Dolore per la strage in Irpinia. Ora silenzio!

Sembra che non ci sia pace per Napoli. Il Napoli, l’unica valvola di sfogo della città, mette in piedi una festa al “San Paolo” e puntuale arriva il grande lutto che smorza il momento di felicità. Troppi morti, troppo dolore per il pullman precipitato dal viadotto nel tratto irpino della Napoli-Bari. Questa non è una tipica tragedia del Sud, come ha scritto su twitter il direttore de Il Messaggero Virman Cusenza. Questa è una tragedia, punto e basta. Inutile discutere se il Napoli avrebbe dovuto evitare di scendere in campo oltre ad annullare le prevista festa. Personalmente non condivido la scelta, e avrei preferito che lo stadio restasse chiuso. Pazienza per i turchi che erano già a Napoli. Pazienza per gli accordi con lo sponsor tecnico. Ma così è stato deciso, e ognuno se ne faccia un’opinione. È però auspicabile che non si vada oltre la partita. Anzi, faccio un appello a coloro che andranno allo stadio: al minuto di raccoglimento si faccia davvero silenzio e si rimandino gli applausi all’italiana, che vanno benissimo ma solo se alla fine del raccoglimento, e non durante. È un segno di civiltà e di rispetto che questa assurda e dolorosa strage di vite merita, e di cui Napoli è capace.

Villa Comunale, incontro Comune-Associazioni

A margine dell’incontro con le associazioni e i movimenti del territorio che hanno celebrato i simbolici funerali della Villa Comunale di Napoli, il vicesindaco Tommaso Sodano ha fatto il punto sui previsti lavori di riqualificazione del passeggio reale. Resta il nodo della Cassa Armonica, i cui lavori sono stati deliberati da tempo, ma che, senza l’intervento di uno sponsor, non possono essere realizzati.

Ritiro azzurro a Dimaro, accoglienza perfetta?

Riceviamo e pubblichiamo la protesta di una tifosa del Napoli in Val di Sole, augurandoci che si tratti di un caso isolato per una località che fin qui si è segnalata per la grande accoglienza ai tifosi azzurri.

Ci tenevo a farvi sapere che, al di fuori del raggio di copertura mediatica della squadra, i tifosi del Napoli nella Val di Sole non sempre sono stati trattati come “turisti graditi”.
Oltre che a commenti del tipo “pensavo sporcassero di più” e “tieni la borsa vicina, sai…”, l’afflusso di appassionati nelle strutture ha “concesso” ad alcuni operatori di dare il peggio di se, contando sul fatto che, una volta lì, era impossibile trovare altre sistemazioni.
Ho già informato i vari uffici competenti ma trovo giusto che non si passi sopra al poco rispetto dimostrato, cosi come in questi giorni si esalta l’ospitalità della Valle è giusto che chi ha avuto mancanze venga ripreso. Si parla tanto del “degrado” di Napoli ma anche qui…
So che ai più potrà sembrare una cosa da poco, ma sono sicura che se la cosa fosse accaduta a parti invertite si sarebbe parlato per l’ennesima volta di una Napoli truffaldina e si sarebbe sorvolato sul resto. Io non voglio sminuire l’impegno dell’eccellente organizzazione, voglio solo che non si usi un momento di gioia per approfittare di tifosi appassionati che fanno centinaia di chilometri non certo per essere trattati a questa stregua. I tifosi del Napoli hanno portato il cuore nella Valle, hanno trasformato questo ritiro in una festa coinvolgente fatta di allegria, condivisione e gioia, mostrando la passione pura del loro tifo e meritano il meglio!

