Videoclip: L’ULTIMO RE DI NAPOLI (50° compleanno di Diego Armando Maradona)

50 ANNI DI DIEGO ARMANDO MARADONA

Un nome indissolubilmente legato a Napoli, l’ultimo Re della città partenopea senza trono, ma col potere di far riverberare il nome di Napoli nel mondo e nella storia, sia pure quella calcistica.

Questo omaggio non è la già vista “compilation” dei formidabili goal di Diego ma uno spaccato della vera essenza di un rapporto indissolubile tra il Re del calcio e il popolo azzurro che va oltre il calcio e riveste un valore sociale.
Perchè vero Re è colui che da orgoglio al suo popolo.

la SSC NAPOLI ha presentato le divise ufficiali… proprio il 26 e con chi

EMANUELE FILIBERTO È UN SAVOIA ED È UNO JUVENTINO… E NON PORTA “BENE” A NAPOLI

Alla presentazione delle divise “informali” della Società Calcio Napoli, presso i locali di uno stilista del centro storico, insieme ad alcuni calciatori era presente il discendente della dinastia sabauda, famoso, in questi utlimi mesi, come ballerino televisivo, presentatore e cantante.

Il problema è che l’erede Savoia è testimonial dello stilista napoletano!

Senza entrare nel merito di giudizi artistici (!) e storici (i Savoia rappresentarono la fine della Napoli capitale e del Sud dei primati borbonici per iniziare la storia dei massacri, dei saccheggi e delle questioni meridionali tuttora irrisolte), ci chiediamo (e lo chiediamo al presidente De Laurentiis, ammesso che sia stato informato della presenza dell’inatteso testimonial): che c’entra Emanuele Filiberto con il Napoli? Juventino da sempre, tra l’altro, tutte le volte che ha anche “sfiorato” il Napoli (collegamenti tv, dichiarazioni pre-fallimenti, presenze allo stadio) la nostra squadra ha sistematicamente toppato (inclusa l’amara e ingiusta sconfitta col Milan)…
Aurelio De Laurentiis, dopo le dichiarazioni da meridionalista di Luglio, ha scelto lo stilista sbagliato!
Meglio pensarci prima, la prossima volta…

I romanisti: Napoli incivile! Ma anche no.

Ipocrisia romanista: Napoli incivile! Ma anche no.
Nessun problema per i 27 tifosi romanisti al San Paolo

leggi l’articolo su napoli.com

di Angelo Forgione

stadio san paoloIl giorno dopo la vittoria del Napoli sui capitolini, la rivista del tifo giallorosso “il Romanista” denuncia che “nel corso della partita persa dalla Roma contro il Napoli c’è da verificare la marea di insulti rivolti ai giallorossi in particolare a Totti e De Rossi e soprattutto alla città. Un gesto di inciviltà che continua a persistere negli stadi ed in particolare ieri al San Paolo. Tanti striscioni provocatori ed ingiuriosi di nessuno di questi è possibile riportare il contenuto”.

Che l’inciviltà negli stadi sia sovrana è palese e non basterebbe un secolo per cambiare usi e costumi dei tifosi del calcio. Ma è difficile comprende lo sfogo di una testata romana quando proprio dal pulpito dello stadio Olimpico si può ascoltare di tutto contro i Napoletani. Persino quando l’avversario in campo non è il Napoli parte quasi sistematico il coro “Odio Napoli”. Un malcostume che genera attriti, astio che genera astio. Sarebbe utopistico sperare che negli stadi prenda il sopravvento il rispetto, ma fin quando questo non sarà che almeno non trionfi l’ipocrisia.

Alla trasferta di Napoli hanno partecipato 27 tifosi romanisti che hanno avuto vita serena. È questo il dato sul quale formulare una sentenza di massima, scevra da luoghi comuni e etichette tipiche degli stadi. Ci piace pensare che lo stesso accadrà al ritorno per i Napoletani, ma purtroppo i precedenti non sono confortanti.
Gli stessi romanisti in trasferta hanno raccontato la loro giornata proprio alle pagine de “Il Romanista” dal quale si evince la serenità con la quale hanno potuto vivere la loro giornata Napoletana, a prescindere dall’ambiente ostile nei cori e dal risultato avverso.

