’Ovo. Peraltro lo stesso intervento di intonacatura e pittura, fin troppo gialla, lascia molto a desiderare, perché non restaura ma copre il tufo originale. 39mila euro circa per non fare nulla, sostanzialmente. Così come per la Cassa Armonica, sfigurata dalla sera alla mattina più di un anno fa e non ancora riportata al suo aspetto originale, la soprintendenza ha lasciato fare.
Ora il Comune di Napoli annuncia il completamento dei lavori entro l’autunno, con tanto di nuova illuminazione del pontile, in sostituzione di quella a gas priva di manutenzione che da tempo lascia la lingua sul mare al buio. Chi vivrà, vedrà.

 

America’s Cup World Series… scatti dal lungomare

Con i catamarani già pronti alla settimana in riva al Golfo di Napoli, la cerimonia di inaugurazione in Piazza del Plebiscito di Sabato 13 Aprile ha dato il via all’ultima tappa delle World Series di Coppa America.

Sarà la RAI a trasmettere l’evento sul territorio nazionale con la seguente programmazione:

RAI SPORT 1
Giovedì 18 – Venerdì 19 – Domenica 21

  • servizi e/o collegamenti nei TG ore 7 – 12 – 13 – 14.30 – 19 – 23
  • dalle 12 alle 14, collegamento all’interno di “Super8”
  • dalle 14 alle 16, telecronaca diretta delle regate di match-race e di flotta
  • alle 17, collegamento all’interno del programma “Novanta Minuti”

Sabato 20

  • servizi e/o collegamenti nei TG ore 7 – 12 – 13 – 14.30 – 19 – 23
  • dalle 12 alle 14, collegamento all’interno di “Super8”
  • alle 17, collegamento all’interno del programma “Novanta Minuti”

RAI 1
Giovedì 18 – Venerdì 19 – Sabato 20 – Domenica 21

  • servizi e/o collegamenti nei TG ore 8 – 11 in “Uno Mattina”

RAI 2
Giovedì 18 – Venerdì 19 – Sabato 20 – Domenica 21

  • servizi e/o collegamenti nel TG Sport Sera ore 17,55

Sabato 20

  • dalle 14 alle 16:10, telecronaca diretta delle regate di match-race e di flotta

RAI 3
Giovedì 18 – Venerdì 19 – Sabato 20 – Domenica 21

  • servizi e/o collegamenti nei TG ore 8 e ore 11

Il degrado della Cassa Armonica finisce in Procura

Angelo Forgione – La scorsa settimana ho scritto un ennesimo articolo-denuncia per napoli.com sulle condizioni scandalose della Cassa Armonica e, attraverso V.A.N.T.O., ravvivato l’attenzione sulla questione evidenziata dalla prima ora. “La Repubblica – Napoli” ha raccolto il nuovo sfogo e pubblicato un articolo sull’edizione cartacea (poi riportato online) firmato dalla collega Anna Laura De Rosa. Numerose associazioni e movimenti che hanno a cuore la città sono attente a quanto sta accadendo attorno alla struttura di Errico Alvino, così come a tutto il patrimonio.
Intanto, l’avvocato Rosario Rusciano è in procinto di presentare un richiesta alla Procura affinché si indaghi su eventuali responsabilità penali del sindaco De Magistris nella gestione della vicenda. E finalmente apprendiamo che il concerto di Francesco Renga, saltato per maltempo durante le scorse World Series di America’s Cup, non sarà recuperato come inizialmente annunciato dal sindaco ma l’artista è stato pagato, seppur in misura minore come da contratto. Ma quanto?
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Cassa Armonica, campa cavallo…

