l’amore di Pete per Napoli, fan inglese del Napoli

l’amore di Pete per Napoli, fan inglese del Napoli
«Napoletani leali e grandi lavoratori, l’Italia gli ha girato le spalle»

Di seguito la traduzione di una lettera che Pete, grande tifoso azzurro del “Napoli Fans Club London” e innamorato di Napoli, ha scritto a V.A.N.T.O. allegandola al video girato in occasione della partita di Champions League Manchester City-Napoli. Si parte dal calcio per spaziare poi nella sua esperienza diretta coi Napoletani in Inghilterra, finendo con una disamina storico-sociale della realtà Napoletana ravvisabile anche in alcune parole dette e scritte nel video.
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Ciao Angelo, 

abbiamo avuto il viaggio più bello e divertente per Manchester. Non vedo l’ora che venga Novembre, quando tornerò a vedere il Napoli al San Paolo. Spero che i tifosi Napoletani riservino al popolo di Manchester la stessa accoglienza e generosità che hanno ricevuto qui in Inghilterra.
Per entrambe le squadre è stata una notte da ricordare. Entrambe hanno avuto momenti difficili. Solo 11 anni fa il Manchester City era in terza divisione, proprio come il Napoli 7 anni fa!
È stato emozionante, alla fine della partita, vedere i fan del City e del Napoli applaudirsi a vicenda. Un caso raro di questi tempi!
Mia madre è di Bagnoli e dopo la seconda guerra mondiale ha sposato un soldato inglese. Il mio amore per Napoli è nel mio cuore fin da quando ero un ragazzino. Spero che il vostro nuovo sindaco possa assicurare progressi per la vostra meravigliosa città. Napoli ha bisogno di molto amore dopo essere stata trascurata dai politici per così lungo tempo.
Mi piace moltissimo il lavoro che V.A.N.T.O. fa per la città. E mi piace che si cerchi di far rendere conto le persone che devono essere fieri di Napoli lavorando sulla coscienza storica del popolo e rendendoli orgogliosi del loro patrimonio culturale. Ti prego di continuare e di non smettere mai! Seguo V.A.N.T.O. e spesso chiedo a mia madre delle spiegazioni e delle traduzioni di cose che non capisco!
Napoli è città unica al mondo, e per molti versi ha il cuore e l’energia di una città come New York. Ho il piacere di incontrare così tanti napoletani in Inghilterra. Sono dei gran lavoratori e hanno una grande energia, amore per la vita, lealtà verso gli amici e una generosità incredibile. Quello che ho anche notato è che hanno un grande amore per la città e sono tutti accomunati da una grande nostalgia. Sono emigrati per opportunità economiche, ma sono sempre così orgogliosi di dichiararsi Napoletani. 
Quello che mi fa rabbia è che hanno dato un così grande contributo all’economia d’Italia, eppure l’Italia ha voltato le spalle a Napoli. Tutto questo è scandaloso. In questo momento Napoli ha bisogno di aiuto per i suoi giovani affinchè diminuiscano emigrazione e criminalità. Così tante persone di talento sono costrette a lasciare la vostra città ogni anno, perché gli vengono negate le opportunità. Questa è una ingiustizia sociale. 
Mi ha fatto davvero tanto piacere scriverti.
Saluti.
Pete
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Verità storica e orgoglio a “i Gigli di Barra”

Verità storica e orgoglio a “i Gigli di Barra”

Grande successo di pubblico alla presentazione del libro e del giglio “Malaunità” voluto dal “Comitato Ritorna ‘a Festa” dei Gigli di Barra”. Oltre cento persone hanno ascoltato gli interventi di Eddy Napoli (”malaunità” ieri e oggi), Angelo Forgione (l’orgoglio oltre il calcio), Gennaro De Crescenzo (orgoglio neoborbonico per il Sud di domani) e Felice Abbondante (saccheggi, massacri ed eroi dimenticati), coordinati da Ciro Esposito (organizzazione evento). Poi serata di cabaret con gli artisti di “Made in Sud”. Verità storica e passione meridionalista in una delle ultime feste autenticamente popolari di Napoli.