Il racconto è paradossale perché tende a rimarcare il malcostume dei tifosi azzurri con una tale incisività che diventa esilarante quando gli stessi romanisti si rallegrano della serenità di cui hanno goduto. Ci si lamenta degli olè a fine gara, del “chi non salta giallorosso è”, degli striscioni contro Totti e famiglia, degli insulti alla Capitale, dei fischi a De Rossi; ma si legge, cosa più rimarchevole, che il «viaggio è stato tranquillo (…) tutto è filato via liscio senza problemi (…)». Matteo, 17 anni, aggiunge: «Sì, io sono vestito coi colori della Roma e nessuno mi ha fatto storie. Anche gli steward sono stati gentilissimi, meno male».
Il racconto fa capire che agli impavidi tifosi romanisti sono rimasti sullo stomaco i fischi, gli striscioni, gli olè, e, udite udite, la chicca di “Tu vuò fa l’americano” e “‘O surdato nnammurato”. O forse semplicemente il risultato finale. Come dice il romanista David:
«Nun ce poteva esse finale peggiore. Che brutte cose che abbiamo visto».

Fosse questa l’inciviltà, ci sarebbe da auspicare che tutti gli stadi d’Italia fossero incivili come il “San Paolo” durante Napoli-Roma del 3 Ottobre 2010.

il racconto dei tifosi della Roma al “San Paolo”
http://www.romanews.eu/news.asp?pagID=74&newsID=7988

i cori contro Napoli in Roma-Fulham
http://www.youtube.com/watch?v=cGIqAL3RpJU

Videoclip: FINO ALL’ULTIMO GRIDO

Videoclip: FINO ALL’ULTIMO GRIDO

Astio per i Napoletani in quasi tutti gli stadi d’Italia. Tra i tanti cori, ce n’è uno che nel sostantivo “Napoletano” nasconde una subdola accezione negativa. E allora tocca al Napoli in campo fare in modo che la sua gente possa alzare in cielo l’ultimo grido, trasformando quel sostantivo in qualcosa di positivo… senza diritto di replica!

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Angelo Forgione all’incontro-dibattito “Napoli ti amo”

Incontro-dibattito alla libreria Treves
28 Settembre, ore 18:30, libreria Treves (colonnato Piazza del Plebiscito)

Il giornalista sportivo CARLO ALVINO, telecronista tifoso del Napoli per SKY, sarà ospite principale di una conferenza organizzata dal movimento meridionalista ed antimafia “Insieme per la Rinascita” presso la libreria Treves in Piazza del Plebiscito alle ore 18:30.

Titolo del dibattito: “Napoli Ti Amo”.

Interverranno:
ENRICO DURAZZO (proprietario catena negozi “Napolimania”)
ANGELO FORGIONE (Movimento V.A.N.T.O.)
EMANUELE CERULLO (scrittore)
MARIAROSARIA MALAPENA (poetessa)

Gli invitati risponderanno alla domanda: “E’ possibile un riscatto di Napoli mediante l’arte, la cultura e lo sport?”

Fabio Quagliarella “core ‘ngrato”

Fabio Quagliarella “core ‘ngrato”

Dopo aver voluto la squadra del cuore, Quagliarella passa alla Juventus nella maniera peggiore. Colpevole di non aver dedicato un saluto alla gente che lo ha amato e sostenuto. Le scelte sono scelte e vanno sempre rispettate, ma in ogni storia d’amore chi lascia deve farlo con stile e mai girando le spalle senza un addio.

Una separazione avvenuta con le modalità della fuga che il popolo napoletano ha codificato come tradimento. Quagliarella è andato a Torino passando per la scandinavia, senza salutare la sua gente.

