Il Governo si impegna per salvare Carditello

Il Governo si impegna per salvare Carditello

vertice in Prefettura e visita del ministro Ornaghi al sito

Angelo Forgione – Il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi si è recato ieri alla Real Tenuta di Carditello per verificare le condizioni del sito. “Faremo in modo che torni al suo antico splendore”, ha detto. Questo è l’impegno preso per recuperare la “delizia” borbonica dopo lo sciopero della fame messo in atto dal sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino. L’asta del 29 Marzo non è evitabile per ristrettezze di tempo, ma dopo quella data il Governo, la Regione e la Provincia si dovrebbero impegnare per restituire il monumento al patrimonio e alla collettività. Queste le intenzioni esternate dopo il vertice in Prefettura di Caserta, con la rassicurazione che, in caso di offerta in occasione della prossima asta, “lo Stato ha uno strumento di difesa efficace che è la prelazione, se si dovesse verificare eserciterà questo diritto”.
I fondi per acquistare il bene non ci sono ma il Governatore Caldoro confida in prossimi finanziamenti europei. Venaria Reale, è bene ricordarlo, fu recuperata proprio grazie allo sblocco di fondi nazionali ed europei. Nei prossimi giorni dovrebbe essere convocato un nuovo incontro per creare un tavolo con gli enti locali, coordinato dalla Prefettura, per pensare alle misure di salvaguardia per evitare ulteriori saccheggi e per pensare alla destinazione d’uso della tenuta una volta riacquisita. Lo stesso Caldoro si è detto pronto, insieme agli altri Enti locali, a mettere a punto un piano per la valorizzazione del sito, mentre il sindaco Cimmino si è mostrato felice per aver avviato la discussione sulla soluzione del problema Carditello che è finalmente una priorità dell’agenda politica regionale.

Il ministro a Carditello (Repubblica.it)

il vertice da campanianotizie.com

il sindaco Cimmino al microfono di interno18tv

Reggia di Carditello: spiragli di luce

Reggia di Carditello: spiragli di luce

La protesta del sindaco Emiddio Cimmino ha smosso le acque. Il Ministro Ornaghi l’ha chiamato personalmente, comunicandogli la convocazione per Martedì 20 Marzo in Prefettura per un summit con il governatore Caldoro, il presidente della Provincia di Caserta Zinzi e il Prefetto Pagano. All’ordine del giorno, le questioni relative al futuro del sito reale.
Nubi squarciate e spiraglio di luce, ma la guardia è e deve restare alta. C’è in ballo il recupero e la salvezza di un bene monumentale e culturale di tutto il Sud.

Reggia di Carditello, sciopero della fame del sindaco

Reggia di Carditello, sciopero della fame del sindaco

soluzione estrema contro le istituzioni regionali

Il dramma della Real Tenuta di Carditello continua e da Lunedì il sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino ha iniziato uno sciopero della fame perchè, nonostante le continue e copiose denunce di associazioni e movimenti (tra cui V.A.N.T.O.), la politica provinciale, regionale e nazionale continua nella sostanza a disinteressarsi del problema.
La notizia era giunta Sabato a Gaeta in anteprima, durante i lavori dei movimenti meridionalisti all’hotel Serapo a margine del Convegno Nazionale della “Fedelissima” ed accolta con un sentito applauso di approvazione.
«Mi resta l’ultima cosa da fare». Così ha dichiarato il primo cittadino per annunciare una misura drastica «per sapere chi ama questa terra e chi invece la usa».
Per Giovedì 15 è fissata l’ennesima asta fissata a 15 milioni di euro che se andrà deserta come le precedenti farà scendere la base della successiva asta a del 29 Marzo a 10,5 milioni. Cimmino si chiede come mai Stefano Caldoro non abbia mai sentito il bisogno di recarsi sul luogo per conoscere e verificare le condizioni della reggia. E poi avverte: «Sappiano coloro che pensano di comprare la reggia di Carditello che il nostro piano regolatore che stiamo per approvare prevede vincoli invalicabili per tutto il perimetro del sito borbonico. Ci pensino bene prima di fare l’affare»Cimmino ha poi mostrato agli amici di interno18.it le tristi condizioni del sito.
Intanto a Gaeta i movimenti meridionalisti hanno fissato per il 21 Aprile una manifestazione di protesta e sensibilizzazione che si terrà probabilmente a Caserta.

contributi video concessi da interno18.it

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I lampioni della cancellata di Palazzo Reale

