Una giornata con Maarten van Aalderen per raccontare Napoli

Angelo Forgione – Raccontare Napoli, per uno come me, è come far eruttare il Vesuvio. Ma quando capita di raccontarla ad un prestigioso collega che ti ascolta con curiosità, e sai che, se riuscirai a fargliela capire nella sua complessità, lui cercherà di farlo coi suoi lettori, la passione diventa missione.
Ho incontrato Maarten van Aalderen, corrispondente del prestigioso quotidiano olandese “De Telegraaf”, inviato per indagare sulle condizioni di degrado che attanagliano il centro di Napoli. Maarten è uno studioso della cultura italiana e la racconta al suo paese. È perfettamente integrato nel nostro, vivendo a Roma da più di 20 anni. Paolo Mieli lo ha definito “giornalista ideale per condurre se stesso e i suoi colleghi ad una visione del nostro Paese moderna, all’occorrenza critica ma anche libera da stereotipi e pregiudizi”.
Non so cosa scriverà sul suo reportage ma mi piace raccontare delle ore trascorse con lui camminando lungo la storia di Napoli, non solo fisicamente. Ancora una volta ho avvertito la profonda curiosità di uno straniero nei confronti della nostra città, una maggiore voglia di decifrarla rispetto a tanti connazionali e alla diffusa superficialità. Ed è stato gratificante.
Maarten giunge a Napoli con la moglie, toscana. Entrambi con diverse visite napoletane sulle spalle. Non hanno pregiudizi, ma solo belle sensazioni e tanti interrogativi. Lui, nel suo lavoro, non ha alcuna intenzione di speculare sugli aspetti più superficiali della nostra realtà. Al Gambrinus, il caffé di benvenuto è d’obbligo, e da li parte il nostro minitour, dalla Piazza del Plebiscito abbandonata fino al fascino antico dei Decumani. Gli parlo della nostra Storia, della nostra Cultura, cercando di fargliele comprendere nella loro eccezionalità… perchè in fondo sono Storia e Cultura che appartengono ad ogni cittadino europeo e del mondo, che non sarebbe ciò che è senza quel che Napoli gli ha dato. Appartengono anche a lui, e a sua moglie. Lo dice l’UNESCO, e io lo dico a lui, con argomenti interessanti e convincenti. Gli spiego cause ed effetti del nostro declino; gli racconto il nostro degrado, monumentale e intellettuale. Con la sofferenza e la forza dell’orgoglio ad animare le mie parole.
Per indagare sul nostro mondo, Maarten e Signora hanno altri “rassicuranti” incontri cui  lascio serenamente il testimone, conoscendone la mia stessa passionalità. Al nostro saluto, proprio di fronte la targa celebrativa dell’UNESCO in Piazza del Gesù, leggo nei miei interlocutori la sensazione in loro di aver iniziato a decifrare un universo che già conoscevano ma che, ne sono certo, gli risultava fino ad oggi indecifrabile.
«Grazie, sei stato preziosissimo, interessante. Se ci fossero più persone come te, le cose in Italia andrebbero meglio». Questo è il saluto dei miei nuovi amici, perché tali sono diventati. Non più semplici curiosi ma persone che hanno voluto capire la mia visione della città, quindi me. E hanno voluto capire Napoli, provandoci ancora una volta.
Nel tardo pomeriggio mi sincero che il loro piccolo viaggio nella napoletanità sia stato appagante e produttivo. Loro sono sul treno di ritorno per Roma. Maarten ha un tono sereno, rilassato, felice; il tono di chi ha sfruttato al meglio un giorno della sua esistenza per capire una parte del mondo che è mondo essa stessa. Mi dice che stava appunto riflettendo con la moglie: «Siete persone straordinarie, siamo rimasti tanto colpiti. È stata una giornata stupenda per noi. Grazie di cuore».
Grazie a te Maarten per aver ascoltato Napoli. Da collega serio e colto, hai sicuramente fatto egregiamente il tuo lavoro, traendone spunto per arricchimento personale. Sicuramente i tuoi connazionali in Olanda leggeranno un bell’articolo, nonostante tutto. Ne sono certo.

