Quella sciarpa del Napoli contro il razzismo

Quella sciarpa del Napoli contro il razzismo

una forte denuncia di Red Ronnie… negli anni ’80

Angelo Forgione
Ritengo utile sottoporre questo vecchio contributo televisivo del 1989 che vede Red Ronnie protagonista di una singolare denuncia del razzismo contro i meridionali. Dopo più di vent’anni la denuncia è ancora attualissima, forse ancor di più. Ma le parole sono inutili… spazio alle immagini.

I due difetti dei napoletani

I due difetti dei napoletani

Blandizzi e le battaglie per i diritti

di Tania Sabatino per “IL DENARO” di Sabato 4 Febbraio 2012

La forza della musica serve anche a parlare dei problemi dell’attuale società e delle possibilità di sviluppo e di rilancio del capoluogo partenopeo.
È stata un’occasione anche per fare questo il miniconcerto live acustico del cantautore partenopeo Lino Blandizzi, svoltosi martedì 31 gennaio alla Mondadori Centro Napoli della storica piazza Trieste e Trento, angolo via Nardones.
A ripercorrere, assieme al cantautore, le varie tappe della sua carriera ultraventennale Piero Antonio Toma, giornalista, scrittore, saggista e anche autore insieme a Blandizzi di brani come “Acqua” (diventata la colonna sonora della battaglia, condotta da padre Alex Zanotelli, contro la privatizzazione di un bene così prezioso) e “Vieni donna del Sud”, una denuncia dei diritti negati alle donne in tante parti del mondo.
“L’appello che lanciamo con questo brano – sottolinea Tomaper la salvaguardia e l’affermazione dei diritti non è rivolto direttamente alle donne, che pure sono le protagoniste del pezzo, ma alle istituzioni che si occupano dell’accoglienza”.
I brani che hanno animato la serata sono riuniti nell’album “Il mondo sul filo”, frutto della collaborazione con l’etichetta Clapo/Edel. A contraddistinguerli un comun denominatore: la denuncia “dell’incomprensibile indifferenza”, come la definisce lo stesso Blandizzi, che attanaglia quest’epoca, dove si è “impassibili di fronte ad un mondo che va in malora” spogliato di ogni valore. Per “scuotere le coscienze”, quindi, arrivano questi undici brani, caratterizzati da toni duri, che non utilizzano metafore e giri di parole.
Emblematica, poi, la canzone “Il mondo scoppia”, che appare rappresentativa di tutto l’album quando dice “Scoppia il mondo scoppia… lo stiamo lasciando cadere a pezzi… il rispetto per se stessi non c’è più…”.
Unica canzone in dialetto “Vierno Vattenne”, una poesia di Luigi Compagnone, musicata dal cantautore. Un modo per promuovere la cultura e valorizzare l’autentica napoletanità.

Una napoletanità che, per riscoprire la sua anima più vera ed autentica e per declinare il suo futuro secondo la voce sviluppo, deve liberarsi da due mali: “l’individualismo ed il pagnottismo”, come ribadisce, durante la serata, il giornalista Angelo Forgione che “quotidianamente prova a combattere tutte le ingiustizie che Napoli subisce”, come sottolinea Blandizzi.
Intenso l’omaggio all’amico Sergio Bruni con “Ma dov’è”, romanza interpretata in duetto con lo stesso Bruni ed ultimo lavoro discografico del maestro.

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XXI Convegno della Fedelissima Città di Gaeta

XXI Convegno della Fedelissima Città di Gaeta

“Dai primati alla recessione: viaggio nei destini del Sud”

Per ogni meridionalista è un dovere esserci. Noi ci saremo!

