Un giglio dedicato a “Malaunità”

Un giglio dedicato a “Malaunità”
Martedì 20 Settembre, serata identitaria a Barra


Martedì 20 settembre, ore 21.30, via Mercalli, Barra (Na), serata identitaria per presentare il giglio “150 anni di cultura unita” che sfilerà alla festa dei Gigli.

Dibattito e presentazione del libro “Malaunità” con Gennaro De Crescenzo (Associazione Neoborbonica), Angelo Forgione (Movimento V.A.N.T.O.), Eddy Napoli (artista), Ciro Esposito (responsabile del progetto).
Presenta la serata Ciro Giustiniani (Made in Sud). A seguire il teatro dei “Due per Duo” (Made in Sud, Colorado Cafè).

Quando qualche mese fa le note e le parole di “Malaunità” iniziarono a girare nella mia mente, l’augurio che gli facevo era quello di farsi sentire, il più forte possibile, nelle piazze e tra la gente perché “Malaunità” è un grido necessario di rabbia e di amore. Rabbia per quello che è stato 150 anni fa (e che nessuno ci ha raccontato mai bene), amore per una terra ed un popolo ignorati e umiliati da troppo tempo. Ecco perché quando mi è arrivata la richiesta di presentare il nostro libro a Barra dopo la caratterizzazione musicale e scenografica di un giglio, sono stato contento: la festa dei gigli di Barra è una delle poche feste popolari rimaste a Napoli e quelle note e quelle parole si faranno sentire, forti e chiare, nei vicoli del quartiere. Uno squarcio di verità storica in un momento di festa. Appuntamento, allora, a Barra.
Eddy Napoli

Le aziende del nord inquinarono: reati prescritti!

Le aziende del nord inquinarono: reati prescritti!
in Campania si muore di tumore ma l’inchiesta non fa colpevoli

Angelo Forgione – I rifiuti pericolosi furono sotterrati nelle campagne del Casertano, ma l’inchiesta «Cassiopea» che ha portato alla luce i traffici di un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi non ha prodotto colpevoli e pene. Le industrie di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Toscana si liberavano dei rifiuti tossici interrandoli illegalmente in Campania servendosi della camorra; in questo modo pagavano un prezzo notevolmente inferiore a quello che avrebbe richiesto lo smaltimento autorizzato dalla legge. 
Il gip Giovanni Caparco, del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha dichiarato il non luogo a procedere per i 95 imputati, quasi tutti titolari di aziende e autotrasportatori che sversavano i rifiuti nelle campagne. 
Perdite di tempo e rinvii hanno salvato i colpevoli; cento faldoni furono inizialmente trasmessi alla Procura Antimafia che però, dopo alcuni anni, a propria volta non si ritenne competente e rinviò gli atti a Santa Maria Capua Vetere. Nel 2006 una nuova udienza preliminare, segnata da errori di notifica, rinvii, astensioni dei penalisti e trasferimento dei giudici, mentre le associazioni ambientaliste lanciavano l’allarme per la possibile prescrizione. Timori fondati trasformatisi purtroppo nella prescrizione.
Così, mentre la popolazione campana fa i conti con l’aumento esponenziale dei tumori (40mila casi in più in un anno), gli imprenditori del nord vanno a spasso a godersi i loro soldi. Ognuno se ne faccia un’opinione.

Qualcuno salvi la guglia dell’Immacolata!

Qualcuno salvi la guglia dell’Immacolata!
intervista-appello ai microfoni di Telecaprinews

Intervista e denuncia sulle condizioni critiche e allarmanti della guglia dell’Immacolata che, dopo nove mesi di messa in sicurezza dei gruppi marmorei, mostra tutte le sue ferite nel silenzio assoluto.
E intanto i finanziamenti vanno a statue sicuramente da ripulire ma non certamente in pericolo. I conti non tornano.

leggi l’articolo per napoli.com

Alenia da Napoli a Varese e cancellazione di Casoria

Alenia da Napoli a Varese e cancellazione di Casoria
la Lega Nord dietro la deindustrializzazione campana