National Geographic: Napoletani ladri, ma sono attori

le statistiche dicono che “i re del borseggio” in Italia sono al Nord

Angelo Forgione – È bufera per il preannunciato speciale dal titoloNapoli i re del borseggio” che il National Geographic Channel (bouquet SKY) ha prodotto e che sarà mandato in onda Domenica 25 Settembre alle 21:55. La verità è che il documentario non è reale ma a tutti gli effetti “taroccato”; il National Geographic si sarebbe avvalso del lavoro di veri e propri attori professionisti per inscenare finti borseggi e scippi. A confermarlo è Roberta Inarta, direttrice della “Scuola di Cinema di Napoli”, che ha dichiarato: “L’anno scorso siamo stati contattati dal National Geographic Italia per fornire attori e operatori di ripresa per un documentario da girare; abbiamo trovato la richiesta in linea con il nostro metodo e piuttosto prestigiosa. Ma in questi casi – continua la direttrice – non abbiamo controllo preventivo sulla sceneggiatura. Stante l’autorevolezza del nome National Geographic – continua Inarta – e l’autonomia di ogni progetto, se avessimo conosciuto le finalità di questo, avremmo opposto un rifiuto ad un uso stereotipato della nostra città. Infatti abbiamo condotto la produzione in posti splendidi della città pensando di reclamizzarne le eccellenze paesaggistiche, mai intuendo che tali panorami potevano prestarsi ad una folcloristica rappresentazione della stessa”.
Insomma, si tratterebbe di una vera e propria marchetta, l’ennesima ai danni di Napoli, l’ennesimo stupro alla città usata a scopi commerciali con ulteriore carico di “criminalizzazione” che ricade sulla sua intera comunità.

Il claim del documentario è tutto un programma: “A Las Vegas, Bob Arno meraviglia il suo pubblico con il suo numero di borseggio, ma non ha mai incontrato un vero ladro con il quale comparare le sue abilità. Fino a quando Bob ci porta a Napoli!”. Produzione controversa che già sta scatenando polemiche, e già si dovrebbe partire dal titolo. Napoletani re del borseggio? Macchè! Senza voler minimizzare un problema che è reale, non è neanche giusto ingigantirlo; e allora leggiamo dall’ultimo rapporto sulla criminalità del Ministero degli Interni che Napoli è dietro Catania in quanto a numero di scippi in rapporto al numero di abitanti, ma se parliamo di borseggi (quelli chiamati in causa dal National Geographic) è ben dietro Venezia, Roma, Firenze, Torino, Genova, Milano e la capofila del borseggio Bologna dove evidentemente  si trovano i veri “re del borseggio”.
Pressoché identiche le classifiche de “Il Sole 24 Ore” che confermano il dato degli scippi e modificano quello dei borseggi a favore di Napoli e a sfavore di Milano che si prenderebbe lo scettro scalzando Bologna e Genova. Se poi consideriamo che il soggetto parte da Las Vegas, potremmo citare le statistiche di borseggio e scippo di tutto il mondo. Evitiamo.

Sherin Salvetti, direttore di National Geographic Channel Italia, ha risposto alle proteste con un comunicato stampa in cui è scritto che il documentario “non ha voluto e non vuole affatto criminalizzare Napoli e i suoi abitanti. Né identifica la città partenopea con il borseggio: fenomeno che, come viene ricordato nel documentario, è presente anche in tante altre località del mondo”. Difesa flebile, perchè se non è Napoli a voler essere identificata con il borseggio, la produzione avrebbe dovuto riguardare tutte le città a rischio senza “incoronare” quella partenopea con un titolo e con un soggetto monotematico.