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VENERDI’ 9 MARZO

  • ore 15:00 – Santuario Montagna Spaccata
    visita guidata ai luoghi dell’assedio;
  • cena con menù storici nel centro di Gaeta  

SABATO 10 MARZO

  • ore 10:30 – Hotel Serapo,
    “Parlamento delle Due Sicilie”
    riunione commissioni con la presentazione di progetti e proposte.
  • Ore 11:00 – Teatro Ariston “Terroni”
    spettacolo di Roberto D’Alessandro.
  • Ore 16:00 – Hotel Serapo, Convegno con:
    PINO APRILE (La “restanza” e i nuovi giovani)
    LORENZO DEL BOCA (La mancata unità)
    GENNARO DE CRESCENZO (Movimento Neoborbonico, Dai primati alle questioni)
    CLAUDIO ROMANO (Uff. Storico Marina, La Marineria Napoletana)
    ALDO PACE (Fondazione Banco Napoli, Banco e sviluppo del Sud);

    Saluti di Antonio Raimondi (Sincaco di Gaeta), Enzo Zottola (Camera Commercio Latina), Franco Ciufo (Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio), Sevi Scafetta (organizzatore-evento);
    modera Marina Campanile (Fondazione Vanvitelli); Giuseppe Catenacci (Ass. Ex Allievi Nunziatella).
  • Dalle ore 16:00 – presso l’Hotel Serapo, Mostra del Maestro Gennaro Pisco “Unità senza verità”.
  • Ore 21:00 – menù storici e musiche del tempo nel centro antico di Gaeta.

DOMENICA 11 MARZO

  • Ore 10:00, Santuario Santissima Annunziata
    Messa Solenne per i caduti Napolitani durante l’assedio di Gaeta
  • Ore 12:00 Montagna Spaccata
    Cerimonia per i caduti durante l’assedio lungo gli spalti della fortezza
    a cura del Raggruppamento storico-militare di ALESSANDRO ROMANO

Con il patrocinio di:
Regione Lazio

Provincia di Latina
Comune di Gaeta
Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Alberghi convenzionati (camere già in esaurimento):
Serapo (0771 450037)
Flamingo (0771 740438)
Gajeta (0771 4508237)
Mirasole (0771 464194)

Infoline: 347 8492762

segui le previsioni meteo su Gaeta

info dal sito del Comune di Gaeta

Corteo identitario “Difendi Napoli, difendi il tuo futuro”

Corteo identitario “Difendi Napoli, difendi il tuo futuro”

Una delegazione di V.A.N.T.O. ha partecipato alla manifestazione “Difendi Napoli, difendi il tuo futuro”  del 4 Febbraio insieme ad altri undici movimenti e gruppi identitari non solo napoletani. Il cordone dei manifestanti, circa duecento persone, ha sfilato partendo da Piazza Matteotti per arrivare a Palazzo San Giacomo intonando cori per chiedere la bonifica delle aree inquinate della città, l’abolizione del pedaggio sulla Tangenziale, l’equiparazione delle assicurazioni meridionali a quelle del centro-nord, l’allentamento della pressione di Equitalia e, più in generale, per chiedere più giustizia per il Sud e per i cittadini del Mezzogiorno.
V.A.N.T.O. era presente con un grande striscione su cui era scritto “Sud: 150 anni di malaunità” e, pur recandosi sotto il Municipio per richiedere simbolicamente una politica sempre più attenta al popolo meridionale e fattività per il riscatto della città, si è astenuta dall’intonare alcuni cori contro il Sindaco De Magistris lanciati da altri movimenti e dai quali prende le distanze  per coerenza ideologica verso la propria “mission” non solo in funzione meridionalista ma anche in chiave di denuncia costruttiva del degrado urbano della città e del vilipendio della sua immensa cultura.