Storie di soldi e oggetti restituiti (spesso) a Napoli

Dimentica il portafogli con 50€, un assegno da 950 e due carte di credito su una mensola di in un’edicola di via Medina a Napoli. Un cliente della rivendita lo ritrova e lo riconsegna al legittimo proprietario. Protagonista della vicenda, Alfonso Graziano, cilentano 47enne originario di San Mango Cilento, da qualche mese magistrato presso la terza sezione del Tar del capoluogo campano. Ritornato all’edicola oltre due ore dopo, il titolare dell’edicola gli ha riconsegnato il portamonete segnalato da un altro cliente. «È un episodio che sfata certi luoghi comuni quando si parla di Napoli – ha commentato il giudice Graziano – Nè l’edicolante, nè il signore che ha ritrovato il portafogli sapevano che lavoro facessi. Si sono semplicemente comportati da cittadini onesti, come ce ne sono tanti qui a Napoli. Eppure all’interno del portafogli non vi erano proprio spiccioli. Sono felice di lavorare qui, anche perchè è una città meravigliosa e piena di umanità. Ora spero solo di poter ringraziare di persona chi ha ritrovato il mio portamonete».
Doverne parlarne non è normale perché il gesto dovrebbe essere esso stesso norma. E talvolta lo è a Napoli, dove recentemente un tassista ha riconsegnato 2000€ in contanti a dei clienti svizzeri. E poi un turista francese che ha riavuto un pc e una turista fiorentina che ha potuto recuperare il suo portafogli con soldi, carte e biglietti. E come non ricordare lo scrittore americano Benjamin Taylor che ha perso il passaporto al Duomo e dopo ore è tornato sul posto disperato trovando uno sconosciuto seduto paziente sul sagrato ad aspettarlo.
Bene e male sono ovunque, e la regola vale dappertutto. La vita è un terno al lotto e Napoli non è certamente un’urna truccata.

Napoli e Unesco, pensavo fosse amore e invece era un calesse

Le condizioni del centro storico della città e dei suoi monumenti non sono degne della lista dei patrimoni dell’umanità. Le associazioni in prima linea per la difesa del centro storico napoletano pensavano che tra Napoli e l’Unesco fosse amore e invece hanno scoperto che da tempo era un calesse. E daranno conto in un apposito dossier del degrado che regna al centro storico, report con tanto di logo disegnato da Angelo Forgione che verrà consegnato al presidente della Commissione nazionale dell’Unesco, Giovanni Puglisi nel prossimo sit-in organizzato per venerdì 16 novembre alle 10 presso l’aula Magna del centro congressi della “Federico II” in via Partenope, in occasione della giornata celebrativa dei 15 anni di presenza di Napoli nella lista Unesco.
«A prescindere dal degrado che da sempre regna nel centro storico di Napoli, c’è il clamoroso silenzio sulla vicenda dei Girolamini o l’acclarato fallimento del Forum Universale delle Culture. Meglio rinunciare che continuare a fare figuracce» dice Antonio Pariante del Comitato di Portosalvo.
«Far finta che il matrimonio sia felice ha contribuito a nascondere il degrado del nostro patrimonio, unico al mondo. Se non si appronta il Piano di Gestione e non si smuovono le acque, che senso ha fregiarsi del riconoscimento? Speriamo con la nostra provocazione di accendere i riflettori sul nostro patrimonio abbandonato» dice invece Angelo Forgione del Movimento V.A.N.T.O.
Un messaggio forte che giunto da chi rifiuta l’effimero di un premio dorato e richiama l’attenzione sui problemi del grande patrimonio monumentale di Napoli.

