A NAPOLI, CONTROCELEBRAZIONI DEI 150 ANNI D’UNITA’ D’ITALIA

Controcelebrazioni dei 150 anni d’unità d’Italia
le “tre giornate di Napoli” per urlare no a 150 anni di bugie
e per dire basta alla colonizzazione del Sud

LA VERITA’ CONTRO LA RETORICA!

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Napoli non resta a guardare i retorici festeggiamenti degli avvenimenti storici che ne hanno decretato la morte.
Nella ex-capitale del Regno delle Due Sicilie, tutti i meridionalisti sono invitati a partecipare a tre importanti eventi di controcelebrazione.

Il 15 l’appuntamento é accademico e culturale: nella prestigiosa location del Maschio Angioino sarà presentato il libro-verità “Malaunità” scritto a più mani dai maggiori scrittori e archivisti del meridionalismo contemporaneo.
Presenti tutti gli autori e prestigiosi ospiti, a cominciare da Pino Aprile, Lorenzo Del Boca, Gigi Di Fiore, Lino Patruno e Eddy Napoli che presenterà i suoi due brani allegati al libro dedicati alla fine del Regno meridionale.

Il 16 sarà il giorno della memoria nei simbolici luoghi della Chiesa di San Ferdinando e di Largo di Palazzo. In chiesa ci sarà il ricordo di alcuni nomi di uomini periti per l’antica patria.
A seguire, grande raduno a cui nessun vero meridionalista può mancare; tutti con le bandiere delle Due Sicilie a lutto e ceri accesi in direzione di Largo di Palazzo dove, ai piedi della statua di Carlo di Borbone, sarà deposta una corona di fiori in onore di tutti i martiri che hanno perso la vita per il Sud.

Il 17, giorno della festa nazionale indetta per celebrare la prima seduta del parlamento di Torino del 1861, ci ritroveremo invece in Piazza dei Martiri, dove i 4 leoni (rappresentanti i caduti partenopei della della repubblica napoletana del 1799, dei moti carbonari del 1820, dei moti liberali del 1848 e di quelli garibaldini del 1860) sono “colpevolmente” orfani di un quinto leone, quello simboleggiante i soldati Napoletani morti in battaglia per difendere la patria duosiciliana.
Li i rappresentanti delle varie associazioni grideranno delle parole emblematiche della colonizzazione del Sud alle quali tutti i presenti risponderanno al grido di “malaunità”.

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Martedi 15 Marzo
Maschio Angioino – Sala della Loggia

ore 17:00 – PRESENTAZIONE DEL LIBRO-VERITA’ SUI 150 ANNI
MALAUNITA’ – 1861-2011 Centocinquant’anni portati male

SpazioCreativo edizioni

presenti tutti gli autori:
Pino Aprile, Lorenzo Del Boca, Gigi Di Fiore, Ruggero Guarini, Lino Patruno, Eddy Napoli (brani allegati al libro)
(prefazione di Jean Noël Schifano)
Felice Abbondante, Antonio Boccia, Pompeo De Chiara, Gennaro De Crescenzo, Angelo Forgione, Vincenzo Gulì, Salvatore Lanza, Giuseppe Picciano, Alessandro Romano, Lorenzo Terzi.

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Mercoledì 16 Marzo
Piazza e Chiesa di San Ferdinando, Largo di Palazzo

VEGLIA DELLA VERITA’ STORICA
ore 18:00 – APPELLO AI CADUTI E PREGHIERA IN SUFFRAGIO
Chiesa di San Ferdinando, Lettura simbolica dei nomi dei soldati, dei briganti e degli emigranti
ore 20:00 – CORTEO DELLA MEMORIA
Raduno meridionalista nell’area antistante il Palazzo Reale in Piazza San Ferdinando. Segue corteo con bandiera storica e cero acceso, deposizione corona di fiori in onore dei martiri del Sud in Largo di Palazzo

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Giovedì 17
Marzo
Piazza dei Martiri