Angelo Forgione – 1200 gli esuberi strutturali dichiarati da Alenia Aeronautica che annuncia la chiusura di tre siti: Casoria, Venezia e Roma con periodi di cassa integrazione per mille lavoratori ed esternalizzazioni di attività che coinvolgono 500 addetti. 
Grave colpo per l’economia della Campania e il primo a tuonare è l’Assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli Marco Esposito«Se dovesse emergere un ridimensionamento delle strutture campane di Alenia ci sarà una reazione fortissima del territorio».
«L’amministratore delegato di Finmeccanica, uomo della Lega nord, sposta la sede legale di Alenia da Napoli a Varese. Non ci vuole molto per capire che si tratta di una decisione politica», ha detto il deputato del Pd Luisa Bossa.
Sta di fatto che la Lega Nord continua a decidere degli equilibri economici del Paese a danno della Campania e del Mezzogiorno, decretandone la deindustrializzazione del tessuto economico e ricattando il centrodestra cedevole ad ogni richiesta delle camicie verdi. Nelle scorse settimane il ministro Maroni, in visita a Varese, aveva esortato pubblicamente il neo Ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi a battersi per le eccellenze aeronautiche della provincia e solo nei giorni scorsi Umberto Bossi ha parlato pubblicamente di una Lega che “ha  messo  il cappello sul progetto dello stabilimento di Cameri”.
L’Ad Giuseppe Orsi, anche presidente del Distretto dell’aerospazio della Lombardia, è uomo della Lega Nord e avrebbe avuto un forte appoggio alla nomina dal partito secessionista. I frutti cominciano a vedersi.
Si attende una reazione del Governatore della Campania Stefano Caldoro.

Lavezzi su Twitter chiede scusa per la battuta

Lavezzi su Twitter chiede scusa per la battuta
“non volevo offendere i napoletani” 

Arrivano tramite Twitter, ed erano veramente superflue, le scuse del “pocho”. Sul social-network, Lavezzi ha oggi lanciato un messaggio in cui ha scritto:
Buongiorno a tutti volevo chiarire, quello che ho detto mercoledì era soltanto una battuta, a qualcuno non è piaciuta vi chiedo SCUSA!! Era mia intenzione non mancare di rispetto a nessuno“.
Lavezzi non era chiamato a delle scuse perchè è chiaro che non ha offeso nessuno, ma ha fatto bene a dare un segnale. Tutti sappiamo che era una battuta, e sappiamo che non intendeva mancare di rispetto a nessuno. Da questo messaggio si deduce che ha capito con umiltà di aver creato qualche imbarazzo e che molti Napoletani non amano solo il Napoli ma anche e soprattutto Napoli, e che non è il caso di offrire il fianco ai preconcetti di alcuni contro la gente che lo adora. Compreso chi scrive.
Come già detto, Lavezzi era in buona fede perchè straniero e vittima di un certo malcostume figlio di una altrettanto certa ignoranza italiana.
Non era certamente in malafede Caressa a fargli la domanda come qualcuno ha detto e non il calciatore nella risposta ironica. Youtube è pieno di video amatoriali che testimoniano di tifosi di ogni città che accolgono a migliaia nottetempo i propri beniamini in ogni aeroporto d’Italia. Ma il “pocho” ha semplicemente commesso una gaffe innocente perchè ha fatto ridere chi ride facilmente sulla pelle dei Napoletani.

Vai “pocho”… dribbla i luoghi comuni come gli avversari in campo. Ricordati che, come noi ti abbiamo eletto nostro idolo sportivo, anche tu hai il tuo che può insegnarti come fare. Noi siamo tutti con te!

Nel video, a 3:24 Maradona racchiude la sua missione Napoletana

L’accusa a Lavezzi che nessuno ha mosso

L’accusa a Lavezzi che nessuno ha mosso
riflessioni personali sul rispetto per i Napoletani 

