Carmen Consoli e l’identità nazionale che non c’è

Carmen Consoli e l’identità nazionale che non c’è
la cantautrice non le manda a dire al nord e non solo

Da buona catanese, Carmen Consoli dice la sua sull’identità nazionale che non c’è, condannando senza peli sulla lingua quei settentrionali che invocano la divisione da un sud ritenuto palla al piede che è invece la più grande risorsa per l’economia del settentrione. Un discorso molto conciso che sembra essere quello di una meridionalista convinta, offerto al corriere.it qualche mese fa e che mette in evidenza una certa coscienza collettiva del paese, da nord a sud, in cui l’annullamento del ragionamento è ormai la maggior garanzia per chi vuol mantenere la situazione nelle condizioni attuali. Ma alla fine una speranza c’è sempre.

Dal Nord spesso si sente dire che il Sud è mantenuto coi soldi della parte produttiva del paese. È vero un dato: ogni anno circa 50 miliardi scendono dal Nord al Sud. Ma non da un territorio all’altro, bensì, come in tutti gli Stati civili moderni, da chi più può a chi meno può; e siccome al Sud c’è gente meno abbiente è questo che ne beneficia. La Banca d’Italia afferma però che al Nord tornano dal Sud circa 80 miliardi per prodotti e servizi “made in settentrione” acquistati dai meridionali. A conti fatti è il Sud che è in credito di 30 miliardi l’anno, somma che è tutta nelle tasche degli industriali del nord. E sono le BMW di cui giustamente parla Carmen Consoli.
Ecco perchè il Nord leghista non vuole veramente la secessione ma prende in giro il proprio elettorato. Ecco perchè il Nord leghista spinge per il federalismo.
(Angelo Forgione)

Radio 24 insiste con Napoli

Radio 24 insiste con Napoli
continua il tiro al bersaglio nel palinsesto della radio

Da giorni il palinsesto di Radio 24 è riempito di Napoli, ma in senso negativo, non certo del suo immenso patrimonio culturale. Mentre Giannino continua a dire che è colpa di chi si offende se si offende per la sua invocazione del Vesuvio come soluzione estrema per “riformare” i Napoletani e a prendersela con “La Repubblica” con la quale evidentemente ha un conto personale aperto, la premiata ditta Cruciani&Parenzo prima intavola la puntata de “La Zanzara” del 1 Luglio dal titolo “Ci penserà il Vesuvio?” e poi, nella puntata del 4 Luglio va in conflitto con un radioscoltatore che viene invitato a bruciapelo da Parenzo ad andare a raccogliere l’immondizia di Napoli perchè discorde con le sue idee sul Ministro Alfano, per poi essere “liquidato” bruscamente da Cruciani. E dire che la telefonata era iniziata con grande cordialità.

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5 Luglio 1984, Maradona sale le scale del San Paolo

