Riflessioni personali su un fine settimana di follia
l’Italia che nella difficoltà da il peggio di se

di Angelo Forgione
FRASTORNATO! È la parola che meglio mi descrive dopo l’ultimo week-end di difficoltà del paese. L’ondata d’acqua a Genova ha tolto la vita a sei persone, tra cui dei bambini, e la tranquillità a tutti. Ma ha tolto anche la lucidità, e il risultato è che il paese ha dato il peggior volto di se.
Mentre Sabato si agiva per liberare Genova dal fango e riflettevo su un pianeta sempre più al collasso per il mutamento del clima, mi toccava sentire e denunciare il parere di Paolo Villaggio che si riferiva al solo dissesto idrogelogico italiano, pur gravissimo, addossando le colpe agli ultimi che se ne curarono. Spiazzante, nel ridimensionare la sua Liguria ha tirato su tutto il fango di Genova, ci ha messo dentro la sua incultura storica e l’ha buttato sul Sud intero. Niente scuse, e dopo il fango a Napoli è arrivata anche l’acqua, quella vera; alle sei vittime liguri si è aggiunto un campano. Troppo per poter rischiare l’ordine pubblico in occasione della partita Napoli-Juventus. Metropolitane allagate, sottopassi allagati, Fuorigrotta non più pronta pure se il sole è tornato. Le critiche al sindaco di Genova per non aver chiuso le scuole hanno trovato riscontro nel grande esempio di responsabilità del Prefetto di Napoli, lo Stato, che ha detto “no”. E invece di plaudire al senso di responsabilità di una decisione utile a prevenire altri problemi, da Torino sono piovute critiche. Le scuole a Genova dovevano restare chiuse, lo stadio a Napoli invece aperto.
“C’era una partita importante da giocare, sono quattro anni che ce le danno, e ora che siamo primi in classifica ci avete tolto lo sfizio di battervi”. Così avranno pensato sul versante bianconero. Ma chi gli ha detto che ci avrebbero battuti? E giù critiche al Napoli, a De Laurentiis che avrebbe condizionato la decisione per prendersi una vendetta dopo la turbolenta compilazione dei calendari. Critiche al Prefetto per eccessiva cautela, e chi se ne frega se ci sono stati 7 morti, di cui uno a qualche chilometro in linea d’aria dallo stadio. Anzi, il portiere Michelangelo Rampulla, ex secondo della Juventus, è uscito spericolatamente proprio come quando con la Cremonese realizzò un goal di testa in “zona cesarini”. Stavolta però non ha fatto goal ma un clamoroso autogoal, invocando giustizia per un rinvio non giustificato neanche dalla morte di un uomo, perchè tanto a Napoli è all’ordine del giorno. Il portiere emigrante di Patti, Messina, che vive a Torino, non sapendo che la città della mole è al terzo posto nelle statistiche degli avvenimenti luttuosi, davanti alla mortale Napoli e dietro alle leader Roma e Milano, ha pensato bene di organizzare una sparatoria (una più una meno) di idiozie. Ma poi, incalzato dai siti e dalle radio Napoletane, ha dovuto chiedere scusa, ma con l’attenuante di essere stato male interpretato da chi ha immortalato le sue parole (chi scrive). E allora perchè si è scusato invece di rettificare? Forse peggio ha fatto il suo vicino di banco Francesco Gullo, ex protagonista del reality “Campioni”.
Di fronte ad una partita di calcio il paese non vuol sapere nulla. Basta un minuto di raccoglimento, e poi tutti a distrarsi, a pensare alle cose serie. Ma neanche i 60 sacrosanti secondi di silenzio sono uguali per tutti perchè per la luttuosa alluvione di Messina la Lega non ebbe la sensibilità di sancirli come per questa occasione. Un silenzio rotto dai mal di pancia del calciatore Gamberini e dai sorrisi di Montolivo. Un piccolo rumorino fisiologico che ha imbarazzato ma non ha certo fatto più rumore della stampa torinese, capace di sbeffeggiare la cultura Napoletana a suon di titoli in lingua partenopea, fortunatamente ben scritta, tratti da canzoni e poesie che fanno senso se pronunciate da Gianduja. E poi immagini di soli e lune come neanche il colonnello Bernacca ai tempi d’oro, telecronisti in bianco e nero a zonzo per il San Paolo per fornire bollettini inutili quanto il tentativo di sopperire al trauma di una partita fantasma.