Angelo Forgione – Da sempre, ho assistito alle offese contro la gente di Napoli e alla città senza che mai un sindaco o una personalità di rilievo pretendesse scuse e riguardo. Ecco perchè in questi anni ho promosso battaglie e discussioni a livello nazionale contro chi ci ha offeso, ottenendo spesso il dovuto RISPETTO per TUTTI i Napoletani, e non è il caso di fare l’elenco autorefenziale. La mia opera ha suscitato l’interesse di tanti Napoletani veraci, famosi e non, qualcuno dei quali ha persino formulato pubblicamente all’attuale amministrazione cittadina la proposta di mutuare in qualche modo la mia esperienza con un ufficio comunale curato da un avvocato che quereli chiunque offenda la nostra città.
Ma ora che, per COERENZA, ho analizzato (e non attaccato) un inconsapevole e innocente passo falso di un osannato giocatore del Napoli, leggo sui vari forum e non solo cose indecenti sulla mia persona, sulla mia professionalità e sulla mia reputazione. Tutto quello che ho fatto fin qui è stato a volte dettato da mie intuizioni ma talvolta, anzi spesso, anche dalle copiose segnalazioni, proteste e testimonianze di indignazione alle quali ho dato un seguito solo dopo aver visionato e verificato con i miei occhi e con la mia ottica quanto sottopostomi. E a dimostrazione di un vittimismo da evitare, molte volte ho ridimensionato quanto segnalato. Ho insomma dato sfogo alla mia indignazione ma ho anche tastato il polso alla gente, e l’ultimo caso è nato proprio dalle telefonate ricevute appena il fatto (non grave) si consumava e dalle decine e decine di messaggi sull’argomento.
Il giudizio di talune persone, in minoranza rispetto a coloro che dimostrano di apprezzare, che hanno espresso un giudizio alla persona e non al fatto, mi costringono a riflettere sull’opportunità di dare seguito al filone culturale di denuncia contro luoghi comuni e attacchi ingiustificati ai Napoletani, per limitarmi alla sola diffusione culturale e alla questione monumentale.
La mia personale opinione è che noi Napoletani saremo sempre schiavi di un’unica fede, quella calcistica, di fronte alla quale la nostra identità e la nostra rispettabilità passano in secondo piano; essere tifosi del Napoli deve significare essere tifosi di Napoli ma se ciò non è, temo che non faremo mai il salto di qualità culturale che potrebbe consentirci di “liberarci” e di ottenere il nostro riscatto sociale.
L’ironia nella vita non deve mai mancare e tutti sanno quanto i Napoletani abbiano insegnato al mondo a ridere. E nella mia sfera privata ho testimonianza di essere apprezzato anche per il mio umore e la mia propensione alla risata. Ma non mi apparterrà mai la filosofia di “È COSA ‘E NIENTE” denunciata drammaticamente dal grande Eduardo e rispolverata da Roberto Saviano per far riflettere su quello che è di fatto il più grande limite dei Napoletani: il non riescire a capire la differenza tra autoironia e autolesionismo.
Napoli non può essere difesa se non dai Napoletani, molti dei quali non ne hanno alcuna voglia.

Chiudo queste riflessioni col videoclip di “RISPETTO” che racchiude la filosofia operativa di V.A.N.T.O. ben raccolta e musicata dal bravissimo Danilo Belsino.

Napoli fannullona? Anche Lavezzi ci casca.

Napoli fannullona? Anche Lavezzi ci casca.
ora è ufficiale, l’argentino si è perfettamente ambientato in Italia

Angelo Forgione – Gaffe innocente di Lavezzi nel dopopartita di Manchester-Napoli di Champions League che non è passata inosservata neanche a qualche quotidiano nazionale del nord. Intervistato da SKY, il campione argentino ha chiuso il suo intervento con una battuta certamente innocente ma figlia di un luogo comune ampiamente analizzato nei giorni scorsi (link in basso).
Dopo la splendida prestazione degli azzurri, Fabio Caressa dallo studio gli ha domandato se fosse cosciente che a Capodichino avrebbero trovato i Napoletani ad accogliere la squadra e la risposta, accompagnata da un sorriso sornione, è stata: «Non penso, la gente a Napoli lavora!». Subito sono scoppiate le fragorose risate di Ancelotti, Vialli, Rossi e dello stesso Caressa che poi sottolineava la battuta sdrammatizzandola con un «non se la prenderanno naturalmente (i Napoletani)… detta dal pocho…»
Purtroppo l’argentino del Napoli, magari infastidito dall’assedio dei tifosi in Via dei Mille di qualche giorno fa in pieno giorno (a proposito, ma quando capiremo che i giocatori sono uomini come gli altri?), non si è calato nella realtà identitaria di una Napoli che cerca di combattere gli stereotipi ma è vittima, non per sue colpe, della realtà italiana fatta di pregiudizi e luoghi comuni verso la totalità della gente che lui stesso rappresenta. Tuttavia, pur nella goliardia del siparietto, passa un messaggio negativo perchè trattasi di una battuta pronunciata da uno che a Napoli vive e che non è Napoletano, e per questo viene preso indirettamente sul serio. Lavezzi non si rende conto del danno d’immagine che arreca alla gente di cui difende i colori; ma non se ne può fargliene certo una colpa, anzi, va compreso.
Ritornano però in mente le “bacchettate” di De Laurentiis che alla vigilia della stagione ha indirizzato al suo calciatore la frase «Lavezzi faccia più il Napoletano e meno l’argentino», invitandolo a lavorare di più e ad evitare di tirar tardi la notte.
Certo, sono lontani i tempi di quell’altro argentino chiamato “sudaca” a Barcellona che non accettò i luoghi comuni contro i Napoletani. Quell’argentino si oppose al sistema come sempre nella sua vita per difendere, in ogni modo e finchè li ha rappresentati, anche i “suoi” Napoletani. E pagò pure quello.
Inutile evidenziare che i soliti buontemponi di turno hanno subito strumentalizzato la battuta di Lavezzi con titoli del tipo “anche Lavezzi prende per il culo i Napoletani”. Così come è inutile dire che stamane Napoli era già dalle primissime ore ingolfata dal solito intenso traffico quotidiano, e non si trattava certo di gente che tornava da Capodichino.
Per far festa al lavoro ci sarà tempo Lunedì 19, festività patronale di San Gennaro, almeno per l’ultima volta. Sperando che le cose vadano bene Domenica sera per il Napoli contro il Milan. Allora si che ci si potrà permettere di distrarsi per il Napoli senza il timore che qualcuno rida.

