HAKA NAPOLI

haka_napoliEddy Napoli e Angelo Forgione sono gli autori del video-clip “Haka Napoli” che, in parole e musica, inneggia ed esorta alla vittoria la squadra del cuore del popolo partenopeo: il Napoli.
Ispirandosi alla danza urlata dei Maori, tramite le frasi più sincere e appropriate del tifo napoletano, il canto dei tifosi azzurri si veste con tamburi dal ritmo di venti di “guerra” e una melodia che, sposata a quel ritmo, per nulla invidia le più belle colonne sonore dei colossal americani del cinema. Il tutto strutturato su una suggestiva e tradizionale tammurriata vesuviana. Non solo un’esortazione alla “battaglia” ma anche manifestazione di gioia e orgoglio.
Si tratta di un omaggio che i tifosi/autori Eddy Napoli e Angelo Forgione, due napoletani appassionati, donano ai tifosi partenopei sparsi in tutto il mondo, con l’augurio a tutti di gioire presto per il raggiungimento di vette più prestigiose.
Haka Napoli!

Strade minori per Murolo, Carosone e Bruni

Angelo Forgione – La Giunta comunale di Napoli, approvando una deliberazione proposta dal Sindaco Luigi De Magistris, ha deciso che l’auditorium di Scampia sarà intitolato a Fabrizio De Andrè e che tre toponimi di tre traverse di via Nino Bixio a Fuorgirotta saranno attribuiti a Roberto Murolo, Renato Carosone e Sergio Bruni.
Premesso che l’auditorium di Scampia, senza nulla togliere a Fabrizio De Andrè, meriterebbe di essere intitolato a Lucio Dalla, artista legato e “rinato” a Napoli, non condivido affatto la pur giusta scelta di attribuire alla memoria di tre grandi interpreti della Canzone di Napoli delle stradine di fatto irrilevanti. Con la memoria storica non si può più essere così superficiali.

La funivia di Posillipo abbandonata

Angelo Forgione – Il Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato un articolo sulla funivia di Posillipo curato da Antonio Cangiano, che ha scattato delle interessanti fotografie della cabina riposta nel terminal di viale Kennedy. L’articolo riporta anche una mia opinione su una struttura abbandonata di cui mi sono occupato nel 2009 con un articolo per napoli.com e nel 2010 in un’intervista per TeleCapriNews, e che nel 2011 è stata oggetto di un progetto di riqualificazione.

clicca qui per leggere l’articolo di Antonio Cangiano sul Corriere del Mezzogiorno online

Subito un nuovo stadio per Napoli!

A “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma, su Radio CRC, Angelo Forgione dice la sua sulla “questione stadio”.

Il “San Paolo” che si sbriciola

processo di carbonatazione in corso da anni, lo stadio muore lentamente

Angelo Forgione – L’UEFA ha inviato procedimento monitorio alla SSC Napoli intimandogli di eseguire alcuni lavori urgenti ed indifferibili allo stadio “San Paolo”. La prossima partita casalinga di Europa League contro gli ucraini del Dnipro, in programma l’8 Novembre, potrebbe non giocarsi a Fuorigrotta.
Il problema è vecchio, non è certo un fulmine a ciel sereno. Il fatto è che il “San Paolo”, già rovinato dalla cascata di ferro nella speculazione di Italia ’90, senza manutenzione straordinaria sta anche crollando lentamente. La struttura è interamente interessata dal fenomeno della “carbonatazione”, ossia la reazione tra l’idrossido presente nel calcestruzzo e l’anidride carbonica che produce carbonato di calcio. La conseguenza è che gli intonaci si distaccano (rischiando di cadere sugli spettatori sottostanti) e i ferri di armatura finiscono per restare scoperti e soggetti agli agenti atmosferici che li corrodono.
Basta buttare l’occhio sia all’interno che all’esterno per vedere in che condizioni sia lo stadio napoletano. E non c’è bisogno di essere sul posto perchè troppo spesso le inquadrature televisive umiliano l’immagine della città.

“SI GONFIA LA RETE XG1 REMIX” versione 2012-13

Mancava a qualcuno e ora non mancherà più. Torna il “Si Gonfia la Rete XG1 remix” nella versione ’12-13, in una chiave musicale più godibile e più “aderente” alle atmosfere del “San Paolo”.
“Un sogno azzurro”, cantato da Eddy Napoli, portò fortuna nella settimana che condusse alla finalissima di Coppa Italia. Che il nuovo remix scandisca con buona sorte l’attesa della grande sfida di Torino e tutta l’ambiziosa avventura azzurra raccontata da Raffaele Auriemma.

