Storia della fontana della Tazza di Porfido di Napoli

Angelo Forgione – Quando Ferdinando di Borbone, nel 1778, fece approntare la Villa Reale di Napoli, chiese all’architetto neoclassico Carlo Vanvitelli di realizzare “una passeggiata da Re”. Il figlio del più celebre e defunto Luigi realizzò un luogo raffinato e improntato ai principi di simmetria e prospettiva tipica dei giardini francesi, prevedendo fontane ed opere d’arte classiche. Tra queste, al centro del viale, una grande fontana circolare raffigurante Partenope e il Sebeto, con amorini versanti acqua. La realizzò nel 1781 il celebre Giuseppe Sanmartino, autore del Cristo Velato, inizialmente in stucco, con l’impegno di tradurlo in marmo. Rimase così, primitiva, per sette anni, e non fu mai definita perché nel 1788 fu sostituita dal Toro Farnese, uno dei pezzi della parte romana della Collezione Farnese, sottratta ai vincoli romani dal Re, legittimo erede della serie di opere d’arte della famiglia paterna. Il Toro fu circondato da una gran vasca di fontana, simile a quella che l’attorniava nelle Terme di Caracalla, ornata da raffigurazioni simboliche delle stagioni, per essere poggiato su un finto scoglio in pietra lavica affiorante dalle acque (vedi dipinto di Saverio Della Gatta – Museo di San Martino). Quando, nel 1826, la preziosa scultura fu definitivamente sistemata nel Real Museo Borbonico (attuale Museo Archeologico Nazionale), fu sostituita con un nuovo gruppo scultoreo assemblato, firmato dall’architetto ticinese Pietro Bianchi, impegnato a realizzare il nuovo emiciclo della Basilica di San Francesco di Paola di fronte al Real Palazzo. fontana_villa_2Dal centro del quadriportico normanno della cattedrale di San Matteo di Salerno Ferdinando fece rimuovere una grande vasca di granito egizio, proveniente dal Tempio di Nettuno a Paestum e risalente alla metà del V secolo a.C., che i salernitani chiamavano affettuosamente “il provolone”, facendola sostituire con un’altra vasca più piccola, sempre in granito, che in origine era il fonte battesimale dello stesso plesso religioso. La grande vasca rimossa, del diametro di circa sei metri, era stata collocata nel Duomo salernitano nel 1085, e per i cittadini locali si trattò di una dolorosa perdita. Fu portata a Napoli per essere poggiata su quattro leoni neoclassici del Bianchi (evidentemente simili ai leoni realizzati per il colonnato di San Francesco di Paola), dalle cui bocche far sgorgare acqua. Fu chiamata Fontana della Tazza di Porfido.
tom_jerry_villacomunaleLa fontana, “visitata” da Tom & Jerry appena giunti a Napoli, è ancora oggi motivo di risentimento da parte di Salerno, che richiede la restituzione della vasca di granito contro i pareri negativi dall’amministrazione municipale napoletana e dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.

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Il nuovo Euro? Molto meridionale

euro_europaAngelo Forgione per napoli.com – Arriva il restyling dell’Euro, la tanto discussa cartamoneta che Mario Draghi sta per sdoganare rinnovata in tutto il Continente, più per un’operazione simpatia che per una vera esigenza anti-contraffazione. La curiosità, un po’ beffarda, è che la nuova banconota avrà una forte connotazione di Meridione e Grecia, proprio le due aree più povere dell’Eurozona. L’Eurosistema ha infatti deciso di apporre nella filigrana e nell’ologramma dei nuovi biglietti un ritratto di Europa, figura della mitologia greca. La sua effige è tratta da un vaso del 360 a.C., Europa e il toro, rinvenuto a Taranto e custodito dal 1825 al Louvre di Parigi. È ascritto al Pittore dell’Iliupersis, artista attivo proprio a Taranto nel secondo quarto del IV secolo a.C.
Nella mitologia greca, Europa era la figlia del re fenicio Agenore. Zeus, dall’alto del Cielo, notò la bella principessa insieme alle Ore, sue ancelle, sulla riva del mare e se ne innamorò. Per non intimorire le fanciulle, assunse la forma di un toro bianco, mettendosi a pascolare l’erba del prato. Le fanciulle, vedendolo calmo, lo accarezzarono ed Europa gli salì in groppa. Allora il toro prese a correre, con la spaventata principessa che si tenne aggrappata forte, e dopo ore di corsa giunsero nell’isola di Creta, dove il toro ritornò alle sembianze di Zeus, dichiarando il suo amore e facendo scendere da Cielo le ancelle, per celebrare l’unione. Questo mito ha indotto gli antichi Greci a utilizzare “Europa” come termine geografico. Per tutto il IV secolo il mito di Europa fu raffigurato in gran numero nei vasi prodotti nell’Italia meridionale.
euro_1L’impronta del Sud-Italia era già presente nella grafica del biglietto da 5€. I diversi tagli ripercorrono sin dal 2002 i periodi della storia dell’architettura europea, mostrando sul fronte porte o finestre, che simboleggiano l’apertura, e sul retro ponti, che rappresentano il collegamento tra le varie nazioni. Non costruzioni specifiche, euro_2ma costruzioni con elementi tipici del periodo architettonico rappresentato disegnati con la consulenza di ingegneri e storici dell’arte, per non creare disparità all’interno dei paesi dell’Unione Europea. Ebbene, il biglietto meno “ricco” è dedicato all’architettura classica, quindi all’antichissimo stile greco e romano, poi recuperato nel secondo Settecento partendo dalla Napoli degli scavi vesuviani e dalla rivoluzione neoclassica di Luigi Vanvitelli che, in tutt’Europa, mandò in soffitta il Barocco e il Rococò. Nella banconota si riconosce qualcosa di molto somigliante al Pont du Gard, l’acquedotto romano sul fiume Gard realizzato nel sud della Francia nel 19 a.C., modello d’ispirazione vanvitelliana del formidabile Acquedotto Carolino della valle di Maddaloni di trentasei secoli più tardi.
Qualcuno, in Italia, ha detto che con la cultura non si mangia. Il Sud-Europa, che di cultura ne ha evidentemente da vendere, perde sempre più potere d’acquisto. Che strana quest’Europa.

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videoclip: MATADOR CAVANI

videoclip: MATADOR CAVANI
tributo al bomber del Napoli

Proprio mentre sta per avviarsi la nuova avventura del Napoli, ho pensato di chiudere il ramo dedicato agli azzurri di questa intensa stagione di orgogliosa produzione multimediale pro-Napoli con un meritatissimo e richiestissimo tributo al protagonista del campionato che ha portato la banda Mazzarri in Champions League.
Un videoclip interamente dedicato al “Matador” Cavani e diviso in due parti. Nella prima, un mix di goal del bomber azzurro a ritmo latino-americano. Nella seconda, un concentrato di emozioni raccontato da tutte le più famose voci del San Paolo.
Buona visione!

 

ATTENZIONE: il video non è disponibile in molti paesi esteri per questione di diritti.
Per vederlo, inserire il ink http://www.youtube.com/watch?v​=0p4tDBk5P7g sul sito http://hidemyass.com/