Ogni volta che parla del Napoli inforca gli occhiali corredati di sopracciglia e nasone e finge di nascondersi. Lo ha detto lui stesso a chiare lettere sui social network che è un’irrisione dei napoletani, una sfida a chi lo ha sommerso di proteste per le sue battute poco simpatiche e molto forzate. E lui, invece di piantarla, da un anno a questa parte, ripete sempre la stessa manfrina.
Diciamolo chiaramente: Gene Gnocchi non fa ridere, ma non solo ai difficili napoletani che di comicità e teatralità se ne intendono. Gene Gnocchi non fa ridere, punto e a capo. A volte fanno persino tenerezza quegli allenatori, calciatori o dirigenti che, incalzati dalle sue “simpatiche” domande, si abbandonano ad un sorriso di cortesia. E la “Domenica Sportiva” insiste sul personaggio. Bontà loro!
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Arrigo Sacchi, l’educatore calcistico che razzolò molto male
L’ex allenatore in TV detta la via dell’etica sportiva. Eppure il suo passato…
Lo studio di Premium Calcio ha fatto perdere le staffe a Mazzarri. La vittoria del suo calcio pragmatico su quello offensivo di Zeman non è andato giù a Cologno Monzese e all’allenatore del Napoli non è andato giù Premium Calcio.
Senza entrare nel merito di un un contrasto fine a se stesso, va comunque stigmatizzato il tentativo sbilenco effettuato da Arrigo Sacchi di trovare nei fischi di “accoglienza” alla Roma da parte dei tifosi del Napoli l’origine dei cori razzisti di Busto Arsizio. «Sentito come sono stati accolti i giocatori della Roma al San Paolo? Poi ci lamentiamo della violenza e del razzismo negli stadi», ha detto l’ex allenatore. Gli interlocutori in studio gli hanno fatto notare che è normale e lui ha insistito: «Ma lasciamo stare, qui (in Italia) quando si va in trasferta bisognerebbe essere scortati dalla polizia». Sacchi non sbaglia a denunciare il malcostume di base negli stadi italiani ma finisce col non essere credibile paragonando due manifestazioni di diversa entità e natura.
La verità è che Arrigo da Fusignano, che non allena più, va in giro per gli studi di Mediaset a fare l’educatore del calcio. Ma quando è stato un addetto ai lavori col Milan degli olandesi, il suo fair-play ha toccato invece livelli molto bassi. Domandare all’Atalanta della vergogna nei quarti di finale della Coppa Italia 1989/90: all’88’, con la squadra orobica in vantaggio (gol di Bresciani) e la qualificazione vicina, si scatena la bufera. Borgonovo, attaccante del Milan, è a terra per infortunio e all’atalantino Stromberg non pare vero di dover calciare la palla in fallo laterale per consentire i soccorsi. Alla rimessa in gioco, nello stupore bergamasco, Rijkaard non dà la palla ai bergamaschi e innesca Massaro che non tira la palla fuori ma mette in area atalantina. Borgonovo si fionda sul pallone e viene steso da un furente Barcella. Polemiche e richieste di spedire fuori la palla dal dischetto a Baresi che vi si presenta. Lui si gira verso Sacchi l’educatore che, secondo il racconto di Stromberg (guarda il video), se ne lava le mani e si gira verso Berlusconi che a spedire la palla fuori porta non ci pensa neanche. Mondonico, allenatore della “Dea”, ricorda ancora con sdegno quell’episodio.
Quel Milan di Sacchi sapeva vincere ma non perdere. Come non ricordare quel Verona-Milan dell’Aprile 1990 che consegnò lo scudetto a Napoli, quando, dalla panchina, Sacchi disse di tutto all’arbitro Lo Bello, costretto ad espellerlo. Quella Domenica, secondo l’arbitro, Rijkaard gli sputò addosso due volte e si prese il rosso, come anche Van Basten e Costacurta per reiterate proteste.
Quel Milan di Sacchi chiuse vergognosamente il suo ciclo europeo la sera del 20 Marzo 1991 quando, sotto di un goal a Marsiglia, abbandonò il campo per lo spegnimento di un riflettore, poi ripristinato. Galliani credeva di ottenere la vittoria a tavolino dall’UEFA che invece squalificò i rossoneri per una stagione europea.
Eppure, Sacchi e il suo Milan, il fair-play e la cultura della sconfitta li avevano conosciuti proprio nel Maggio del 1988, quando espugnarono il “San Paolo” e soffiarono lo scudetto al Napoli. 80.000 napoletani si alzarono in piedi e tributarono uno scrosciante applauso ai vincitori. Due anni dopo, a parti invertite, da casa Milan piovvero solo veleni sul Napoli per la monetina di Bergamo, nonostante i 2 punti finali di vantaggio degli azzurri.