Comunicato Stampa del Movimento V.A.N.T.O.
Il National Geographic cancelli immediatamente dalla programmazione l’ennesima marchetta ai danni di Napoli e dei Napoletani tutti.
Senza vittimismi e ridimensionamenti di fenomeni comunque esistenti, si tratta di un documentario FALSO in buona parte realizzato con attori professionisti, che incorona i Napoletani come “re del borseggio” a dispetto delle statistiche del Ministero degli interni che dicono che i re del BORSEGGIO sono i bolognesi mentre quello dello SCIPPO i catanesi.
Il Movimento V.A.N.T.O. esprime sdegno per l’ennesimo attacco mediatico che sta per essere sdoganato da un network internazionale.

videoclip: GRANDE SUD (Napoli vs Milan 3-1)

videoclip: GRANDE SUD (Napoli vs Milan 3-1)
in 3 minuti, l’essenza del trionfo azzurro sui rossoneri

C’è un Sud nel calcio che tiene testa al potere del Nord. È un Sud che non si piega, un Sud rampante, orgoglioso e ambizioso. È un grande Sud!
Il Napoli strapazza il Milan e si vendica della sconfitta di Milano del campionato precedente. Una piccola metafora per un popolo a cui non deve bastare solo il calcio, semplice soddisfazione, per affrancarsi da certe dinamiche.

Un giglio dedicato a “Malaunità”

Un giglio dedicato a “Malaunità”
Martedì 20 Settembre, serata identitaria a Barra


Martedì 20 settembre, ore 21.30, via Mercalli, Barra (Na), serata identitaria per presentare il giglio “150 anni di cultura unita” che sfilerà alla festa dei Gigli.

Dibattito e presentazione del libro “Malaunità” con Gennaro De Crescenzo (Associazione Neoborbonica), Angelo Forgione (Movimento V.A.N.T.O.), Eddy Napoli (artista), Ciro Esposito (responsabile del progetto).
Presenta la serata Ciro Giustiniani (Made in Sud). A seguire il teatro dei “Due per Duo” (Made in Sud, Colorado Cafè).

Quando qualche mese fa le note e le parole di “Malaunità” iniziarono a girare nella mia mente, l’augurio che gli facevo era quello di farsi sentire, il più forte possibile, nelle piazze e tra la gente perché “Malaunità” è un grido necessario di rabbia e di amore. Rabbia per quello che è stato 150 anni fa (e che nessuno ci ha raccontato mai bene), amore per una terra ed un popolo ignorati e umiliati da troppo tempo. Ecco perché quando mi è arrivata la richiesta di presentare il nostro libro a Barra dopo la caratterizzazione musicale e scenografica di un giglio, sono stato contento: la festa dei gigli di Barra è una delle poche feste popolari rimaste a Napoli e quelle note e quelle parole si faranno sentire, forti e chiare, nei vicoli del quartiere. Uno squarcio di verità storica in un momento di festa. Appuntamento, allora, a Barra.
Eddy Napoli

Le aziende del nord inquinarono: reati prescritti!

Le aziende del nord inquinarono: reati prescritti!
in Campania si muore di tumore ma l’inchiesta non fa colpevoli

Angelo Forgione – I rifiuti pericolosi furono sotterrati nelle campagne del Casertano, ma l’inchiesta «Cassiopea» che ha portato alla luce i traffici di un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi non ha prodotto colpevoli e pene. Le industrie di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Toscana si liberavano dei rifiuti tossici interrandoli illegalmente in Campania servendosi della camorra; in questo modo pagavano un prezzo notevolmente inferiore a quello che avrebbe richiesto lo smaltimento autorizzato dalla legge. 
Il gip Giovanni Caparco, del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha dichiarato il non luogo a procedere per i 95 imputati, quasi tutti titolari di aziende e autotrasportatori che sversavano i rifiuti nelle campagne. 
Perdite di tempo e rinvii hanno salvato i colpevoli; cento faldoni furono inizialmente trasmessi alla Procura Antimafia che però, dopo alcuni anni, a propria volta non si ritenne competente e rinviò gli atti a Santa Maria Capua Vetere. Nel 2006 una nuova udienza preliminare, segnata da errori di notifica, rinvii, astensioni dei penalisti e trasferimento dei giudici, mentre le associazioni ambientaliste lanciavano l’allarme per la possibile prescrizione. Timori fondati trasformatisi purtroppo nella prescrizione.
Così, mentre la popolazione campana fa i conti con l’aumento esponenziale dei tumori (40mila casi in più in un anno), gli imprenditori del nord vanno a spasso a godersi i loro soldi. Ognuno se ne faccia un’opinione.