il neo-meridionalismo della politica

il neo-meridionalismo della politica

stop alla Social Card nordista sconfitta dall’asse Napoli-Bari

Angelo Forgione – È ormai noto che, con la benedizione di Vendola, i sindaci di Napoli e Bari De Magistris ed Emiliano camminino a braccetto sul sentiero politico che porta alla politica nazionale, sbilanciata a Nord. Qualche giorno fa avevano scritto al premier Monti, sotto suggerimento dell’Assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli Marco Esposito, denunciando l’iniquità della “Social Card” reintrodotta nel DL “Semplificazioni”, contestando il metodo utilizzato per la ripartizione delle risorse che avrebbe favorito il Nord. In particolare, le ricariche sarebbero state differenziate in base alla valutazione tecnicamente errata che il costo della vita fosse più alto al Nord rispetto al Sud. Questo avrebbe assegnato una ricarica bimestrale da 110 a 274 euro ai comuni settentrionali, mentre per quelli meridionali sarebbe stata da 80 a 212 euro. I due sindaci hanno informato Monti che, secondo rilevazioni, a parità di prodotti acquistati, la spesa sia più cara nel Mezzogiorno a causa della diversa struttura distributiva e dei maggiori costi logistici. In sostanza il Sud sconta il fatto di essere una sorta di colonia che importa, pagandone il trasporto, merci dal Nord detentore della maggior quota di ricchezza prodotta. Il trucco sta nelle “gabbie salariali” che prevedono il calcolo sul costo della vita confrontando erroneamente i prodotti più venduti in ogni esercizio commerciale e non i prezzi di prodotti identici, ed è quindi ovvio che nel Mezzogiorno si vendano maggiormente articoli “low cost” a causa del minore reddito disponibile. Il paradosso è che sia lo stesso Ministero dello Sviluppo economico, in una nota nell’Osservatorio prezzi, ad avvertire sull’uso improprio di simili raffronti territoriali. 
Battaglia vinta! Il Sottosegretario al lavoro Cecilia Guerra ha fatto visita a Marco Esposito informandolo che il Governo ha corretto il provvedimento cancellando qualsiasi differenziazione territoriale. Far passare la “svista” (nordista) sulla “Social Card” avrebbe aperto la strada a nuove speculazioni e magari portato un domani a pensioni e prestazioni sociali differenziate.
Ma non è tutto, perchè De Magistris sta studiando una delibera per consentire il conferimento della cittadinanza ai figli di immigrati nati nel territorio napoletano. «Anche in questo campo dai Comuni può venire una spinta al Governo nazionale – ha detto il Sindaco di Napoli – affinchè provveda in questa direzione». Basta poco per capire che questa è una risposta alla Lega Nord e alle sue politiche razziste di chiusura. Del resto, Napoli e il Sud hanno una tradizione di accoglienza e integrazione storica e già nel 1846 fu introdotto nelle Due Sicilie il “Decreto circa la naturalizzazione degli individui nati nel Regno da genitori stranieri” riprendendo una legge pure in vigore nel 1817. Il Sindaco ha reso noto che entro Marzo sarà pronta una ordinanza che organizzerà tutti i mercatini etnici per immigrati in ogni zona di Napoli. Insomma, sembra proprio che De Magistris stia andando a Sud, così come
consigliatogli all’indomani dell’elezione a Sindaco.
De Magistris ed Emiliano si propongono come un nuovo modello di politica meridionalista di contrapposizione alle sperequazioni della politica nordista che finge di non sentirci, in attesa di accogliere Rita Borsellino impegnata nella candidatura a Sindaco di Palermo sponsorizzata, e ci risiamo, da Vendola. Lo ha detto proprio il sindaco di Bari a “la Zanzara” su Radio24, ipotizzando un prossimo nuovo quadrilatero geopolitico che non sarebbe più quello austriaco di Verona, Peschiera del Garda, Mantova e Legnago ma quello meridionale di Napoli, Bari, Palermo e Catania. Ricorda vagamente qualcosa.