Sacchi sarà certamente pentito, dopo tanti anni, di non aver insegnato al suo Milan la cultura della sconfitta. Ma se nella sua seconda vita deve fare la morale per dei fischi di rivalità e paragonarli anche lontanamente a manifestazioni di razzismo che non appartengono ai napoletani, allora è meglio che risparmi ai telespettatori la sua evoluzione morale.
La libreria “Treves” muore nel colonnato abbandonato
«Non deve esistere che tutta questa area sotto il porticato debba essere orinatoio o ci debbano stare saracinesche abbassate, o serrande o ferraglia. Napoli deve essere sempre unita di un percorso di vivibilità sempre aperta».
Queste furono le parole di Luigi De Magistris in campagna elettorale, pronunciate proprio sotto i portici di San Francesco di Paola, dove si trova la libreria Treves di Rino De Martino. Il porticato, così come un po’ tutta la piazza, non è di competenza del Comune e quelle promesse, evidentemente, non potevano essere mantenute. E già questo è scandaloso in un paese che dovrebbe tutelare uno spazio che è simbolo di un’architettura Neoclassica che, partendo dai fermenti degli scavi di Ercolano e Pompei, ha cambiato i gusti d’Europa nel Settecento; mentre invece le complesse pastoie burocratiche continuano ad essere un alibi per gli affanni degli enti preposti alla salvaguardia del patrimonio monumentale, napoletano e italiano.
Quando nel 2006 Rino De Martino entrò nei locali del porticato, sfrattato da Via Toledo, ebbe rassicurazioni sulla rivalutazione del luogo. Ma mai nulla è stato fatto e oggi il colonnato è sempre più orinatoio e scrittorio (su muri e marmi), condito da infiltrazioni d’acqua “tamponate” con reti di protezione per evitare che i calcinacci colpiscano i pochi passanti e “arricchito” dai preziosi monumenti equestri del Canova nel completo oblio. La vicenda è ingarbugliata. La società privata “Romeo Gestioni” ha segnalato alla Giunta De Magistris che la libreria non ha provveduto a sottoscrivere il contratto di locazione e non ha ottemperato al pagamento dei canoni, una somma che ammonterebbe a 162.500 euro. De Martino non ha stipulato il contratto, e il Comune neanche perché inadempiente rispetto alla rivitalizzazione dei locali che detiene in fitto. Ma una cosa è certa: 2500 euro di fitto per un luogo che ha solo storia umiliata e nessuna attenzione, sembrano davvero ingiustificati.
Nel servizio di “Napoli Urban Blog” curato da Antonella Cozzi e Carlo Maria Alfarano, lo stesso De Martino esprime il suo pensiero sulla vicenda che sta a cuore anche a noi. Sia per le nostre insistenti e incessanti denunce sulle condizioni di degrado monumentale dell’intera piazza che per l’importanza dell’attività della “Treves” che, grazie a De Martino, è anche aperta a gratis per chiunque ha bisogno di un luogo di dibattito, rendendosi unico cuore pulsante in un luogo in stato comatoso.
firma la petizione online per salvare la “Treves”
Premio “Eccellenze del Sud” a Eddy Napoli, Angelo Forgione e Gennaro De Crescenzo
Si è svolta Venerdì 21 Dicembre al Batis di Baia (Bacoli – NA) la prima tappa de “Le Eccellenze dei Sensi”, un’iniziativa nata da un’idea di Sarah Ancarola (in arte Shara) e resa possibile dalla collaborazione dell’Associazione “Terronian” con “Slowtour Campi Flegrei” che ha come intento la valorizzazione delle terre meridionali e delle personalità da esse provenienti insieme ai prodotti tipici e d’eccellenza dei nostri territori.
Durante la serata sono stati assegnati i premi “Eccellenza del Sud” ad alcuni personaggi che, ciascuno nel proprio settore, si sono distinti per l’incessante opera di promozione dei territori meridionali rendendo così lustro alle nostre Terre. Tra questi, Eddy Napoli per la musica (anche al servizio della questione meridionale), Angelo Forgione (Presidente del Movimento V.A.N.T.O.) per il giornalismo e Gennaro De Crescenzo (Presidente del Movimento Neoborbonico) per la saggistica.
Boateng contro il razzismo. Ma le norme non ammettono ipocrisia
Kevin Boateng, calciatore di colore del Milan, ha reagito con veemenza ai cori razzisti dei tifosi della Pro Patria durante un’amichevole disputata a Busto Arsizio. Prima una pallonata scagliata verso la frangia dei fanatici, poi l’abbandono del campo. Reazione giusta, l’unica per accendere i riflettori su indecenze del genere. Molto vicina a quella di Zoro e Kawashima che hanno sospeso deliberatamente delle partite ufficiali.