Angelo Forgione – Maradona è del Napoli! Queste le quattro parole che fecero il vorticoso giro del mondo il 30 Giugno del 1984.
Fondamentale la volontà politica e l’appoggio del Banco di Napoli, tredici miliardi e mezzo di lire al Barça, combattuto tra il desiderio di trattenere il più grande talento del calcio mondiale e la necessità di liberarsi di un campione ormai troppo ingombrante e piantagrane, insieme al suo folto clan. Tra altalenanti smentite e conferme, il Napoli riuscì a chiudere l’acquisto del grande campione solo pochi minuti prima della chiusura del calciomercato. Quando mancavano ormai solo poche ore al termine ultimo per il trasferimento dei calciatori stranieri, il Presidente del Barcellona, Josep Lluís Núñez, convocò il direttore sportivo azzurro, Antonio Juliano. Maradona non ne voleva proprio più sapere di restare nella gabbia della Catalogna, laddove aveva conosciuto razzismo e droga, e voleva Napoli, il luogo della liberazione. Era fatta! Juliano rintracciò Ferlaino e lo fece precipitare in Spagna. Cinque ore per andare e tornare dall’Italia con un jet privato, firmare il contratto e poi depositarlo in Lega oltre il tempo massimo. Il patron, complice una guardia giurata “amica”, aveva organizzato un gioco di prestigio, consegnando una busta vuota in Lega a Milano, nei termini previsti, per poi sostituirla con quella contenente le firme, apposte direttamente all’aeroporto. Quando Juliano comunicò il buon esito delle operazioni, Maradona si abbandonò ad un pianto di commozione: «Sono un bambino nato da poche ore», disse.
La notizia rimbalzò a Napoli in simultanea, poi in tutto il mondo. Guardavo la tivù, Canale 34, e lessi la notizia in sovraimpressione intorno alle 23:30. Tutte le emittenti campane ne diedero comunicazione ai telespettatori. In poco tempo Napoli si riversò in strada come se la sua squadra avesse vinto il tricolore, il primo. Due dei miei fratelli maggiori trascinarono me i miei 11 anni e 9 mesi nella vecchia Fiat 500 scoperchiabile di mamma. La scoperchiammo e iniziammo ad urlare e sventolare bandiere nel mare del popolo azzurro, dal Vomero al centro. Caroselli di automobili e moto strombazzanti dappertutto, agitazione forsennata e festante di bandiere e sciarpe. Io incredulo, stralunato. Via Toledo intasata da un fiume di corpi, lamiere, urla e colori. Sfociammo lentamente in piazza Trieste e Trento, alla vista dell’assediata fontana “del carciofo”. Mai avevo visto nulla di simile. Solo Pochi mesi prima avevo ricevuto il magico battesimo allo stadio San Paolo: Napoli-Udinese 2-1. Una mediocre squadra aveva evitato la Serie B per un rigore di Ferrario e un goal di Frappampina. Quelli erano i nomi, ma io non conoscevo quello di Maradona. Il calcio era per me l’eleganza di Platini, i gol di Boniek, Paolo Rossi e Altobelli. Avevo visto il numero 10 sulle spalle dello sfortunato Dirceu. All’improvviso, senza averlo mai visto dribblare e incantare, capii chi era e cos’era Diego, e cosa era Napoli.
Chi trascorreva la serata nei cinema, nei teatri e nei luoghi al chiuso, lontano dalle tivù, si ritrovò uscendone in un pandemonio, il primo della storia azzurra. Nessuno capiva cosa stesse accadendo, anche se lo intuiva. «C’ammo accattato a Maradona!», rispondevano gli interpellati ai più scettici, e nessuno rinunciò a tuffarsi tra la folla, ingrossandola a dismisura. Spuntò anche Il Mattino, appena sfornato in tutta fretta da via Chiatamone, sulla cui prima pagina spiccava a caratteri cubitali la grande notizia.
Soli cinque giorni dopo, el Pibe de Oro mise piede per la prima volta sul prato verde del San Paolo. Accorsero a dargli il benvenuto ottantamila persone deliranti e felici. 2000 lire il costo simbolico del biglietto. Un palleggio ed un tiro verso la porta, quella sotto la curva B, e l’entusiasmo azzurro si trasformò in tripudio. Diego salutò il pubblico partenopeo con un semplice: «Buonasera napolitani». Lo stesso saluto riservato al San Paolo il 9 Giugno 2005, l’ultima volta in cui ha messo piede su quel terreno di gioco, in occasione dell’addio al calcio di Ciro Ferrara.
Tre anni dopo il primo delirio di massa la città sarebbe esplosa per il primo Scudetto. Ma in realtà la festa era la seconda.

(immagine: Salvio Capasso)

La risposta di Oscar Giannino

Sulla falsa riga delle invocazioni al Vesuvio, la disarmante risposta di Oscar Giannino all’invito alle scuse

ascolta le dichiarazioni di Giannino sul Vesuvio 

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Oscar Giannino, che lascia senza parole.

«vergognatevi voi, non avete ascolktato e ragliate alo specchio cadendo nella trappola di chi fa sempre credere agli italiani che ci si debvba dar ddosso insultandosi»
(Oscar Fulvio Giannino)

La trascrizione è testuale in copia e incolla, e lascia ancor più interdetti alla luce degli errori di digitazione del personaggio che raglia accusando di ragliare. Non intendiamo proseguire oltre la discussione perchè è sconcertante come il personaggio rinneghi ciò che ha chiaramente dichiarato, prima timoroso e poi convinto di quella che ha chiaramente presentato come l’unica SOLUZIONE ai problemi di Napoli, con l’imbarazzo del suo interlocutore che subito gli diceva «adesso ci saranno sicuramente polemiche».
«Io penso che per rifondare lo spirito e la legalità di quella città – ha detto Giannino – ci vuole questo». È evidente che per alcuni personaggi sia normale pensare, scrivere e dichiarare simili cose su Napoli e il Sud, finendo poi con lo sbigottimento di fronte alle reazioni. «Ma come, si ribellano pure questi Napoletani? Si vergognino!»… ci dicono, invece di porci le scuse.
No! I Napoletani perbene non si vergognino affatto ma anzi riflettano per una autentica presa di coscienza. Qui non si tratta di fare le vittime legittimando i nostri problemi e nascondendoli sotto il tappeto, ci mancherebbe. Qui si tratta di smetterla di subire la prevaricazione di certi nostri “concittadini” così come di taluni “fratelli” d’Italia che invece di costruire, pur avendone l’obbligo non solo morale, distruggono.

