Plebiscito occupato… dal degrado. Tutti in piazza!

scritte plebiscitoAngelo Forgione – “Il Mattino” di oggi, 22 Gennaio ’13, torna sullo sfascio del colonnato di Piazza del Plebiscito. Ennesimo grido di dolore, sollecitato per la verità dall’amico Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi Ecologisti, col quale ci ritroveremo sul posto Sabato 26 alle ore 11 per affrontare la vicenda della libreria Treves in funzione di tutto il recupero dello slargo. In quell’occasione si terrà un’assemblea-dibattito con vari protagonisti del mondo culturale e della società civile in difesa della storica libreria, con l’obiettivo di richiamare con forza l’attenzione delle istituzioni sulle gravi difficoltà in cui versano la maggior parte delle realtà culturali napoletane. È auspicabile che partecipino tutti i cittadini sensibili alle problematiche specifiche della piazza e dell’intera città in generale. Perchè il lamento non basta più!
Radio Marte, nello spazio delle “news regionali” di Peppe Varriale, inserito nel pragramma “La Radiazza” di Gianni Simioli, ha voluto ospitare il mio parere sulla triste vicenda. E nel frattempo, è previsto per domani un mio incontro con Maarten van Aalderen, corrispondente da Roma del principale quotidiano olandese “De Telegraaf”, che sarà a Napoli per raccogliere l’allarme lanciato da alcuni comitati civici, V.A.N.T.O. e Portosalvo in testa, e realizzare un reportage sulle gravi condizioni del centro storico.

La libreria “Treves” muore nel colonnato abbandonato

«Non deve esistere che tutta questa area sotto il porticato debba essere orinatoio o ci debbano stare saracinesche abbassate, o serrande o ferraglia. Napoli deve essere sempre unita di un percorso di vivibilità sempre aperta».
Queste furono le parole di Luigi De Magistris in campagna elettorale, pronunciate proprio sotto i portici di San Francesco di Paola, dove si trova la libreria Treves di Rino De Martino. Il porticato, così come un po’ tutta la piazza, non è di competenza del Comune e quelle promesse, evidentemente, non potevano essere mantenute. E già questo è scandaloso in un paese che dovrebbe tutelare uno spazio che è simbolo di un’architettura Neoclassica che, partendo dai fermenti degli scavi di Ercolano e Pompei, ha cambiato i gusti d’Europa nel Settecento; mentre invece le complesse pastoie burocratiche continuano ad essere un alibi per gli affanni degli enti preposti alla salvaguardia del patrimonio monumentale, napoletano e italiano.
Quando nel 2006 Rino De Martino entrò nei locali del porticato, sfrattato da Via Toledo, ebbe rassicurazioni sulla rivalutazione del luogo. Ma mai nulla è stato fatto e oggi il colonnato è sempre più orinatoio e scrittorio (su muri e marmi), condito da infiltrazioni d’acqua “tamponate” con reti di protezione per evitare che i calcinacci colpiscano i pochi passanti e “arricchito” dai preziosi monumenti equestri del Canova nel completo oblio. La vicenda è ingarbugliata. La società privata “Romeo Gestioni” ha segnalato alla Giunta De Magistris che la libreria non ha provveduto a sottoscrivere il contratto di locazione e non ha ottemperato al pagamento dei canoni, una somma che ammonterebbe a 162.500 euro. De Martino non ha stipulato il contratto, e il Comune neanche perché inadempiente rispetto alla rivitalizzazione dei locali che detiene in fitto. Ma una cosa è certa: 2500 euro di fitto per un luogo che ha solo storia umiliata e nessuna attenzione, sembrano davvero ingiustificati.
Nel servizio di “Napoli Urban Blog” curato da Antonella Cozzi e Carlo Maria Alfarano, lo stesso De Martino esprime il suo pensiero sulla vicenda che sta a cuore anche a noi. Sia per le nostre insistenti e incessanti denunce sulle condizioni di degrado monumentale dell’intera piazza che per l’importanza dell’attività della “Treves” che, grazie a De Martino, è anche aperta a gratis per chiunque ha bisogno di un luogo di dibattito, rendendosi unico cuore pulsante in un luogo in stato comatoso.

firma la petizione online per salvare la “Treves”

Plebiscito, Cassa Armonica e Guglia dell’Immacolata. Restauri in vista?