I lampioni della cancellata di Palazzo Reale

È dal 2008 che sulla cancellata dei giardini di Palazzo Reale lato Via San Carlo uno dei lampioni originali è stato sostituito con uno di diversa tipologia, disegno e dimensione (foto allegata). Identico stallo per i lampioni dei “cavalli di bronzo”, rotti da anni e mai riparati.
Sollecitiamo nuovamente il Sovrintendente Gizzi che frequenta il luogo dove ha peraltro sede la stessa Sovrintendenza.
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Nuovo crollo, un altro schiaffo per Carditello

Tratto da IL MATTINO edizione Caserta del 12/02/12

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Nuovo crollo alla Reggia di Carditello

Nuovo crollo alla Reggia di Carditello

Angelo Forgione per V.A.N.T.O. – Un altro pezzo della Reggia di Carditello è perso. Il tetto dell’ala all’estremo margine sinistro è franato la scorsa notte, certamente per le piogge che si stanno abbattendo sulla Tenuta di caccia abbandonata, ma che, come nel caso di Pompei, danno solo spallate terminali a condizioni di manutenzione assente.
La Real Tenuta borbonica muore lentamente e silenziosamente nella totale indifferenza delle istituzioni, dal Ministero per i beni e le attività culturali alla Regione Campania, dal Consorzio generale di bonifica del basso Volturno alla Soprintendenza ai beni storici, artistici e culturali della provincia di Caserta. E anche dell’opinione pubblica ormai assuefatta al degrado avanzante su tutto il territorio.
La Reggia di Venaria Reale alle porte di Torino era nelle stesse condizioni negli anni Novanta mentre oggi risplende grazie a 200 milioni di euro per il restauro dell’intera struttura avvenuto per renderla fiore all’occhiello delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Senza considerare gli affanni della Reggia di Caserta, una delle delizie borboniche sta morendo senza che ci si renda conto che in quel sito nacque la favola della mozzarella di bufala cui fu dato forte impulso produttivo. Se un luogo simbolo per l’Italia viene abbandonato vuol dire che per la cultura italiana e del Sud nello specifico non c’è più spazio nel bagaglio delle prossime generazioni. Del resto uno spot in questi giorni parla di una cultura italiana che piace fatta di automobili.
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foto da interno18.it

Reggia di Caserta e costiera per la Ferrari

Reggia di Caserta e costiera per la Ferrari

il video ufficiale della 458 Spider

La bellezza, l’italianità, il prestigio, le curve, l’emozione!
Il video ufficiale del modello “spider” Ferrari si affida alle nostre bellezze monumentali e paesaggistiche (con l’ausilio delle strade lucane) per comunicare i concetti.
In fondo, il cavallo rampante fa parte della nostra storia.

Reggia di Caserta: niente soldi, chiusa nei giorni festivi!

Reggia di Caserta: niente soldi, chiusa nei giorni festivi!
Roma prende da Caserta 2 milioni di € e ne rigira solo 400mila.

Angelo Forgione – Scandalo alla Reggia di Caserta: chiusa nei giorni festivi per mancanza di fondi! E mentre a Venaria Reale è boom, a Caserta, come un po’ in tutto il Sud, si schiaffeggiano i turisti e si nega la grande cultura del meridione. Uno dei monumenti più importanti d’Italia, patrimonio mondiale dell’Unesco, tiene i cancelli chiusi proprio quando la gente ha più tempo per ammirarlo. E così, in questi assolati giorni del ponte di Ognissanti, i turisti provenienti da altre regioni hanno trovato l’ingresso sbarrato.
Il Ministero tratta la reggia vanvitelliana come un limone da spremere, un sito di serie B, e destina fondi a ritrovate regge del Nord mentre tante al Sud crollano a pezzi. A volte, dopo le stagioni dei favolosi percorsi di luce, non si riescono a pagare neanche le bollette della luce col rischio di lasciare gli appartamenti al buio. Eppure la reggia è tra i monumenti italiani che incassano di più e tra biglietti di ingresso, royalties e diritti vari, si arriva a circa 2 milioni di euro all’anno. I soldi però finiscono a Roma nelle casse del Ministero del Tesoro che tramite il Ministero dei Beni Culturali rigira a Caserta appena 400mila euro per la manutenzione. Come dire che Caserta produce una torta di cinque fette e ne mangia una sola. Il saldo è sempre passivo ed è facile dedurre che le risorse sottratte a Caserta finiscano altrove.
La conseguenza è che non solo gli appartamenti non possano essere aperti ma anche che il parco della reggia versi in condizioni gravissime. Caserta resta in piedi ma la gravità non è dissimile da quella di Pompei e di tutti i siti monumentali snobbati del Sud.
La scorsa estate il Governo ha stanziato 5,5 milioni per la manutenzione straordinaria di alcuni monumenti di Napoli, Caserta e Benevento. Di questi solo 400mila sono indirizzati alla facciata della Reggia e alla bonifica dei giardini a fronte dei 2,5 milioni per il palazzo reale di Napoli che pure non se la passa bene.

