Il pregiudizio viaggia ad alta velocità. Ma il capotreno lo fa scendere.

frecciarossaQualche fastidio suscita una lettera scritta da un passeggero del “Frecciarossa” e pubblicata sul numero di Dicembre della rivista mensile “La Freccia” a distribuzione gratuita sui treni. È una storia a lieto fine dello smarrimento di un Ipad sulla tratta Bologna-Napoli. Un piccolo passaggio fa cattiva pubblicità ai napoletani che invece sono i protagonisti in positivo della vicenda senza che venga rimarcato.
Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini prende l’Eurostar 9337 a Bologna e scende a Roma dimenticando a bordo il suo tablet. Si convince di averlo ormai perso per sempre “tanto più che il treno proseguiva per Napoli”. E allora il pregiudizio riduce a zero la speranza, ma siccome c’è un Dio anche per i più prevenuti ecco che arriva una telefonata allo smemorato. È il capotreno Renato Scoppetta, napoletano, che ha ritrovato il suo oggetto prezioso. E, con molta educazione, si scusa anche moltissimo per aver violato la sua privacy accedendo a Facebook per capire di chi fosse il dispositivo e attivare una trafila di rintracciamento del proprietario.
Moroello si meraviglia e ringrazia sentitamente Renato che dice di aver fatto solo il suo lavoro. E sente il dovere di scrivere all’azienda per amplificare l’apprezzamento e smontare gli stereotipi di “tutti coloro che sono sempre pronti a denigrare le nostre aziende pubbliche e le persone che ci lavorano”. Peccato che proprio Moroello, certamente persona onesta e apprezzabile, sia però vittima del pregiudizio che limita la mente palesando di far parte di tutti coloro che sono sempre pronti a denigrare Napoli e i napoletani. La disonestà e l’onestà si fondono in tutti i posti del mondo e tanti oggetti prendono da Napoli anche la via furtiva del nord, libri preziosi compresi. Ma “è dall’esempio di persone come lui (Renato) che possiamo prendere fiducia e guardare avanti”, scrive Moroello che da un napoletano ha ricevuto il suo oggetto e un po’ di preziosa speranza che prima non aveva. “Ci sono piccoli gesti che fanno la differenza”, risponde l’azienda cui giunge qualche protesta dai più sensibili passeggeri-lettori napoletani, come il nostro amico Andrea V. che ha scritto una condivisibile lettera all’area reclami chiedendoci di pubblicarla.

Nel mensile “La Freccia”, n.11 di Dicembre 2012, a pag.13, ho riscontrato un comportamento eticamente scorretto da parte Vostra. Date spazio ad un passeggero che si congratula con il vostro staff, ma offende Napoli ed i napoletani e voi pubblicate tutto ciò senza “filtrare” il suo scritto. Il protagonista (presumibilmente romano) distrattamente dimentica il suo iPad sul treno e scrive della sua rassegnazione sul ritrovamento “tanto più che il treno proseguiva per Napoli”. Poi lo stesso, alla fine, parla della denigrazione verso le aziende pubbliche. Errore simile commettete Voi quando, in riposta allo sventurato, scrivete che “dai vostri piccoli gesti di attenzione si rafforza il legame con i clienti. Quanta ipocrisia da ambo le parti.
Sono deluso in quanto assiduo frequentatore del “Frecciarossa” Bo-Na. Chiedo pronte scuse ai napoetani nel prossimo numero, anche se il danno è fatto. A Dicembre molti in viaggio leggeranno quest’articolo. Fate in modo che non debba passare ad “Italo”.

Anche Roma pericolosa per i calciatori. Ma chi ne parla?

il laziale Zarate ultima vittima di una serie non troppo rumorosa

Mauro Zarate derubato nella sua villa all’Olgiata di Roma. La nazione non ha fatto grancassa, nessun TG nazionale, nessun notiziario sportivo che si sia agitato più di tanto; perchè Zarate non è Cavani e, soprattutto, perchè Roma non è Napoli. Anzi si, lo è. Questo è solo l’ultimo di una serie di incursioni nelle case dei calciatori della capitale. Meno di un mese fa è toccato a Lamela e l’anno scorso ad Heinze e Juan. Ancora prima a Menez (due volte) e Panucci, e poi a Delvecchio (due volte), Emerson e Konsel, fino a risalire a Nela e Conti. E non è che la lista dei furti ai calciatori di Milano e Torino sia più breve. Fate un po’ voi.