Angelo Forgione – L’iniziativa di massa supportata da Radio Marte volta alla sensibilizzazione verso le condizioni di Piazza del Plebiscito inizia a dare incoraggianti segnali. La Sovrintendenza di Palazzo Reale, nella quale da poco si è insediato Giorgio Cozzolino, sta rispondendo a tutti con il seguente messaggio:
“il Provveditorato alle OO.PP per la Campania compulsato da Questa Soprintendenza ha finanziato i lavori di restauro e di consolidamento del Complesso Monumentale di San Francesco di Paola. I lavori inizieranno tra breve dopo aver espletato le formalità amministrative. Il progetto è stato approvato da Questa Soprintendenza che eserciterà l’alta sorveglianza di competenza”.
Buona notizia certamente, in attesa di poter conoscere i dettagli dell’operazione e capire che valorizzazione sarà data ai monumenti equestri del Canova e che ne sarà del Palazzo Salerno che cade a pezzi, mentre anche per il Palazzo Reale sono già stati annunciati corposi interventi di restauro grazie allo stanziamento del CIPE. Resta ovviamente il problema dell’illuminazione e quello della conservazione del colonnato una volta ripristinato che, senza opportune misure di sicurezza, sarebbe comunque oggetto di aggressione umana.
Buone notizie anche sul fronte della Cassa Armonica in Villa Comunale, privata della pensilina policroma in vista delle “world-series” della Coppa America di vela (i cui pezzi sono riversi in un cantiere all’aperto nelle immediate prossimità). Lo staff del sindaco De Magistris ci informa che, stante la mancanza di fondi comunali e le lungaggini relative alla soluzione di eventuali contenziosi con l’azienda che non ha completato gli interventi pattuiti, si è deciso di risolvere la questione utilizzando il contratto di sponsorizzazione, nuovo strumento di cui si è dotato il Comune di Napoli. Già alcune aziende avrebbero manifestato la volontà di eseguire i lavori apponendo pubblicità sui ponteggi; a giorni dovrebbe arrivare in Giunta una delibera ad hoc per la sponsorizzazione della Cassa Armonica, che avverrebbe con manifestazione pubblica.
Tutto questo sperando che i lavori di restauro della pericolante Guglia dell’Immacolata di Piazza del Gesù, previsti in partenza dal prossimo Dicembre e per due anni di durata come si evince dal “Programma Triennale dei Lavori Pubblici” del Comune di Napoli approvato lo scorso Giugno. Il dubbio c’è perchè, sul documento online, cinque righi dopo l’intervento approvato per la guglia è segnalato quello per il restauro della Cassa Armonica previsto per Settembre ’13, ossia tra un anno.
È evidente che la certezza dei tempi e degli interventi è un optional, così come la volatilità di alcune promesse del passato non rispettate. Vigiliamo!

Crollo al colonnato del Plebiscito, ancora infiltrazioni d’acqua. È questa la nuova Napoli?

