La terza ampolla del sangue di San Gennaro?

teca_sangennaroAngelo Forgione Il prodigio dello scioglimento del sangue di San Gennaro, da sempre, è al centro della vita della città di Napoli, con tutta una serie di leggende e misteri che vi gravitano attorno. Persino Carlo di Borbone portò parte del sangue all’Escorial di Madrid, e non si sa che fine abbia fatto quella reliquia, né in che contenitore sia stato travasato, e in che stato. Ricca di fascino è pure la storia della dispersa terza ampolla trafugata dalla Cappella del Tesoro nel Duomo di Napoli, che i responsabili del Museo del Tesoro di San Gennaro starebbero in qualche modo cercando per via diplomatica.
Recentemente, senza troppo clamore, è stata rinvenuta proprio una ampolla tra le reliquie dei Padri Vincenziani, nel Complesso Monumentale attorno alla splendida Chiesa vanvitelliana di San Vincenzo de’ Paoli ai Vergini. Si tratterebbe di un cimelio contenente proprio sangue di San Gennaro, secondo il certificato pontificio di autenticità datato 1793 ed emesso dal Vescovo di Ferentino, cioè della zona del frusinate, al quale in qualche maniera sarebbe giunto il resto sacro prima di essere consegnato ai missionari vincenziani di Napoli.
Mistero nel mistero, sin dal momento del ritrovamento il sangue contenuto nella boccetta è allo stato liquido. Lo si può notare visitando la ricca Cappella delle Reliquie dello stesso Complesso (infoline: 3383448981 – 3476065947).

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video / Ippolito Nievo, le ruberie dei Mille e la prima strage di Stato

Tratto da La storia siamo noi (Rai), l’enigma del vapore Ercole, la nave scomparsa nel nulla che trasportava la scottante contabilità della spedizione dei Mille. Partì da Palermo la sera del 4 marzo 1861. A bordo c’era Ippolito Nievo con altre settantanove persone tra equipaggio e passeggeri, e il Rendiconto nel quale si dimostrava, con meticolosa precisione, l’operato di tutta l’Intendenza delle finanze garibaldine. Nel fascicolo erano contenute notizie riservate, che non sarebbe stato opportuno rivelare perché avrebbero acclarato la pesante ingerenza del Governo di Londra nella caduta del Regno delle Due Sicilie. Nievo aveva dovuto gestire un ingente finanziamento in piastre turche proveniente dalle massonerie britanniche, che aveva favorito l’arrendevolezza di gran parte degli ufficiali borbonici e delle alte cariche civili duosiciliane: un’immobilità che aveva paralizzato l’Esercito e soprattutto la Marina borbonica, senza la quale il più grande Stato della penisola italiana, con la terza flotta europea di quel tempo, sarebbe difficilmente caduto. Il Vice Intendente era rimasto nauseato da ciò che aveva visto, da come veniva trattato il popolo siciliano e di come le cose erano andate contro le sue aspirazioni.
Il rendiconto non arrivò mai a Napoli, da dove doveva proseguire per Torino. Il console amburghese Hennequin, che a Palermo curava gli interessi inglesi, aveva cercato di dissuadere Nievo dall’imbarcarsi su quella nave, ma il Vice Intendente ignorò, forse consapevole del suo destino, il criptico avviso dell’annunciata prima strage di Stato dell’Italia unita.

La Mozzarella di Bufala Campana Dop è salva. Viva la Mozzarella!

dal sito del Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana – La Mozzarella di Bufala Campana Dop è salva. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi il decreto del ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, con cui il Governo ha sostanzialmente recepito le richieste del Consorzio di Tutela, emanando nuove norme di attuazione della legge 205/2008.
Il provvedimento contiene novità fondamentali: per tutti coloro che fanno parte del sistema Dop sarà infatti possibile continuare sempre a produrre nello stesso stabilimento mozzarella Dop e altre tipologie (ricotte e mozzarelle non Dop), ma, come richiesto dal Consorzio di Tutela già 18 mesi fa, si obbligano i produttori ad acquistare esclusivamente latte di bufala proveniente dall’area Dop, per qualunque prodotto intendano realizzare.
“Così il Governo dice sì alla nostra proposta sulla provenienza esclusiva del latte dal territorio della Dop, contenuta nella bozza di modifiche al disciplinare che da un anno e mezzo attende l’approvazione delle istituzioni interessate”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo e aggiunge: “Siamo molto soddisfatti del provvedimento. In questo modo si rafforza il marchio Dop, s’innalza la qualità del prodotto, si assicura la tracciabilità totale e non si costringono i nostri allevatori a morire. Ringraziamo il Governo e il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, per aver compreso appieno il nostro appello”.
Per il direttore del Consorzio di Tutela, Antonio Lucisano, “ora si apre una nuova fase per la Mozzarella di Bufala Campana Dop” e spiega: “Con le nuove regole siamo di fronte a innovativi scenari di produzione e di mercato. Con l’obbligo di utilizzare solo latte di area Dop, il nostro auspicio è ora che tutto il latte Dop possa essere trasformato in mozzarella Dop, con prospettive di crescita, dunque, ancora tutte da esplorare. Sul mercato i consumatori avranno un quadro più semplice e chiaro, potranno scegliere solo tra tre tipi di prodotto: la Mozzarella di Bufala Campana Dop; la mozzarella di bufala non Dop ma realizzata comunque con latte di area Dop dai produttori aderenti al Consorzio; e infine il prodotto non certificato, realizzato da tutti gli altri con latte e semilavorati bufalini qualsiasi, proveniente da ogni dove”.
Le nuove norme sono anche il frutto della mobilitazione lanciata dal Consorzio, dal titolo “Salviamo la Mozzarella di Bufala Campana DOP”, “che ha coinvolto chef, giornalisti, foodies e cittadini, uniti dalla passione per questo prodotto unico”, fa sapere Lucisano: “A ciascuno di loro – conclude – va il nostro grazie di cuore, ci hanno sostenuto e aiutato a produrre ogni sforzo per non far scomparire il più importante marchio Dop del centro-sud Italia. Insieme ce l’abbiamo fatta”.

