17 Marzo, l’apologia continua della monarchia Sabauda
Angelo Forgione – Franco Califano cantò una canzone a Sanremo nel 1994 dove unì idealmente il Nord e il Sud. Il brano, bellissimo, era intitolato “Napoli“ e finì all’ultimo posto in graduatoria. Il “Califfo”, con la sua consueta schiettezza, disse senza mezzi termini che non fu apprezzato perchè l’italia è un paese razzista.
L’italia è un paese che fatica ad ammettere il suo razzismo, fatica ad ammettere di avere degli scheletri nell’armadio, fatica ad ammettere le sue menzogne. E andiamo avanti trascinandoci così, raccontandoci la bugia dell’unità che non esiste e non è mai esistita, celebrandola ancora, ad un anno di distanza, nella stessa data in cui Vittorio Emanuele II si autoproclamò “Roi de l’Italie” come si legge nell’atto in rigoroso francese redatto dal parlamento (italiano?). “Roi Victor Emmanuel prend pour lui et ses successeur le titre de Roi d’Italie”, così si legge nel testo della legge n. 4671 del Regno di Sardegna, non d’Italia. Il numerale che accompagna il nome del sovrano non venne modificato: Vittorio Emanuele II, non I come avrebbe voluto larga parte dell’opinione pubblica patriottica. Il dato è significativo: “Vittorio Emanuele I” avrebbe sottolineato la novità dell’Italia unita. “Vittorio Emanuele II”, invece, significava implicitamente che il nuovo Stato era l’allargamento territoriale del Regno di Sardegna e delle sue istituzioni.
A 151 anni di distanza è il 17 Marzo che viene festeggiato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Cioè la data in cui la monarchia del Piemonte si allargò invadendo senza dichiarazione di guerra il Mezzogiorno. L’italia unita territorialmente, priva di Roma e Venezia, si compì dieci anni più tardi. E la Repubblica ben più tardi. Eppure il presidente della Repubblica festeggia ancora una volta una data che rappresenta il trionfo bellico di una monarchia che tanti danni ha fatto.
Ad un anno di distanza dal 17 Marzo 2011 voglio riproporre su questo blog un sunto della puntata di “Matrix” di quel giorno. Erano presenti gli amici Pino Aprile e Lorenzo Del Boca, oltre ad Emanuele Filiberto di Savoia e Claudio Martelli. Ed era presente anche il presidente del consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni oggi inquisito per presunta corruzione e tangenti. Aprile e Boni entrarono in contrasto, l’uno voce del Sud consapevole, l’altro di un certo Nord razzista. Fu evidentemente rabbioso il primo nel rivendicare le ragioni e le verità del meridione; fu evidentemente tracotante il secondo col suo sorriso che conquistò il conduttore Alessio Vinci (chiarissimo il sarcasmo di Aprile sull’invito a tornare in trasmissione fatto a Boni in chiusura della trasmissione). Quanta fatica per affermare la verità, sgomitando con chi oggi è inquisito e rappresenta un partito politico che da 25 anni spara a zero sul meridione suscitando pure simpatia.
Oggi, 365 giorni esatti dopo, Benigni e Napolitano sono tornati a fare retorica per la chiusura delle celebrazioni. Finalmente! Ora basta però, perchè in molti non la bevono più. Mica vorrete propinarci ogni 17 Marzo la solita retorica patriottica? Impegnatevi ad unire veramente il paese, piuttosto. Magari cominciando dalle ferrovie.
Dimenticavo… al festival di Sanremo del 1994 vinse Aleandro Baldi con “Passerà”. Speriamo!

Secondo previsioni, l’asta per la vendita della Reggia di Carditello è andata deserta ancora una volta. Nuova data fissata al 29 Marzo, ancora a 15mila euro ribassabili a un quarto della base d’asta. Il sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino ha appreso la notizia mentre gli veniva comunicato che, in conseguenza del suo sciopero della fame, il Presidente della Repubblica Napolitano lo riceverà il 22 Aprile al Quirinale; e pertanto la personale protesta è stata sospesa. Grande merito del primo cittadino è quello di aver così acceso i riflettori sulla vergognosa vicenda.
Centinaia di persone hanno affollato l’hotel Serapo di Gaeta nello scorso week-end in occasione del XXI Convegno Nazionale della “Fedelissima città di Gaeta” che ha schiuso ottime prospettive al mondo meridionalista. Alla conferenza di Sabato arricchita dagli interventi di Lorenzo Del Boca e Pino Aprile, con la musica identitaria di Mimmo Cavallo, ha fatto seguito la commemorazione di Domenica mattina alla Montagna Spaccata dei soldati caduti per la difesa del Regno: alzabandiera e lancio di una corona a mare da parte degli allievi della scuola militare de “La Nunziatella” alla presenza delle cariche cittadine.
Angelo Forgione per
Angelo Forgione – È uno dei massimi protagonisti del teatro napoletano contemporaneo, un conoscitore della storia di Napoli, uno di quei partenopei orgogliosi che veicolano la verità senza complessi o timori. Stiamo parlando di Peppe Barra, già protagonista della recente produzione multimediale revisionista
“Qui dove il mare luccica e tira forte il vento, su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento”.