La nostra contro-risposta:
Dopo una simile risposta, credo che Lei sia senza speranza.
La abbandono cordialmente.
Angelo Forgione

La nostra lettera di protesta iniziale era la seguente:

Caro Giannino,
si vergogni per il messaggio da intellettuale leghista che ha saputo lanciare alla nazione, seppur smentendosi nel momento in cui lo pronunciava.
Questa è l’Italia in cui politici e giornalisti (categoria quest’ultima di cui anche il sottoscritto fa parte) non propongono soluzioni ma colpevolizzano e offendono un’intera comunità Napoletana che soffre e subisce da 150 anni.
Sappia che se l’illegalità è diffusa nel sud, come lo è, è perchè lo Stato lascia campo libero alla malavita e se ne serve. E questo è un andazzo iniziato guarda caso con il nostro caro amico Garibaldi. La conoscerà la storia dell’ordine pubblico a Napoli garantito da Giuseppe “camiciarossa”, no? O lei è uno di quelli che ancora raccontano le favolette dei padri della patria?
Abbia la decenza di chiedere scusa ad un popolo che soffre e che è costretto a sentire anche le Sue e non solo Sue idiozie. Almeno si dimostri umile.

Oscar Giannino propone l’eruzione del Vesuvio

Oscar Giannino propone l’eruzione del Vesuvio
i problemi di Napoli non vanno risolti, va risolta Napoli

Continuano gli attacchi alla comunità Napoletana e in questi giorni si moltiplicano da più fronti. Ora è la volta di Oscar Giannino, giornalista economista che ha saputo lanciare all’utenza della solita Radio 24 un messaggio deplorevole, seppur smentendosi immediatamente dopo averlo pronunciato. Come ai tempi di Bertolaso, si torna a invocare il Vesuvio.
Mentre i rifiuti tossici illegali continuano ad essere sversati in Campania, la solidarietà verso i Napoletani è negata ad ogni livello. E nel frattempo politici e giornalisti si comportano all’italiana, non proponendo soluzioni serie ma puntando il dito e colpevolizzando Napoli, offendono un’intera comunità che soffre e subisce da 150 anni.
Se l’illegalità è diffusa nel sud, come lo è, è perchè lo Stato lascia campo libero alla malavita. Dobbiamo per forza tornare a raccontare quando e perchè le mafie hanno preso il sopravvento al sud? Risparmiamocelo, almeno stavolta.

per proteste, indirizzare a:
lettere@radio24.it  24mattino@radio24.it noveinpunto@radio24.it 

Dal Comune di Palermo la solidarietà meridionale

Dal Comune di Palermo mano tesa al Novara calcio
dall’Assessore Randi un messaggio pro-Napoli al nord

Angelo Forgione – Il Novara, appena promosso in Serie A, deve mettere a norma lo stadio “Silvio Piola” in vista della massima serie. Lo farà entro la fine di Agosto, ma per evitare inconvenienti da ritardi e garantirsi l’iscrizione al campionato ha chiesto e ottenuto la disponibilità del “Renzo Barbera” al Comune di Palermo. Un atto “pro forma” ma essenziale per dare le necessarie garanzie alla Lega Calcio.
L’Assessore alle Risorse Immobiliari Eugenio Randi ha colto l’occasione per lanciare un forte quanto condivisibile messaggio di solidarietà in un momento in cui le istituzioni festeggiano l’unità del paese senza però darne segni tangibili.
«La richiesta del Novara – ha detto Randi – ci ha un po’ sorpreso ma ci siamo messi subito a disposizione. Per noi la solidarietà nazionale è un valore. Peccato che lo stesso spirito non si veda quando si tratta di aiutare città del Sud in difficoltà come Napoli».

V.A.N.T.O. ha inviato  il seguente messaggio di ringraziamento all’Assessore Randi e al Sindaco Diego Cammarata.

Gentile Assessore Randi,
apprendiamo delle Sue dichiarazioni in merito alla disponibilità dello stadio “Barbera” concessa al Novara Calcio e La ringraziamo per aver sottolineato quanto la solidarietà e il soccorso tra le diverse parti del paese spesso e volentieri venga a mancare quando si tratta di offrirlo a Napoli e al sud, Palermo compresa.
Saluti.

Hamsik via da Napoli? Clamore pilotato, l’aveva già detto un anno fa

Hamsik via da Napoli? Clamore pilotato.
l’aveva già detto un anno fa

di Angelo Forgione 

Sembra che la Pravda di Bratislava abbia fatto lo scoop con le dichiarazioni di Hamsik. Ma c’è da gettare acqua sul fuoco perchè in realtà lo scoop, come si è ben intuito, lo sta cercando di fare Raiola.

