De Laurentiis propone rilancio di Pompei e Napoli

De Laurentiis propone rilancio di Pompei e Napoli

Il produttore cinematografico e patron del Napoli incontra il Presidente della Regione Caldoro e immagina una sorta di grande set cinematografico. Il progetto prevede anche il Gran Premio di F1 a Napoli e stabilimenti balneari a Mergellina.Anche De Laurentiis intuisce l’importanza degli scavi per il turismo di Napoli. Del resto Carlo III di Borbone partì proprio con gli scavi per attrarre i turisti del “grand tour” e fare di Napoli la meta più ambita del ‘700.

Leggi l’intervista completa a De Laurentiis  sul rilancio turistico di Napoli da IL MATTINO

Consiglio di ascoltare questa mia intervista alla radio australiana SBS Network, precisamente al minuto 6:06, che focalizza il problema evidenziato anche da De Laurentiis: attorno agli scavi, il nulla. Oro buttato!

E a margine…

A Gaeta per non dimenticare.

A Gaeta per non dimenticare.
Convegno Nazionale, 12-13 Febbraio 2011

Appuntamento al Convegno Nazionale della “Fedelissima” che si terrà nel secondo fine settimana di Febbraio a Gaeta, un luogo a tutti noi caro, importante, significativo per la nostra identità, campo di battaglia dove un Esercito mortificato e infangato dai tradimenti riscattò, con coraggio e determinazione, il proprio onore scrivendo le più belle e gloriose pagine di quello che fu l’ultimo assedio dell’era cavalleresca.
Gaeta è la città “fedelissima a Napoli e al suo Regno” dove un Re Napoletano, dal cuore Napoletano, assediato da terra e da mare dalla congiura atea-massonica internazionale che bombardò ad oltranza senza pietà di persone e cose, sacrificando il suo trono e mortificando la sua persona, lasciò al popolo “Napolitano” un forte messaggio di speranza, di pace e di giustizia che abbiamo il dovere e l’onore di raccogliere e diffondere a tutti coloro che si riconoscono nella propria antica ed immortale storia.
Per ognuno di noi che lottiamo per affermare le verità taciute, nel vivo delle retoriche celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia, è un “richiamo” che ci porta a raggiungere Gaeta in questa significativa ricorrenza, un atto d’amore per ricordare e rinvigorire quegli stessi alti ideali che unirono i nostri eroi sugli spalti della gloriosa Fortezza fino all’estremo sacrificio della vita.
Tra sfilate borboniche e percorsi rievocativi, toccanti cerimonie e messe solenni, alzabandiera e spari di cannone, commemorazioni, mostre, convegni e dibattiti, menù storici nel borgo medioevale, musica e canti, ci ritroveremo
a Gaeta per sentirci parte integrante dell’amata Patria Napolitana che, dopo 150 anni di sventure e di menzogne, continua a vivere nelle menti e nei cuori dei suoi figli fedeli.
L’evento, nato con lo spirito “istituzionale” di riportare alla luce il patrimonio di verità storica che appartiene a tutti i Meridionali, si svolgerà, come ogni anno, con il patrocinio e la collaborazione della Regione Lazio, del Comune di Gaeta, della Camera di Commercio di Latina, del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, dell’Associazione Naz. Ex Allievi della Nunziatella, della Confcommercio di Latina, dell’Ascom Gaeta, della Pro Loco Gaeta, e di numerosi altri Enti ed Associazioni aderenti all’iniziativa.

Leggi il programma ufficiale del Convegno Nazionale

A margine del programma ufficiale, si svolgeranno attività del Parlamento delle Due Sicilie

Riunione del Parlamento del Sud e del Movimento Neoborbonico
Sabato 12, ore 13:00 – Hotel Serapo

(in preparazione anche la presentazione di un’importantissima novità editoriale scritta a più mani meridionaliste).