Angelo Forgione per napoli.com Continua la telenovela della Cassa Armonica in Villa Comunale. Smontata perché pericolante la corona in vetro e ghisa alla vigilia delle World Series di America’s Cup per la cui manifestazione vi erano previsti concerti, la Giunta Comunale ha deliberato a Novembre la “approvazione in linea tecnica, del progetto definitivo redatto nei modi previsti dall’art. 93, comma 4 del Decreto Legislativo n. 163/2006 e ss.mm. e ii., concernente i lavori di restauro della Cassa Armonica in villa comunale dell’importo complessivo di € 423.073,81.”
Tradotto in soldoni, il Comune di Napoli ha deliberato che il restauro si farà (e ci mancherebbe!) non appena si presenterà uno sponsor disposto a spendere 423.000 euro. Chi sborserà questa cifra? Se nessun benefattore dovesse farsi avanti, in un momento del genere, dovremo rassegnarci a vedere sfigurato e degradato il monumento di Errico Alvino, stanti le ovvie inadempienze del Comune alla canna del gas. Vale la pena ricordare che per la seconda tappa delle World Series l’ACN, il consorzio napoletano creato per l’evento costituito da Comune di Napoli, Regione Campania e Camera di Commercio Napoli, verserà agli americani 4 milioni e 200 mila euro con un contributo del  Comune di Napoli. Il conflitto è evidente: spendere soldi per restaurare i monumenti di Napoli e per diffonderne l’immagine smontandoli? E intanto i pezzi sono ancora riversi nel cantiere aperto della Linea 6 Metropolitana.
A proposito, ma che ne è stato del concerto di Francesco Renga previsto nel programma dell’America’s Cup ma saltato per maltempo e da pagare per contratto? Doveva essere recuperato ma non ci risulta sia accaduto. E la telenovela continua.

L’America’s Cup torna a Napoli. Venezia è fuori.

Angelo Forgione – Dubbio sciolto. Sarà Napoli ad ospitare la tappa italiana delle Word Series di America’s Cup nella prossima primavera. La scorsa settimana era nata la contesa con Venezia dal momento che gli organizzatori avevano deciso di assegnare un solo evento all’Italia. Ma oggi si dicono felici di tornare a Napoli, annunciando l’assegnazione sul sito ufficiale dove è riapparsa la città partenopea.
Dopo la soddisfazione di Stefano Caldoro e Luigi De Magistris è arrivata la protesta del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni con tanto di contratto firmato in mano. Pronta la risposta di Larry Allison, il patron della manifestazione, che non le ha mandate a dire: «Penso che sia all’oscuro di quello che sta combinando il suo staff e che se ne fosse a conoscenza si vergognerebbe del loro operato». E il sindaco veneziano: «Se fosse vera l’esclusione di Venezia si tratterebbe di uno scippo e inviterei tutti a diffidare della serietà di questi signori».
Che cosa è successo dietro le quinte? Vale la pena ricordare che la scorsa primavera erano montate polemiche sui diversi accordi presi dalle due città con gli americani. Venezia spuntò condizioni migliori e De Magistris avvisò di voler rinegoziare il tutto. Probabilmente la scelta di tagliare una tappa è stata strategica per ingaggiare una sorta di asta. L’offerta di Napoli ha vinto, per quantità di danaro ma anche per il successo di pubblico registrato (circa 500mila persone) e per la location che lo scorso anno fecero breccia nel comitato organizzatore. Lo si capisce dalla dichiarazione di Stephen Barclay, il CEO della 34ma America’s Cup: «I Napoletani sono accorsi in gran numero per assistere alle regate e festeggiare Luna Rossa nel 2012; ci aspettiamo un altro grande evento per l’edizione 2013».
L’ACN, il consorzio napoletano creato per l’evento, verserà agli americani 4 milioni e 200 mila euro, la somma già pattuita con il contratto dello scorso anno che ne prevedeva altri 5 per l’evento del 2012. 2 milioni sono stati già versati. Gli altri 2,2 lo saranno nei prossimi mesi da Comune di Napoli, Regione Campania e Camera di Commercio Napoli.

Radio Popolare Milano “indaga” su V.A.N.T.O.

“Millevalvole” è un programma di Radio Popolare Milano diffuso in Lombardia ed Emilia Romagna che cerca di star dietro al mondo dei media che cambiano la nostra vita, a una grande lavatrice che continua a mutare forma e colore. “Una trasmissione che ha la presunzione di voler scoprire le trasformazioni e le tendenze dell’umana e disumana esistenza”, come recita la presentazione degli autori.
Tra queste tendenze c’è anche la nuova riscoperta dell’identità napoletana, indagata dal programma della radio milanese nella puntata di Giovedì 8 Novembre attraverso la conoscenza con V.A.N.T.O.. Qualche prurito sulla questione “panettone napoletano”, un po’ di diffidenza mista a curiosità e tanta cordialità discutendo della realtà partenopea.

Procura: «mare di Napoli non balneabile!» Anche il lungomare?