Via il sovrappasso di Viale Kennedy

Via il sovrappasso di Viale Kennedy

rimosso il ponte in ferro, lascito dello sfascio di “Italia 90”

34.000 euro di spesa (e ferro venduto) per dire addio ad un lascito dei pessimi lavori di “Italia 90”, il sovrappasso di Viale Kennedy costruito, sulla carta, per consentire il transito pedonale dalla fermata della Cumana all’Edenlandia. Fatiscente e non agibile, costruito ostruendo il passaggio dei disabili sul marciapiedi, utile solo ad appagare l’interesse sovrano di quell’appalto che ha devastato il “San Paolo” e dintorni, l’impiego massiccio del ferro per maggiorare i profitti. La gara d’appalto prevedeva infatti un costo fisso del materiale al chilo e uno variabile in base a quanto ferro fosse stato utilizzato. Più se ne impiegava e più si guadagnava. È così che su Fuorigrotta è piovuta una cascata di ferro. In attesa che la copertura del “San Paolo” venga rimossa, almeno il ponte  di Viale Kennedy ha fatto la fine che meritava, 22 anni dopo. Via libera dunque al nuovo percorso ciclabile.

Cané, lacrime napulitane senza “saudade”

Cané, lacrime napulitane senza “saudade”

un progetto di vita chiamato Napoli

Jarbas Faustinho Canè da Rio de Janeiro arriva a Napoli negli anni Sessanta. Come Vinicio e Pesaola, anche lui non è più andato via. Un uomo garbato, sentimentale, che, raccontandosi a “Sottovoce” (RAI), pensa alla sua vita trascorsa all’ombra del Vesuvio e tira fuori lacrime di amore e riconoscenza per un posto che l’ha accolto come se fosse un proprio figlio.
Un luogo comune dice che a quei tempi i brasiliani in Europa soffrissero di “saudade”. Canè non ha mai sofferto la mancanza del suo Paese, perchè il suo Paese è sempre stata Napoli da quando ci ha messo piede.

TG5: la camorra si aspetta grandi cose da Cavani

TG5: la camorra ora si aspetta grandi cose da Cavani

riprovevole servizio sul ritrovamento dell’orologio di Soledad

Indegno! Lo scippo alla compagna di Ibrahimovic ha dimostrato che Parigi è insidiosa quanto Napoli ma a qualcuno questo non è chiaro e non vede l’ora di metterci dell’altro. Nell’edizione delle 13:00 del TG5 delle di Domenica 5 Agosto è andato in onda un servizio firmato da Giulio De Gennaro circa il ritrovamento dell’orologio di Soledad Cavani in uno stabile di Fuorigrotta. De Gennaro ipotizza che a Parigi la borsa della compagna di Ibrahimovic non verrà ritrovata perchè non c’è una mafia locale che possa prendere a cuore la faccenda e sostiene viceversa che a Cavani sia andata meglio perchè è la camorra ad essersi attivata affinché lo riavesse. Vero o no, le chiusura è agghiacciante, un finale tutto ad effetto che insinua scenari francamente fuori luogo e tutti da stigmatizzare. «E ora, vista l’evidente passione calcistica del boss locale, Cavani è meglio che cominci ad allenarsi… la camorra si aspetta grandi cose da lui». Il giornalista ricama e fa intendere che il bomber del Napoli è “debitore” di un favore ed è meglio che lo ricambi da par suo. L’avvertimento lo fa lui! Vomitevole per un telegiornale nazionale che infanga Napoli con una semplicità ineffabile e mina, incurante, la serenità della famiglia del calciatore senza uno straccio di prova.
Chi lo desidera, può far pervenire prtotesta a redazionetg5@mediaset.it

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Un brasiliano che “luntano ‘a Napule nun se po’ sta!”

Un brasiliano che “luntano ‘a Napule nun se po’ sta!”

Luis Vinicio e l’amore di Napoli corrisposto

Luis Vinicio è un simbolo del Napoli e di un calcio sentimentale che non c’è più. Oltre la retorica, lui e Pesaola rappresentano gli stranieri catapultati in Italia dal Sudamerica negli anni Cinquanta e mai più staccatisi da Napoli. ‘O Lione si divide tra Belo Horizonte, dove ha ancora i fratelli, Bologna e soprattutto Napoli, dove ha la sua vita. La confessione d’amore ben noto per la città partenopea alla trasmissione “Sottovoce” della RAI evidenzia il perchè Napoli sa entrare nel cuore degli stranieri, e non solo calciatori. Vinicio racconta che quando va in Brasile ci mette poco a sentire la mancanza di Napoli. Il perchè non lo spiega direttamente ma lo si capisce nel corso di tutta l’intervista: ad un uomo abituato a godere dell’affetto della gente per strada da sessanta anni, le passeggiate brasiliane non sono esattamente uguali a quelle napoletane, e neanche bolognesi. Napoli è per lui il sentirsi vivo.
Magari si può discutere della “degenerazione” dell’affetto dei napoletani per i propri idoli, sfociato col tempo nel fanatismo, ma anche questo è il segno dei tempi, la conferma di un calcio sempre più esasperato in ogni manifestazione, dentro e fuori campo, e di una città un po’ più smodata.