Al via il restauro della statua di Piazza Mazzini

Al via il restauro della statua di Piazza Mazzini

Finalmente si avvia a soluzione l’ANNOSO SCANDALO di Piazza Mazzini al centro della quale, da almeno un decennio, fa “bella” mostra la statua di Paolo Emilio Imbriani sfregiata da scritte in ogni dove. Sta finalmente per sparire la vergogna e il decoro urbano nel sito sta per tornare meno astratto e indefinito.
Le impalcature alzate oggi faranno sparire le griffe di “Nicola + Tore”, di “Salvatore ‘o vip” e di “formaggino”, eroi dei tempi moderni consegnati ormai alla storia della Napoli contemporanea. Ogni lettura delle incisioni sul basamento, a quei pochi curiosi ormai rimasti in città, fino ad oggi era preclusa dall’insieme disarmonico di tali scritte realizzate con “i coltelli della cultura”: le bombolette spray.
Anni di battaglie, denunce e sensibilizzazione da parte del sottoscritto che già in passato aveva suggerito provocatoriamente di ricollocare la statua in un’altra piazza magari un po’ più “rispettosa” (o presunta tale) come Piazza Fanzago.
L’appello è affinchè, una volta ripulita, la statua non venga di nuovo imbrattata. Non è possibile accettare che ogni bruttura su monumenti, statue e palazzi storici debba abituare la cittadinanza al degrado di cui nessuno si meraviglia più.
È giusto auspicare inoltre altri interventi del genere in una città che ne ha davvero bisogno, con la medesima formula che prevede le spese a carico dei privati ai quali è data in concessione la disponibilità degli spazi pubblicitari sulle impalcature.

Chi è Paolo Emilio Imbriani? Quanto costa il restauro? E quanto durerà?
Leggi su napoli.com

clicca sull’immagine per leggere l’articolo sul ROMA del 29.12.10

mazzini restauro appello forgione

articoli e denunce del passato

Vittorio Emanuele II a Piazza Bovio per una nuova Teano. Il Parlamento delle Due Sicilie chiede chiarezza al Sindaco Iervolino e propone il trasferimento della statua a Torino!

Vittorio Emanuele II a Piazza Bovio per una nuova Teano.
Il Parlamento delle Due Sicilie chiede chiarezza al Sindaco Iervolino e propone il trasferimento della statua a Torino!

Questo è forse l’ultimo regalo* che sta facendo la Iervolino alla nostra città.
Questa notte è successo qualcosa a Napoli: l’ineffabile sindaca ha fatto traslocare la statua di Vittorio Emanuele II, che è già un’offesa alla memoria dei tanti “napolitani” trucidati durante il Risorgimento, a Piazza Bovio, facendo così incontrare idealmente Vittorio Emanuele II con Garibaldi la cui statua è frontalmente all’altro capo del corso.

Una nuova Teano, una nuova simbolica invasione piemontese del sud, un’esaltazione degli eccidi nel Sud si sta compiendo nel centro di Napoli. Senza contare che a Teano non ci fu affatto un incontro cordiale ma un “licenziamento” a tutti gli effetti di Garibaldi da parte del re piemontese che raccoglieva così tutto il lavoro sporco fatto al sud del generale dittatore delle Due Sicilie.

I membri del Parlamento delle Due Sicilie (tra cui rappresentanti del movimento Neoborbonico e del Movimento V.A.N.T.O.) hanno aperto una pubblica sottoscrizione per trasferire la statua di Vittorio Emanuele II di Savoia a Torino. Altresì hanno invitato il sindaco Iervolino a fare chiarezza sui costi di queste complesse operazioni, sugli eventuali progetti legati alle celebrazioni sui 150 anni dell’unità d’Italia e sugli ipotetici cambiamenti di nomi di strade e piazze sui quali sarebbe opportuno informare la cittadinanza.
Si è richiesto di trasferire la statua del primo re d’Italia nell’ex capitale sabauda con una scelta coerente alla luce di una nuova storiografia sempre più documentata e diffusa che sta rivelando tutte le conseguenze dell’unificazione realizzata con modalità che hanno comportato solo danni al Sud:  la fine di una Napoli capitale per sei secoli e dei primati culturali ed economici, il massacro di circa un milione di vittime tra i nostri conterranei, le emigrazioni bibliche e la questione meridionale prima sconosciuta e tuttora drammatica ed attuale, i saccheggi delle nostre banche, una crisi progressiva e inarrestabile nella totale incapacità delle nostre classi dirigenti.
E intanto non esistono strade, neanche piccole, intitolate ai grandi protagonisti della nostra trimillenaria storia (dai greci ai Borbone).

In questo senso le celebrazioni dell’unificazione italiana possono essere un’occasione importante per analizzare e studiare la nostra storia senza sperperare denaro pubbblico, senza mistificazioni e senza una retorica che in un secolo e mezzo ha dimostrato tutta la sua inutilità.