«Napoli fuori, era l’unico modo per stare in Europa»

«Napoli fuori, era l’unico modo per stare in Europa»

il leghista Buonanno infila un’altra “perla”

Il cattivo gusto dei leghisti non ha confini. In aula alla Camera dei Deputati Gianluca Buonanno ha sputato veleno su Napoli strumentalizzando l’eliminazione della sua squadra di calcio dalla Champions League in occasione della discussione del decreto rifiuti.
«Allora, capisco che oggi i napoletani siano tristi perché ieri sono usciti dalla Champions league  ha detto Buonanno – e quindi sono anche un po’ più arrabbiati per quanto riguarda il tema della raccolta dei rifiuti visto che non hanno più modo di divertirsi dato che non sono capaci di stare in Europa neanche nel calcio. Era l’unico modo che avevavano per stare in Europa, ora neanche quello…».
Chi è il parlamentare Gianluca Buonanno? Colui che, di nonno pugliese,  porta il “Grana Padano” come prova inconfutabile d’esistenza della Padania indipendenteBuonanno è sicuramente attento ai “veri” problemi del paese e convinto assertore della superiorità virile dei settentrionali rispetto ai meridionali: «l’uomo che risiede al nord è più concreto, ama meno le chiacchiere e girare attorno alle cose. Insomma, va prima al sodo, per questo seduce di più. Noi del nord ce l’abbiamo più duro, come dice da sempre Bossi», disse alla trasmissione radiofonica di Klaus Davi. Forse è per ottenere il risultato che ha concesso nel 2003 uno sconto del 50% sul prezzo del Viagra ai cittadini di Varallo e gratuito ai prostatici ancora vogliosi.
Su Buonanno, che è juventino e l’Europa quest’anno l’ha vista solo alla tv, se ne potrebbero dire tantissime, continuando con le sagome di vigili cartonati per le strade, ma meglio fermarsi ai complimenti per essere meritevolmente tra i più presenti in aula: solo l’1,80% di tasso di assenza. Peccato però che nella classifica degli indici di produttività parlamentare è solo 483mo su 630 deputati. Va da sé che lui al parlamento ci vada eccome, ma a sprecare fiato. E si vede.

per proteste al Presidente della Camera, clicca qui

Degrado Plebiscito: VANTO, Treves e Comune al TGR

Degrado Plebiscito: VANTO, Treves e Comune al TGR

Angelo Forgione – Continua l’infinita battaglia per dare soluzioni minime ai problemi di decoro del luogo simbolo della città.
Ai microfoni del TG3 regionale, con Rino De Martino della libreria Treves, solleviamo vecchie questioni alla nuova amministrazione dopo averle già poste per anni alla vecchia. Tenta di  rispondere il vicesindaco Tommaso Sodano.

La risposta di Oscar Giannino

Sulla falsa riga delle invocazioni al Vesuvio, la disarmante risposta di Oscar Giannino all’invito alle scuse

ascolta le dichiarazioni di Giannino sul Vesuvio 

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Oscar Giannino, che lascia senza parole.

«vergognatevi voi, non avete ascolktato e ragliate alo specchio cadendo nella trappola di chi fa sempre credere agli italiani che ci si debvba dar ddosso insultandosi»
(Oscar Fulvio Giannino)

La trascrizione è testuale in copia e incolla, e lascia ancor più interdetti alla luce degli errori di digitazione del personaggio che raglia accusando di ragliare. Non intendiamo proseguire oltre la discussione perchè è sconcertante come il personaggio rinneghi ciò che ha chiaramente dichiarato, prima timoroso e poi convinto di quella che ha chiaramente presentato come l’unica SOLUZIONE ai problemi di Napoli, con l’imbarazzo del suo interlocutore che subito gli diceva «adesso ci saranno sicuramente polemiche».
«Io penso che per rifondare lo spirito e la legalità di quella città – ha detto Giannino – ci vuole questo». È evidente che per alcuni personaggi sia normale pensare, scrivere e dichiarare simili cose su Napoli e il Sud, finendo poi con lo sbigottimento di fronte alle reazioni. «Ma come, si ribellano pure questi Napoletani? Si vergognino!»… ci dicono, invece di porci le scuse.
No! I Napoletani perbene non si vergognino affatto ma anzi riflettano per una autentica presa di coscienza. Qui non si tratta di fare le vittime legittimando i nostri problemi e nascondendoli sotto il tappeto, ci mancherebbe. Qui si tratta di smetterla di subire la prevaricazione di certi nostri “concittadini” così come di taluni “fratelli” d’Italia che invece di costruire, pur avendone l’obbligo non solo morale, distruggono.