È da tempo che Hamsik pensa quel che ha detto al quotidiano slovacco e non è una novità, ma fin qui nessuno le aveva enfatizzate e inserite in una strategia ben precisa. Basta andare a rivedere il DVD della SSC Napoli “Destinazione Europa” firmato da Auriemma con la collaborazione del sottoscritto, allegato lo scorso Luglio 2010 alla Gazzetta dello Sport per raccontare il campionato che aveva portato gli azzurri alla qualificazione in Europa League. Rivedendo lo stralcio della parte dedicata ad Hamsik, ci si accorge che a Raffaele Auriemma che gli chiedeva se ci fosse il rischio imminente di “volare” a Milano, Torino, Manchester o Londra il talento slovacco rispose così: «Non lo nascondo… sicuramente sarebbe bello giocare in uno di queste squadre… però…». Di differente nella fresca frase «Mi piacerebbe molto indossare la maglia del Milan» c’è l’indirizzamento preciso che evidentemente allo slovacco qualcuno sta indicando.

Quella risposta, speculare a quella data al giornalista della Pravda, doveva far capire già allora che Hamsik sta bene a Napoli ma non si sente vincolato a vita al Napoli, e una sua partenza può starci quest’anno, l’anno prossimo, ma anche no. Oggi tutti si svegliano e scoprono che il giocatore vuole tradire Napoli.

Possiamo certamente discutere sul perchè Marek abbia dichiarato che sarebbe una svolta per la sua carriera, sminuendo la vera svolta che avvenne col passaggio dal Brescia al Napoli. Hamsik è già campione appetito dai top-team, ha disputato un mondiale ed è il calciatore simbolo della Slovacchia, cosa che non era nel 2007. Oggi, andare al Milan piuttosto che al Chelsea potrebbe essere un salto nel buio dal punto di vista tecnico perchè se qui si è affermato, altrove potrebbe anche non confermarsi pur avendone tutte le credenziali. E dunque la sicura svolta, diciamolo, sarebbe non tanto dal punto di vista tecnico quanto dal punto di vista remunerativo.

E allora cosa è cambiato rispetto all’anno scorso quando le frasi erano praticamente le stesse? Perchè allora i giornali e le tv di tutta Italia non si accorsero del “tradimento”? È cambiato che in passato si trattava di confidenze spontanee e innocenti mentre oggi qualcuno spinge realmente il giocatore altrove.  È cambiato che al fido procuratore Venglos,  di fianco al giocatore, si è aggiunto il sagace Raiola che vuole sempre di più per i suoi assistiti, che significa sempre più per se stesso.

Tutto questo clamore attorno a delle dichiarazioni reali e confermate da Venglos mentre Raiola e lo stesso Hamsik per il momento tacciono, e non per caso, è più verosimilmente frutto di una speculazione di chi preme perché il cambio di casacca avvenga e subito.

Le dichiarazioni di Hamsik non stupiscano. Personalmente mi aveva già svegliato l’anno scorso e le sue idee mi erano già ben chiare da allora. Possibile che nessuno se ne sia accorto?

Lo stralcio dal DVD “Destinazione Europa”


 

Cruciani, dalla mistificazione allo sberleffo

Cruciani, dalla mistificazione allo sberleffo
dopo le proteste, niente scuse e confronto
ma solo stupide risate

Ecco di nuovo il duo Cruciani-Parenzo irridere la grande storia del Sud. Dopo le proteste e la richiesta di un confronto civile in diretta radiofonica, alla trasmissione “la zanzara” si torna a ridere stupidamente invece di fare un bagno di umiltà e porgere scuse doverose.
Ancora strumentalizzazioni e paragoni inappropriati al fine di ignorare da una parte il meridionalismo e il revisionismo storico, e di screditare dall’altra chi rivaluta in qualche modo l’operato della dinastia borbonica di Napoli.
Complimenti ai due “giornalisti” per la fuga dal dibattito. 

guarda l’antefatto

La fiaccolata contro il boicottaggio

La fiaccolata contro il boicottaggio al piano rifiuti
le foto della serata

leggi l’articolo di Napolitoday

La passione azzurra dal Giappone

La passione azzurra dal Giappone
l’omaggio di “Micio”, innamorata di Napoli

L’aveva promesso Michiho Ando quando recentemente è volata in città per assistere a Napoli-Inter col padre e la figlia: «Ho una sola bandiera con me, quando torno in Giappone ti mando la mia bandiera con lo stendardo giapponese e quello delle Due Sicilie accanto allo stemma del Napoli».
E così è stato. La più grande tifosa orientale del Napoli e di Napoli mi ha fatto piacevolissimo omaggio della bandiera coi due paesi, quello “d’ ‘o sole” e quello del sol levante.
Ed eccola la sua bellissima creazione sullo splendido tramonto napoletano che per un attimo scalda il cuore (clicca sulle foto per ingrandire), dedicato a “Micio” che ama la storia e la cultura Napoletana oltre che il Napoli.

Grazie “Micio”! 感謝