Un anno fa avevamo lanciato l’allarme: infiltrazioni d’acqua nel colonnato di Piazza del Plebiscito e pericolo incombente. Non ci voleva molto per prevedere danni perchè, si sa, l’acqua non risparmia di certo l’architettura monumentale. Allarme lanciato nel vuoto, ancora una volta in quattro anni di richieste di attenzioni per l’intera piazza formulate nel deserto. Con noi, per la TGR, anche Rino De Martino della libreria Treves, ma gli enti competenti per il sito non hanno fatto nulla in questi ultimi dodici mesi, così come il Comune che non stimola alcun dibattito sulle condizioni della piazza.
Nessuno ha posto rimedio ad un’emergenza che travolge un monumento massimo dell’architettura neoclassica e i danni si sono acuiti con le piogge di Venerdì scorso che hanno lasciato segni dolorosi (vedi foto). E così continua a crollare il patrimonio architettonico e culturale di Napoli per colpa dell’incuria e del disinteresse di persone senz’anima e sensibilità.
Grida d’allarme inascoltate, conseguenze preannunciate e colonnato transennato, si fa per dire, con nastro di plastica e protezione civile che starebbe per far rimuovere quei pochi tavolini al servizio dei pochi turisti e cittadini che hanno il coraggio di avventurarsi sul posto. E stiamo parlando di un luogo storico, di un monumento di rilevanza internazionale, non certo di una piazzetta qualunque. Ma stavolta diciamo “per fortuna”, perchè non sarebbe bello ritrovarsi sotto una pioggia di intonaco. I detriti sono tutti li.
La piazza è ormai abbandonata al suo destino e il nuovo spot del rinascimento napoletano, che in realtà non c’è, si chiama “lungomare liberato” dove peraltro la Cassa Armonica di Errico Alvino resta smontata. Del foro che trasuda storia, oltre che acqua piovana, nessuno se ne cura ed è da troppo tempo uno scenario triste oltre che spettrale. I monumenti equestri del Canova (e dell’allievo Calì), mica uno scultore qualunque, restano prive di qualsiasi tabella informativa ed è più facile leggere i nomi di chi vi scrive sopra con le bombolette spray piuttosto che quelli dei personaggi raffigurati. Anche la proposta di valorizzarle è caduta nel vuoto, e potremmo elencarne altre.
Al momento delle foto, nonostante il bel tempo della giornata di Domenica, la volta del colonnato continuava a gocciolare e le evidenti tracce di umidità non promettono nulla di buono. Grazie, grazie e ancora grazie a tutti coloro che stanno cancellando la nostra identità nel silenzio compiacente di gran parte dei cittadini incapaci di indignarsi.

Si prega di inviare una email di protesta ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
lucia.dimaro@interno.itfondoedificiculto@interno.it 

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Monumenti equestri del Canova da rivalutare

Monumenti equestri del Canova da rivalutare

intervista per TeleCapriNews

La proposta/richiesta di restauro e rivalutazione dei monumenti equestri del Canova in Piazza del Plebiscito inoltrata al Comune di Napoli e alla I Municipalità descritta ai microfoni di TeleCapriNews con sintetica spiegazione delle vicende storiche che hanno interessato le sculture e documentazione fotografica del periodo bellico.
(nelle informazioni del video della relativa pagina youtube sono allegati i link alle diverse denunce su tutto il degrado circostante che interessa purtroppo l’intera piazza) 

Plebiscito: rischieste al Comune di Napoli contro il degrado

Plebiscito: richieste al Comune contro il degrado

la I° Municipalità e V.A.N.T.O. per la tutela dello slargo reale

A seguito dell’incontro avuto con l’Assessore alle politiche sociali della Municipalità I Antonella Esposito tenutosi il 12 Marzo scorso circa le condizioni di degrado di Piazza del Plebiscito, ecco quanto formulato in richiesta al Comune di Napoli.
Nei prossimi giorni torneremo ad incontrare l’Assessore Esposito nell’ottica dell’organizzazione di un evento di sensibilizzazione al recupero monumentale e culturale da tenersi nella stessa piazza.

Degrado Plebiscito: VANTO, Treves e Comune al TGR

Degrado Plebiscito: VANTO, Treves e Comune al TGR

Angelo Forgione – Continua l’infinita battaglia per dare soluzioni minime ai problemi di decoro del luogo simbolo della città.
Ai microfoni del TG3 regionale, con Rino De Martino della libreria Treves, solleviamo vecchie questioni alla nuova amministrazione dopo averle già poste per anni alla vecchia. Tenta di  rispondere il vicesindaco Tommaso Sodano.

Napoli città di m…? Forse perchè qualcuno ci defeca.

Napoli città di m…? Forse perchè qualcuno ci defeca.