Leggi il testo integrale del decreto ministeriale

La battuta “Made in Sud” sgradita da un altro Sud

Angelo Forgione – Il grande mistero dell’universo finisce nel frullatore della comicità di Made in Sud: “come si fa ad essere di Napoli e tifare per la Juve?“. E giù applausi del pubblico. La battuta, utile per introdurre l’answers-sketch dell’artista romano Marco Capretti, non deve essere piaciuta a qualcuno tra i tanti napoletani che assistevano alla trasmissione: un colpo a freddo nello stomaco da togliere il sorriso. E non deve aver fatto sorridere neanche al giornalista Michele Criscitiello, avellinese di nascita, milanese di adozione e udinese di simpatia, che su Twitter, per restare in tema di quesiti, ha resa pubblica la sua disapprovazione con un velenosissimo appello ai lettori: “Domanda: c’è qualcuno che ride alle battute di quelli di Made in Sud, oltre al pubblico in studio pagato per farlo? tristezza”. Gigi Esposito, contattato da Gianni Simioli a “La Radiazza”, ha risposto all’anchorman di Sportitalia: Non so chi sia Criscitiello. Noi non paghiamo nessuno per applaudire o ridere. Da noi in studio si accede solo su invito visto che c’è talmente tanta richiesta da parte delle persone che vogliono venire a seguirci dal vivo, che non si può accontentare tutti”.
Il quesito, sia esso musicato piuttosto che in salsa umoristica, resta comunque un quesito, con tanto di punto interrogativo. È da ribadire l’antico presupposto: nessuno deve privare il prossimo della libertà personale, ma è altrettanto doveroso per ogni napoletano (che si ritienga tale) conoscersi e capirsi, e magari chiedersi il perché di questa sempre più insistente domanda che non è certamente solo una querelle sportiva. Se lo fosse, la domanda neanche si porrebbe.
Ross ha detto che si guarisce a un certo punto. Gigi ha ribadito che si può trovare una risposta a questa domanda. Nello scherzo esce fuori la saggezza: a un certo punto della vita si trovano delle risposte, ma bisogna cercarle.

La battuta di Gigi e Ross

La facciata del Gesù Nuovo come un pentagramma?

La facciata del Gesù Nuovo come un pentagramma?
ipotesi plausibile sul significato dei segni sul bugnato

Lo storico dell’arte e musicofilo Vincenzo De Pasquale ha svelato che i simboli incisi sulla facciata del Gesù Nuovo sarebbero lettere in aramaico, lingua parlata da Gesù, la cui combinazione formulerebbe lo spartito musicale di una sinfonia denominata “Enigma”.

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leggi l’articolo di luglio 2010

CAVANI, ALTRO CHE COLPO DELLO SCORPIONE… È SOLO ILLUSIONE OTTICA.

CAVANI, ALTRO CHE COLPO DELLO SCORPIONE… È SOLO ILLUSIONE OTTICA.

lo splendido “triplete” di Cavani porta in dote un “giallo”. A distanza di qualche ora viene fuori la notizia che si tratti di goal di tacco, ma non è affatto così.
Si tratta di illusione ottica dovuta alla prospettiva schiacciata di una particolare inquadratura. Ma un’analisi dei frame (nel video) conferma che il goal è di testa, e che ad indurre in errore è il movimento sincrono della gamba destra che induce a credere ad una magia. Nel cerchio in giallo è visibile il pallone dietro la testa di Cavani (palla che quindi mai avrebbe potuto attraversare il corpo del giocatore per finirgli sul tallone). Il colpo dello scorpione è rimandato. Cavani è un campione anche senza.