L’allenatore Allegri, a nome del Milan, ha auspicato che tutto ciò sia d’esempio, anche se gli esempi, come detto, ci sono. Ma la battaglia culturale non ammette ipocrisia e incoerenza perché se stavolta è un giocatore del Milan ad essere stato colpito, anche i sostenitori milanisti si sono resi protagonisti più volte di manifestazioni di intolleranza razziale. Ed è giusto sottolinearlo.
Giusto continuare ad auspicare reazioni forti da parte dei protagonisti, bersagli preferiti del malcostume che attiene agli stadi italiani: neri, slavi, rumeni… e napoletani.
Cassa Armonica, campa cavallo…
Angelo Forgione per napoli.com – Continua la telenovela della Cassa Armonica in Villa Comunale. Smontata perché pericolante la corona in vetro e ghisa alla vigilia delle World Series di America’s Cup per la cui manifestazione vi erano previsti concerti, la Giunta Comunale ha deliberato a Novembre la “approvazione in linea tecnica, del progetto definitivo redatto nei modi previsti dall’art. 93, comma 4 del Decreto Legislativo n. 163/2006 e ss.mm. e ii., concernente i lavori di restauro della Cassa Armonica in villa comunale dell’importo complessivo di € 423.073,81.”
Tradotto in soldoni, il Comune di Napoli ha deliberato che il restauro si farà (e ci mancherebbe!) non appena si presenterà uno sponsor disposto a spendere 423.000 euro. Chi sborserà questa cifra? Se nessun benefattore dovesse farsi avanti, in un momento del genere, dovremo rassegnarci a vedere sfigurato e degradato il monumento di Errico Alvino, stanti le ovvie inadempienze del Comune alla canna del gas. Vale la pena ricordare che per la seconda tappa delle World Series l’ACN, il consorzio napoletano creato per l’evento costituito da Comune di Napoli, Regione Campania e Camera di Commercio Napoli, verserà agli americani 4 milioni e 200 mila euro con un contributo del Comune di Napoli. Il conflitto è evidente: spendere soldi per restaurare i monumenti di Napoli e per diffonderne l’immagine smontandoli? E intanto i pezzi sono ancora riversi nel cantiere aperto della Linea 6 Metropolitana.
A proposito, ma che ne è stato del concerto di Francesco Renga previsto nel programma dell’America’s Cup ma saltato per maltempo e da pagare per contratto? Doveva essere recuperato ma non ci risulta sia accaduto. E la telenovela continua.
Chi libera festeggia. OK il Lungomare, ma ridateci la Piazza.
Angelo Forgione per napoli.com – Gran pienone al lungomare di Chiaia per la festa di Capodanno. Un successo sotto il profilo numerico e un po’ meno sotto quello artistico e organizzativo per il sindaco De Magistris che ha chiuso per sempre l’era Bassolino trasferendo la festa di San Silvestro nel suo luogo-sponsor. Anche questa è disputa politica.
Era stato proprio l’ex sindaco di Napoli e poi governatore della Campania a inaugurare in Italia il periodo delle feste in piazza quando, dopo il G7 del ’94, l’agorà di Napoli liberata dalle auto fece da apripista del genere. Fu un ritorno al passato perché già dal Seicento lo spazio antistante al Real Palazzo, non ancora definito nelle sembianze attuali, è stato il luogo privilegiato per lo svolgimento delle feste, delle parate e delle celebrazioni, con gran contributo dei più noti architetti napoletani e non.
Come il “largo di Palazzo”, così il lungomare. Liberato anch’esso, nuovo simbolo anch’esso, nuovo spazio di Capodanno anch’esso. Non che sia sbagliato; va bene cambiare se porta benefici. E allora ben venga il Capodanno al lungomare stile Copacabana, a patto però che ci restituiscano la nostra grande piazza neoclassica ridandole dignità, splendore, luce, economia e attenzione che merita. Al momento è solo abbandono completo.
Auguri a tutti… con una fantastica storia!
Natale è la festa dei bambini e i bambini sono la risorsa del futuro. Di Napoli, del Paese, dell’umanità intera. Mai perdere la speranza!
Per porgere a tutti gli auguri di Natale, senza retorica e non per caso, ho scelto un bellissimo videoclip di Edoardo Bennato che ripropone il celebre racconto del Pifferaio Magico in chiave partenopea. La canzone denuncia i mali della società contemporanea, con riferimenti a fatti e persone reali come a trasmissioni TV, prendendo di mira gli imbonitori delle folle e la folla stessa che si fa abbindolare, non riuscendo a vedere al di là del proprio naso. Dopo aver scacciato i topi, il Pifferaio Napoletano diventa prima eroe e poi vittima in una società incapace di pensare. E alla fine abbandona la società corrotta e senza speranza per il futuro, portando in salvo i bambini ancora indifferenti allo stupro mentale. Lo farà con un galeone volante che raggiungerà l’ideale isola felice dove, insieme alla purezza dei bambini, riedificherà una una nuova società… e una nuova Napoli partendo da quanto di buono ancora c’è (e non è poco).