Una sera lo si è visto con la maglia azzurra nella formazione anti-Elfsborg e la mattina seguente con la maglia bianconera, quella più detestata. È questo che ha ferito i Napoletani, gente di cuore che sa accettare le scelte quando c’è rispetto.

Una separazione avvenuta con le modalità della fuga che il popolo napoletano ha codificato come tradimento. Quagliarella è andato a Torino passando per la scandinavia, senza salutare la gente che lo ha amato.
Una sera lo si è visto con la maglia azzurra nella formazione anti-Elfsborg e la mattina seguente con la maglia bianconera, quella più detestata. È questo che ha ferito i Napoletani, gente di cuore che sa accettare le scelte quando c’è rispetto.

Leggi l’articolo sul caso Quagliarella

Cessione Quagliarella, un destino che si compie

Cessione Quagliarella, un destino che si compie.

di Angelo Forgione per napoli.com
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Un fulmine a ciel sereno, il passaggio di Quagliarella alla Juventus in realtà era ampiamente annunciato da segnali ben precisi che però nessuno ha colto o voluto cogliere. L’attaccante era però destinato a partire alla prima occasione utile. Un addio improvviso che ha sconvolto la tifoseria azzurra che si è spaccata tra chi attacca il giocatore per il tradimento e chi De Laurentiis per la cessione a cuor leggero.  In realtà al banco degli “imputati” va aggiunto anche chi fin qui non ha avuto il dito contro, ovvero Mazzarri. Lo stesso Quagliarella, nelle sue criptiche dichiarazioni di addio, ha detto che le cose si fanno in tre.

I rapporti tra l’attaccante stabiese e il mister livornese erano ormai compromessi. La storia parte da lontano, in quell’equivoco tattico in cui era finito Quagliarella considerato quasi un doppione di Lavezzi. Non passa molto tempo dall’arrivo di Mazzarri in luogo di Donadoni che in quella scialba partita di Catania del 7 Novembre 2009 “Re Fabio” viene colto dalle telecamere ad urlare all’indirizzo della panchina «una sf… di palla». Li esplode il malumore nei confronti del tecnico per il modo col quale intende utilizzarlo, ma anche nei confronti di qualche compagno di squadra col quale ha scarso feeling. Qualche giorno dopo arriva un comunicato di scuse ufficiali, evidentemente dettate dall’alto.

Dopo tre mesi, il 22 Febbraio 2010, De Laurentiis è pizzicato in tribuna a Siena mentre impreca «Quagliarella non vale un c…» e stavolta la rettifica è un teatrino con cui il presidente trasforma la frase in «Quagliarella si fa un mazzo».

Il 10 Aprile Quagliarella viene espulso nei minuti finali della gara persa contro il Parma al San Paolo e De Laurentiis fa esplodere la sua ira negli spogliatoi ma anche dopo la sanzione di tre giornate che diventano il motivo per un affondo diretto verso l’attaccante.Fabio va ai mondiali e sfodera un inutile secondo tempo super contro la Slovacchia, piange e commuove l’Italia e il mondo che gli riconosce una classe superiore. Eppure De Laurentiis dichiara che il giocatore non è incedibile e che se il Napoli non è approdato in Champions League è per colpa della sua squalifica di tre giornate rimediata dopo l’espulsione col Parma.

Un altro segnale di un amore mai sbocciato sono le strategie pubblicitarie del settore marketing del club. L’immagine di Quagliarella viene si sfruttata ma per iniziative minori. Il Napoli presenta il profumo “Marek” investendo sull’immagine di Hamsik e manda Lavezzi sotto la doccia come testimonial per il lancio del cronografo ufficiale.

