Il caffè protagonista alla rassegna MAGNA

Domenica 1 novembre, nell’ambito della rassegna MAGNA – mostra agroalimentare napoletana, che affronta il tema dell’agricoltura e della gastronomia napoletana dal punto di vista storico, scientifico e sociale, svelandone tutti i segreti dall’origine al piatto finito, si terrà un interessante incontro pubblico a tema su origini, storia e caratteristiche di preparazione del caffè di Napoli. Dove nasce il caffé? Come e quando arriva a Napoli? Perché diventa un’eccellenza della gastronomia partenopea? Quali sono le caratteristiche delle diverse miscele? E perché è particolare la torrefazione napoletana? Spiegheranno tutto Angelo Forgione, scrittore storico e giornalista, autore del libro Made in Naples ‐ come Napoli ha civilizzato l’Europa (e come continua a farlo) e Paola Campana della torrefazione Campana Caffè.
Appuntamento alle ore 11 nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, in vico San Domenico Maggiore 18, con accesso libero e degustazione di caffè nel corso dell’evento. Possibilità di visitare la speciale mostra interattiva (a pagamento) che si avvale della tecnologia per condurre il visitatore attraverso un percorso articolato in sala multimediali che ripercorre le tappe che il prodotto agricolo compie dall’orto alla pentola, dove poi prendono forma e sostanza gusto e sapori.

pagina facebook della rassegna

La mozzarella di bufala fa bene alla salute

Angelo Forgione – La mozzarella di bufala campana è antiossidante, è altamente digeribile e contiene poco sale. Questo il responso di tre ricerche distinte presentate durante un convegno organizzato dal “Consorzio per la tutela del formaggio mozzarella di bufala campana Dop”.
Uno studio condotto dal professor Ettore Novellino, docente di Chimica farmaceutica e tossicologia presso l’Università “Federico II” di Napoli, ha dimostrato che, durante il processo digestivo, la mozzarella di bufala favorisce lo sviluppo di alcuni peptidi che, agendo sulle cellule intestinali, svolgono un’azione antiossidante.
Il professor Vito Corleto, docente di Gastroenterologia a “La Sapienza” di Roma, ha dimostrato invece che la mozzarella di bufala è facilmente digeribile. L’alimento, infatti, ha un contenuto di lattosio inferiore a quello presente nei prodotti ad alta digeribilità.
Infine, il professor Germano Mucchetti, docente di Scienze e tecnologie alimentari presso l’Università di Parma, ha rilevato che il latticino ha un limitato contenuto di sale.
Niente male per un prodotto talvolta sotto attacco e spesso nell’occhio del ciclone per le numerose sofisticazioni che subisce, ma che è comunque garantito dal marchio a dalla denominazione di origine (Dop). Se non è stampato sulla confezione, meglio lasciar perdere.

Dalla Melannurca elisir contro colesterolo e calvizie

Angelo Forgione – La Melannurca, “la regina delle mele”, ha effetti benefici per il controllo del colesterolo cattivo e il contrasto alla calvizie. Il dipartimento di Farmacia dell’università “Federico II” di Napoli dai polifenoli estratti dalle meletipiche della Campania ha ottenuto due prodotti nutraceutici in avanzata fase di sperimentazione sull’uomo, e insieme al Consorzio di tutela Melannurca Igp, all’Expo, ha firmato un protocollo d’intesa che assicura ai soli produttori di Melannurca Igp la possibilità di fornire materia prima all’industria nutraceutica. L’ateneo federiciano ha lavorato tre anni sulle cultivar Melannurca e Mela Rossa del Sud, coltivate nell’areale di produzione dell’Igp, evidenziando che tutte le mele contengono polifenoli ma le cultivar hanno un contenuto di un gruppo di polifenoli dai riconosciuti effetti salutistici, le procianidine, molto superiore. Così è stato messo a punto AppleMets colesterolo, un prodotto nutraceutico in grado di ridurre del 28,8% il colesterolo totale e incrementare l’espressione delle HDL (colesterolo buono) del 60%. Il preparato ha una dose giornaliera in polifenoli totali – 800 milligrammi – equivalente a otto mele annurche, ed e’ in corso la fase finale di sperimentazione sull’uomo. Replicato il procedimento per AppleMets hair, che combatte efficacemente la calvizie, consentendo la ricrescita dei capelli con un aumento significativo anche del diametro dei capelli. In questo caso lo studio si è concentrato sulla selezione della Procianidina B-2, responsabile dell’effetto ricrescita.

Nasce BirTa, la birra alla mela annurca campana

Sta arrivando BirTa, la birra del Taburno aromatizzata alla mela annurca, una nuova specialità del territorio campano. Mele annurche campane IGP stagionate in botti usate per affinare il vino aglianico; orzo e luppolo coltivati da sei imprese agricole del territori di Frasso Telesino, Dugenta e Sant’Agata dei Goti (Benevento); acqua delle sorgenti del Monte Taburno. Questi gli ingredienti della prima birra artigianale realizzata con la filiera corta. Quattro diverse tipologie, tutte che impiegano malto base Pilsner e mele annurche aggiunte in fase di fermentazione come purea.
BirTa, la birra che si fonde a “la regina delle mele”, sarà disponibile sul mercato a fine settembre 2014.