Superperizia a fine stagione ma i napoletani meritavano chiarezza all’inizio

Arrivò l’America’s Cup, in piena Primavera napoletana. All’orizzonte l’estate e ancor più prossimo il “lungomare liberato” che restituiva alla città aria, sciabordii e odor di mare. A sorpresa anche la balneabilità per ordinanza sindacale. Cartelli del Comune con tanto di acqua tre stelle su tre, cioè “eccellente”. Perplessità mista a soddisfazione, dibattito tra scettici e soddisfatti fino al fumine di metà Luglio quando la Procura della Repubblica aprì un inchiesta dopo la scoperta nei pressi dal mare di via Caracciolo di una vasca sotterranea contenente centoventimila litri di liquami corrosivi e inquinanti. C’era bisogno di un gesto forte, di quelli che gli uomini in vista fanno per convincere l’opinione pubblica. E così ad Agosto il sindaco De Magistris si è fatto fotografare in costume rigorosamente arancione mentre usciva dal bacino di “Mappatella beach” con tanto di messaggio sui social network: «Eccomi al mare, spiaggia libera, mare unico, balneabile di qualità eccellente, panorama unico al mondo. È la mia città, la città di tutti, la città dell’accoglienza, dove ogni giorno dimostriamo (tutti, amministrazione e cittadini) che cambiare è possibile». Poco importa che la zona fosse ed è un piccolo feudo dell’abusivismo (ma non solo quella, ndr), l’immagine ebbe subito la sua risonanza e gli scettici subirono una battuta d’arresto. Poi alla vigilia di Ferragosto è arrivata Goletta Verde a guastare la festa dichiarando il mare della Campania il più inquinato d’Italia insieme a quello della Liguria e della Calabria, indicando una percentuale dei depuratori fuorilegge pari al 44% e sette punti di fortissimo inquinamento, uno ogni 34 chilometri. Dati che in Calabria hanno creato forti polemiche da parte delle istituzioni locali che hanno accusato Goletta Verde di aver diffuso analisi falsate da prelievi fatti alle foci dei torrenti e in siti notoriamente critici non sottoposti a depurazione. Che confusione!
Partiamo da un presupposto: il mare può essere generalmente inquinato e balneabile a macchia di leopardo. Il che significha che dal porto al Castel dell’Ovo può essere inquinato e invece pulito per tutto il versante di via Caracciolo. Questione di depuratori e correnti. Ma intanto la Procura ha messo carne a cuocere sulla base degli ultimi dati che indicano una notevolissima quantità di batteri e colibatteri, “escherechia coli” per la precisione, anticamera virtuale di malattie infettive del calibro di tifo, paratifo ed epatite A. Dati che non si riferiscono allo specchio d’acqua antistante il lungomare. La magistratura vuole però vederci chiaro nelle acque torbide e ricostruire la trafila delle certificazioni e delle concessioni per il mare “eccellente”. È partita quindi la superperizia che vuole andare al di là degli sforzi fatti per migliorare la qualità delle acque della Campania e di Napoli. Lavoro affidato ad un consulente esterno, un docente universitario fuori regione, deputato ad emettere una nuova sentenza sulla balneabilità del mare che vuol dire diritto alla salute dei cittadini e alla vita di una città nata sul mare e dal mare. L’allarme lanciato è generlista, nel senso che riguarda il complesso delle acque della provincia di Napoli, dal confine col litorale casertano a quello salernitano, ed è già grave pur essendone tutti consapevoli.
Ora però si vuole verificare lo strano fenomeno del mare “eccellente” di Via Caracciolo minacciato anche dalla vasca dei veleni. Nell’attesa, l’ennesima, non resta che domandarsi sul tempismo, anzi sui tempismi sparsi. È casuale che tutto questo venga fuori quando la stagione estiva volge al termine, quando cioè la gente si è già tuffata (sempre che l’abbia fatto)? È casuale che la balneabilità “eccellente” del mare di Napoli sia spuntata dopo anni di divieti proprio in concomitanza della “liberazione” del lungomare? È casuale quello scatto fotografico del sindaco a pochi giorni dall’attivazione della Procura in merito alla vasca dei veleni?
La chiarezza è fondamentale e i napoletani debbono pretenderla con occhi ben aperti perchè bisogna essere stanchi di querelle fuori tempo e incertezze, di belle notizie foriere di speranze poi disilluse. Napoli non può essere fabbrica di polemiche e illusioni, non deve essere vetrina. Il “lungomare liberato” dev’essere vetrina per Napoli alla cui periferia si muore per i continui roghi illegali e non può essere uno spot per un’amministrazione, altrimenti saremmo al ricorso storico del Plebiscito di bassoliniana memoria.  A proposito, ieri sera il Castel dell’Ovo era avvolto dal buio. Perchè?