La Iervolino avrebbe fatto meglio in questi anni ad occuparsi di questioni ben più gravi ed urgenti per una città come Napoli, sempre meno rappresentata e sempre meno difesa e a tutti i livelli. Avrebbe fatto meglio ad occuparsi di iniziative più serie e concrete anche dal punto di vista culturale; il Museo Civico Filangieri è chiuso da anni, quello di San Martino sempre privo di fondi. Avrebbe fatto meglio a provvedere alla redazione del “Piano di Gestione” che se l’Unesco non avrà entro Febbraio cancellerà Napoli dalla lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità. Avrebbe fatto meglio a far partire una seria raccolta differenziata.

Ufficio Stampa Movimento Neoborbonico:
347.84.92.762 – 339.443.68.90

* forse il penultimo regalo, se l’Unesco dovesse depennare Napoli dalla lista dei patrimoni a Febbraio.

foto repubblica.it

guarda le foto del trasloco su repubblica.it

Pompei, crolla la Domus dei Gladiatori

Pompei, crolla la Domus dei Gladiatori

di Angelo Forgione

Crollo agli scavi di Pompei: stamane all’alba è venuta giù la Schola Armatorum, la Domus dei Gladiatori. Pare che a causare il collasso della struttura siano state delle infiltrazioni d’acqua, almeno a quanto riferito dai custodi.

Non è un fatto isolato poichè il sito archeologico di Pompei sta crollando lentamente, giorno dopo giorno. Da tempo si susseguono gli appelli al Governo Berlusconi e al Ministro Bondi che restano inascoltati e risuonano più vigorosi che mai dopo questo nuovo grave accadimento. Tra questi, quello dell’ex sindaco di Ercolano Luisa Bossa: «Sono mesi che denuncio, con interrogazioni e articoli, il degrado allarmante degli scavi di Pompei. Il gravissimo crollo di stamattina è la dimostrazione che il Governo e il ministro Bondi hanno sottovaluto la situazione e raccontano, da tempo, un bel pò di sciocchezze».

I tagli ai beni culturali stanno mettendo in ginocchio tutto il patrimonio artistico italiano, il maggiore del pianeta, e la Campania, ricca di siti, ne risente in maniera particolare. Gli insufficienti lavori che si stanno portando avanti negli scavi vesuviani prevedono l’uso di mezzi pesanti che stanno mettendo a rischio la stabilità delle fragili quanto preziosissime strutture archeologiche. Alcuni “restauri” poi si sono compiuti con l’uso di colate di cemento.

Il Ministro Bondi si è dimostrato in passato compiaciuto del lavoro dei suoi collaboratori e commissari e solo un mese fa il Sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro aveva polemizzato dicendo che le polemiche sul degrado di Pompei erano solo un pretesto per gettare fango sull’immagine del Ministro Bondi.

Pompei crolla perchè i fondi per la salvaguardia dei beni culturali sono ridotti al lumicino, mentre si favoleggia la costruzione del Ponte di Messina e si sponsorizzano le “grandi opere”. L’Italia spende un sesto di quello che spende la Germania per il patrimonio culturale, pur detenendo una ricchezza monumentale e archeologica di gran lunga superiore.
L’Italia “conserva” il 70 per cento del patrimonio artistico mondiale ma lentamente perde posizioni nelle preferenze dei turisti internazionali e pezzi importanti d’arte.

Nel 1748, un sovrano illuminato fiutò l’oro alle falde del vulcano e diede il via a quegli scavi che rappresentarono la fortuna di un Regno. Oggi l’Italia quell’oro lo ha in mano e lo butta via. Canta Federico Salvatore in “Se io fossi San Gennaro”: «é lo sforzo di cagare dell’ignobile pappone sulle perle date ai porci da Don Carlo di Borbone».

leggi su napoli.com

video-denuncia: IL PONTE SULLO STRETTO CHE AMMAZZA LA CULTURA

Aurelio De Laurentiis, un Presidente meridionalista

Aurelio De Laurentiis, un Presidente meridionalista

Tra una chiacchiera di calcio e una di cinema, il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha esternato, in una intervista rilasciata a Dario Sarnataro di Lunaset, il suo pensiero extra-calcistico sulle condizioni politico-sociali della città di Napoli.

Un passaggio molto interessante, pregnante di riferimenti alla “questione meridionale” e ricco di concetti espressi da autentico meridionalista.
Un assist che il Presidente mi ha fornito e che non potevo non “mettere in rete”.
Dedicato a coloro che a Napoli tifano per le squadre del nord e che non sanno di quale “colpa” si macchiano.