COMITATO DI PORTOSALVO – V.A.N.T.O. – INCONTRI NAPOLETANI – INSIEME PER INNOVARE – AsMed – COMITATO DI PIAZZA FUGA – NAPOLI PUNTOACAPO – Ass.ne CHIAIA PER NAPOLI – UGL BENI CULTURALI – MEDINAPOLI – GRUPPO PORTOSALVO GIOVANI – Ass.ne ERNESTO ROSSI (Radicali Napoli) – ATLANTIDE RITROVATA – CORPO DI NAPOLI – Ass.ne TELEFONO BLU/Napoli

Decumani, troppo degrado. «L’UNESCO cancelli Napoli!»

unescoSit-in dei comitati e delle associazioni al prossimo vertice dell’Unesco a Napoli per l’indegna situazione del centro storico e l’assoluta mancanza di una vera politica per il recupero e il rilancio dei beni culturali del sito partenopeo. L’appuntamento è per Venerdì 16 novembre alle ore 10 presso l’Aula Magna della “Federico II”.
Con questa grande provocazione le associazioni che si battono da anni per la difesa e per il rilancio dei beni culturali a Napoli, allo scopo di farne un grande volano per l’occupazione giovanile e lo sviluppo dell’economia, manifesteranno al vertice Unesco previsto per Venerdì prossimo alla Università “Federico II”.
A 17 anni dal riconoscimento Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, il centro storico di Napoli (il più vasto d’Europa), nel quale continua a crescere solo lo spaventoso degrado a colpi di graffiti e di atti vandalici che mortifica le strade, le piazze, le chiese, le fontane, i palazzi e quasi tutti i monumenti del centro antico, aspetta ancora i famosi “soldi promessi” dalle varie istituzioni per la sua riqualificazione e il suo rilancio. Nel frattempo, la nuova amministrazione comunale, che ha ereditato precisi obblighi e doveri verso la stessa Unesco (guarda il video in basso), pur essendo impegnata nel recupero dell’immagine culturale e turistica della città, trascura il problema e non ha ancora avviato il “PIANO DI GESTIONE” deliberato due anni fa dalla precedente giunta, per organizzare e implementare i necessari i servizi e le varie attività nel “prezioso perimetro” accentuando così il generale depauperamento in tutta l’area. Per questo motivo, considerata l’assoluta mancanza di una “seria politica” finalizzata alla concreta valorizzazione dell’immenso “giacimento storico, artistico e monumentale della città” e soprattutto il clamoroso fallimento del FORUM DELLE CULTURE, nel quale sono state tradite le aspettative dei giovani e sono state disattese le speranze dei napoletani che con questo evento auspicavano anche un forte rilancio economico e sociale della città. I comitati e le varie associazioni cittadine, riunite attorno ai comuni obiettivi per il riscatto e la rivalutazione dei Decumani, chiederanno all’UNESCO di revocare questo prestigioso riconoscimento e di cancellare definitivamente il nome della città di Napoli dalla lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità per l’indegna condizione del sito e per la grave situazione di incuria e di abbandono in cui versa questo importante luogo dell’arte e della cultura universale per il quale non sembra esserci più nessun futuro e nessuna prospettiva.

COMITATO DI PORTOSALVO – V.A.N.T.O. – INCONTRI NAPOLETANI – INSIEME PER INNOVARE – AsMed – COMITATO DI PIAZZA FUGA – NAPOLI PUNTOACAPO – Ass.ne CHIAIA PER NAPOLI – UGL BENI CULTURALI – MEDINAPOLI – GRUPPO PORTOSALVO GIOVANI – Ass.ne ERNESTO ROSSI (Radicali Napoli) – ATLANTIDE RITROVATA – CORPO DI NAPOLI – Ass.ne TELEFONO BLU/Napoli

Ilenia Lazzarin, dal Nord alla sorprendente Napoli

L’esperienza napoletana di Ilenia, la bella Viola di “Un posto al sole”

Nata nella provincia lombarda, a Busto Arsizio, trasferitasi a Vercelli a 11 anni per poi approdare a Napoli a 19 anni ed entrare nel cast della “soap” partenopea.
Ilenia Lazzarin racconta Napoli vissuta con gli occhi di una ragazza della provincia settentrionale catapultata appena maggiorenne nella caotica metropoli del Sud, spiazzata dall’impatto con una realtà controversa e spesso eccessiva ma ben presto sorpresa dalla ricchezza culturale, dalla bellezza monumentale e paesaggistica e dall’umanità di una città diversa dagli stereotipi e dai classici pregiudizi al di là dei suoi problemi.
Auguri ad Ilenia per le sue prossime trenta candeline (6 Settembre)… da milanese napoletana. E per la sua prossima laurea napoletana. Ilenia studia infatti Scienze Della Comunicazione al “Suor Orsola Benincasa”.