ascolta i turisti delusi (Repubblica.it)

guarda il video  (tmnews)

La grande Cultura di Napoli raccontata da Nicola Spinosa

La Cultura di Napoli raccontata da Nicola Spinosa
l’ex Sovrintendente in una bellissima intervista del 2008

Nicola Spinosa, ex Sovrintendente Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Napoli, uomo di profonda conoscenza dell’arte Napoletana e non solo, racconta Napoli e la sua immensa cultura unica al mondo a John Elkann.
Una consigliatissima intervista a tutto campo, una lezione di storia dell’arte mista a sociologia che arricchisce e che rende l’idea dell’importanza ineguagliabile del patrimonio artistico e culturale di Napoli, città unica al mondo, che neanche gran parte degli stessi Napoletani comprende.
Del resto, lo stesso Spinosa è stato premiato nel 2008 col “FIAC Excellency Award 2008” come uomo che ha più contribuito alla diffusione della cultura italiana negli Stati Uniti. Il premio, conferito per la diffusione della cultura italiana con le mostre oltreoceano sulle età artistiche Napoletane, rende l’idea della rilevanza del patrimonio partenopeo nel contesto nazionale.
A Nicola Spinosa i Napoletani devono molto per la sua opera di promozione della cultura Napoletana, per le tante e importanti mostre che hanno spinto l’immagine culturale di Napoli nel mondo richiamando visitatori e turisti. Un uomo di grande cultura, e soprattutto di grande amore e rispetto per la storia identitaria di Napoli che si evincono da quei piccoli particolari da cogliere con attenzione nell’intervista; Spinosa chiama infatti piazza del Plebiscito “Largo di Palazzo”.
Oltre ad avere il merito di aver riorganizzato e ampliato il Museo di Capodimonte, ha curato, tra gli altri, l’ultimo restauro dell’Arco di Alfonso d’Aragona a Castel Nuovo e ha inoltre offerto una preziosissima consulenza per il recente restauro e il rimodernamento del Real Teatro di San Carlo.

 

video: PHILIPPE DAVERIO E L’ITALIA FALLITA

video: PHILIPPE DAVERIO E L’ITALIA FALLITA
la retorica risorgimentale che ha rovinato la cultura

Angelo Forgione – Torno sulla rivisitazione risorgimentale, che è senza dubbio la chiave per capire dove nascano i guai sociali (e non solo sociali) della nostra nazione italiana. Questa volta ho messo insieme un collage di alcune “pillole” del critico d’arte Philippe Daverio, tratte da varie puntate della sua trasmissione “PASSEPARTOUT” (RAI) e non solo, così come pure interviste rilasciate ai quotidiani IL MATTINO di Napoli e LA STAMPA di Torino. Un lavoro divulgativo che sembra essere estratto da una puntata monotematica mentre in realtà è un puzzle dal senso compiuto che all’inizio pone presupposti e alla fine offre delle risposte, toccando un altro tema che mi sta a cuore: la distruzione del patrimonio monumentale che è figlio della cancellazione della cultura.
Solo l’istruzione e la conoscenza approfondita delle dinamiche storiche possono spiegare il fallimento italiano, senza dubbio iniziato con l’invasione del sud da parte dei Savoia che, creando un Piemonte allargato e non un’Italia unita, non salvaguardarono le specificità culturali dei vari territori, men che meno la cultura delle Due Sicilie che avevano dettato cultura e creato i fondamenti della moderna Europa pur contando meno politicamente.
Le divisioni sociali tra nord e sud diventano motivo di attriti quando a discuterne sono gli ignoranti che trasformano tutto in scontro frontale. Quando invece è la cultura a parlare, quella che convince su ragionamenti e spiegazioni disarmanti, la mente di chi è disposto a conoscere e a capire può aprirsi. I veri revisionisti fanno così, figurarsi quando la rivisitazione della storia è rafforzata da chi non può essere accusato di essere parziale.
Jean Noel Schifano e Philippe Daverio, non è un caso che due intellettuali di estrazione culturale francese lancino messaggi in tal senso. I cosiddetti intellettuali italiani, invece, continuano a raccontare la storia dei vincitori per esserlo anche loro quando ritirano i premi di “sistema” in giro per l’Italia.