Il boicottaggio psicotico dei prodotti campani

Angelo Forgione Ho scelto una Melannurca per la copertina di Made in Naples, “la regina delle mele”, simbolo di perfezione e di lavorazione della Campania Felix. Ma nera, perché la Melannurca è diventata “malannurca”. Eppure in ogni occasione pubblica non ho mai evitato di dire che i prodotti campani sono più boicottati che inquinati. Solo una minima percentuale del territorio ha un’alta concentrazione di inquinanti nel terreno e nelle falde acquifere, ma la concentrazione negli alimenti è decisamente inferiore anche in quei territori, dove si muore per l’acqua che si beve e per l’aria che si respira. L’ecosistema agricolo privilegia la pianta, che non assorbe tutto quello che si trova nel terreno e ha un’incredibile azione autodepurativa. I frutti della terra assorbono in modo selettivo e tendono a rifiutare inquinanti e sostanze non “terrene”. Il problema può semmai esserci per la filiera del latte, ma i controlli nel settore sono tanti.
La Corte di Cassazione ha disposto che i prodotti coltivati nei terreni sequestrati a Caivano sono sani. E intanto un intero comparto, per colpa della malainformazione, è stato messo in ginocchio. Nessuno compra più prodotti campani. Ora la Regione Campania corre ai ripari con 23 milioni di euro per ricostruire l’immagine della produzione locale, coinvolgendo il Calcio Napoli. Il picco di tumori aumenterà, ma per altre cause. È un dramma, ma combattere un problema – lo dico sempre – non significa crearne altri.

Sabato 11, festa alla Reggia di Carditello

Dopo il memorabile atto di acquisto della Reggia di Carditello, le associazioni del Forum di Agenda 21, insieme al Comune di San Tammaro e il Consorzio di Bonifica invitano tutti a festeggiare a Carditello sabato 11 gennaio insieme a tutti coloro che in questi anni, a diverso titolo e in diverso modo, si sono battuti per la salvezza della Reggia di Carditello, cogliendo in tal modo lo spirito del messaggio di Bray su “Carditello, Tommaso e la voglia di cambiare del Mezzogiorno”.
L’evento, al quale il Ministro ha voluto da subito confermare la sua presenza, avrà luogo, anche grazie all’ennesima disponibilità del Giudice Valerio Colandrea, dalle ore 10.30 alle ore 13.30, in una porzione all’aperto del galoppatoio della Reggia, che sarà animato da musica, giochi per bambini e famiglie con l’Arci Ragazzi di Caserta e un aperitivo realizzato a cura della NCO – “Nuova Cucina Organizzata” coordinata da Peppe Pagano.
L’ingresso al sito sarà libero e aperto a tutti. Sarà possibile parcheggiare lungo le mura di cinta della Reggia, salvo esigenze particolari di persone diversamente abili. Il costituendo gruppo di “Angeli di Carditello”, formato da volontari della protezione civile dei diversi comuni della zona e dalle associazioni di Agenda 21, accoglierà e assisterà i visitatori durante la mattinata, nello stile delle tante aperture straordinarie realizzate nei diversi anni passati.
Per raggiungere la Real Tenuta di Carditello seguire le indicazioni indicate sulla pagina Facebook dell’evento.

tratto da “la Radiazza” (Radio Marte) del 10 gennaio

La Mozzarella di Bufala Campana Dop è salva. Viva la Mozzarella!

dal sito del Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana – La Mozzarella di Bufala Campana Dop è salva. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi il decreto del ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, con cui il Governo ha sostanzialmente recepito le richieste del Consorzio di Tutela, emanando nuove norme di attuazione della legge 205/2008.
Il provvedimento contiene novità fondamentali: per tutti coloro che fanno parte del sistema Dop sarà infatti possibile continuare sempre a produrre nello stesso stabilimento mozzarella Dop e altre tipologie (ricotte e mozzarelle non Dop), ma, come richiesto dal Consorzio di Tutela già 18 mesi fa, si obbligano i produttori ad acquistare esclusivamente latte di bufala proveniente dall’area Dop, per qualunque prodotto intendano realizzare.
“Così il Governo dice sì alla nostra proposta sulla provenienza esclusiva del latte dal territorio della Dop, contenuta nella bozza di modifiche al disciplinare che da un anno e mezzo attende l’approvazione delle istituzioni interessate”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo e aggiunge: “Siamo molto soddisfatti del provvedimento. In questo modo si rafforza il marchio Dop, s’innalza la qualità del prodotto, si assicura la tracciabilità totale e non si costringono i nostri allevatori a morire. Ringraziamo il Governo e il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, per aver compreso appieno il nostro appello”.
Per il direttore del Consorzio di Tutela, Antonio Lucisano, “ora si apre una nuova fase per la Mozzarella di Bufala Campana Dop” e spiega: “Con le nuove regole siamo di fronte a innovativi scenari di produzione e di mercato. Con l’obbligo di utilizzare solo latte di area Dop, il nostro auspicio è ora che tutto il latte Dop possa essere trasformato in mozzarella Dop, con prospettive di crescita, dunque, ancora tutte da esplorare. Sul mercato i consumatori avranno un quadro più semplice e chiaro, potranno scegliere solo tra tre tipi di prodotto: la Mozzarella di Bufala Campana Dop; la mozzarella di bufala non Dop ma realizzata comunque con latte di area Dop dai produttori aderenti al Consorzio; e infine il prodotto non certificato, realizzato da tutti gli altri con latte e semilavorati bufalini qualsiasi, proveniente da ogni dove”.
Le nuove norme sono anche il frutto della mobilitazione lanciata dal Consorzio, dal titolo “Salviamo la Mozzarella di Bufala Campana DOP”, “che ha coinvolto chef, giornalisti, foodies e cittadini, uniti dalla passione per questo prodotto unico”, fa sapere Lucisano: “A ciascuno di loro – conclude – va il nostro grazie di cuore, ci hanno sostenuto e aiutato a produrre ogni sforzo per non far scomparire il più importante marchio Dop del centro-sud Italia. Insieme ce l’abbiamo fatta”.

Leggi il testo integrale del decreto ministeriale