Furti a Cavani, Hamsik e Lavezzi. I tre tenori colpiti trasversalmente, e gli ultimi colpi giungono puntuali nei giorni delle partite contro Manchester City e Atalanta. E così, la città è andata di nuovo sotto la lente d’ingrandimento nella domenica calcistica. Promosse la “Domenica Sportiva” (RAI) e “Che Domenica” (Sportitalia), bocciato “Controcampo Linea notte” Mediaset.
In RAI, Paola Ferrari mostrava chiaramente il frutto dello scambio privato di pensiero col sottoscritto, pronunciando quanto cercato di farle capire con documentazione di casistica, e cioè che “accade ovunque”, mentre tutto il parterre si dimostrava obiettivo, con Fulvio Collovati che chiosava con un «Napoli è una città meravigliosa».
A Sportitalia ci pensava Emiliano Mondonico a evidenziare che quando allenava a Napoli la moglie non ha mai avuto alcun problema e ha invece potuto apprezzare la disponibilità dei napoletani che le facevano credito nei bar dei quartieri spagnoli quando si accorgeva di non avere soldi con se.
Noti dolenti invece a “Controcampo”, orfano di Abatantuono ricordato da una sagoma alle spalle di Cruciani che non perdeva occasione per fare la domanda del secolo all’ospite Schelotto: «Avresti paura di andare a giocare a Napoli?». La risposta: «Quello che succede al di fuori non conta, in tutte le parti del mondo succedono queste cose, non è una bella cosa ma capita».
È vero, capita anche altrove, come è vero che la ristrettezza cronologica dei tre fatti ai tre giocatori più rappresentativi può far pensare ad un disegno prestabilito. La vendita dei biglietti online e il contrasto del bagarinaggio possono significare qualcosa, ma non spetta a noi dirlo. Le rapine, a Napoli come altrove, sono ormai all’ordine del giorno a prescindere che si tratti di personaggi noti e loro familiari o di semplici cittadini. E questo da l’esatta dimensione di un paese in cui alle forze dell’ordine sono stati tagliati drasticamente i fondi con conseguente consegna del territorio alla micro/macro criminalità. E sparare su Napoli, come sempre, è esercizio antico quanto comodo che non è utile alla discussione del reale problema.
Resta la frase violenta della fidanzata di Lavezzi Yanina Screpante che è da prendere come uno sfogo di una persona shoccata, perchè di questo si tratta. L’unico errore è stato quello di esternarlo su Twitter, regalandolo agli strumentalisti dell’informazione, ovvero coloro che non riportano una notizia ma la danno in pasto all’opinione pubblica ricamandoci sopra e tirando fuori pedissequamente da Wikipedia il dato statistico dell’Istituto Meridionale delle Scienze Forensi che parlò di 88 omicidi nella provincia di Napoli del 2005, periodo in cui la faida tra il clan camorristico dei Di Lauro e gli “scissionisti” di Secondigliano provocò 50 morti in pochi mesi. Sono passati sei anni e quella faida si è placata, le statistiche si sono evidentemente modificate e l’ultimo dato dell’Associazione Nazionale Forze di Polizia riporta Milano e Roma come maglie nere dei reati, seguite da Torino e solo dopo Napoli. Dati del 2010, e quelli del 2011 inchioderanno Roma al triste primato, con più di 30 morti per le strade della capitale, cosa evidenziata anche dallo stesso De Laurentiis. Ho già scritto più volte che, dall’ultimo rapporto sulla criminalità del Ministero degli InterniNapoli è dietro Catania in quanto a numero di scippi in rapporto al numero di abitanti, ma se parliamo di borseggi è ben dietro Venezia, Roma, Firenze, Torino, Genova, Milano e la capofila del borseggio Bologna. Classifiche confermate anche da “Il Sole 24 Ore” che confermano il dato degli scippi e modificano quello dei borseggi a favore di Napoli e a sfavore di Milano che si prenderebbe lo scettro scalzando Bologna e Genova. Con ciò non bisogna nascondere i problemi di Napoli ma dargli certamente la giusta dimensione, e chi fa un discorso diverso è in malafede.
Premesso che è dunque comprensibile, lo sfogo di Lady Lavezzi pecca solo di stile è arriva da una persona che è comunque ospite in una città ospitale dove il suo compagno riceve soldi e fama. La vera vergogna sono i commenti di alcuni cittadini alla sua reazione impulsiva, gente non shoccata in quel momento che sosteneva la frase della malcapitata. È questo ciò che i napoletani devono temere più di furti e rapine.
Chiudo con la dichiarazione del filosofo Domenico De Masi, che non si capisce perchè quando si parla di Napoli spunti fuori lui che è nato in provincia di Campobasso, si è laureato a Perugia e vive a Roma. Non perchè ha fatto il liceo a Caserta e ha avuto un ruolo di assistente di sociologia all’Università di Napoli deve essere per forza considerato un pensiero napoletano. De Masi ha chiuso il suo intervento a Repubblica.it dicendo che i napoletani che vogliono un cambiamento vanno via. Ebbene, De Masi non rappresenta lo spirito di Napoli che non rappresenta rassegnazione; e la rassegnazione non rappresenta l’uomo.
Ricordo che il pericoloso “fujitevenne” di Eduardo fu smentito da Eduardo stesso con il suo “ha dda passà ‘a nuttata”. Delle due l’una… mettiamoci d’accordo.

