Angelo Forgione – Mi sarebbe piaciuto che il minuto di SILENZIO chiesto dalla SSC Napoli per onorare la memoria di Pasquale Romano, il trentenne di Cardito vittima innocente della guerra tra clan prima di Napoli-Chievo, oltre a quella del Caporale Tiziano Chierotti, fosse durato un minuto e non 30 secondi. Mi sarebbe piaciuto che il minuto di SILENZIO fosse di raccoglimento, cioè SILENZIO assoluto, introspezione, concentrazione spirituale, e non di applausi che vanno benissimo se alla fine del SILENZIO. Mi sarebbe piaciuto che l’arbitro Celi avesse atteso che l’annuncio del minuto di SILENZIO fosse diffuso, invece di decretarne frettolosamente l’inizio (e la fine) e costringere lo speaker a parlaci su. Mi sarebbe piaciuto che, almeno per una volta, i telecronisti l’avessero chiamato minuto di ovazione e non di SILENZIO. Perchè il minuto di SILENZIO, in Italia, dovrebbe chiamarsi per come viene interpretato. È una questione di cultura, quella che ci manca in tante, troppe occasioni.
Ieri c’è cascata anche Napoli che avrebbe potuto dare migliore dimostrazione di coscienza e dolore rispetto ad una delle tante tristi vicende che colpiscono nel profondo la sua parte sana e vitale. Occasione sprecata. Ma chiariamoci, è un malcostume diffuso; in Italia non siamo capaci di onorare le vittime come in altri paesi dove il rispetto del tempo e del SILENZIO è vero raccoglimento (video).
Ma che sconquasso ha scatenato V.A.N.T.O.! Sospensione di Amandola,
Non si trovano definizioni per il servizio andato in onda durante la partita Juventus – Napoli nel TG regionale del Piemonte. L’unica che viene in mente è “razzista”.
L’
Che scena triste quella messa su dal prefetto uscente di Napoli De Martino Giovedì 18 Ottobre durante una riunione in prefettura sulla questione dei roghi tossici che avvelenano il territorio tra il Napoletano e il Casertano. Il parroco di Caivano don Maurizio Patriciello che si batte da tempo per denunciare il fenomeno, mentre ribadisce l’allarme per la situazione critica, è ripreso da De Martino solo perchè si è “permesso” di chiamare “Signora” e non “prefetto” la dottoressa Pagano, omologa di Terra di Lavoro.
Angelo Forgione – Nuovo spot di “Autostrade per l’Italia” dopo dieci anni di assenza dal circuito televisivo. Protagonista della comunicazione è una bambina alla guida di una automobilina a pedali. Lungo paesaggi, viene portata in stage diving dalle diecimila persone che in Autostrade lavorano e che tutte insieme, nella film, creano strade dove non ne esistono ancora.
Angelo Forgione – Dal giorno dell’introduzione delle norme contro il razzismo che consentono la sospensione delle partite di calcio in caso di cori e striscioni razzisti ho avviato una battaglia per denunciare come tali norme non tutelassero i napoletani e per 