Napoli nel circuito delle città d’arte

Napoli nel circuito delle città d’arte

con Roma, Firenze e Venezia

Angelo Forgione per napoli.com – Napoli città d’arte di fatto, ma ora il Comune ha sottoscritto un protocollo d’intesa per istituire un coordinamento delle politiche turistiche con Roma, Firenze e Venezia. Si tratta del “circuito delle città d’arte” che ha visto riunirsi a Roma gli assessori al turismo delle quattro città italiane a maggiore vocazione turistica per ratificare l’ingresso della città partenopea.
I contenuti del protocollo d’intesa saranno implementati da una serie di iniziative e azioni promozionali del circuito rivolte ai mercati tradizionali e a quelli emergenti. Il coordinamento lavorerà poi per creare un prodotto che leghi la grande offerta artistica e culturale delle città d’arte, affinchè sia capace di concorrere con le destinazioni internazionali.
L’assessore al turismo del Comune di Napoli Antonella Di Nocera ha dichiarato che questo è solo il primo passo per un rilancio sistematico di Napoli in ambito turistico nel quale è necessario l’intervento di collaborazioni pubbliche-private. “È fuor di dubbio – ha detto Di Nocera – che Napoli sia una delle città italiane più belle, amate e desiderate al mondo. Compito di questa amministrazione è trasformare tutto ciò in crescita economica e volano di sviluppo”. E tanto ce n’è da fare.

Napoli ha ancora un’anima capitolina

Napoli ha ancora un’anima capitolina

il Sindaco di Bari Emiliano, l’inno di Paisiello e il Nord sordo

L’anima capitolina di Napoli è ancora ben viva e palese. Basterebbe ricordare l’esito del sondaggio per designare il personaggio storico preferito dai napoletani del Corriere del Mezzogiorno nell’autunno 2009 o il continuo spuntare di bandiere delle Due Sicilie allo stadio “San Paolo”; e al Forum dei Comuni per i Beni Comuni di Sabato 28 Gennaio se n’è avuta un’altra piccola conferma quando il sindaco di Bari Emiliano ha fatto una citazione storica sull’inno delle Due Sicilie: «Napoli era l’ispirazione di ogni sentimento di un meridionale. Persino l’inno borbonico era scritto da un tarantino». Dalla platea del teatro “Politeama” applausi di compiacimento che il primo cittadino barese ha frenato istituzionalmente precisando che non si trattava di “nessun concedimento”, parlando però di un “sedimento” che permette di vedere il disinteresse verso il Sud nelle stanze della politica. Chiamiamolo sedimento o come vogliamo, ma è chiaro che si tratti di meridionalismo.

video: La condanna a morte del Meridione

boom di tumori al Sud, picco in Campania.

I dati sono chiari: forte aumento delle neoplasie in Campania! 9,2% tra gli uomini, 12,4 tra le donne. Queste le conseguenze del bombardamento ambientale cui è sottoposta quella che gli antichi romani chiamavano “Campania felix” per via della fertilità delle terre. Da qualche decennio, in quelle stesse terre vengono intombati illegalmente gli scarti industriali nocivi delle aziende di un nord che non solo non si accontenta di trattenere a sé la maggior quota della ricchezza prodotta ma lascia al Sud anche la maggior quota del proprio scarto nocivo produttivo.
Lo smaltimento illecito di rifiuti tossici riguarda in particolar modo la Campania dove l’area tra Acerra, Nola e Marigliano è stata denominata “triangolo della morte” e dove paradossalmente i cittadini dei grandi centri abitati come Napoli sono più al sicuro da malattie rispetto a quelli delle campagne comprese tra il Napoletano e il Casertano. Si tratta della “rotta tirrenica” dei rifiuti speciali che viaggiano da Nord verso Campania e Calabria, ma esistono anche una “rotta adriatica” che punta alla Puglia e una “rotta siciliana”.
È ormai accertato che l’Italia sia crocevia di traffici internazionali di rifiuti, provenienti dai paesi europei e destinati al Corno d’Africa. Ed è proprio a questo affare tra governi dei paesi industrializzati, mafie e massonerie internazionali, che, secondo fondate ipotesi, sono probabilmente legati gli omicidi del 1994 di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia. Un grosso affare scoperchiato che ha dei nessi con la situazione attuale, in Campania soprattutto ma in tutto il Meridione. A decidere sono sempre i poteri occulti che manovrano i fili dall’alto e stabiliscono destini di intere comunità. E così i traffici continuano mentre di bonifica dei territori inquinati neanche l’ombra.
Solo la miopia della disinformazione può indurre a pensare che l’emergenza rifiuti di Napoli sia il frutto dell’inciviltà dei cittadini che pure in situazioni di degrado diffuso finiscono per degenerare le proprie abitudini. Quel fenomeno non dipendeva dalla gente ma da qualcosa di più grande stabilito a tavolino decenni fa. Roberto Saviano ha provato a spiegarlo alla nazione ma qualcuno continua a fare orecchie da mercante. Ma se il centro di Napoli è ora libero da quella vergogna, i campani e i meridionali sono purtroppo chiamati a fare i conti con un disastro ambientale di cui non sono responsabili, subendone però  umiliazione, frustrazione e accanimento razziale da parte di chi accusa le vittime e non i carnefici, perchè di veri e propri carnefici si tratta. Malformazioni, infertilità, malattie e morti precoci sono già il conto che il Sud sta pagando e che diventerà sempre più salato nel prossimo futuro e in quello più remoto dei nostri figli. Solo che queste morti sono silenziose, non fanno rumore come una nave che affonda o una sparatoria tra pregiudicati. Ma la gente deve sapere cosa è accaduto, cosa sta accadendo e cosa accadrà.