La nostra contro-risposta:
Dopo una simile risposta, credo che Lei sia senza speranza.
La abbandono cordialmente.
Angelo Forgione

La nostra lettera di protesta iniziale era la seguente:

Caro Giannino,
si vergogni per il messaggio da intellettuale leghista che ha saputo lanciare alla nazione, seppur smentendosi nel momento in cui lo pronunciava.
Questa è l’Italia in cui politici e giornalisti (categoria quest’ultima di cui anche il sottoscritto fa parte) non propongono soluzioni ma colpevolizzano e offendono un’intera comunità Napoletana che soffre e subisce da 150 anni.
Sappia che se l’illegalità è diffusa nel sud, come lo è, è perchè lo Stato lascia campo libero alla malavita e se ne serve. E questo è un andazzo iniziato guarda caso con il nostro caro amico Garibaldi. La conoscerà la storia dell’ordine pubblico a Napoli garantito da Giuseppe “camiciarossa”, no? O lei è uno di quelli che ancora raccontano le favolette dei padri della patria?
Abbia la decenza di chiedere scusa ad un popolo che soffre e che è costretto a sentire anche le Sue e non solo Sue idiozie. Almeno si dimostri umile.

Lettera a Edy Reja

Lettera a Edy Reja: «Grazie, galantuomo!»
Le accuse indecenti su IL TEMPO di Roma

Ciao Edy,

la tua lettera ai napoletani consegnata a “IL MATTINO” mi ha scaldato il cuore e quello di tantissimi. Hai ancora una volta dimostrato di essere un galantuomo, un uomo d’altri tempi per questo calcio sempre più arido di vincoli e legami che vadano oltre i contratti in essere e le appartenenze professionali. Napoli ti è riconoscente e lo sarà sempre per averci accompagnato con la tua saggezza al calcio che conta. Hai saputo mettere da parte i veleni della partita, peraltro accesa e spettacolare ma mai scorretta, e rendere ancor più bello il tuo ritorno tra noi.

Purtroppo, caro Edy, ho letto le parole al fiele di Luigi Salomone date alle stampe su “IL TEMPO” di Roma e mi hanno disgustato. Leggere da un addetto ai lavori, non da parte di un tifoso qualsiasi della curva nord dell’Olimpico, che hai sbagliato a scriverci perchè noi siamo i più acerrimi nemici dei laziali dopo i romanisti e che non dovresti sbandierare ai quattro venti il tuo affetto per Napoli, è qualcosa che rattrista fortemente e rende l’esatta dimensione della degenerazione della passione calcistica in Italia. Non è questo il calcio che può piacerci!

“Non c’è un solo tifoso laziale che si auguri di vedere lo scudetto sulle maglie di Lavezzi e Cavani. Meglio Milan o Inter”. Un frase di avvertimento a te rivolta, scritta su un quotidiano importante da un uomo che finisce per fomentare gli animi e incitare chiaramente alla violenza, annullando gli insegnamenti che il tuo gesto ha offerto, si commenta da se.
Le persone di una certa cultura sportiva, come quella che dimostri tu da anni nel mondo del calcio, non diffonderebbero mai concetti così tristi, carichi di livore e di invidia, e per di più pericolosi.

L’attacco nei tuoi confronti è frontale da parte del tuo stesso ambiente. Non ti perdonano i derby persi e ora ci aggiungono la sconfitta con gli odiati napoletani da te amati, facendo riferimento a torti arbitrali ma dimenticando il goal di Zarate dell’andata viziato fortemente da fallo di mano. Ma qui l’errore arbitrale non conta nulla, chi ti attornia è ormai chiaro che ti stia attaccando personalmente e non certo per mancanza di risultati sportivi, peraltro sotto gli occhi di tutti.

Tu saprai benissimo cosa fare a fine stagione perchè hai ben chiare le condizioni di lavoro in cui ti stanno mettendo, ma questo disagio che da lontano percepiamo ci dispiace fortemente.

Comunque vada il campionato, il nostro risultato sarà anche merito tuo. Hai fatto bene a rivendicare ciò, ma stai tranquillo, noi non dimentichiamo. E se tu riuscirai a portare la Lazio in Champions League saremo contenti per te, a prescindere dal fatto che la squadra che avrai guidato si chiama Lazio, quella di chi ci augura di perdere lo scudetto.

Un abbraccio a te, galantuomo!

Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O.

l’appunto “anti-Napoli” di Luigi Salomone a Reja su IL TEMPO di Roma
http://www.iltempo.it/2011/04/10/1249606-caro_stavolta_sbagliato.shtml?refresh_ce

il “cartoon” della vera storia

il “cartoon” della vera storia
in 2 minuti, come andarono davvero le cose nel 1861

Un simpatico cartone animato di Davide Ippolito e Claudio Boschi che spiega in soli due minuti gli scempi compiuti dai Savoia per unire l’Italia, anzi allargare il Piemonte. I veri volti di Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio, Camillo Benso di Cavour e Vittorio Emanuele II che defraudarono il sud Italia con brigantaggio ed eccidi riducendo il glorioso regno delle due sicilie in quello che oggi è il sud e costringendo i meridionali ad emigrare.