Quando tutto sembrava bastare arrivava l’ultimo ostacolo, come in un videogame in cui arrivi all’ultimo quadro e trovi il mostro da distruggere per completare il percorso: Giuseppe Cruciani, la zanzara fastidiosa tanto alla radio quanto in tv, si parava contro Diego Abatantuono che rispettava la saggezza della decisione Napoletana per prendersela con Napoli e il Napoli. E dov’è la novità? Vabbè, questo mostro si sconfigge in fretta, e da solo. Game over!
Specchio dell’Italia, paese delle discussioni e degli scontri, dei sospetti e della dietrologia, degli stereotipi e dell’ignoranza, che in un momento di difficoltà ha dimostrato quanto debba vergognarsi. Francamente sono orgoglioso della decisione presa a Napoli, una lezione di civiltà e di responsabilità oltre ogni esigenza e a dispetto della venerata divinità del calcio spiritata dalle pay-tv. Una decisione da paese civile e normale che qualcuno ha voluto fa passare per malandrina, per quel preconcetto diffuso per cui ogni cosa che si fa a Napoli nasconde la furbata.
La palla può attendere, e anche gli juventini che dovrebbero ringraziare il Prefetto del Napoli per avergli procurato un appuntamento infrasettimanale diverso dal cinema. Un po’ di vergogna per non aver rispettato la morte di sette persone non guasterebbe.
Angelo Forgione – È una due giorni allucinante in cui la stupidità è caduta giù… come pioggia. Dopo Paolo Villaggio, la nuova oscenità è firmata Michelangelo Rampulla, l’ex portiere della Juventus che, nel corso della trasmissione “Diretta Stadio” sull’emittente milanese 7Gold, si è reso protagonista di un’affermazione inqualificabile.
Eamonn Fitzgerald, responsabile della comunicazione per le “7 Meraviglie della Natura”, ha
Angelo Forgione – Parole agghiaccianti quelle del comico Paolo Villaggio che, nel corso di un’intervista telefonica rilasciata a Sky Tg24 del 5 Novembre, a proposito delle tragiche conseguenze dell’alluvione di Genova, se l’è presa col Sud e indirettamente con Napoli.
Il 4 novembre 1737, dopo soli 270 giorni di lavori per un capolavoro firmato Antonio Medrano e Angelo Carasale, veniva inaugurato il “Real Teatro di San Carlo”. 274 anni fa, “Achille in Sciro”, con musiche di Domenico Sarro e libretto di Pietro Metastasio, inaugurava la grande musica del teatro universalmente riconosciuto come il più bello del mondo, oltre che di fatto il più antico lirico esistente. Fu il primo edificio monumentale voluto da Carlo III di Borbone, ancor prima delle regge. Sarebbe diventato il centro della 
Angelo Forgione – Scandalo alla Reggia di Caserta: chiusa nei giorni festivi per mancanza di fondi! E mentre a Venaria Reale è boom, a Caserta, come un po’ in tutto il Sud, si schiaffeggiano i turisti e si nega la grande cultura del meridione. Uno dei monumenti più importanti d’Italia, patrimonio mondiale dell’Unesco, tiene i cancelli chiusi proprio quando la gente ha più tempo per ammirarlo. E così, in questi assolati giorni del ponte di Ognissanti, i turisti provenienti da altre regioni hanno trovato l’ingresso sbarrato.
Angelo Forgione – Nel giorno del 51° compleanno di Maradona, ho pensato per una volta di non creare ma di rispolverare e decodificare uno spot del 2007 della collana “Campionato io ti amo” (La Gazzetta dello Sport). 30 secondi ideati dall’agenzia pubblicitaria McCann Erikson che descrivono perfettamente la fierezza dei tifosi Napoletani, sostenitori di una squadra del Sud che ha vinto poco rispetto ai ricchi club del Nord ma che ha vestito con la sua maglia azzurra il più grande giocatore di tutti i tempi, capace tra l’altro di caricarsi di