Qualcuno salvi la guglia dell’Immacolata!

Qualcuno salvi la guglia dell’Immacolata!
intervista-appello ai microfoni di Telecaprinews

Intervista e denuncia sulle condizioni critiche e allarmanti della guglia dell’Immacolata che, dopo nove mesi di messa in sicurezza dei gruppi marmorei, mostra tutte le sue ferite nel silenzio assoluto.
E intanto i finanziamenti vanno a statue sicuramente da ripulire ma non certamente in pericolo. I conti non tornano.

leggi l’articolo per napoli.com

Alenia da Napoli a Varese e cancellazione di Casoria

Alenia da Napoli a Varese e cancellazione di Casoria
la Lega Nord dietro la deindustrializzazione campana

Angelo Forgione – 1200 gli esuberi strutturali dichiarati da Alenia Aeronautica che annuncia la chiusura di tre siti: Casoria, Venezia e Roma con periodi di cassa integrazione per mille lavoratori ed esternalizzazioni di attività che coinvolgono 500 addetti. 
Grave colpo per l’economia della Campania e il primo a tuonare è l’Assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli Marco Esposito«Se dovesse emergere un ridimensionamento delle strutture campane di Alenia ci sarà una reazione fortissima del territorio».
«L’amministratore delegato di Finmeccanica, uomo della Lega nord, sposta la sede legale di Alenia da Napoli a Varese. Non ci vuole molto per capire che si tratta di una decisione politica», ha detto il deputato del Pd Luisa Bossa.
Sta di fatto che la Lega Nord continua a decidere degli equilibri economici del Paese a danno della Campania e del Mezzogiorno, decretandone la deindustrializzazione del tessuto economico e ricattando il centrodestra cedevole ad ogni richiesta delle camicie verdi. Nelle scorse settimane il ministro Maroni, in visita a Varese, aveva esortato pubblicamente il neo Ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi a battersi per le eccellenze aeronautiche della provincia e solo nei giorni scorsi Umberto Bossi ha parlato pubblicamente di una Lega che “ha  messo  il cappello sul progetto dello stabilimento di Cameri”.
L’Ad Giuseppe Orsi, anche presidente del Distretto dell’aerospazio della Lombardia, è uomo della Lega Nord e avrebbe avuto un forte appoggio alla nomina dal partito secessionista. I frutti cominciano a vedersi.
Si attende una reazione del Governatore della Campania Stefano Caldoro.

Lavezzi su Twitter chiede scusa per la battuta

Lavezzi su Twitter chiede scusa per la battuta
“non volevo offendere i napoletani” 

Arrivano tramite Twitter, ed erano veramente superflue, le scuse del “pocho”. Sul social-network, Lavezzi ha oggi lanciato un messaggio in cui ha scritto:
Buongiorno a tutti volevo chiarire, quello che ho detto mercoledì era soltanto una battuta, a qualcuno non è piaciuta vi chiedo SCUSA!! Era mia intenzione non mancare di rispetto a nessuno“.
Lavezzi non era chiamato a delle scuse perchè è chiaro che non ha offeso nessuno, ma ha fatto bene a dare un segnale. Tutti sappiamo che era una battuta, e sappiamo che non intendeva mancare di rispetto a nessuno. Da questo messaggio si deduce che ha capito con umiltà di aver creato qualche imbarazzo e che molti Napoletani non amano solo il Napoli ma anche e soprattutto Napoli, e che non è il caso di offrire il fianco ai preconcetti di alcuni contro la gente che lo adora. Compreso chi scrive.
Come già detto, Lavezzi era in buona fede perchè straniero e vittima di un certo malcostume figlio di una altrettanto certa ignoranza italiana.
Non era certamente in malafede Caressa a fargli la domanda come qualcuno ha detto e non il calciatore nella risposta ironica. Youtube è pieno di video amatoriali che testimoniano di tifosi di ogni città che accolgono a migliaia nottetempo i propri beniamini in ogni aeroporto d’Italia. Ma il “pocho” ha semplicemente commesso una gaffe innocente perchè ha fatto ridere chi ride facilmente sulla pelle dei Napoletani.