Addio Guida, addio Fnac (?)

Addio Guida, addio Fnac (?)

duro colpo agli amanti della lettura della zona collinare

Angelo Forgione – Caro fitti al Vomero. E così la libreria “Guida Merliani” ha chiuso i battenti per sempre dopo 40 anni di attività (spazio a McDonald’s?) mentre si avvia allo stesso destino la “FNAC” di Via Luca Giordano che pure è una multinazionale ma è in fase di tagli per 80 milioni sul territorio italiano, colpendo anche il punto vendita di Napoli. In poco tempo, un duro colpo (probabilmente doppio) agli amanti della lettura del quartiere collinare che si aggrappano al baluardo “Loffredo“.
Una situazione che viene da lontano e che ha visto scomparire tanti locali storici del Vomero, sostituiti da questo o quella banca. Il caso della “FNAC“, a Napoli dal 2003, può essere indicativo di come la globalizzazione possa distruggere le economie locali. Un megastore che per anni si propone come punto di riferimento positivo distrugge inevitabilmente l’economia locale fatta di piccoli punti vendita settoriali; scomparendo lascia il deserto.
I “rumors” parlano di trattative con “Mediaworld” per la cessione del fitto e per il riassorbimento dei 60 dipendenti.

L’esegesi dello spot Panda

L’esegesi dello spot Panda

come nasce il messaggio “marchionnista” dei buoni e dei cattivi

Angelo Forgione – Torno sullo spot della nuova Fiat Panda a poco più di una settimana dal lancio. Uno spot che ha diviso l’opinione tra chi lo apprezza e chi lo critica ferocemente. Ed essendo tra quelli che l’hanno criticato da subito, attivando una procedura di verifica presso l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (in attesa di verdetto), sono stato io stesso oggetto di condivisioni e contestazioni. Il dato certo è che sulla pagina ufficiale di Fiat su youtube i commenti sono rivolti più all’azienda che al prodotto. Questo è indice di una spaccatura tra chi lo vede semplicemente come spot e chi invece ne percepisce i messaggi aziendali ai lavoratori di Pomigliano e ha più rabbia nel contestarlo.
Il fastidio è provocato dalla filosofia esternata da Marchionne che ha parlato agli operai napoletani, invitandoli a mettersi in riga e a non fare i “fiom-pulcinella”, colpendo così anche la napoletanità rivestita di accezioni negative. Ma è procurato anche dalla presunzione da parte dell’AD Fiat di ergersi a giudice di Italia giusta e Italia sbagliata, abbandonando colpevolmente la coerenza necessaria per ottenere l’apprezzamento del pubblico: la Fiat che minaccia prima di lasciare l’Italia perchè ostacolo allo sviluppo dimenticandosi della qualità produttiva dello stabilimento napoletano per poi autocelebrare un proprio prodotto “made in Italy” decantando a posteriori le virtù dei lavoratori di Pomigliano, infastidisce. 
Nello spot c’è tutto il “ricatto” e basta ascoltare le parole di Marchionne rivolte al sindacato Fiom in tempi di trattative e scontri per capire come nasce lo spot, soprattuto la dichiarazione finale: «o facciamo il nostro lavoro seriamente o sennò la Fiat non è interessata». 