(si ringraziano Alessandra Del Giudice e napolicittassociale.it)

Mastroianni: «Vivrei in un pianeta tutto napoletano»

Mastroianni: «Vivrei in un pianeta tutto napoletano»

tutto l’amore per Napoli dell’indimenticato Marcello

Impareggiabile e indimenticabile Marcello Mastroianni, capace di “disegnare” i connotati della da lui sinceramente amata Napoli. Uomo capace di capirla e abbracciarla senza pregiudizi grazie alla sua frequentazione artistica del luogo. Le sue parole, negli ultimi anni della sua vita, sono colme di rispetto e di un sentimento asciutto per una città capace di sorprenderlo e di sorprendere anche l’amico-collega Jack Lemmon giunto a Napoli per girare il film “Maccheroni” evidentemente carico di pregiudizi come sempre sgretolati dall’evidenza dei fatti. Ed è veramente toccante ed emozionante il racconto dell’esperienza personale di Mastroianni che riesce a descrivere la sua percezione della “diversa” umanità e della poesia di Napoli rispetto ad altri luoghi come Roma.
Grazie Marcello, un caffè pagato per te… ovunque tu sia. Magari su un pianeta tutto napoletano.

Piano di Gestione UNESCO in dirittura d’arrivo

Piano di Gestione UNESCO in dirittura d’arrivo

Intervista ad Angelo Forgione sul Piano di Gestione per il Centro Storico di Napoli in fase di emanazione. Quale futuro per il più vasto e significativo sito d’Europa?

Evitata la figuraccia per l’esclusione dalla lista dei patrimoni dell’Umanità. Ma il degrado nel centro deve vedere contrasto e soluzione perchè questa città deve ritrovare il turismo che merita, ma anche la sua storia e la sua identità.

Il video del Sit-In con la partecipazione di Eddy Napoli e altre associazioni

Crolli a Pompei, cosa c’è dietro? (intervista a Radio SBS Australian Network)

Crolli a Pompei, cosa c’è dietro?

intervista a Radio SBS Australian Network

6 Novembre 2010: crolla la “Schola Armatorarum” detta anche Domus dei Gladiatori. Un pezzo di patrimonio unico al mondo che l’Italia perde per sempre. Disponibile online l’intervista ad Angelo Forgione sul crollo di Pompei concessa al prestigioso network australiano “SBS Radio” in cui si tenta di fare chiarezza sulla situazione.


Paradossale! Il Comune di Napoli “compra” il “Piano di Gestione” Unesco

Paradossale! Il Comune di Napoli “compra” il “Piano di Gestione” Unesco

unesco
COMUNICATO STAMPA
La manifestazione del 24 Settembre di V.A.N.T.O. e “Portosalvo”, insieme alle altre associazioni e all’artista Eddy Napoli, comincia a dare i suoi frutti e a far chiarezza sulla questione UNESCO. Ed emergono particolari importanti.
Il Comune di Napoli verserà un totale di 200.000 euro
per la redazione del “Piano di Gestione” che l’Unesco stesso chiede con insistenza come requisito fondamentale per non escludere Napoli. Vale a dire che l’Unesco lo chiede e, dal momento che non lo ottiene, se lo scriverà da solo previo compenso. 150.000 euro serviranno per pagare gli esperti dell’Unesco mentre altri 50.000 euro andranno ad una società piemontese che si occuperà dell’organizzazione dei lavori.
Cittadini quindi sin qui all’oscuro della situazione, ma una volta che la nostra protesta ha portato a conoscenza del problema, si è scoperto che i soldi pubblici finiranno in gran parte allo stesso ente internazionale che lo richiede che provvederà quindi a fare il lavoro che competerebbe ai tecnici del Comune di Napoli.
In qualità di Presidente del Movimento V.A.N.T.O., organizzatore insieme al Comitato civico di Portosalvo della protesta delle associazioni unite, esprimo il totale disappunto per lo sperpero di soldi che si sarebbero risparmiati se l’amministrazione si fosse mossa per tempo e nelle modalità indicate.
Altresì, in qualità di rappresentante per la città di Napoli del Parlamento delle Due Sicilie, ritengo grave che una parte di questi soldi prendano la via del Piemonte.

Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O.

ARTICOLO SU NAPOLI.COM
leggi l’articolo su napoli.com

Venerdì 24 Settembre ci pensò la protesta del Movimento V.A.N.T.O. e del Comitato di Portosalvo, supportati dal cantante Eddy Napoli e da altre associazioni cittadine, a sollevare la discussione sul rischio esclusione del centro storico di Napoli dalla “World Heritage List”, ovvero la lista dei patrimoni dell’umanità Unesco. Giovedì scorso una delegazione delle associazioni cittadine è stata ricevuta a Palazzo “San Giacomo” per discutere sulla questione e dall’incontro è venuto fuori un retroscena paradossale: saranno in qualche modo i contribuenti a tenere Napoli nella lista dei patrimoni dell’umanità. Si, perché il Comune di Napoli verserà all’Unesco un totale di 200.000 euro per la redazione del “Piano di Gestione” che l’Unesco stessa chiede con insistenza come requisito fondamentale per non escludere Napoli a Febbraio 2011. Vale a dire che l’Unesco lo chiede e, dal momento che non lo ottiene, se lo scrive da solo. 150.000 euro serviranno per pagare gli esperti dell’Unesco mentre altri 50.000 euro andranno ad una società piemontese che si occuperà dell’organizzazione dei lavori.
La fase di avvicinamento alla scadenza stabilita dall’Unesco prevede un confronto “blindato” tra soli amministratori e i super-consulenti, con una sola finestra aperta ai cittadini prevista per il periodo natalizio. Cittadini quindi sin qui all’oscuro della situazione, ma una volta che le associazioni hanno portato a conoscenza del problema, si scopre che i soldi pubblici finiranno in gran parte allo stesso ente internazionale che lo richiede che provvederà quindi, previo compenso, a fare il lavoro che competerebbe ai tecnici del Comune di Napoli. E alla stesura del “Piano di Gestione” non parteciperanno quindi le associazioni cittadine, le uniche fin qui a dimostrare di avere a cuore il problema. I rappresentanti delle stesse associazioni hanno dichiarato il loro disappunto «per lo sperpero di soldi che si sarebbero risparmiati se l’amministrazione si fosse mossa per tempo e nelle modalità indicate, ed è ancora più grave che una parte di questi soldi prendano la via del Piemonte».

Adesioni per “Sit-in” a Palazzo San Giacomo per il Piano di Gestione UNESCO

VENERDI’  24 SETTEMBRE ORE 10:00 – “SIT-IN A PALAZZO SAN GIACOMO PER IL PIANO DI GESTIONE”
MANIFESTAZIONE CONTRO IL GRANDE RITARDO DEL PIANO DI GESTIONE CHE L’UNESCO ATTENDE DA 15 ANNI….

il Movimento V.A.N.T.O., insieme al COMITATO CIVICO DI S. MARIA DI PORTOSALVO, sta preparando una manifestazione pubblica contro il grave ritardo del Piano di Gestione che l’UNESCO e, soprattutto la nostra città, stanno aspettando da ben 15 anni.

L’ amministrazione comunale, che ha il compito e l’obbligo di redigere questo importante documento, da cui dipende la sorte del nostro centro storico e quindi del prestigio e dell’economia della stessa città, continua infatti a perdere tempo prezioso dimenticando e facendo silenzio sull’imminente scadenza fissata dall’UNESCO per la presentazione fissata per il prossimo febbraio 2011, pena l’esclusione dalla Heritage list (la lista dei siti patrimoni dell’umanità).

Per questo motivo, chiunque fosse interessato a partecipare e supportare la manifestazione è invitato a fornire la propria adesione, inviando anche un marchio dell’Associazione o Comitato (qualora esistente) da apporre sul volantino che si andrà a distribuire, all’indirizzo email vanto_xg1@email.it

Si prega di diffondere e aderire. È in ballo il destino della nostra città


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