Come in tutti i destini che si compiono, la cessione di Quagliarella prende forma con l’acquisto di Cavani, anch’esso a sorpresa proprio mentre dall’estero giunge un’offerta di 25 milioni per lo stabiese che evidentemente rifiuta perché non ne vuol sapere di andare all’estero. Quagliarella resta a Napoli ma controvoglia perché i rapporti col presidente, con l’allenatore e con qualche compagno sono ormai logori. In ritiro parla poco e niente, forse strategicamente, e nel frattempo si lavora alla luce del sole per portare a Napoli il fedele mazzarriano Lucarelli, un vecchietto terribile che sconfessa le strategie prospettiche di De Laurentiis e che dimostra come Mazzarri sia ormai stato investito del ruolo di allenatore-manager; un altro indizio che passa inosservato perché tutti pensano ad una strategia di rafforzamento del reparto offensivo del Napoli in vista delle fatiche da affrontare nelle tre competizioni mentre Lucarelli va semplicemente a coprire la casella di Denis come Cavani quella di Quagliarella.

L’attaccante stabiese rischia però di restare a Napoli, scontento. Il problema è di Mazzarri che in vista di una simile ipotesi deve studiare la coesistenza degli attaccanti. Ma è chiaro che la sua priorità è per Lavezzi e Cavani che lui stesso aveva contattato telefonicamente durante i mondiali in Sudafrica affinchè scegliesse Napoli. Edinson sposa gli azzurri proprio perché avverte la fiducia diretta dell’allenatore e si fionda all’ombra del Vesuvio. Quagliarella invece ne sente sempre più la sfiducia e comincia ad annusare una stagione tribolata con molta panchina, non ci sta e non vuole neanche perdere la Nazionale. E quando il Presidente De Laurentiis, durante la presentazione di Lucarelli, gli lancia un messaggio codificato dicendo alla stampa che è la stagione della maturità in cui tutti devono accettare le decisioni di Mazzarri e non devono badare a se stessi, capisce che ne è il destinatario e che è il momento del “si salvi chi può”. L’occasione gliela da il suo ex compagno di squadra e conterraneo Di Natale che coerentemente rifiuta la Juventus dopo aver rifiutato il Napoli lo scorso anno e gli lascia libero il posto nel reparto offensivo bianconero. Fabio era al terzo posto nella graduatoria delle preferenze del duo Marotta-Delneri: Pazzini, Di Natale e poi Quagliarella. Il primo non viene liberato, il secondo rifiuta, il terzo no. Per Fabio, ormai prigioniero della sua scelta di cuore dello scorso anno, è una liberazione. A Napoli non ci vuole più stare. In men che non si dica, complice un ingaggio più allettante, si accorda con la Juventus, e il Napoli lascia fare, accettando persino la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto.

Il nuovo Quagliarella sabaudo è subito in polemica con Mazzarri e De Laurentiis e alla presentazione gli dedica un pensiero: «A Napoli con i tifosi e i compagni sono stato alla grande, c’è dispiacere. Ma quando poi si innescano certi meccanismi o mancanza di feeling con certe persone…». Mazzarri a distanza ribatte il colpo: «Non ho niente da rispondere a Quagliarella, uno che ha detto di essere felice alla Juve. Tireremo le somme mercoledì, quando finirà questo cavolo di mercato. Preferisco giocatori che non escano mai dalle logiche del gruppo». Quagliarella, secondo Mazzari, ormai corpo estraneo alla squadra. Non resta che attendere dunque la versione esplicita di Mazzarri alla ripresa degli allenamenti dopo la trasferta di Firenze.Le parole di Fabio dette in sede di presentazione a Torino fanno il resto ed è difficile che i tifosi capiscano che siano frasi di circostanza: «Sono felicissimo di essere qui. A Napoli si voleva migliorare l’annata precedente. La Juventus invece punta sempre al massimo, a vincere lo scudetto e ad entrare in Champions. Qui siamo un passo più avanti».

La cessione dell’ex “Re Fabio” non è affatto indolore. Per tanti motivi. Prima di tutto perché il giocatore ha scelto di andare via ma anche la destinazione, e la Società l’ha assecondato pur di liberarsene. Quagliarella sarebbe potuto diventare una scheggia impazzita ed è stato quindi giusto privarsene per il bene del gruppo, ma probabilmente avrebbe dovuto la società stabilirne la destinazione, evitando di indebolirsi rafforzando una diretta concorrente, realizzando una minusvalenza rispetto al prezzo d’acquisto dello scorso anno e respingendo offerte ben più vantaggiose giunte dall’estero. Tutto sommato un’operazione non conveniente dal punto di vista del bilancio e non è coerente che a far quadrare i conti siano poi i tifosi pagando le pay-tv.