Spot e slogan su Napoli fannullona che non c’è

Approfondimenti

Il simbolo della storia del Sud a Manchester

Il simbolo della storia del Sud a Manchester
la bandiera delle Due Sicilie è riapparsa in Inghilterra… proprio li!

Il Napoli di oggi, come già detto, non porta solo una squadra storica nell’Europa dei grandi ma anche il meridione per la prima volta nella competizione da quando la vecchia Coppa dei Campioni è divenuta Champions League.
E infatti, anche in occasione del match di Champions League MANCHESTER CITY vs NAPOLI, all’ingresso delle squadre in campo è stato inquadrato il settore dei Napoletani in cui campeggiava una bandiera dell’antico Regno delle Due Sicilie. Milioni di persone hanno così visto il simbolo della storia di Napoli e del Sud. Accade sempre più spesso… il verbo culturale continua a diffondersi!

GUARDA IL VIDEO

La promozione culturale della nostra storia allo stadio

a Valencia una piazza in onore delle Due Sicilie

a Valencia una piazza in onore delle Due Sicilie
nel cuore della città l’ottocentesca “Plaza de Nápoles y Sicilia”

Edifici ottocenteschi e palazzi antichi, anche se negli anni un lato della piazza è stato deturpato dallo sviluppo edilizio moderno. Ma il toponimo è quello di allora, quando la mediterranea Valencia omaggiò Napoli, intesa come Regno di Napoli, e la Sicilia, ossia Regno di Sicilia; insomma, le Due Sicilie.
La “Plaça de Nápols i Sicìlia” è alla Ciutat Vella (Distretto 1), nel quartiere “La Xerea” nel cuore di Valencia.

(foto tratta da Flickr – account “tonogayora”)
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RC auto, vessazione per i meridionali. Ma…

RC auto, vessazione per i meridionali. Ma…
una sentenza di Strasburgo impone polizze uguali per tutti

di Angelo Forgione

Discriminazione assicurativa, altro che chiacchiere! La RC auto a Napoli può costare anche il 150% in più rispetto a Milano. La spiegazione ufficiale per quest’aberrante differenza di trattamento è in realtà una falsità facilmente smontabile: a Napoli avvengono più incidenti. L’ISTAT smentisce coi dati ufficiali che raccontano chiaramente come il tasso di incidentalità del capoluogo campano non sia  assolutamente superiore alle città del nord e che il tasso di mortalità in Campania sia tra i più bassi in assoluto.
La polemica divampa per un fenomeno che ha raggiunto e superato il limite di sopportazione degli utenti meridionali. L’Antitrust sta indagando su presunti cartelli per non moderare i prezzi e le prime multe sono già arrivate ad Ina-Assitalia per le disdette unilaterali delle polizze comunicate a clienti campani, pugliesi e calabresi. L’assessore allo sviluppo e alla tutela dei consumatori del Comune di Napoli Marco Esposito ha costituito un Comitato denominato “RCA Napoli Virtuosa” col quale si intende mettere in campo degli strumenti per colpire gli autori delle truffe assicurative e avvantaggiare i cittadini virtuosi. Le associazioni di categoria protestano e Federconsumatori ha indetto per il 24 Settembre una manifestazione di protesta a Napoli per supportare il comitato MO BAST!. Il network meridionalista CogitoErgoSud, invece, ha lanciato una petizione online per poi interrogare gli organi istituzionali sulla questione.
La discriminazione è dunque chiara e inaccettabile, anche perché la legge 990 del 24 dicembre 1969, con la quale si è introdotta l’obbligatorietà di stipula assicurativa per i veicoli a motore, non contempla alcuna diversità di tariffe in base alla residenza degli assicurati.
A spaccare il granitico fronte delle compagnie assicurative potrebbe però essere una sentenza della Corte di Giustizia di Strasburgo dello scorso Giugno, nell’ambito di una decisione su un ricorso presentato da un’associazione belga di consumatori: il premio dell’assicurazione non può cambiare in base al sesso, all’età e al luogo di residenza; in caso contrario, si tratta di “discriminazione”. Così l’Alta Corte ha di fatto annullato la differenziazione delle tariffe su base territoriale e AssoConsumatoriItalia ha spiegato che grazie a questa sentenza dovranno essere invalidate tutte le leggi di recepimento nazionali (in Italia è il D.lgs. 196/2007) a partire dal 21 dicembre 2012. A meno di nuovi decreti.
Staremo a vedere.