video / Piazza del Plebiscito, il salotto che “fa acqua”

video / Piazza del Plebiscito, il salotto che “fa acqua”
infiltrazioni d’acqua nel colonnato, ma non è tutto

Angelo Forgione – Piove nel colonnato di San Francesco di Paola. Infiltrazioni d’acqua a macchia di leopardo, già denunciate all’epoca dell’amministrazione Iervolino, diventano sempre più ampie e perniciose. Nei giorni piovosi come quelli scorsi, scorre acqua lungo alcune colonne.
Inutile aggiungere che le scritte su marmi, mura e basamenti dei monumenti equestri continuano a mostrare il peggior volto di Napoli, quello dell’incultura e dell’offesa della storia. L’esempio più alto del Neoclassicismo, nato a Napoli con Luigi Vanvitelli sotto l’impulso degli scavi di Pompei e diffusosi in tutta Europa, è umiliata da una mancanza di tutela assoluta, tra ordinanze che inchioderebbero a pesantissime multe chi imbratta i monumenti se solo fossero fatte osservare, riflettori da stadio a vista montati sulle parti superiori, e intonaci che cadono per l’umidità se non per le infiltrazioni denunciate. Tutto questo mentre Palazzo Salerno continua e mostrarsi decadente. Per quanto riguarda il Palazzo Reale, prima o poi dovranno pur partire dei lavori visto che il Governo ha stanziato 2,5 milioni la scorsa estate.
Un serie di competenze tra Curia, Ministeri vari, Sovrintendenze, Comune e Regione che nella Piazza si sommano senza che vi sia una tutela accettabile. Il palazzo più decoroso è Palazzo “della Foresteria” dove ha sede la Prefettura. Vuol dire che il Ministero degli Interni beneficia e offre di maggiori attenzioni.

“La Domenica Sportiva Estate” porge le scuse

“La Domenica Sportiva Estate” porge le scuse 
 ammissione di colpa dopo il “taglio” del Napoli

A seguito della cancellazione del Napoli dalla scaletta della puntata del 7 Agosto, giungono le scuse da parte di Paola Arcaro, curatrice dell’edizione estiva milanese de “La Domenica Sportiva”.

Paola Arcaro:
Lei ha ragione, avevamo in previsione di dare il risultato dell’amichevole della sera, i ritardi accumulati sui tempi della diretta ci hanno fatto correre troppo “dimenticando” la notizia. È stato comunque un errore. Spero possiate accettare le nostre scuse.

Angelo Forgione:
Le scuse, per situazioni così “lievi”, si accettano sempre. Purchè non si abbiano a ripetersi e si garantisca ai Napoletani lo stesso rispetto assicurato ad altri bacini d’utenza, che è invece mancato nell’occasione denunciata.
Saluti.