Una canzone alla quale sono da sempre particolarmente affezionato per evidenti motivi e significati. Ed è con questa che porgo gli auguri a tutti i miei lettori e sostenitori, nonché alla famiglia di V.A.N.T.O., ai suoi amici e a tutti i suoi simpatizzanti.
Angelo Forgione
Il panettone campano in trionfo
Angelo Forgione – Sostengo da anni l’eccellenza della qualità del panettone “made in Sud” anche in ottica di mercato. A qualcuno ho dato l’impressione di essere presuntuoso nel valorizzare un prodotto che non fa parte della tradizione napoletana e che per qualcuno sarebbe risultato comunque perdente rispetto al milanese d.o.c., ma nel mio modo di comunicare non esiste disinformazione e quando mi espongo è solo per conoscenza dei fatti, per approfondimento e per quella grande curiosità che mi porta ad interessarmi ad ogni cosa che riguardi il nostro territorio.
La Campania è un fiorire di rinomati panettoni di ogni tipo grazie alla straordinaria ricchezza di ingredienti che ne arricchiscono il sapore. E mentre quello nostrano vince nelle manifestazioni gastronomiche dedicate e sale all’onore delle cronache per l’insidia che sta portando al primato “lumbard”, chi scrive prenderà oggi il premio “Eccellenze del Sud” per aver sostenuto tra le tante anche questa causa sin dalla prima ora. Nella consapevolezza che la nostra terra ha sublimato il caffé, la pizza e il babà (per fare solo tre esempi) senza che fossero nati a Napoli. E poteva essere in grado di sublimare anche il panettone. Che resta milanese.
“Eccellenze dei Sensi” del Sud premia Angelo Forgione
al Batis di Baia, serata dedicata al Suono e al Gusto del Sud
Si terrà Venerdì 21 Dicembre al Batis, struttura collocata sulle terrazze del Parco Monumentale di Baia a pochi passi dal porto della cittadina, la prima tappa de “Le Eccellenze dei Sensi”, un’iniziativa nata da un’idea di Sarah Ancarola (in arte Shara) e resa possibile dalla collaborazione dell’Associazione “Terronian” con “Slowtour Campi Flegrei” che ha come intento la valorizzazione delle terre meridionali e delle personalità da esse provenienti insieme ai prodotti tipici e d’eccellenza dei nostri territori.
Sulla scia del Vento del Sud, un vento che insieme ai profumi ed ai sapori della nostra terra porta con sé anche i suoni e le sonorità di un territorio in fermento che spera in un cambiamento e nel nuovo che verrà, sarà premitato l’impegno di coloro che si battono per la valorizzazione del Mezzogiorno. Durante la serata presentata da Valentina Elia saranno consegnati i premi “Eccellenza del Sud” ad alcuni personaggi che, ciascuno nel proprio settore, si sono distinti per l’incessante opera di promozione dei territori meridionali rendendo così lustro alle nostre Terre. I premiati saranno la Special Guest della serata Eddy Napoli per la sua musica (anche messa al servizio della annosa questione meridionale), Angelo Forgione (Presidente del Movimento V.A.N.T.O.) per il giornalismo, Gennaro De Crescenzo (Presidente del Movimento Neoborbonico) per la cultura, Francesco Franzese (Responsabile dell’azienda “La Fiammante”) per l’imprenditoria e Rosario Mattera (Presidente dell’Associazione Malazè).
Quella di “Eccellenze dei Sensi” è un’iniziativa mirata a valorizzare e mettere in risalto le eccellenze legate ai sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto, il tatto … e perchè no, anche l’intuito. Nasce sulla scia del marchio “Eccellenze del Sud” e vuole ancor più segnalare tutte le realtà presenti nei territori meridionali che operano a favore dello sviluppo del Mezzogiorno d’Italia e delle terre poste a Sud del mondo. Risorse naturali, doni, talenti e personalità divenuti tutti emblemi delle Eccellenze del nostro Meridione non possono esser tenuti all’ombra perché fin quando questo avverrà i territori del Mezzogiorno italiano continueranno a versare in una condizione di disagio rispetto al resto del paese.
Il lavoro costante di persone comuni che operano nel loro piccolo può rendere sempre più grande questo nostro Sud e può in questo modo concretamente portare ad una vera e propria inversione di marcia.
La serata prevede anche un parco-pizza (15€ degustazione, pizza, birra artigianale/vino a bicchiere) e una cartassaggi (15€ due piatti, due vini in abbinamento).