Vai “pocho”… dribbla i luoghi comuni come gli avversari in campo. Ricordati che, come noi ti abbiamo eletto nostro idolo sportivo, anche tu hai il tuo che può insegnarti come fare. Noi siamo tutti con te!

Nel video, a 3:24 Maradona racchiude la sua missione Napoletana

L’accusa a Lavezzi che nessuno ha mosso

L’accusa a Lavezzi che nessuno ha mosso
riflessioni personali sul rispetto per i Napoletani 

Angelo Forgione – Da sempre, ho assistito alle offese contro la gente di Napoli e alla città senza che mai un sindaco o una personalità di rilievo pretendesse scuse e riguardo. Ecco perchè in questi anni ho promosso battaglie e discussioni a livello nazionale contro chi ci ha offeso, ottenendo spesso il dovuto RISPETTO per TUTTI i Napoletani, e non è il caso di fare l’elenco autorefenziale. La mia opera ha suscitato l’interesse di tanti Napoletani veraci, famosi e non, qualcuno dei quali ha persino formulato pubblicamente all’attuale amministrazione cittadina la proposta di mutuare in qualche modo la mia esperienza con un ufficio comunale curato da un avvocato che quereli chiunque offenda la nostra città.
Ma ora che, per COERENZA, ho analizzato (e non attaccato) un inconsapevole e innocente passo falso di un osannato giocatore del Napoli, leggo sui vari forum e non solo cose indecenti sulla mia persona, sulla mia professionalità e sulla mia reputazione. Tutto quello che ho fatto fin qui è stato a volte dettato da mie intuizioni ma talvolta, anzi spesso, anche dalle copiose segnalazioni, proteste e testimonianze di indignazione alle quali ho dato un seguito solo dopo aver visionato e verificato con i miei occhi e con la mia ottica quanto sottopostomi. E a dimostrazione di un vittimismo da evitare, molte volte ho ridimensionato quanto segnalato. Ho insomma dato sfogo alla mia indignazione ma ho anche tastato il polso alla gente, e l’ultimo caso è nato proprio dalle telefonate ricevute appena il fatto (non grave) si consumava e dalle decine e decine di messaggi sull’argomento.
Il giudizio di talune persone, in minoranza rispetto a coloro che dimostrano di apprezzare, che hanno espresso un giudizio alla persona e non al fatto, mi costringono a riflettere sull’opportunità di dare seguito al filone culturale di denuncia contro luoghi comuni e attacchi ingiustificati ai Napoletani, per limitarmi alla sola diffusione culturale e alla questione monumentale.
La mia personale opinione è che noi Napoletani saremo sempre schiavi di un’unica fede, quella calcistica, di fronte alla quale la nostra identità e la nostra rispettabilità passano in secondo piano; essere tifosi del Napoli deve significare essere tifosi di Napoli ma se ciò non è, temo che non faremo mai il salto di qualità culturale che potrebbe consentirci di “liberarci” e di ottenere il nostro riscatto sociale.
L’ironia nella vita non deve mai mancare e tutti sanno quanto i Napoletani abbiano insegnato al mondo a ridere. E nella mia sfera privata ho testimonianza di essere apprezzato anche per il mio umore e la mia propensione alla risata. Ma non mi apparterrà mai la filosofia di “È COSA ‘E NIENTE” denunciata drammaticamente dal grande Eduardo e rispolverata da Roberto Saviano per far riflettere su quello che è di fatto il più grande limite dei Napoletani: il non riescire a capire la differenza tra autoironia e autolesionismo.
Napoli non può essere difesa se non dai Napoletani, molti dei quali non ne hanno alcuna voglia.

Chiudo queste riflessioni col videoclip di “RISPETTO” che racchiude la filosofia operativa di V.A.N.T.O. ben raccolta e musicata dal bravissimo Danilo Belsino.