FLASH MOB – IL SUD URLA IL SUO MARTIRIO

ore 10:30 RADUNO / ore 12:00 FLASH MOB
I meridionalisti insieme al grido di “Malaunità”

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coordinamento:
MOVIMENTO NEOBORBONICO
MOVIMENTO V.A.N.T.O.
INSIEME PER LA RINASCITA
RDS

evento su Facebook

La bandiera delle Due Sicilie al “San Paolo” a Radio Incontro Roma

La bandiera delle Due Sicilie allo stadio “San Paolo”
Angelo Forgione a Radio Incontro Roma

Dopo l’esibizione delle bandiere del Sud allo stadio “San Paolo” durante Napoli-Catania del 20 Febbraio 2011, a “Napoli nel Cuore” su Radio Incontro Roma, Angelo Forgione spiega la manifestazione per sensibilizzare alla conoscenza della verità storica sul Risorgimento da sempre nascosta dalla retorica unitaria, riproposta con maggior vigore dalle celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia che coinvolgono anche importanti palcoscenici nazionali e artisti di rilievo abili e “arruolabili” con la loro maestria per diffondere falsità storiche.

leggi la cronaca dell’evento

«Tosel, i Napoletani non hanno l’anello al naso»

«Tosel, i Napoletani non hanno l’anello al naso»
Il giudice sportivo strumentalizza i fischi all’inno nazionale
e li equipara agli scontri sanguinosi di Roma

Quella del magistrato friulano Gianpaolo Tosel, giudice sportivo per conto della Federcalcio tutta, è una continua sfida alla pazienza e all’intelligenza dei Napoletani. Noi non abbiamo più alcun dubbio, e da tempo, sul fatto che i suoi metodi di applicazione delle regole abbiano poco a che vedere con una vera giustizia. Tosel può essere a tutti gli effetti considerato l’inventore della “ingiustizia sportiva”.

L’articolo 3 della Costituzione italiana, già disattesa in molti altri punti, recita così: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Ebbene, un magistrato dello Stato disattende la Costituzione in ambito sportivo sin dal giorno in cui si è insediato al posto del defunto predecessore Maurizio Laudi che non aveva mai sollevato simili polveroni.

È inutile ricordare tutto quello che è avvenuto in passato, è nella memoria di tutti. Veniamo alle ultime sanzioni-provocazioni di Tosel relative alle partite di Coppa Italia: ammenda di  20.000 euro alla SSC Napoli per avere suoi sostenitori turbato con numerosi fischi l’iniziale minuto di raccoglimento; per avere inoltre, al 10° del secondo tempo, indirizzato
un fascio di luce laser verso un calciatore avversario; per avere infine, nel corso della gara,
acceso innumerevoli fumogeni nel proprio settore.

Fischi durante il raccoglimento? Leggiamo il comunicato e saltiamo sulla sedia!!! Inutile discutere sul laser e sui fumogeni contro i quali è prevista per regolamento la giusta sanzione. Ma i fischi durante il minuto di raccoglimento sono un’invenzione diffamatoria di Tosel. Basti vedere le immagini e constatare che durante il minuto di raccoglimento gli spettatori presenti rispettavano in silenzio la memoria del militare defunto in Afghanistan, più sentitamente di come accade in altri stadi dove subito partono applausi, che a Napoli sono piovuti dagli spalti solo quando l’arbitro ha decretato con un fischio il termine del minuto di silenzio.

I fischi che Tosel ha strumentalizzato, perché di strumentalizzazione si tratta, sono quelli che alcuni hanno prodotto durante l’inno nazionale italiano in segno di protesta per gli avvenimenti che sconvolgono la vita della città e contro le retoriche celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia; e francamente non ci sentiamo di stigmatizzare tale dissenso.
 Non ci risulta che vi sia una regola sportiva che vieti i fischi all’inno nazionale; si tratta di una manifestazione democratica che può essere condivisa o stigmatizzata, ma non certo sanzionata come se scorresse il “ventennio fascista”.