Sabato 28 Gennaio si è svolto a Napoli il Forum dei Comuni per i Beni Comuni e al Teatro Politeama si è vissuto un momento intenso ed emozionante quando Antonio Di Luca, operaio sindacalista Fiom di Pomigliano cassintegrato, ha letto alla platea, alla presenza di De Magistris, Vendola, Emiliano e Zedda, la testimonianza di un operaio “mobbizzato” che può far ben comprendere i presupposti che hanno portato al concepimento del messaggio pubblicitario della nuova Panda. La denuncia è chiara: gli operai di Pomigliano che hanno la tessera Fiom sarebbero sgraditi (pulcinella) e sono pronte nuove cause sindacali.
È chiaro che la visione asettica e disinteressata dello spot non consenta di comprenderne i presupposti; c’è infatti bisogno di tener conto delle dinamiche aziendali e sindacali che hanno preceduto il riassetto della Fiat di Pomigliano per afferrare il concept dello spot oltre la rappresentazione scenica. Purtroppo, parlando agli operai, si sono toccati anche tasti diversi quali la napoletanità in senso più ampio: come già evidenziato nella mia recensione, l’immagine finale dell’automobile in Piazza dell’Anfiteatro a Lucca sul claim “questa è l’Italia che piace” al termine di un’intera ambientazione a Napoli si configura come un messaggio negativo per la città partenopea. E puntualmente il Comune di Lucca comunica con orgoglio che “non a caso la nostra città è stata scelta per rappresentare un luogo d’arte riconoscibili in tutto il mondo e quale porta bandiera di quanto c’è di positivo e bello nel nostro paese” avocando a sé l’immagine positiva dell’Italia.
Ho spulciato sulla rete per capire come lo spot venga giudicato da chi va oltre il giudizio “artistico” e ho trovato tanta corrispondenza col mio giudizio. La condanna è tutta per il “marchionnismo” che intende dividere il mondo in buoni e cattivi, dove i secondi sono quei meridionali che non fanno quello che lui vuole. Marco Giusti su “il Manifesto” non sopporta Pulcinella in versione negativa “uè-uè” e si dispiace perchè non riesce proprio a capire quale carica negativa possano avere i maccheroni e non crede che agli operai possa far piacere sapere che si lavora alla grande solo se non si perde tempo con spaghetti e Pulcinella. Giovanna Cosenza su “Il Fatto Quotidiano” scrive che la Fiat svaluta implicitamente una certa Italia del Sud  dividendo il paese tra buoni e cattivi. Giampaolo Rossi su “Panorama” dice che lo spot è fin troppo carico di retorica e incoerenza. L’Unità sottolinea la provocazione di un’Italia tosta contro i Pulcinella. Libero punta il dito su Marchionne. Per Vincenzo Basile di fanpage non è felice l’abbinamento tra pasta-Vesuvio e voce fuoricampo che invita a non accontentarsi dell’immagine non brillante dell’Italia. TM news decreta la bocciatura dello spot da parte del web. E in tutto questo sono nati anche eloquenti controspot dalla parte degli operai.
Al di la del dibattito, è inconfutabile che la réclame sia al centro dell’attenzione e non è passata inosservata. E questo, nel bene e nel male, vuol dire qualcosa in un’epoca in cui le macchine si vendono sempre meno. Chi continua a venderle e non conosce crisi sono quei produttori che non hanno bisogno di realizzare spot ideologici perchè la loro migliore pubblicità è fare macchine di qualità.
Insomma, lo spot dell’Italia che piace non piace. 

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