Angela Bertola

Funerali in Villa: vicesindaco contestato

mattinoCirca quattrocento persone si sono presentate ai cancelli della Villa Comunale per celebrare i funerali del giardino reale di Chiaja, devastata dai cantieri della linea 6 metropolitana. Non tantissime, in una città che poco si scalda per difendere sé stessa, ma lo scopo, raggiunto, era comunque quello di attirare l’attenzione dei media. Hanno sfilato anche Mimmo Jodice, Mirella Barracco e diversi imprenditori e professori universitari. E poi il geologo Riccardo Caniparoli, che, con Ortolani e De Medici, ha puntato il dito contro il cantiere del metrò (ereditato dalle scelte delle precedenti amministrazioni comunali). La presenza del vicesindaco Tommaso Sodano ha fatto scattare la contestazione, a tratti fin troppo aggressiva, anche se il confronto con l’associazionismo si terrà di fatto a Palazzo San Giacomo giovedì pomeriggio.
Momenti di vera rabbia si sono vissuti quando il corteo di cittadini, associazioni e uomini della cultura locale è giunto alla Cassa Armonica e un manifestante ha scavalcato la (inutile) recinzione del cantiere della metropolitana che “conserva” i pezzi smontati del monumento di Errico Alvino, portando con facilità una giuntura di ghisa in visione all’imbarazzato vicesindaco. «Quando denunciai lo scempio, lo staff del sindaco mi disse che i pezzi erano stati portati al sicuro in un cantiere al coperto per il restauro. La cittadinanza non può essere presa in giro così!», ha esclamato Angelo Forgione. I pezzi sono ancora lì, a distanza di più di un anno.

fonte: Il Mattino

funerali_villa_1funerali_villa_2

Funerali per la Villa Comunale

La villa comunale, come tutta la Riviera di Chiaja, sta morendo per colpa dei lavori della linea 6 metropolitana. Sono già morti gli alberi e il decoro, la Cassa Armonica è stata sfigurata, spuntano sfoghi della metropolitana, e quella che una volta era la Villa Reale oggi non è altro che un cantiere. Per lunedì, al tramonto, è fissato un funerale della villa stessa cui prenderanno parte diverse associazioni e movimenti cittadini che non ci stanno a veder morire il sito iniziato nel periodo vicereale e reso “reale” da Ferdinando di Borbone nel 1779.
Qualcuno non comprende la protesta promossa da un’indignazione comunque diffusa, protesta che rischia certamente di essere rivestita da significati politici, ma alla manifestazione sono stati comunque invitati anche il sindaco Luigi de Magistris, il vice sindaco Tommaso Sodano e gli assessori Nino Daniele (Cultura) e Carmine Piscopo (Urbanistica). Chi ha a cuore i destini della città non può assistere in silenzio a ciò che sta accadendo e il Movimento V.A.N.T.O., per evidenti motivi, ci sarà, anche perché ha subito denunciato lo smontaggio della pensilina in ghisa e vetro policromo della Cassa Armonica e perché non ci sta a veder morire un pezzo di grande Storia napoletana. La modernizzazione della città, necessaria, non può e non deve travolgere i siti di rilevanza storica e monumentale!
La manifestazione, aperta a tutti, è dunque prevista per lunedì 22 Luglio a partire dalle ore 18:00, quando il ‘funerale’ muoverà dall’ingresso della Villa e proseguirà in corteo fino alla Cassa Armonica, luogo simbolo di tutta la devastazione avvenuta.

clicca qui per vedere il video-reportage di Alessio Viscardi per Fanpage.it

Benitez: «Conosco la storia di Napoli e come la città è vista in Italia»

Nell ritiro di Dimaro, incontro coi tifosi di Benitez (e Insigne) che, con grande intelligenza, dimostra di essersi immediatamente calato nella realtà sociale napoletana. Alla precisa domanda di una fan «cosa l’ha spinta a venire a Napoli», il tecnico iberico ha risposto così: «il motivo è speciale perché il Napoli mi ha dimostrato che vuole crescere. Conosco la storia della città e che cosa succede in Italia, come si guarda la città e come si guarda la squadra. Per tutte queste cose, farà più piacere fare le cose per bene perché tutto assumerà un valore più importante».
Benitez sulle orme di Maradona, nuovo condottiero della causa identitaria applicata al calcio. Napoli ha bisogno di personaggi così, nello sport come in tutti gli altri settori sociali.