Noi stessi, come movimento di cittadinanza attiva con coscienza di ciò che divulghiamo dal punto di vista identitario, lontani da logiche secessionistiche che riguardano movimenti politici del nord, e senza volontà di fomentare errate reazioni, invitiamo tutti i Napoletani a riflettere su tante situazioni che spesso ci vedono colpevoli in casa nostra e a volte vittime di attacchi esterni. Scevri da ogni sorta di vittimismo, rivendichiamo il diritto di protestare, per di più pagando un biglietto che peraltro è valido per il godimento di uno spettacolo calcistico che però la FIGC ha infarcito di propaganda politica funzionale alle celebrazioni retoriche dell’unità di un paese spaccato socialmente ed economicamente. Vorremmo festeggiare anche noi, sventolare il tricolore col sorriso, ma proprio non ci è possibile far finta di nulla e neanche ci fa sorridere il fatto che lo Stato strumentalizzi il calcio per propagandare una simile ridondanza senza contenuti con uno spot in cui dei bambini giocano a calcio e ricevono nelle mani da falsi eroi un pallone da basket (?), con una coppa intitolata all’unità che non c’è e con una patch celebrativa cucita sulle maniche delle squadre in competizione.

I Napoletani non hanno l’anello al naso e tutto questo l’hanno intuito, e hanno capito anche che Tosel, magistrato senza equilibrio dello Stato (e ci dispiace dirlo), quei fischi all’inno nazionale non li ha digeriti e li ha fatti pagare.

A Roma, il giorno dopo, è accaduto di tutto, prima, durante e dopo il derby di Coppa Italia. Scontri, accoltellamenti, feriti, petardi, sassaiole, assalto al pullman della Lazio con tanto di dirigente ferito. E li solo sanzioni pecuniarie, come al solito. Come dire che i fischi di Napoli equivalgono agli scontri sanguinosi di Roma. È questo ciò che si deduce raffrontando le sanzioni. Niente squalifica del campo, niente divieto di trasferta per le tifoserie, niente chiusura delle curve.

Per un vile e deplorevole accoltellamento ad un inglese alla vigilia di Napoli-Liverpool la stampa nazionale si divertì a titolare “Vergogna Napoli” dappertutto; fu una gogna mediatica giustissima che però è divenuta ingiusta alla luce del diverso trattamento riservato ai fatti di Roma, per restare sul pezzo, laddove tristezze del genere si ripetono ad ogni stracittadina.

Noi continuiamo a denunciare tutto questo, a porre la lente d’ingrandimento sui fatti e sui misfatti di Tosel, a richiamare invano l’attenzione del Presidente della FIGC Abete, consapevoli che queste cose, per volontà superiore, ce le cantiamo e ce le suoniamo tra di noi. Ma almeno avremo fatto la nostra parte, non facendoci prendere per stolti e offrendo lo spunto di riflessione a quei nostri concittadini che ancora non hanno capito come funzionano certi meccanismi nel nostro paese che del calcio “catalizzatore” ne fa strumento di convogliamento di messaggi sociali pericolosi.

Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O.
(Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio)
Responsabile per la città di Napoli del Parlamento delle Due Sicilie

UN DISCORSO NAPOLITANO – Analisi del discorso del Presidente della Repubblica

UN DISCORSO NAPOLITANO,
l’analisi del discorso del Presidente della Repubblica

Il tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ad aprire l’anno delle celebrazioni dei 150 anni d’unità d’Italia, non può non incentrarsi sui valori dello stato unitario. Ma il discorso è fortemente contraddittorio poichè da una parte pone l’accento sulla reale spaccatura sociale ed economica tra nord e sud di un paese comunque in grosse difficoltà, e dall’altra spinge per delle celebrazioni definite “non retoriche” ma che invece continuano a non restituire la verità sulle vicende che portarono all’unificazione ed appaiono prive di significato, alla luce di una compattezza reale che non solo non c’è mai stata ma che è tutt’altro che vicina.