Il segnale offerto dal Napoli al calcio italiano non è positivo perché ci si è privati di un giocatore di caratura internazione, forse il più forte della rosa, cedendo all’offerta di una delle squadre cosiddette “grandi”. Tutto questo offre un messaggio di subalternità che finora non si era voluto dare trattenendo tutti i pezzi migliori. Ci sono certamente delle logiche di mercato che sfuggono alla logica stessa ed è quindi giusto che il Napoli si affretti a spiegare alla piazza perché è avvenuto ciò che è avvenuto nel modo in cui è avvenuto.Quagliarella, dal canto suo, non ci ha fatto una gran bella figura. Non per quel che ha fatto bensì per come l’ha fatto. Intendiamoci, le scelte sono scelte e vanno sempre rispettate, ma in ogni storia d’amore chi lascia deve farlo con stile e mai girando le spalle senza un addio.

Solo un anno fa realizzava il suo sogno, oggi ha riaperto gli occhi e ha gettato i napoletani in un incubo già vissuto, la cessione di un beniamino napoletano ai grandi signori di Torino storicamente abituati a portar via ricchezze da Napoli. La storia, si sa, si ripete e il calcio non fa eccezione. Era già accaduto con Ferrara, ma quella fu una cessione dovuta, un sacrificio per rimandare il fallimento del club. Questa cessione è diversa, è una scelta, non un sacrificio, ed è avvenuta con le modalità della fuga che il popolo napoletano ha codificato come tradimento. Quagliarella è andato a Torino passando per la scandinavia, senza salutare il popolo che lo ha amato. Era soprannominato “Masaniello” ma il capopopolo ha mancato di rispetto alla sua gente che per questo oggi “gli taglia la testa”. Una sera lo si è visto con la maglia azzurra nella formazione anti-Elfsborg e la mattina seguente con la maglia bianconera, quella più detestata. È questo che ha ferito i Napoletani, gente di cuore che sa capire le scelte quando gli vengono spiegate.

In definitiva è una cessione in cui giocatore e società sono colpevoli allo stesso modo per come si è configurata. L’unico non colpevole è forse Mazzarri, almeno fino a quando i risultati gli daranno ragione.

Il restyling del “San Paolo”

Il restyling del “San Paolo”

di Angelo Forgione

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Gli Europei 2016 di calcio assegnati alla Francia hanno spazzato via anche l’ipotesi di un nuovo “San Paolo”. Senza Europei niente legge per i nuovi stadi, e allora il vecchio stadio di Fuorigrotta, con i suoi 51 anni di età, necessitava di fare qualche passo verso gli standard europei. E non poteva essere altrimenti, con l’Europa League alle porte e gli ispettori UEFA a vigilare.

Un nuovo manto erboso che sostituisce quello che da Italia ’90 non è mai stato rifatto, alzato di 30 cm. Tirato via tutto il terriccio che era sotto, laddove sono stati trovati persino rifiuti plastici, lastre di cemento e sabbia di mare. Innestata quindi una particolare composizione chimica con sabbia di fiume, sabbia silicica e lapilli rossi, resistente al salsoiodio proveniente dal vicino mare.
Terreno rizollato con una particolare varietà di manto erboso resistente alla compressione che dovrebbe limitare al minimo gli infortuni muscolari e le tendiniti, grazie anche ad una tecnologia pilota in Italia.