Tutte le volte che Napoli è arrivata prima

Made in Naples sulle pagine di Cultura e Società de Il Mattino

Da Il Mattino di Domenica 14 luglio 2013, un articolo firmato da Ugo Cundari incentrato sul libro Made in Naples di Angelo Forgione. (clicca sull’immagine per ingrandire)

min_ilmattino

Made in Naples a la Feltrinelli. Foto e video

Grande folla lo scorso 8 luglio a la Feltrinelli di Chiaja a Napoli per la presentazione del libro Made in Naples di Angelo Forgione. Più di duecento persone hanno affollato fin sulle scale la sala eventi al piano inferiore della libreria, incollati alle sedie o in piedi per circa due ore, attente alle parole di Jean-Noël Schifano e Pino Aprile che hanno affiancato l’autore in un momento di grande intensità.

(video: Marco Rossano)

(foto Mafredi Adamo)

Arrivederci Morgan. Il capitano scende dalla nave con onore.

Angelo Forgione – Se ne va “il pirata Morgan”, lascia Napoli in lacrime con un triste «doveva andare così» pronunciato ai tifosi saliti a Dimaro. Abbandona la nave il vero capitano del Napoli di Mazzarri, autentico leader in campo senza fascia, l’uomo che, dopo essere finito nell’occhio del ciclone per la sua professionalità scambiata per truffa, ferocemente infangato insieme a tutto l’ambiente partenopeo da sospetti privi di fondamento, si è preso un premio Fair-Play “Andrea Fortunato”. Il fratello dello sfortunato calciatore della Juventus disse di De Sanctis che «oltre ad essere un campione dello Sport, lo è anche nella vita, come dimostrano tutti i suoi gesti di solidarietà. Nella vita ha un carattere schivo e poco avvezzo a pubblicizzarsi davanti alle telecamere, ma è veramente una bella persona».
Ha parato palloni contro il Napoli in campo e stereotipi su Napoli fuori dal campo. Dopo aver conosciuto Pescara, Torino, Udine, Siviglia e Istanbul, il portiere di Guardiagrele ha sposato la causa napoletana, non solo quella azzurra, e, dopo aver respinto la demonizzazione mediatica di Napoli, ha pure parato il fuoco amico denunciando nel marzo scorso l’autolesionismo della città e il suo calciocentrismo: «Da 4 anni a questa parte ho capito che Napoli è una città per certi versi autodistruttiva. Purtroppo c’è sempre qualcuno che vuole rovinare le cose belle. Sono ormai napoletano da 4 anni e molto probabilmente lo sarò per i prossimi due anni (ma le cose non andranno così, n.d.r.): mi permetto di dire che se la gente di Napoli fosse così esigente con se stessa come lo è con la squadra di calcio, la città sarebbe la più ordinata, bella e funzionale del mondo». Disse ciò dopo essere stato contestato dagli spalti del San Paolo, incassando l’amarezza da professionista esemplare, lui che in questi anni ha dimostrato di essere tra i migliori nel suo ruolo. Il suo sfogo, pacato e misurato, centrò un problema che non era solo calcistico. Qualche settimana prima aveva affrontato a muso duro i tifosi azzurri che a Siena avevano contestato la squadra in crisi di risultati, per poi donargli la maglia.
Sotto il profilo tecnico, De Sanctis non è stato certamente impeccabile, ma sono stati più i suoi miracoli che le sue “papere”, e la difesa si è sempre sentita sicura con lui alle spalle. Benitez ha fatto scelte diverse, probabilmente giuste, e Morgan ha accettato la realtà dei fatti, ancora una volta da professionista serio, andandosi a prendere altrove la fiducia persa tra i pali della porta azzurra che ha difeso con grande onore. Quando tornerà da avversario, sarà ricevuto con calore e tributi che si riservano ai vecchi amici, quelli leali.
Ciao “capitano”. A te va il saluto con affetto e riconoscenza, molto più che ad altri partenti e partiti.

“Made in Naples” su SKY Arte

Il programma “Bookshow” di SKY Arte ha dedicato una mini-recensione di Made in Naples nella puntata monografica dedicata a Napoli. “Made in Naples ci fa scoprire una Napoli illuminista e illuminata, culla e non cenerentola della cultura occidentale”.