Attorno al terreno di gioco, un nuovo e sofisticato impianto di irrigazione e drenaggio, per fronteggiare le giornate più piovose e per innaffiare più zone del terreno in maniera indipendente. Il tutto sarà consegnato il 26 luglio, in tempo utile per l’amichevole del 3 agosto del Napoli contro il Wolfsburg.
Rifatto il sistema fognario e interrate le panchine di 105 cm che ora fuoriescono di un solo metro, in modo tale da consentire una visuale maggiore dalla Tribuna.
Aggiunti 220 posti coperti alla Tribuna autorità con nuovi sediolini azzurri per la tribuna d’onore, dove ci saranno monitor per vedere i replay.

3000 sediolini sostituiti negli altri settori dal Comune con una pulizia generale (quanto durerà?), attingendo pezzi dai settori chiusi del terzo anello che attende di essere smantellato, così come la copertura in acciaio che andrà sostituita in futuro con una struttura più leggera che non provochi l’inquinamento statico e acustico attuale.
Invocati da anni, sembrano finalmente in arrivo i sospirati maxischermi. La SSC Napoli ne ha ordinati due alla Philips che De Laurentiis ha definito i migliori sul mercato, ma anche i più costosi. Saranno installati nel prossimo autunno, entro Gennaio; bisognerà trovare le collocazioni adatte, in delle zone dello stadio non vincolate alla copertura, onde evitare di doverli smontare e rimontare quando il tetto sarò rimosso.

Per un nuovo stadio, ormai impossibile al momento, se ne riparlerà più in la. Il problema è però solo rinviato, destinato a riesplodere presto. Basti pensare al fenomeno di carbonatazione delle strutture in cemento del “San Paolo” ormai irreversibile, e alle condizioni improponibili dei servizio igienici. Nei prossimi anni occorrerà prendere una decisione, altrimenti Napoli rischierà di restare senza stadio, e il “San Paolo” di fare la fine ingloriosa del glorioso palasport “Mario Argento”.

EUROSTAR AZZURRO

EUROSTAR AZZURRO / il viaggio della SSC Napoli verso l’Europa
(Serie A 2009-10)

In dieci minuti, il piacevole viaggio che ha riportato la squadra azzurra a casa: l’Europa! I momenti salienti della stagione 2009/10 del Napoli, dagli stenti di Donadoni al cambio di mentalità con Mazzarri. Dalla serie positiva col cambio tecnico al 3° posto del giro di boa. Dalla crisi invernale al risveglio di primavera. Dalla bassa classifica iniziale alla qualificazione all’Europa League.

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Destinazione Europa

Destinazione Europa, la poderosa cavalcata del Napoli raccontata dai protagonisti azzurri

“Destinazione Europa”. Un dvd celebrativo dell’avvincente campionato della squadra azzurra. Con il commento di Raffaele Auriemma, la direzione artistica di Angelo Forgione e la realizzazione tecnica di Videocomunicazioni (in omaggio una pubblicazione fotografica).

Dal 22 luglio in edicola con la Gazzetta dello Sport, una iniziativa editoriale della Società Sportiva Calcio Napoli. Un DVD celebrativo dell’esaltante stagione 2009/2010, conclusasi col ritorno in Europa della squadra azzurra.

Lavezzi, Hamsik, Quagliarella, De Sanctis, Cannavaro, Campagnaro, Maggio, Denis e Mazzarri raccontano in 100 minuti la cavalcata del Napoli nella stagione 2009-10 verso l’Europa League.

Rivivi la splendida rimonta azzurra attraverso il racconto dei campioni azzurri, i gol più belli, le immagini più suggestive, le partite più esaltanti e i momenti  più emozionanti del campionato. Dal debutto di Mazzarri nella “Rivoluzione di  Ottobre” alla Festa del San Paolo nel Maggio dei Monumenti. Il lungo viaggio attraverso il campionato più avvincente dell’era De Laurentiis è guidato dalle interviste e dai commenti di Raffaele Auriemma, e arricchito dalla grafica, le animazioni e le scelte artistiche di Angelo Forgione.

(logo “DESTINAZION EUROPA”, copertina, videografica, animazione e scelte artistiche e musicali del DVD  a cura di Angelo Forgione)